Giovane cuoco arrestato a Bolzano per spaccio di droga.

E’ stato arrestato a Bolzano un giovane chef di 31 anni, senza precedenti penali. Il soggetto è stato bloccato nel pomeriggio di ieri per possesso di droghe ai fini di spaccio. Il ragazzo è stato trovato mentre coltivava marijuana in un’abitazione a Cortaccia S. S. D. V. (BZ). Gli agenti della Polizia di Stato , Sezione “Narcotici” (della Squadra Mobile di Bolzano) hanno completato un’operazione per fermare e combattere il traffico di droghe in Via Resia. Dopo alcune segnalazioni da parte dei cittadini che avevano notato un insolito movimento di persone sospette, si è deciso di fare un controllo diretto su D. C. D., un giovane di Bolzano in un primo momento sembrava non essere legato all’ambiente della droga. La indagini effettuate su individui e abitazioni ha dato risultati positivi, portando al sequestro di strumenti utilizzati per la coltivazione della marijuana. In un diverso appartamento a Cortaccia S. S. D. V. , che appartiene sempre al soggetto arrestato sono stati rinvenuti quattro ambienti dedicati alla produzione di marijuana, attrezzati con serre di alto livello, impianti di ventilazione e luci ad alta efficienza. Sono stati trovati anche 20 grammi di marijuana e dei quaderni contenenti appunti sulla produzione della sostanza.  Gli immobili  e le attrezzature usati per la coltivazione domestica sono stati sequestrati e ora sono nella disponibilità della Procura della Repubblica. Alla fine delle operazioni della Polizia  D. C. D. è stato arrestato per produzione e possesso di droghe destinate al commercio illegale. Il soggetto è stato portato nel carcere locale. Come stabilito dal Codice Antimafia, il Questore della Provincia Autonoma di Bolzano, Paolo Sartori, ha applicato nei confronti dell’arrestato una Misura di Prevenzione Personale.

Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato

Ragazzo di 23 anni arrestato nel bergamasco. Nasconde la droga sul tetto.

Importante operazione da parte della Polizia di Stato. Indagando sui percorsi di vendita della droga, gli investigatori sono riusciti a identificare un ragazzo coinvolto nello spaccio di sostanza stupefacente. Con le sue consegne sosteneva un sistema di distribuzione che si estendeva in varie province. Questo individuo giovanissimo aveva scelto di dedicarsi completamente al commercio di droghe, facendo le consegne intorno alla sua casa. Durante il controllo, hanno visto movimenti strani e frequenti di persone e veicoli che entravano nel cortile della sua casa, confermando l’idea che in giovane fosse coinvolto nel traffico di droga. La successiva perquisizione ha portato al ritrovamento di 19 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, hashish e marijuana, e anche di contante considerato guadagno dell’attività illegale. Una parte della droga è stata trovata sul tetto della casa, nascosta in una borsa che il giovane aveva messo lì per cercare di evitare il sequestro quando arrivò la polizia. Tuttavia, un agente del Commissariato di Crema, quando ha messo piede nell’immobile, ha visto il ragazzo rientrare  da una finestra che si affacciava sul tetto.  La quantità rimanente di droga è stata trovata grazie a un’attenta ispezione di tutto l’appartamento: una parte era nella camera da letto del giovane di ventitré anni, mentre l’altra era nel soggiorno della casa. Questo evento ha fatto emergere la dura verità che i familiari non potevano ignorare ciò che stava accadendo e sono stati dunque denunciati. Il ventitreenne è stato portato al commissariato  di Crema e, su indicazione del pubblico ministero, è stato poi spostato al carcere di Bergamo. L’operazione di arresto è stata convalidata e il ragazzo è attualmente in custodia.

Direttore Umberto Buzzoni
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Polizia di Stato contro lo spaccio a Viterbo.

