La Polizia ferma ragazzo albanese con 11 kg di cocaina in auto.

La Polizia stradale ha fermato ed arrestato un uomo di origini albanesi di soli 25 anni, che trasportava in auto circa 11kg di cocaina. Una volta immessa sul mercato la sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 850 mila euro. Il fermo è avvenuto in territorio fiorentino nei pressi del casella autostradale di borgo Panigale. L’uomo si era ingegnato per creare un apposito vano vicino al bagagliaio dove poter nascondere la cocaina. L’operazione è da attribuire alla Polizia stradale di Bologna durante una normale attività di pattugliamento. Durante le ore di servizio gli agenti hanno notato una vettura (precisamente una renault Clio ) che camminava in maniera sospettosa. Per questo hanno deciso di vederci chiaro e di fermare la vettura . Il ragazzo albanese, da subito, mostrava un comportamento insofferente insospettendo ancora di più gli agenti di polizia che lo portavano in caserma per gli approfondimenti del caso. Proprio in questa circostanza veniva scoperto il carico di cocaina nascosto in macchina. A questo punto il soggetto veniva condotto presso la Casa Circondariale di Bologna. Le accuse sono detenzione di sostanze stupefacenti per fini di spaccio. Ora la giustizia farà il suo corso per elaborare un giudizio definitivo sulla vicenda.

Direttore Umberto Buzzoni
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Collaborazione Polizia Italiana e Albanese contro il traffico internazionale di droga.

Una importante operazione è stata messa in atto dalla Polizia Italiana in collaborazione con la polizia Albanese contro il traffico di droga nel settentrione. Le provincie coinvolte sono state quelle di Brescia, Verona, Milano e Novara. Sono state coinvolte nell’operazione anche il S.C.O e il S.I.S.C.O. Alla base c’è , come già detto, il traffico internazionale di droga e l’associazione transazionale con 40 persone indagate tra albanesi e italiani. La DDA della Procura della Repubblica di Brescia e la S.P.A.K albanese hanno coordinato l’attività d’indagine che è cominciata nell’anno 2020 in Italia e precisamente sul lago di Garda. Qui è stata scoperta un’intensa attività di spaccio, nei locali della movida soprattutto giovanile. Inizia subito una collaborazione tra la polizia Albanese e quella Italiana in quanto il traffico di stupefacenti, legava proprio questi due paesi. I malavitosi albanesi importavano droga dal Sud America e la vendevano poi in Italia attraverso canali consolidati. I mezzi di trasporto? I camion e i pullman che percorrevano le strade Europee prima di arrivare nel nostro paese. Gli inquirenti hanno messo in luce come al vertice dell’organizzazione ci fosse una delle più potenti cosche albanesi rappresentata da due fratelli molto pericolosi. Accanto a loro sono stati affiancati una serie di uomini di fiducia altrettanto pericolosi che residevano nel territorio lombardo. L’organizzazione è apparsa molto ben strutturata in tutti i reparti necessari per portare avanti l’attività criminale: acquisto, lavorazione e commercio. Sono stati coinvolti anche gli autisti di alcuni autobus che svolgevano servizio nella tratta Brescia-Elbasan. E’ evidente che l’associazione era riuscita ad oliare gli ingranaggi giusti per portare aventi le proprie attività illecite. Alla fine del 2021 un uomo viene fermato con 350 kg di cocaina. Il collegamento con l’organizzazione bresciana viene messo in luce dalle forze dell’ordine. Anche se i malavitosi utilizzavano sistemi di comunicazione “oscurati” i legami con importanti trafficanti residenti all’esterno (in paesi come Dubai, Colombia ed Equador), sono stati ricostruiti in maniera efficace.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga a Torino. Otto arresti.

