Prevenzione AUTOVELOX Trignina

Autovelox, telelaser e postazioni fisse: i calendari del mese di ...

I miei continui impegni di lavoro mi portano molto spesso ad attraversare la regione Abruzzo-Molise, precisamente lungo la bellissima statale Trignina, strada che congiunge Isernia al mare Adriatico. Essendo questa una via a scorrimento veloce ma con una sola corsia per senso di marcia, ha necessità di essere monitorata e controllata da parte delle autorità preposte alla sicurezza stradale. Durante i miei spostamenti sulla SS ho notato moltissime volte, nel tratto di competenza del Comune di Tufillo (CH), la presenza di una postazione mobile controllata da una agente della Polizia Locale addetta al controllo della viabilità.

Una volta ho sentito la necessità di fermarmi e presentarmi per congratularmi con Lei per la continua presenza , la egregia professionalità e attenzione che dedica al suo compito, specialmente di prevenzione.

Sottolineo metodo di prevenzione e non di repressione in quanto la suddetta agente nella sua postazione di autovelox è visibilmente individuabile da lontano, segnalando direttamente la sua presenza. Tali controlli ,anche se le opinioni sono diverse, sono necessariamente utili perché si prenda coscienza di preservare la propria ed altrui incolumità.  

Il Direttore                

Buzzoni Umberto                                      

                     

COMPORTAMENTI SCORRETTI, CONTROLLI DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI FERROVIARIE

Si è appena conclusa l’operazione “Rail Safe Day”, una giornata di controlli straordinari, organizzata dalla Polizia Ferroviaria presso le stazioni ed aree ferroviarie “sensibili” in tutta Italia, per contrastare comportamenti anomali ed impropri in ambito ferroviario che spesso sono causa di incidenti.
1.740 operatori Polfer impegnati, 10.151 le persone controllate e 46 le sanzioni accertate ed elevate a chi è stato sorpreso a non rispettare le norme di sicurezza in ambito ferroviario. 1.058 le località sensibili presenziate, di cui 598 stazioni.
Anche se nel 2019 è stata riscontrata una diminuzione del 10% dell’incidentalità  in ambito ferroviario rispetto al 2018 (71 investimenti e 18 incidenti a passaggio a livello) ed una flessione del numero delle vittime totali, 42 casi rispetto ai 69 dell’anno precedente, l’attenzione della Specialità è sempre molto elevata ed orientata principalmente alla prevenzione mediante campagne di sensibilizzazione degli studenti nelle scuole con il progetto Train… to be cool. Campagna della Polizia Ferroviaria nata nel 2014 in collaborazione con il MIUR ed il supporto scientifico della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che ha raggiunto, con oltre 2.929 incontri, quasi 255.000 studenti. Spesso sono infatti i più giovani a rimanere vittime di imprudenze , distrazioni o sfide legate a giochi pericolosi come il “train surfing”, mettendo seriamente a rischio la propria vita  e quella degli altri,  anche solo per scattare un selfie.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

BRINDISI: OPERAZIONE LONG VEHICLE

La Polizia di Stato ha concluso una complessa attività di indagine per un assalto ad un furgone  portavalori, commesso in Brindisi il 18 gennaio del 2018.
Il risultato investigativo odierno è stato conseguito attraverso laboriose attività poste in essere dalla Squadra Mobile brindisina che, con il prezioso contributo di personale del Servizio Centrale Operativo di Roma, è riuscita ad individuare i componenti del commando armato.
Sulla strada statale Lecce- Brindisi il 18 gennaio del 2018, alle ore 7.05 circa del mattino il furgone blindato portavalori Cosmpol che trasportava denaro e valori per circa mezzo milione di Euro, da consegnare agli uffici postali in vari comuni della Provincia di Taranto, veniva assaltato da un commando armato, composto da almeno 10 persone, alcune delle quali imbracciavano anche armi da guerra che raggiungevano il luogo dell´assalto a bordo di 4 distinte autovetture dove spargevano sulla sede stradale  chiodi a quattro punte destinati a fermare il traffico veicolare in entrambe le direzioni di marcia.
Il furgone blindato, veniva raggiunto, affiancato e bloccato da un´autovettura i cui occupanti esplodevano colpi d´arma da fuoco.  Quattro persone armate, con il volto travisato da passamontagna  scese dall´auto si dirigevano con le armi in pugno verso il furgone portavalori, contro il quale continuavano a sparare più colpi, intimando all´equipaggio di aprirlo.
Dopo pochi secondi, i rapinatori sollevavano la parte posteriore del furgone e iniziavano a tagliare la carrozzeria in corrispondenza della parte in cui era allocata la cassaforte.
Non riuscendo nell´intento di penetrare nel furgone portavalori e di impossessarsi di quanto in esso contenuto,  i rapinatori si davano alla fuga a bordo di un furgone successivamente rinvenuto e sequestrato. Prima di allontanarsi si premuravano di cancellare le tracce della loro presenza a bordo delle quattro auto (nonché quelle a bordo del furgone), facendo uso della schiuma di un estintore.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