La Polizia di Stato di Viterbo ha portato a termine una grande operazione di contrasto allo spaccio di  droga, che ha avuto come risultato tre arresti. Gli agenti hanno aumentato i controlli nel centro della città per combattere il problema del commercio illegale di stupefacenti. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Polizia, il 17 aprile scorso, un uomo nigeriano è stato arrestato dalla Squadra Mobile mentre vendeva una dose di eroina a un acquirente in viale Trento. Successivamente, nella sera di sabato 3 maggio, sono stati arrestati altri due uomini di nazionalità tunisina, trovati con cocaina, hashish e una grande somma di denaro contante. Gli agenti hanno visto due nordafricani mentre mettevano della droga dietro alcuni vasi nella zona del Teatro, nel centro della città. Uno dei due è tornato per prendere due dosi di cocaina, che ha poi dato a un uomo per 100 euro. Gli agenti di polizia sono intervenuti e hanno perquisito il soggetto trovandoli addosso la sostanza stupefacente appena comprata. Durante l’operazione, sono state trovate altre quattro dosi di cocaina e tre pacchetti di hashish, che erano state occultate dietro i vasi. I due spacciatori sono stati arrestati e hanno subito una perquisizione si personale che della propria abitazione, grazie alla quale sono state rinvenute 300 euro in contante. Per entrambi, già con precedenti penali, è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari   attesa dell’udienza presso l’Autorità giudiziaria, che ha poi convalidato la decisione. Queste azioni  di polizia sono il risultato di una politica sulla sicurezza che ha come obiettivo un  maggiore controllo antidroga da parte della Polizia di Stato nel centro di Viterbo. L’obiettivo principale è combattere il problema dello spaccio, che interessa maggiormente  le zone più affollate, assicurando così una maggiore sicurezza per i cittadini. Le forze dell’ordine sono impegnate quotidianamente nella lotta contro il traffico di droghe attraverso controlli sempre più mirati e sempre più organizzati.

Direttore Umberto Buzzoni
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Possedeva un arsenale in casa. Arrestato un 40 enne dalla polizia di Catania.

La polizia catanese  ha arrestato un uomo di 40 anni, accusato di possesso illegale di armi e di  spaccio di droga. Gli agenti hanno effettuato delle perquisizioni in due case di sua proprietà, considerate come luoghi dove potevano essere nascoste armi e droga illegalmente. Durante l’operazione nel quartiere San Cristoforo, sono state trovate e sequestrate due panetti di cocaina dal peso totale di più di 22ekg, insieme a una borsa con diverse armi.

Nel dettaglio, sono state trovate:
1. una pistola revolver con cinque proiettili calibro .38 Special,
2. un fucile semiautomatico completo di caricatore con 30 proiettili calibro 7.62×39,
3. una pistola mitragliatrice Skorpion con 19 proiettili calibro 7.65,
4. un Kalashnikov senza segni distintivi, dotato di un caricatore con 28 proiettili calibro 7.62×39.
5. Inoltre, è stato trovato un sacchetto con 43 proiettili.

L’operazione successiva è stata svolta presso la casa di residenza ha portato al sequestro di altri sette panetti di cocaina, del tutto identici nel confezionamento a quelli già trovati nell’immobile, per un peso di più di 8kg. Inoltre, sono state scoperte sostanze stupefacenti che, grazie a controlli mirati effettuati rapidamente con l’uso di reagenti, hanno mostrato la presenza di eroina.  Quest’ultima sostanza era anch’essa suddivisa in vari pacchetti, per un peso totale di più di 9 kg. L’uomo di 40 anni è stato quindi portato nel carcere di piazza Lanza. Alla fine dell’udienza che si è svolta in merito all’arresto effettuato, il provvedimento è stato convalidato.  Il Giudice per le indagini preliminari ha dunque  deciso di applicare, nei confronti del quarantenne,  la detenzione in carcere.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga a Crotone. Sequestrati più di 100.000 euro di droga.

Nell’ambito delle azioni in contrasto allo spaccio di droga messe in piedi  dal Questore della Provincia di Crotone, Dott. Renato Panvino, per fermare i canali di approvvigionamento degli spacciatori attivi in città è stato arrestato un giovane di ventitré anni,  trovato con una grande quantità di droga, tra cui cocaina e hashish. Il Questore ha riunito in un incontro diverse personalità di spicco nella lotta alle associazioni malavitose che detengono il controllo della città. Hanno partecipato anche il Procuratore della Repubblica, Domenico Guarascio, il Responsabile delle Volanti, il Responsabile della Squadra Mobile, il Responsabile dell’Anticrimine e altri ufficiali della Questura. 