Otto persone sono finite agli arresti dopo l’operazione messa in atto dalla sezione “squadra moblie” e dal “sisco” di Torino.  L’obiettivo è stato quello di infliggere un duro colpo alle attività illecite legate alla droga e non solo.  Sono diversi infatti, i capi di imputazione contestati ai presunti malavitosi. Alla radice, come detto, vi è il traffico e il commercio illegale di sostanze stupefacenti come cocaina e marijuana. A questo di aggiunge il commercio illegale di sostanze anabolizzanti, ossia quelle sostanze utilizzate soprattutto nelle attività sportive (come ad esempio il body bilding) per aumentare le prestazioni in maniera chiaramente illecita. Infine, sempre tra i reati contestati, vi sono le rapine a mano armata e la detenzione illegale di armi. Un bel menu insomma se aggiungiamo anche la ricettazione. Tutto parte nell’anno 2018 quando dei poliziotti fermano una vettura per un controllo di routine. Insospettiti dall’atteggiamento del conducente gli agenti decidono di perquisire l’auto e scoprono un doppio fondo, ben ingegnato, nel quale rinvengono 400 mila euro in contanti. A questo punto , inevitabilmente, sono partite le indagini che hanno messo in luce una vera e propria organizzazione ben strutturata e ramificata sul territorio. I malviventi possedevano vetture utilizzate per il traffico di stupefacenti, una serie di telefonini e schede telefoniche (la maggior parte delle quali non poteva essere intercettata) e poi appartamenti nei quali si erano organizzati per la lavorazione della droga, necessaria prima di essere immessa nel commercio. Oltre ad aver sequestrato quasi 30 chilogrammi di sostanze stupefacenti gli agenti hanno posto sotto sequestro anche diversi farmaci anabolizzanti pronti per essere immessi sul mercato. Ultima questione riguarda le rapine. Gli uomini della polizia di Stato sono riuscititi a collegare alcuni soggetti appartenenti all’associazione malavitosa con tre rapine avvenute nel 2019. Gli obiettivi erano stati un ufficio delle Poste e due attività sempre in territorio di Torino.

Direttore Umberto Buzzoni
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Contrasto al commercio di droga a Ventimiglia da parte della Polizia di Stato.

Sono state messe in atto due importanti operazioni , in questi giorni, per il contrasto al commercio e allo spaccio di droga da parte degli agenti di Polizia di Ventimiglia della squadra volanti e della squadra investigativa. L’autorità giudiziaria ha convalidato due arresti in flagranza di reato. Durante le perquisizioni sono stati rinvenute dosi di cocaina e hashish. La droga era già stata divisa e confezionata ed era pronta per essere immessa nel mercato illegale. Gli agenti hanno sequestrato anche del denaro in contante, più di 2000 euro che secondo gli inquirenti era il frutto delle attività illecite. E’ stata rinvenuta e posta sotto sequestro anche dell’attrezzatura necessaria per il confezionamento, un telefono cellulare contenente numerosi numeri e numerose conversazioni. I poliziotti hanno sequestrato anche un auto ritenuta importante ai fini dell’indagine perché coinvolta presumibilmente nell’attività di commercio e di vendita della droga. L’operazione è frutto della grande intensificazione dei controlli messa in atto durante il periodo natalizio. La Polizia Italiana, come sempre, è scesa in prima linea per contrastare le attività illecite sempre più presenti nella città di veti miglia e dintorni. Gli agenti hanno arrestato in totale 3 persone in fragranza di reato. Circa 15 persone sono state invece indagate ma in stato di libertà mentre il computo totale dei soggetti controllati si avvicina alle 2020 unità. Solo sei giorni fa la squadra mobile di Imperia hanno messo a segno un importante sequestro di sostanze stupefacenti, quasi 25 chilogrammi (tra marijuana e hashish). La Polizia ha provveduto anche ad arrestare un giovane Italiano di Sondrio che stava rientrando dalla Francia.

Direttore Umberto Buzzoni
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Polizia arresta un 24 che deteneva stupefacenti nella cantina della nonna.

L’attività di spaccio di droga attira sempre più giovani con l’illusione di un guadagno facile. Complice la carenza di lavoro e lo sfaldamento del tessuto sociale, tanti ragazzi si avvicinano a questa attività illegale senza sapere di entrare in un tunnel pericolosissimo, illegale e spesso senza via di uscita. La polizia di Ancona ha scoperto un piccolo deposito di stupefacenti all’interno di una cantina di proprietà di un’anziana signora, nonna del presunto spacciatore. Gli agenti hanno rinvenuto circa 350 grammi di metanfetamina e 100 grammi di cocaina. Oltre alla droga sono stati recuperati 5 teaser e diverso materiale utilizzato per la preparazione ne confezionamento della sostanza stupefacente. Sempre all’interno dello scantinato era presente una pistola scacciacani oltre a del denaro in cantante (più di 12.000 euro). Gli agenti hanno sequestrato anche un telefono cellulare. Una perquisizione che ha messo nei guai un ragazzo di 24 anni che è stato arrestato. L’operazione antidroga messo in atto dalla Polizia di Ancona è scattata il 30 dicembre dell’anno appena terminato. Le indagini sono durate diverse settimane e hanno evidenziato come il giovane si recasse nella città di Rimini per rifornirsi di metanfetamina e cocaina. I viaggi avevano una cadenza settimanale e palesavano un rapporto consolidato con i suoi fornitori. Proprio monitorando i suoi spostamenti gli agenti hanno appreso come il giovane usasse come abitazione proprio al cantina della nonna all’interno della quale svolgeva i suoi loschi affari. Come già detto il 24 è stato arrestato. La Procura ha deciso per la sua detenzione presso il carcere di Montacuto.. I suoi precedenti penali hanno portato il giudice ad avvisarlo che, in caso di reiterazione dei reati, sia all’interno che all’esterno del carcere (una volta tornato in libertà) sarà sottoposto a misure più dure in quanto pericoloso per la società.

