E’ in atto una vasta operazione antimafia nelle campagne trapanesi.
Oltre un centinaio agenti della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobili di Trapani e Palermo, coordinati e supportati dal Servizio Centrale Operativo, stanno dando esecuzione a 13 provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di soggetti appartenenti a Cosa Nostra, alcuni dei quali particolarmente vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro.
Tra i 20 indagati, nei confronti dei quali sono in corso perquisizioni con l’ausilio di unità cinofile e apparecchiature speciali per la ricerca di armi, anche il primo cittadino di un importante comune trapanese, nonché alcuni imprenditori locali ed un dirigente apicale di un’azienda pubblica di Trapani, anche presidente di una nota cantina sociale, per i quali sono scattate le manette.
Tra i reati contestati quelli di associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso.
di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato
La Polizia di Stato ha effettuato un servizio di contrasto al fenomeno delle corse clandestine di cavalli.
La Polizia di Stato di Potenza sta eseguendo 16 provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale di Potenza nei riguardi di altrettanti soggetti indagati per aver favorito l’ingresso o la permanenza di stranieri nel territorio dello Stato dietro illecita remunerazione.
3 arrestati, 21 indagati e 10.300 controlli. 1.454 bagagli controllati e 32 sanzioni elevate in materia di sicurezza ferroviaria: sono questi i risultati della quinta giornata dell’operazione “Stazioni Sicure”, che ha visto impegnati 1.767 operatori della Polizia Ferroviaria in 507 stazioni ferroviarie. La giornata di controlli straordinari di bagagli e passeggeri è finalizzata a incrementare i livelli di sicurezza nelle principali stazioni, nei punti ritenuti più sensibili e nelle aree di maggiore afflusso.
Dal 2019, gli investigatori del Dipartimento di Polizia di Lubiana hanno svolto indagini contro un gruppo criminale dedito al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La Polizia di Stato di Avellino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Avellino, su richiesta della locale Procura, a carico di due soggetti pluripregiudicati, di provenienza partenopea, responsabili di reati contro il patrimonio.
Dalle prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, condotta dalle Squadre Mobili di Torino e di Ferrara, a conclusione di indagini svolte, in perfetto coordinamento, a carico di cittadini nigeriani appartenenti al sodalizio criminale di stampo mafioso denominato “Viking” o “Norsemen Kclub International”, suddiviso in cellule locali (dette “Deck”) dislocate in numerose città italiane. Le indagini, coordinate dalle Direzioni Distrettuali Antimafia della Procura della Repubblica di Torino e della Procura della Repubblica di Bologna, hanno condotto all’emissione di decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare, in corso di esecuzione. Tra i destinatari delle ordinanze spiccano numerosi personaggi posti al vertice del livello nazionale dell’organigramma dell’organizzazione mafiosa, in diretto contatto con gli esponenti di analoghe consorterie criminali e direttamente responsabili delle nuove affiliazioni, della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze cittadine e dell’attività di sfruttamento della prostituzione.
19 arresti in tutta Europa, in un’operazione che ha smascherato e disarticolato un giro multimilionario di cyber-riciclaggio, è il bilancio dell’attività investigativa internazionale denominata 2BaGoldMule e che ha visto, per l’Italia, la Polizia Postale e la Procura di Napoli – Gruppo Intersezionale per la Cyber-Sicurezza agire al fianco di Europol, dell’ FBI americana e delle forze di polizia informatiche di altri 14 paesi europei. L’organizzazione criminale denominata QQAAZZ era attiva sin dal 2016 a livello internazionale nel cyber-riciclaggio, fungendo da piattaforma europea per ripulire il denaro sporco, frutto di frodi informatiche messe a segno da alcuni dei più pericolosi cybercriminali del mondo. Le frodi erano tipicamente generate grazie all’utilizzo di sofisticati virus bancari (Dridex, Trickbot, GozNym) i quali, penetrando nei sistemi informatici dei correntisti in tutta Europa, accedevano abusivamente ai conti on-line sottraendo grandi quantità di denaro.