Durante questo incontro, è stata sviluppata una strategia chiave per combattere il traffico di droga.  Nell’ambito di questa strategia, si sono svolte attività di indagine nei confronti di  alcune persone sospettate di usare droghe. Sono state monitorate diverse aree della città, in particolare la zona esterna del quartiere Margherita, considerata dai trafficanti e dai venditori un ‘ottima piazza  per lo smistamento della droga. Gli agenti delle volanti sono riusciti a restringere il campo, raccogliendo prove concrete che indicavano la presenza di una grande quantità di droga nell’abitazione di  un giovane di 23 anni. Dopo aver bloccato ogni possibile via di fuga, hanno fatto irruzione nell’edificio. La velocità dell’operazione ha impedito al sospettato di sbarazzarsi della droga. Sono stati trovati sei pacchetti ben nascosti all’interno di un contenitore nella dispensa, mescolati con del riso. Il peso totale della cocaina pura trovata superava mezzo chilo, una quantità che, se immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare oltre 100.000 euro. Il Questore della Provincia ha interessato con le sue attività anche  le città vicine. Sono state effettuate  otto perquisizioni in appartamento  e controllate  464 persone e 234 veicoli. Dopo le normali procedure, l’uomo arrestato è stata portato nel prigione locale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Direttore Umberto Buzzoni
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La Polizia sgomina associazione malavitosa a S. Basilio a Roma. Quartier generale era una bocciofila.

Nuovo intervento della Polizia Italiana contro la droga a Roma. Nella prima mattinata di oggi la squadra mobile insieme al IV distretto di San Basilio ha smantellato un gruppo di spacciatori, fermando sei persone, tutte arrestate . Le indagini hanno mostrato l’esistenza di una associazione malavitosa guidata da un italiano di 66 anni. Le autorità e gli investigatori hanno mappato l’area dello spaccio che si trovava tra via Corinaldo e via Montegiorgio. Gli altri cinque arrestati erano promotori e organizzatori dell’associazione con vedette e spacciatori. Il circolo bocciofilo in via Montegiorgio, gestito direttamente dal 66enne, si è rivelato sede dell’attività illegale. Lo spaccio si svolgeva all’interno dell’ingresso di un edificio in via Corinaldo, che era protetto da una porta sicura con una fessura. Diversi venditori si alternavano a turno. Un numero significativo di persone agiva  come guardie nelle strade vicine, pronte a dare l’allerta in caso di arrivo della polizia.

Trentatré persone sono state arrestate durante tutte le indagini e dopo la scoperta delle prove. Sono stati sequestrati in totale tre chili e mezzo di cocaina, cinquecento grammi di marijuana e cento grammi di hashish. Queste cifre hanno fornito una chiara rappresentazione di un mercato della droga sempre attivo. In total,e come detto, ci sono 33 persone sotto indagine per associazione a delinquere correlata al traffico di droghe, con diversi casi di arresto e spaccio. Queste 33  persone sono state oggetto di  25 perquisizioni durante le operazioni. Sono stati confiscati anche circa 50.000 euro in contanti e due orologi di valore. Grazie a un’indagine complessa, sono state prodotte molte prove significative che hanno portato a sei ordini di arresto e 25 perquisizioni nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Perugia.

Direttore Umberto Buzzoni
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Droga dal Sudamerica e dal Marocco: la Polizia di Brescia effettua 45 arresti

