Sono scattate le operazioni di controllo della nave mercantile “BBC Edge” che aveva attaccato all’interno del porto di Salerno. L’imbarcazione aveva soccorso 181 migranti nel mar mediterraneo. Come riporta il sito www.vesselfinder.com “La nave BBC EDGE (IMO: 9407598, MMSI: 305472000) è una nave General Cargo Ship costruita nel 2009 che naviga attualmente sotto bandiera della Antigua & Barbuda.” La questura di Salerno ha effettuato gli opportuni controlli scoprendo che tra i migranti vi erano 6 persone su cui pesava un provvedimento di espulsione per cui non potevano assolutamente rientrare in Italia. Per questo motivo le forze dell’ordine li hanno prontamente arrestati.
Attraverso le indagini della Squadra mobile campana sono stati arrestati anche altri due soggetti che sono ritenuti responsabili di gestire l’ingresso illegale di cittadini stranieri che avevano fatto ingresso sempre nel porto di Salerno attraverso una motonave. Per tutte quante le altre persone che hanno tentato la fortuna per entrare nel nostro paese sono scattate le procedure di accoglienza e controllo. Nei confronti di 14 persone è stato applicato un provvedimento di respingimento invitandoli a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Dieci migranti invece sono stati trasferiti celermente presso il Centro di permanenza e rimpatrio di Roma. A questo punto le indagini sulla nave sulla quale si sono imbarcati 181 migranti (di cui 163 maschi, 18 donne e 37 minori) si sono concluse.
Direttore Umberto Buzzoni
foto Polizia di Stato
Immaginate una chat che informa su tutte le pattuglie delle forze dell’ordine presenti sul territorio. Una chat che segnai tutti i loro movimenti e le loro azioni. Ebbene una persona aveva creato proprio questo tipo di chat con un sistema di messaggistica in tempi reale. Il seguito era stato anche molto importante tanto che, raggiunto il limite di mille iscritti ne aveva creato un’altra con le stesse finalità. Si tratta di uomo residente a Porto Mantovano che mediante il contributo di ognuno degli iscritti, riusciva a segnalare la posizione di equipaggi delle Forze di Polizia.
Con grande soddisfazione è stato siglato un protocollo d’intesa la mattina del 8/9/23 a Palermo dai presidenti delle associazioni Donatori Nati e Quarto Savona 15, rispettivamente Claudio Saltari e Tina Montinaro. Lo scopo? Quello di diffondere i valori di solidarietà, legalità e memoria attraverso la promozione, la formazione e la comunicazione. L’evento si è svolto nella nuova sede palermitana della Quarto Savona 15, immobile confiscato alla mafia. La data dell’ settembre non è casuale. Antonio Montinaro, marito di Tina, proprio l’8 avrebbe compiuto 61 anni se avesse perso al vita nella strage di Capaci insieme al giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e agli altri due poliziotti della scorta Vito Schifani e Rocco Dicillo.
I poliziotti del commissariato Lido di Roma hanno arrestato due persone per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di una donna 27enne e di un uomo di 32 anni. L’arresto rientra nelle operazioni di lotta allo spaccio di droghe e ha permesso di individuare come sede di un importante traffico di stupefacenti un bed and breakfast. L’immobile veniva utilizzato dunque come punto di riferimento per il commercio di sostanze illegali. In particolare la donna viveva in questo B&B ed è stata filmata mentre, uscendo dall’abitazione, portava con sé una busta una busta in mano, avvicinarsi ad un’automobile e consegnarla ad un uomo che si è subito allontanato.
Il comune di Monza, ha deciso di assegnare alla Polizia di Stato la “Corona Ferrea”. La motivazione è stata testualmente:” Per l’insostituibile ruolo e per la capillare presenza delle donne e degli uomini della Polizia di Stato al servizio della Nazione e del territorio della provincia di Monza e Brianza”. Tale riconoscimento viene attribuito con l’intento di ringraziare una istituzione in particolare che si sia distinta per le proprie azioni. Si tratta della prima volta che tale onorificenza viene attribuita ad una Forza di polizia.
A Palermo oggi è stata ricordata la strage di via Carini. Il 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, il prefetto di Palermo e generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo di Santa Maria Capua Vetere (CE), persero la vita a causa di un attentato mafioso. Il generale uscì dalla sede della prefettura e si avvio con una Autobianchi A112 beige, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro. I due avevano intenzione di andare a cenare in un ristorante di Mondello ed erano seguiti da un’Alfetta portata dall’agente di scorta Domenico Russo. Il giorno dopo la morte in via Carini fu esposto un cartello scritto da un anonimo che recitava così:
La squadra mobile di Salerno ha posto in stato di fermo 5 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro il patrimonio e di ricettazione. Lo stato di fermo si è reso necessario per la convalida e l’eventuale emissione di misure cautelari. I malviventi avevano messo a segno diversi furti in alcune case sottraendo ai proprietari numerosi beni di lusso
La squadra mobile di Salerno ha catturato sabato scorso il latitante Confessore Vincenzo. Il malvivente di quarantacinque anni, rappresenta un elemento di vertice, col fratello Daniele del famigerato clan Fezza De Vivo di Pagani ( un clan camorristico molto potente che era stato già colpito duramente negli ultimi anni attraverso numerosi arresti). I poliziotti insieme ai carabinieri di Nocera Inferiore e dai finanzieri della compagnia di Cava de’ Tirreni, lo hanno fermato in un noto ristorante di Mergellina a Napoli. Le accuse sono numerose. Si va dall’ estorsione aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose all’ associazione per delinquere di stampo mafioso e infine di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Un cittadino del Mali (Stato dell’Africa nord-occidentale) è stato arrestato dalla Polizia di frontiera dell’aeroporto di Malpensa con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Come si è arrivati a questo arresto? Le forze dell’ordine svolgono in maniera assidua un’attività di controllo dei documenti sui passeggeri in arrivo in Italia al fine di limitare il rischio di immigrazione irregolare. All’interno di questo tipo di attività i poliziotti hanno evidenziato una anomalia nel flusso di immigrati provenienti dal Mali che possedevano dei documenti falsi o che comunque non possedevano documenti validi. E proprio queste persone, una volta atterrati in Italia richiedevano protezione internazionale. Come riporta il sito del ministero dell’interno: In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”