TARANTO: OPERAZIONE DELLA POLIZIA STRADALE

La Polizia di Stato di Taranto nelle prime ore di questa mattina, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico 53 indagati, 8 dei quali, residenti nelle provincie di Taranto, Lecce, Bari e Napoli, sono stati attinti da provvedimento di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di numerose autovetture di alta gamma commerciale.
Gli indagati utilizzavano il metodo della “falsa nazionalizzazione”, ovvero dati apparentemente genuini di vetture circolanti in altri paesi comunitari per poi reimmatricolarle in Italia con l’utilizzo di documenti di circolazione estera contraffatti.
L’operazione è condotta dai poliziotti della Sezione Polizia Stradale di Taranto, con la partecipazione della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Puglia, per la Campania e la Sezione Polstrada di Lecce. In collaborazione del Compartimento Polstrada Napoli, Palermo e la Sezione Polstrada di Lecce sono in corso anche i sequestri di fascicoli di nazionalizzazione di autovetture di alta gamma commerciale presso le Motorizzazioni Civili di Napoli, Palermo e Lecce.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

OPERAZIONE “THE SHOCK”

Al termine di un´articolata indagine durata oltre un anno, la Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, ha dato esecuzione a quattro misure cautelari personali ed al sequestro di quote societarie per ipotesi di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed usura. L´attività investigativa, coordinata a livello nazionale ed internazionale dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni è stata svolta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia.
Tra gli arrestati vi è un professionista nel settore dell´intermediazione finanziaria, che si appoggiava al principale indagato, soggetto già emerso in altre indagini della DDA di Milano ed espressione di una delle più note famiglie di `ndrangheta della Brianza, in quanto rispettivamente figlio  e cugino di elementi di vertice della locale di Desio.
L´indagine ha consentito di far emergere un ulteriore e grave episodio di infiltrazione mafiosa nel contesto economico ed in particolare nel settore turistico – alberghiero; il dato, già riscontrato in altre attività investigative, è il tentativo da parte di famiglie mafiose di mettere le mani su realtà imprenditoriali in crisi, mediante iniezione di capitali “freschi” ed utilizzo, ove necessario, di metodi intimidatori per ottenere il controllo di attività economiche di  rilievo.
Ancora, dall´indagine è emerso il legame tra esponenti delle criminalità organizzata ed i professionisti; nel caso in esame era proprio il consulente finanziario che segnalava al soggetto calabrese le potenziali vittime e che pianificava unitamente a quest´ ultimo le operazioni finanziarie.
Proprio mediante la forza di intimidazione derivante dal collegamento con la `ndrangheta gli indagati sono riusciti ad assumere il controllo di un´importante realtà alberghiera in Liguria, le cui quote sono state oggetto di sequestro da parte del GIP di Milano con la stessa ordinanza che ha adottato le misure cautelari.
L´indagine prosegue una precedente attività investigativa, di ampio respiro internazionale, posta in essere dagli investigatori del Compartimento di Milano, c.d. operazione “Bruno”, conclusa nel 2018 con l´arresto tra Italia e Romania di 21 individui (e altri 14 indagati) per associazione a delinquere transnazionale, frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio di proventi di massive campagne di phishing, che lasciava intravedere un interesse della ndrangheta verso il cybercrime.
Anche questa indagine come già evidenziato nella “Operazione Bruno” ha messo in luce come la criminalità organizzata stia muovendo passi nel mondo della criminalità informatica e verso il cybercrime, riciclando poi i profitti mediante ordinarie metodologie tipiche mafiose.
Il coordinamento internazionale posto in essere dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha permesso, attraverso l´indispensabile cooperazione di Europol, di interessare i collaterali Organi di polizia di Germania, Francia, Svizzera, Croazia e Slovenia per l´individuazione di beni frutto del riciclaggio.
Alla luce di quanto emerso la Polizia di Stato invita, sempre più e con maggiore forza, gli imprenditori a denunciare subito ogni forma di minaccia o semplici avvicinamenti esplorativi da parte di soggetti dotati di una certa “liquidità” – anche in cripto-valuta – segnalando siti internet e caselle di posta elettronica emerse in relazione a questi fenomeni criminali.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

ATTACCO GLOBALE PER UNA MINACCIA GLOBALE

PARTE IL PROGETTO I CAN CONTRO LA ‘NDRANGHETA, GUIDATO DALL’ITALIA E DA INTERPOL, CON 10 PAESI DI TUTTO IL MONDO.