Direttore Umberto Buzzoni
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I Carabinieri di Trivento sempre più vicini alle esigenze della comunità.

Le forze di polizia rappresentano un pilastro fondamentale nella difesa della legalità e dei diritti dei cittadini. Il loro operato, spesso svolto in condizioni difficili, merita il più alto riconoscimento da parte delle istituzioni e della società civile, come autorevolmente ricordato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno. Spesso, peraltro, quando ci riferiamo ad esse, siamo portati ad immaginarle solamente come istituzioni con il compito di garantire la sicurezza pubblica, sia con attività di prevenzione che di repressione, dimenticandoci di un’altra opera, altrettanto meritoria, alla quale non sempre viene dato il giusto e doveroso risalto. Sto parlando del costante impegno profuso nel sociale, alla quotidiana abnegazione con cui donne e uomini di tali istituzioni assicurano ogni tipo di sostegno a coloro che ne hanno più bisogno…gli “ultimi”. Eravamo alla fine dello scorso agosto, quando pubblicai un articolo con cui ponevo in risalto l’eccellente lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Salcito (CB) e la straordinaria attività di controllo del territorio, effettuata in sinergia con i militari dell’Arma dei Carabinieri di Trivento (CB), sottolineando, altresì, che tale impegno sinergico non si manifestava soltanto nel settore della sicurezza, ma anche nel sociale, riservando la massima attenzione alle esigenze dei soggetti che necessitavano di più aiuto, soprattutto anziani e persone in condizione di disabilità. Con immensa soddisfazione, ma non avevo dubbi al riguardo, durante queste festività natalizie ho potuto verificare che detto impegno da parte del Maresciallo Ordinario Francesco Nobile, Comandante della Stazione CC di Trivento, e dei suoi collaboratori, prosegue incessantemente. Ho avuto contezza, infatti, che, tra le tante attività alle quali si dedicano quotidianamente, si stanno prendendo amorevolmente cura di una famiglia che dimora da anni nel comune di Salcito, la quale vive in una situazione di grave disagio. Si tratta di due donne, mamma e figlia (un altro figlio è deceduto di recente), delle quali, per ovvie ragioni di privacy, non cito i nomi, entrambe in condizione di disabilità: la mamma necessità di somministrazione di ossigeno h 24, mentre la figlia è affetta da patologie talmente gravi da renderla non deambulante, se non con il sostegno di uno girello. Uno dei pochi raggi di luce nella oscura quotidianità della loro vita è rappresentato dall’amorevole disponibilità del Maresciallo Nobile, il quale si prodiga per risolvere, per quanto possibile, ogni loro esigenza, dal ritiro dei medicinali al disbrigo di pratiche burocratiche, giusto per fare qualche esempio. “Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare”. Questo era l’insegnamento di Madre Teresa di Calcutta, e non credo di sbagliarmi se affermo che tale insegnamento denso di amore e carità lo ritroviamo in pieno nell’attività svolta dai militari dell’Arma di Trivento. Pertanto, a nome di tutta la redazione del mensile Polizia di Stato (ma sono certo di interpretare anche il sentimento dell’intera cittadinanza di Salcito), esprimo gratitudine e riconoscenza al Maresciallo Ordinario Francesco Nobile e ai suoi collaboratori, il cui operato non è semplicemente un servizio alla comunità, ma incarna la connessione umana e l’impegno verso il benessere collettivo.

Il Direttore Umberto Buzzoni

Operazione coordinata della Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Arrestata anche una suora.