La Polizia di Stato sta svolgendo una importante operazione antidroga coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla procura di Brescia. Ingenti quantitativi di sostanza stupefacente sono stati acquistati  dal Sudamerica, dal Marocco e dall’Olanda. Dietro al traffico di droga si cela l’ombra della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra. Anche Milano è stata coinvolta nella maxi operazione antidroga che è iniziata il 1 aprile. La  Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Brescia, ha disposto 45 misure cautelari: 30 persone sono finite in carcere mentre 12 sono agli arresti domiciliari. Ci sono poi 7 individui che sono in attesa di essere interrogati. Le provincie interessate nell’operazione sono diverse. Si va da Milano fino a Cosenza, da nord a sud. I soggetti sono di residenza italiana, albanese, nordafricana. Sotto la lente di ingrandimento sono finite due associazioni mafiose  dedite al traffico di sostanze stupefacenti provenienti dal Sudamerica ma anche dal Marocco e dall’Olanda. Dopo aver affrontato lunghi viaggi via terra e mare, la droga giungeva a Brescia per essere poi distribuita su tutta la nostra penisola. Secondo le informazioni emerse, uno dei due gruppi criminali avrebbe intrattenuto solidi legami con membri delle più potenti e pericolose  organizzazioni mafiose italiane ( ndrangheta, camorra, Cosa Nostra, Stidda , Sacra Corona Unita). La sostanza stupefacente eniva trasportata sia via mare che su strada, occultata in diversi modi,  Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno sequestrato  circa 228 kg di droga maggiormente cocaina, poi hashish e marijuana. Sono state sequestrate anche delle armi da fuoco nello specifico e due pistole calibro 45. L’operazione è stata chiamata “Twistlock” e  ha messo in luce  l’articolazione e l’estensione della organizzazione malavitosa, con diramazioni in varie rparti d’Italia e legami con le mafie.

Direttore Umberto Buzzoni
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Viaggiava con 30kg di droga sotto il sedile. Arrestato dalla polizia.

Un uomo di 40 anni di nazionalità italiana , che stava percorrendo l’autostrada del sole in direzione Nord, è stato fermato dagli agenti della polizia di Arezzo dopo le 10 di sera dello scorso 24 marzo. L’uomo stava viaggiando a bordo di una  Smart ForFour con targa italiana quando ha visto alzarsi la paletta della pattuglia di Battifolle che stava svolgendo normale servizio di controllo. La persona fermata ha da subito mostrato segnali di insofferenza e di agitazione insospettendo le forze dell’ordine che hanno iniziato a fare domande sul perché era in viaggio e cosa aveva all’interno della vettura. Le risposte vaghe e nervose hanno spinto gli agenti a perquisire la macchina. In un primo momento né stato individuato solo un borsone vuoto sul sedile posteriore ma dopo un attenta perquisizione, sotto il sedile posteriore, i poliziotti hanno trovato un doppiofondo accuratamente ricavato. Lo spazio, molto capiente, poteva essere aperto tramite un ingegnoso sistema elettronico proprio per evitare di essere scoperto. Ma l’efficienza degli agenti hanno portato alla luce ben 24 pacchettini per un totale di 30 kg di sostanza stupefacente ( hashish e marijuana).  Le analisi sono state effettuate presso la sede provinciale della polizia scientifica e hanno confermato i sospetti degli uomini della polizia. Il quarantenne italiano è stato arrestato e portato  nella casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria. La  Smart ForFour  è stata sequestrata assieme alla sostanza stupefacente. Le indagini però non si fermano qui. L’obbiettivo degli inquirenti è quello di stabilire la provenienza della droga ma soprattutto la destinazione della stessa.

Direttore Umberto Buzzoni
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Traffico di droga a Bologna. Indagato anche un 90 enne.

