Gli attacchi hacker contro gli enti istituzionali e aziende sono all’ordine del giorno e sono pericolosi. Ad esempio a settembre 2021, diverse gradi aziende commerciali sono state colpite dal virus “Conti”, un malware generato in Russia che ha bloccato pc e chiesto un riscatto per sbloccarli, interessando anche la Siae e la Regione Lazio . La Polizia postale e delle Comunicazioni, attraverso il Cnaipc (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), sta mettendo in campo tutte le sue forze per contrastare attacchi hacker verso i settori istituzionali. In particolare gli hacker hanno messo in campo la tecnica conosciuta come “D-Dos”. L’acronimo sta per Distributed Denial of Service, che si può tradurre in italiano come Interruzione distribuita del servizio, e consta nel generare una tempesta di richieste verso un sito, fino a quando lo stesso finisce ko e diventa irraggiungibile. Analizzando i dati del Clusit, (associazione italiana per la sicurezza informatica), il “D-Dos” colpisce un’impresa ogni cinque minuti.
Come possiamo leggere sul sito del Ministero dell’Interno: “La tutela delle infrastrutture critiche informatiche nazionali è affidata al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, incardinato nel Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic).Il Cnaipic, avvalendosi di tecnologie di elevato livello e di personale altamente qualificato, è incaricato della prevenzione e del contrasto della minaccia informatica di matrice terroristica o criminale.” E proprio il Cnaipic sta procedendo con l’analisi di questa nuova minaccia dando supporto agli enti che sono stati attaccati per ripristinare al più presto le iniziali condizioni di normalità. Ancora una vota la polizia consiglia vivamente di integrare i propri sistemi di sicurezza con specifici sistemi di protezione anti DDOS, al fine di scongiurare attacchi che potrebbe portare ingenti danni in termini di fuga di informazioni e esborso di denaro.
Direttore Umberto Buzzoni
foto Polizia di Stato
Otto persone in fragranza di reato sono state arrestate dalla polizia di Teramo aggiungendosi alle 12 persone già arrestate nell’ambito di indagini su un traffico di droga. Si tratta di uomini di nazionalità italiana e albanese. Tutto è partito dopo un sequestro di 16 kg di eroina e cocaina in una casa nel comune di Teramo alla fine dello scorso anno. La polizia aveva sottratto quelle sostanze al mercato del consumo di droga teramano soprattutto al dettaglio. L’organizzazione si avvaleva di collaboratori che agivano soprattutto porta a porta e poteva contare sull’utilizzo di un principio attivo che permetteva di ricavare un numero maggiore di dosi rispetto alla media. La droga veniva rifornita dal Nord Europa e dalla stessa Italia attraverso un corriere e veniva poi immagazzinata nelle campagne del comune di Teramo. L’organizzazione agiva a volte singolarmente a volte attraverso collaborazioni tra i malviventi.
La squadra mobile di Trapani ha arrestato sette persone con l’accusa di associazione a delinquere con lo scopo di inquinamento ambientale e smaltimento di rifiuti in maniera illegale. Il Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine ha coordinato l’azione che ha visto coinvolta anche la guardia di finanza di Alcamo. Le indagini sono state portate avanti con l’ausilio dei video del sistema di videosorveglianza ma anche tramite le intercettazioni telefoniche e quelle ambientali.
Prosegue l’accordo tra Polizia di Stato e Istituto poligrafico e zecca dello Stato Spa al fine di tutelare i sistemi informativi. L’intesa è stata rinnovata e il capo della Polizia Vittorio Pisani e dall’amministratore delegato dell’Istituto Francesco Soro hanno firmato la convenzione che porterà ad una maggior prevenzione della cybercrime. Oltre ai due firmatari erano presenti per il Dipartimento della pubblica sicurezza, il direttore centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato, Daniela Stradiotto, il direttore supplente del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, Ivano Gabriellie il dirigente generale di pubblica sicurezza Antonio Borrelli.
La Polizia di Stato, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Foggia, nei confronti di 3 giovani, poco più che maggiorenni, e un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, nei confronti di altri 2 minorenni, sottoposti alle indagini preliminari in relazione ai reati di tentato omicidio e rapina aggravata.
Sempre più spesso sui mezzi di informazione si sente parlare della droga dello stupro. Si tratta di sostanze psicoattive che vengono somministrate allo scopo di fare della violenza sessuale. Hanno effetti sedativi e ipnotici e fanno si che la vittima cada in uno stato di amnesia che cancella tutti i ricordi della violenza almeno apparentemente. La squadra mobile di Monza e Brianza ha arrestato due uomini di cinquant’anni proprio con l’accusa di violenza sessuale perpetrata attraverso la somministrazione di droga dello stupro. Uno dei due delinquenti è finito in carcere mentre l’altro si trova agli arresti domiciliari.
La città di Palermo ricorda come ogni anno Boris Giuliano che negli anni ottanta era capo della squadra mobile e fu freddato dalla mafia il 21 luglio 1979. Presso il Bar Lux sito n via in via Francesco Paolo Di Blasi a Palermo, Leoluca Bagarella, cognato del boss Totò Riina lo ha ucciso esplodendo vari colpi di pistola alle sue spalle, proprio mentre stava indagando su una maxi evasione fiscale intrecciata con torbidi rapporti politici. L’agente Boris Giuliano fu uno dei primi infatti ad intuire che la mafia si stava infiltrando nella politica mettendo le mani su grossi affari mutando quelle che erano le tradizionali abitudini. È importante sottolineare che il modo in cui il capo della squadra mobile svolgeva le sue indagini era altamente innovativo (basandosi sull’utilizzo di conti correnti bancarie e flussi finanziari) e le sue particolarità furono evidenziate positivamente anche dal magistrato Giovanni Falcone che lo definì rivoluzionario.
Era iniziata nel 2020 l’indagine condotta dai poliziotti della squadra mobile di Bologna portata avanti con accuratezza e grande professionalità e che oggi ha portato all’arresto di 21 persone nell’ambito dello spaccio di droga. Le segnalazioni partirono come detto circa tre anni fa. C’erano dei soggetti che praticavano attività di spaccio soprattutto nella zona della stazione di Bologna all’interno del parco delle “Caserme rosse, ex campo di concentramento nazista, oggi noto perché spesso ospita eventi musicali importanti. Sono stati individuati i principali canali di approvvigionamento della droga e tutti i percorsi che la stessa faceva prima di essere venduta dagli spacciatori.
La sezione anticrimine della questura di Monza e della Brianza in collaborazione con la guardia di finanza di Monza hanno messo in atto un ingente sequestro antimafia di beni ad una coppia di coniugi serbi che erano già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e contro la persona (reati che sarebbero iniziati addirittura intorno al 1978) . Le indagini fatte scattare dai poliziotti della città lombarda che hanno effettuato una serie di accertamenti e portato alla luce una forte incongruenza tra il tenore di vita della coppia e i redditi dichiarati (praticamente pari a zero).