Maxioperazione della polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri nel contrasto alle attività mafiose. Le attività nel mirino sono state traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura, riciclaggio di denaro sporco e traffico di armi. A coordinare tutta l’operazione Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Brescia. Nella rete è finita anche una suora, Anna Donelli, che avrebbe avuto un ruolo di intermediaria tra le associazioni malavitose e i detenuti grazie alla sua posizione di religiosa. Le forze dell’ordine hanno effettuato perquisizioni in diverse località d’Italia e congelato beni per quasi 2 milioni di euro. Non è la prima volta che agli onori della cronaca balzano notizie di collegamenti tra soggetti in carcere e clan. Spesso infatti i detenuti continuano a svolgere le proprie attività illecite anche in carcere a volte rivestendo un ruolo principale. Ma non capita spesso di apprendere che l’intermediario che “passa”le informazioni all’interno del penitenziario è una suora. Ben 25 sono state le misure cautelari applicate. L’intento è stato quello di smontare un clan legato alla ‘ndrangheta che operava nel territorio di Brescia che si era infiltrata, come spesso accade anche nelle dinamiche politiche del territorio. Agli arresti anche un ex- consigliere di fratelli d’Italia ed un ex assessore della lega. La suora arrestata era molto conosciuta ed operava all’interno dell’istituto penitenziario per il recupero dei detenuti e nelle partite di calcio all’interno del carcere svolgeva anche il ruolo di arbitro. La donna ha 57 anni ed è originaria di Cremona. Le accuse sono pesanti e la pongono al centro dell’ organizzazione strategica delle attività dei malavitosi e lo scambio di informazioni tra gli stessi e i loro familiari nel coso i colloqui fossero vietati per motivi di sicurezza. Le indagini sono partite verso la fine del 2020 ed hanno evidenziato in maniera chiara i rapporti tra l’associazione a delinquere e la radice ‘ndranghetista con l’intento di ramificarsi all’interno del territorio bresciano attraverso anche attività violente ed intimidatorie.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga della Polizia a Palermo. 25 arresti.

Su mandato della Procura della Repubblica la Polizia di Palermo ha messo in atto una importante operazione antidroga per mantenere alto il livello di controllo del fenomeno del commercio e dello spaccio illegale di sostanze stupefacenti che oramai rappresenta una piaga nella città di Palermo e dintorni i come lo rappresenta in molte delle grosse città italiane sotto scacco di organizzazioni senza scrupoli a discapito degli onesti cittadini. Il risultato sono state 25 misure cautelari di cui 23 presso il carcere. Due soggetti invece sono stati sottoposti ad arresti domiciliari. Nell’operazione è stata coinvolta la famosa Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Lo scopo dell’operazione è stato, come detto, infliggere un duro colpo alle ormai note associazioni criminali presenti sul territorio ben organizzate nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. I quartieri più attenzionati sono stati quelli di Guadagna e Villagrazia/Falsomiele.

La caratteristica principale di queste associazioni malavitose è rappresentata sicuramente dalla disponibilità economica che permette di operare senza grossi problemi. I guadagni derivanti dalle attività illecite infatti, vengono distribuiti tra i componenti ma confluiscono anche in gran parte nelle casse, rimpinguandole continuamente e consentendo ai malavitosi di contare su ingenti patrimoni a disposizione. E con il denaro i problemi diventano sempre più piccoli con la possibilità di acquistare la merce illegale spuntando prezzi migliori, acquistare armi per mantenere il dominio del territorio ma anche di poter corrompere più facilmente le persone. I contatti principali per l’approvvigionamento di droga erano con la regione Lombardia , con la regione Emilia-Romagna e con la Calabria. Il sequestro di droga è stato ingente. Quasi due quintali di sostanza maggiormente composta da hashish. Importante è stato anche il dispiego di agenti di polizia, quasi 100 unità con la presenza di unità cinofile e l’utilizzo di un elicottero. Le autorità coinvolte nelle operazioni si sono dette soddisfatte del risultato e ora bisognerà attendere solo il giudizio dei tribunali.

Direttore Umberto Buzzoni
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La Polizia sequestra più di 2 quintali di droga nel torinese.