La Squadra mobile di Bologna ha arrestato cinque individui,(tra la Spagna e l’Italia grazie all’intervento delle Squadre mobili di Rimini, Treviso e Verona e l’Udyco di Madrid). quattro di origine albanese e uno di origine tunisina, tra i 30 e i 50 anni con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’indagine condotta dalla Squadra mobile di Bologna in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia sempre di Bologna, ha ricostruito le azioni del gruppo criminoso, portando all’emissione di provvedimenti cautelari in carcere per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalla disponibilità di armi. Le persone arrestate (fonte questura) sono accusati di aver importato stupefacenti dall’Olanda. Solamente nell’arco di tempo che va tra aprile e novembre del 2020, l’associazione malavitosa avrebbe importato circa 41,5 kg di cocaina nel nostro paese, e più di 300 kg di hashish e marjiuana. Parliamo di merce che se immessa nel mercato illecito avrebbe fruttato 5 milioni di euro. L’inchiesta è stata particolarmente difficile. Lo ha dichiarato con la stampa anche il vice-questore e vice-dirigente della Squadra mobile Natalia Riga. Gli indagati utilizzavano comunicazioni cifrate e ‘criptofonini’. Sono dei cellulari molto simili a quelli comunemente utilizzati dagli utenti ma che schermano e proteggono le comunicazioni in modo da renderle più sicure. Pensiamo ad esempio alle intercettazioni che nel caso di criptofonini sono molto più complesse. Come tutte le cose sono stati creati per scopi legali ma vengono utilizzati anche dai criminali per le loro attività illecite. Dopo l’anno 2021 e forze di polizia del Belgio, dell’Olanda e della Francia sono riuscite a saltare i sistemi di protezione dei cripofonini e hanno iniziato a leggere le conversazioni tra i malavitosi. L’insieme delle informazioni estrapolate dalle forze dell’ordine hanno permesso di portare alla luce collegamenti tra diversi soggetti, i loro dati sensibili, come residenza, auto, rapporti familiari e infine hanno permesso di seguire il traffico di droga dal fornitore al consumatore finale. Il presunto boss è risultato essere un quarantenne albanese che prendeva quasi tutte le decisioni più importanti. Dopo essere stato arrestato a Barcellona, tutto il suo potere è passato nelle mani del nipote che ha iniziato a comandare l’associazione malavitosa. A far scalpore è stato un uomo di 90 anni, anche lui indagato, che veniva utilizzato come una sorta di “uomo insospettabile” per trasportare le sostanze stupefacenti.

Direttore Umberto Buzzoni
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Castelvetrano: la Polizia di Stato intitola la sala del Commissariato al Prefetto Antonio Manganelli

Si è svolta oggi a Castelvetrano la cerimonia di intitolazione della sala riunioni del Commissariato di Pubblica Sicurezza al Prefetto Antonio Manganelli. Un omaggio a una figura di spicco della Polizia di Stato, che nel settembre 2012 inaugurò personalmente la sede attuale del Commissariato, situata su un terreno confiscato alla mafia, un tempo appartenuto al boss corleonese Totò Riina. Un luogo simbolico, oggi pienamente restituito alla legalità.

Alla cerimonia erano presenti la moglie Adriana e la figlia Emanuela, insieme al Capo della Polizia, Vittorio Pisani, che ha ricordato l’eredità lasciata da Manganelli: il concetto di sicurezza partecipata, fondato sulla collaborazione tra forze dell’ordine e cittadini. Un principio sottolineato anche nella motivazione ufficiale dell’intitolazione, che evidenzia il ruolo chiave di Manganelli nel modellare un sistema di sicurezza basato sulla sinergia tra Forze di polizia e società civile. Un’idea moderna e lungimirante, che continua a essere il fulcro della strategia di prevenzione e controllo del territorio.

L’evento ha visto la partecipazione del Prefetto di Trapani, Daniela Lupo, del Sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, dei Vescovi di Trapani e Mazara del Vallo, Mons. Pietro Maria Fragnelli e Mons. Angelo Giurdanella, nonché di alte autorità della Polizia di Stato, tra cui il Direttore Centrale Anticrimine Alessandro Giuliano e il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali, Renato Cortese. Un momento solenne, arricchito dalla presenza di numerosi colleghi e amici, testimoni di un ricordo che resta vivo.

Dopo la scopertura della targa commemorativa, i presenti hanno assistito alla proiezione di immagini della cerimonia di inaugurazione del 2012, un momento di grande emozione e memoria. Immagini che hanno restituito il senso di un impegno mai interrotto e di un’eredità che continua a ispirare la Polizia di Stato.

La giornata si è conclusa con un concerto al Teatro “Selinus” di Castelvetrano, con l’esibizione degli alunni del Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani. Un tributo in musica a una figura che ha lasciato un segno indelebile nella sicurezza del Paese.

Trapani, 20 marzo 2025

Di Renato D’Angelo e Buzzoni Umberto
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