La Polizia di Stato di Ragusa ha fermato cinque cittadini rumeni per reati connessi al fenomeno del “caporalato“, associazione a delinquere, traffico di esseri umani e sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile.
Il provvedimento è stato emesso a seguito delle indagini svolte dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa a seguito delle dichiarazioni rese da un cittadino romeno che, prostrato da una situazione di grave sfruttamento lavorativo, si era recato presso la Questura di Ragusa, offrendo un agghiacciante narrato sulle modalità del suo trasferimento in Italia e sull´attività lavorativa in cui era impegnato.
Da tali dichiarazioni partiva l´indagine con cui veniva accertata l´esistenza di una associazione criminale finalizzata al traffico di esseri umani a fini dello sfruttamento lavorativo.
Le vittime venivano attirate con l´inganno e la falsa promessa di un´occupazione lavorativa, di una sistemazione abitativa dignitosa e, poi, invece, venivano private di ogni facoltà di negoziare condizioni di lavoro e di vita.
All´arrivo in Italia tutte le vittime venivano costrette ad abitare in immobili privi di riscaldamento, a vestirsi con indumenti prelevati dai rifiuti, a cibarsi di alimenti scaduti o di pessima qualità ed erano condotte nei vari terreni dai sodali e lì controllate al fine di mantenerne alta la produttività, usando a tale scopo una violenza inaudita.
L´attività permetteva di identificare numerose vittime del traffico di esseri umani gestito dagli indagati.
Tutte le vittime presenti sul territorio sono ora presso un´associazione anti-tratta specializzata nell´ambito della tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo.
Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato
CASTELVETRANO: 17 PERSONE INDAGATE E SOTTOPOSTE A PERQUISIZIONE SU ORDINE DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI PALERMO.
La Polizia di Stato di Brescia ha arrestato 10 stranieri, ritenuti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti in un parco cittadino.
La Polizia di Stato di Modena ha dato esecuzione al decreto di perquisizione presso il domicilio, nell´ambito di un procedimento penale, a carico di un italiano 46enne, denunciato in stato di libertà per il reato di furto aggravato.
La Polizia di Stato di Stato di Reggio Calabria ha arrestato un elemento di vertice della `ndrangheta reggina per plurimo tentato omicidio.
Un bunker di oltre 20 metri quadrati realizzato in muratura nel sottosuolo delle campagne di Rosarno, in contrada Bosco, ad una profondità di circa due metri, è stato scoperto, nella giornata di ieri, dagli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria impegnati nella ricerca di latitanti. Al bunker si accede da una botola in cemento che si apre a scomparsa scorrendo su appositi binari a circa mezzo metro al di sotto dalla superficie. Dalla botola, attraverso un pozzo verticale, si entra in un cunicolo-corridoio lungo circa nove metri che conduce alla stanza bunker munita di illuminazione elettrica, letti, cucina e bagno. La struttura, completamente interrata e mimetizzata da una superficie uniforme con lo stato naturale dei luoghi circostanti, era sorvegliata da alcune microtelecamere esterne nascoste nelle vicinanze. Gli investigatori della sezione criminalità organizzata e catturandi della Squadra Mobile di Reggio Calabria ritengono che il bunker sia stato utilizzato dai latitanti delle cosche della `ndrangheta di Rosarno. I tecnici del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria hanno effettuato accurati accertamenti alla ricerca di tracce utili alle indagini. Al bunker, che è stato sequestrato dalla Squadra Mobile, sono stati apposti i sigilli. Della scoperta del bunker è stata informata la Direzione Distrettuale di Reggio Calabria che coordina le inchieste di criminalità organizzata e della cattura dei latitanti e la Procura della Repubblica di Palmi competente per territorio.
La Polizia Postale di Bologna ha arrestato in flagranza presso il negozio di una nota griffe della Galleria Cavour un pregiudicato di 45 anni mentre tentava di acquistare dei beni di lusso per migliaia di euro con carte di credito rubate. Le indagini dei poliziotti del Compartimento Polizia Postale hanno accertato che nella stessa mattinata tre diversi portalettere, nella zona del centro storico, erano stati derubati, durante il giro di recapito, di varie assicurate contenenti le carte di credito inviate ai titolari per il rinnovo. I furti, che si ripetevano con continuità dal novembre 2017, hanno colpito numerosi portalettere che venivano seguiti durante il recapito e ai quali veniva forzato poi il bauletto del mezzo, dove era custodita la preziosa corrispondenza. Le indagini accertavano altresì la predilezione del gruppo criminale per i negozi della famosa Galleria Cavour; infatti il 22 gennaio scorso erano stati fatti acquisti presso il negozio di altra nota griffe per migliaia di euro con carte rubate. Questa volta, però, i criminali hanno dovuto interrompere gli acquisti per l’intervento della Polizia che monitorava le transazioni delle carte rubate. Anche in questo caso era stato preferito “il salotto dello shopping bolognese” in Galleria Cavour; in un negozio erano stati tentati acquisti per 1400 euro e nel negozio di una nota griffe erano stati definitivamente bloccati. Le indagini, condotte con la collaborazione di Poste Italiane S.p.a e delle società emittenti delle carte di credito, hanno permesso di individuare i responsabili dei furti e degli indebiti utilizzi delle stesse.
Alle prime ore del giorno, personale dei Carabinieri e della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 40 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini della cessione di sostanza stupefacente, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, ricettazione, con l´aggravante prevista dall´art.7 L.203/91.
All’alba di stamane, a conclusione di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, la Polizia di Stato ha arrestato i componenti di un’organizzazione criminale specializzata nel trasferire, dall’Italia alla Somalia, mezzi militari dismessi, ma non demilitarizzati, ovvero non privati delle caratteristiche tipiche per l’utilizzo in scenari di guerra, come la torretta per il fuciliere, le luci oscurate, le gomme adatte ai terreni impervi e la vernice speciale che li rende non visibili di notte.
olati dalla stessa P.G. che stava eseguendo le indagini in oggetto, il sodalizio aveva deciso di non usare più i porti italiani, ma quello di Anversa, in Belgio, dove i veicoli militari venivano condotti via terra a bordo di TIR, con il carico coperto da teloni.