Nel comune di Leini la Polizia italiana ha compiuto un maxi sequestro di sostanza stupefacenti. Si tratta di un quantitativo rilevante che sicuramente ha messo in difficoltà le associazioni malavitose legate al traffico dello stesso. Stiamo parlando di quasi 135 kg di hashish che stavano per essere immessi nel mercato dello spaccio illegale.  Durante le indagini sono stati individuati 3 soggetti principalmente. Si tratta di un uomo italiano di 53 anni e due persone provenienti dal lontano Marocco di 39 e 34 anni. Come detto la merce stava per essere immessa nel mercato per essere suddivisa e commerciata. L’intervento della Polizia è proseguito presso l’abitazione di uno dei due cittadini marocchini dove l’attenta perquisizione degli agenti ha portato al ritrovamento di altri 100 kg di hashish. Si tratta di un soddisfacente risultato nella lotta al traffico di stupefacenti. A coordinare il tutto è stata la Procura della Repubblica di Torino che ha messo in campo una squadra di agenti capaci di svolgere le operazioni in maniera egregia. Il punto di svolta si è avuto quando si è deciso di pedinare il furgone che era stato noleggiato dal trentanovenne marocchino.

In questi casi è necessario agire nella massima cautela per evitare di essere scoperti e mandare all’aria l’intera operazione. Ad un certo punto il furgone ha imboccato la tangenziale sud e si è diretto verso il comune di Leini. In questo frangente è entrato in scena l’altro soggetto di origine marocchina che si trovava a bordo di un suv. L’uomo si è accodato al furgone dopo aver salutato il complice e insieme hanno imboccato la strada per la zona industriale. La polizia ha continuato a pedinare i due soggetti fino a quando si sono fermati nel parcheggio di una ditta all’interno della zona industriale. Nel parcheggio li attendeva il terzo uomo fermato, un italiano di 53 anni come detto in precedenza. Il signore, a bordo di un muletto ha caricato sul furgone 22 colli ben imballati e confezionati. Si è trattato del momento giusto per intervenire. La polizia ha bloccato il furgone sequestrando la sostanza stupefacente e fermando i tre soggetti. All’interno dell’immobile in cui era situata l’azienda sono stati rinvenuti piu di 23.000 euro in contanti anch’essi sequestrati. Il cittadino italiano ha cercato di darsi alla fuga in maniera disperata ma è stato prontamente bloccato dalle forze dell’ordine. Come già detto all’interno dell’abitazione di uno dei due cittadini marocchini sono stati trovati altri 99 kg di droga per un totale di quasi due quintali e mezzo.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga in Spagna. 16 arresti.

Importantissima operazione della Polizia di Stato in Spagna per il contrasto al traffico di droga. L’indagine e stata condotta dalla sezione antidroga della polizia e promossa dalla D.D.A.A. di Genova e ha portato all arresto di 16 persone. Per 6 di loro le motivazioni dell’arresto sono ancora più pesanti: associazione a delinquere. L’obiettivo è stato un articolato traffico di sostanze stupefacenti tra il Piemonte e la Spagna. L’associazione era ben organizzata e oltre allo spaccio si occupava anche di ricettazione e traffico di armi. La polizia ha messo in campo circa un centinaio di agenti. Le indagini sono iniziate alla fine del 2022 a seguito di un ritrovamento di circa 6 kg di cocaina e una pistola in un auto a Genova in circostanze alquanto pericolose in quanto i proprietari del veicolo stavano compiendo una rapina in un autogrill nel genovese. Le indagini hanno permesso di individuare due gruppi malavitosi uno operante a Torino e una composto da soggetti di origine pugliesi pluripregiudicati, alcuni sottoposti a misure cautelari e addirittura dei collaboratori di giustizia che si erano pentiti e avevano aiutato gli inquirenti ad arrestare altre persone Coinvolti anche alcuni familiari stretti dei malviventi che mettevano a disposizione i loro mezzi per le attività illecite.

Il punto di riferimento per il traffico di stupefacenti risultava essere la Spagna. I carichi di sostanze stupefacenti trovavano sbocco attraverso il valico di Ventimiglia e arrivavano in Italia per essere immessi nel mercato illegale. L’operazione merita rilievo per le numerose collaborazioni internazionali come nel caso della polizia francese. Ad aprile 2023 infatti, proprio queste collaborazioni permisero agli agenti francesi di sequestrare quasi 85 kg di marijuana e 85 kg di hashish. Un colpo importante inflitto all’organizzazione che ha portato anche all’arresto di 5 malavitosi colti in flagranza di reato. Sempre nello stesso periodo e sempre la polizia francese riusciva a bloccare un carico di più di 50 kg di hashish poco dopo il confine con la Spagna arrestando anche un uomo. Hanno partecipato all’operazione di polizia le squadre mobili di Torino, Monza, La spezia, Lodi, Bergamo, Salerno, Lecce e Bari. Messe in campo anche le unità cinofile della Polizia sempre indispensabili nelle operazioni antidroga.

Direttore Umberto Buzzoni
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