Si riuniranno oggi in videoconferenza, alle ore 14, i vertici delle forze di polizia di 10 Paesi del mondo, oltre all’Italia e ad Interpol, per il kick-off del Progetto I CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), presentato il 30 gennaio scorso a Reggio Calabria. I Paesi sono l’Argentina, l’Australia, il Brasile, il Canada, la Colombia, la Francia, Germania, gli Stati Uniti, la Svizzera e l’Uruguay che lavoreranno insieme per un progetto di tre anni, ideato dall’Italia insieme ad Interpol, per un attacco globale alla ‘Ndrangheta, oggi presente in 32 Paesi di quattro continenti (Europa, Africa, America e Oceania), di cui 17 Stati europei. Per l’Italia sarà presente il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, insieme al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Giovanni Nistri, e al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale Giuseppe Zafarana, perché le forze di polizia italiane lavoreranno insieme con un’unica squadra che rappresenterà il punto di riferimento per tutti i Paesi coinvolti. L’avvio del progetto era fissato per la fine di marzo ma è stato bloccato a causa della pandemia da Covid-19. Nel periodo di lockdown si è, però, continuato a lavorare su tutti gli aspetti organizzativi del progetto che ha come obiettivi la cattura dei latitanti e la confisca dei patrimoni illeciti, sulla base di una conoscenza approfondita del fenomeno criminale e del rischio che rappresenta soprattutto nelle sue proiezioni internazionali. In apertura dei lavori è previsto l’intervento del Segretario Generale dell’Interpol, Jurgen Stock, a capo della più grande organizzazione internazionale di polizia, che riunisce 194 Paesi del mondo. Il progetto I CAN verrà illustrato dal Vice Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Rizzi, mentre a conclusione dell’incontro interverrà il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

 

 

Alle prime luci dell´alba un blitz della Polizia di Stato per contrastare la criminalità organizzata a Trapani e a Caserta.

La Squadra Mobile di Trapani, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, sta eseguendo numerose perquisizioni e arresti nei confronti dei favoreggiatori di Matteo Messina Denaro. 15 gli indagati a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi e favoreggiamento della latitanza del boss mafioso.
Perquisita anche l´abitazione di Castelvetrano, residenza anagrafica del latitante Messina Denaro.
La Squadra Mobile di Caserta, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sta eseguendo numerosi arresti nei confronti degli esponenti del sodalizio criminale con a capo un ex cutoliano, attuale reggente del clan de´ “I Casalesi” nell´agro Teano. Tra gli arrestati anche il referente di zona del federato clan “Papa”.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
foto Polizia di Stato

Milano.La Polizia arresta banda di rapinatori palermitani “trasfertisti”

La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla procura della repubblica, ha eseguito a Palermo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque “trasfertisti” palermitani resisi responsabili di 3 rapine consumate ed un tentativo di rapina in danno di istituti bancari “UBI Banca” commesse a Milano tra i mesi di maggio e agosto 2019 e che hanno fruttato complessivamente 297.931 euro. L’attività è stata compiuta dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, strettamente coadiuvati dall’omologo ufficio di Palermo.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
foto Polizia di Stato

Asti, Operazione antidroga “Fiori dell’Est” della Polizia di Stato

 

La Polizia di Stato di Asti, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, ha eseguito numerose misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Asti, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine che vede coinvolti diversi cittadini italiani e stranieri, per spaccio di sostanze stupefacenti, rapine, estorsioni e lesioni personali. L’operazione si è svolta in collaborazione con le Squadre Mobili di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Novara, Verbania, Biella, Aosta, Genova e Pavia e con l’ausilio degli agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Torino e di 6 Unità Cinofile della Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria. 42 sono le persone indagate nella maxi operazione che dall’alba vede l’impiego di 130 poliziotti dei vari Uffici Investigativi sopra citati. Sono in corso inoltre, in Asti e provincia, anche numerose perquisizioni locali e poste sotto sequestro autovetture di grossa cilindrata ed un lussuoso alloggio ubicato nelle vicinanze del centro storico di Asti.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

MILANO: OPERAZIONE FLASHBACK

La Polizia di Stato, a Milano, ha dato esecuzione ad una serie di perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di noti narcotrafficanti stanziali in Lombardia e di altri soggetti a loro legati, ritenuti partecipi a vario titolo di un ingente traffico internazionale di hashish gestito nel territorio milanese e in tutto il Centro/Nord Italia. In un’abitazione, all’interno di un’intercapedine ricavata tra un muro artificiale ed il muro perimetrale interno sono stati rinvenuti 28 scatoloni contenenti denaro contante per un valore di oltre 15.000.000 (quindici milioni) di €uro, suddivisi in banconote di vario taglio dai 500 ai 20 €uro. Altri 167.000 €uro sono stati rinvenuti in una cassaforte e all’interno di una auto officina. Successivamente sono state eseguite 3 misure cautelari custodiali ed il sequestro preventivo del denaro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
foto Polizia di Stato