“OPEN WORLD” MAXI-OPERAZIONE DELLO S.C.I.P.

L’operazione Open World, che doveva concludersi già a marzo e congelata per lo scoppio della pandemia, si chiude oggi con un grande successo del law enforcement italiano, coordinato in campo internazionale dallo SCIP e dalla sua rete di Esperti per la Sicurezza che operano in 65 Paesi del mondo come antenne operative della Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi. Dopo il periodo di lockdown riapre infatti oggi, 3 giugno, anche la stagione dei rientri dei latitanti catturati all’estero. L’esordio in grande stile è con una maxi-operazione del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), in cui operano tutte le forze di polizia. Dopo mesi di indagini e attività congiunta di Interpol Italia e Interpol Santo Domingo sono atterrati all’alba a Fiumicino con un volo dedicato 8 latitanti, sette uomini e una donna, con alle spalle diverse storie criminali, ma uniti dall’essere scappati ai Caraibi pensando di farla franca. Imputazioni che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, alle truffe agli anziani, al traffico internazionale di droga, alla bancarotta fraudolenta, con pene che oscillano dai circa 4 agli oltre 13 anni di reclusione. L’operazione di scorta a bordo dell’aereo è anche il primo banco di prova dell’abbinamento delle esigenze operative con le cautele sanitarie. La scorta ha attuato un protocollo di autotutela e di garanzia per l’attraversamento delle frontiere. Il Governo dominicano ha autorizzato l’ingresso con deroga al coprifuoco.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

 

 

Taranto, smantellato un market della droga nel Rione “Tamburi”

La Polizia di Stato di Taranto ha arrestato  6 persone in esecuzione di altrettante misure cautelari personali con l’accusa di detenzione e vendita, in concorso, di sostanze stupefacenti. La base logistica del sodalizio era un piccolo circolo ricreativo, ubicato su una importante arteria cittadina del popolare Rione “Tamburi”. Per i numerosi passanti, che quotidianamente affollavano la via, si trattava, semplicemente, del classico punto di ritrovo di quartiere dove poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia e consumare qualche birra; l’attività della Squadra Mobile ha, invece, svelato come, dietro questa copertura, si celasse un market della droga capace di soddisfare la domanda della “clientela” a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il tutto veniva garantito da un articolato e collaudato sistema “a staffetta” affidato spacciatori, sentinelle, corrieri, custodi. Le abitazioni degli arrestati, ubicate nei pressi, fungevano da deposito dello stupefacente, assicurando così al circolo un rapido e costante punto di rifornimento. Qui, infatti, i corrieri, in sella a piccoli ed agili scooter, sfrecciando senza difficoltà nel traffico cittadino, recuperavano quanto necessario, garantendo così ai pusher di poter soddisfare sempre le richieste degli acquirenti.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

 

Cagliari, operazione “Mask”

La Polizia di Stato di Cagliari ha denunciato tre persone, amministratori di società con sede a Brescia ed in provincia di Salerno, responsabili dei reati di frode nell’esercizio del commercio e falsità materiale commessa dal privato in certificati. L’Operazione Mask, avviata nell’ambito del contrasto alla commercializzazione di DPI da destinare all’emergenza COVID-19, è stata condotta dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’indagine è scaturita da una segnalazione di una nota farmacia di Cagliari la quale, ricevuta una partita di 1800 mascherine del tipo FFP2, acquistate attraverso un agente di commercio titolare di una società con sede in provincia di Salerno, ha avuto sospetti sull’autenticità della documentazione attestante l’idoneità e la conformità alle normative vigenti del prodotto acquistato.
Le indagini, condotte nell’immediatezza, hanno consentito di accertare che i DPI erano stati fabbricati in Cina ed importati in Italia da una società di Brescia, operante nel commercio all’ingrosso di prodotti medicali, e sia il certificato che la dichiarazione attestante la conformità alla normativa italiana erano falsi, e solo apparentemente emessi da una società della provincia di Mantova.
Nella giornata del 5 maggio u.s., con la collaborazione delle Sezioni Polizia Postale e delle Comunicazioni di Salerno e Brescia, sono state eseguite due perquisizioni delegate dalla A.G. cagliaritana nei confronti di altrettante società e relativi amministratori, attraverso le quali sono state rintracciate e sequestrate ulteriori mascherine (a Brescia e nella città di Sassari) nonché documentazione cartacea e contabile che ha consentito di ricostruire l’iter commerciale ed individuare due aziende cinesi che sembrerebbe abbiano fornito all’azienda bresciana la falsa certificazione.
Quest’ultima società conseguentemente sta procedendo a rintracciare sul territorio nazionale eventuali altri DPI non ancora messi in vendita, avendone chiesto il ritiro dal commercio e la restituzione. Le indagini sono ancora in corso, anche con la collaborazione dell’OLAF, (Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode presso la Commissione europea) per individuare i responsabili della falsificazione documentale.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

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Operazione della Polizia di Stato “White Bridge” contro rete criminale multietnica dedita allo spaccio di stupefacenti e all’estorsione.

La Polizia di Stato di Terni, in collaborazione con le Questure di Livorno e di Lodi, il Reparto Prevenzione Crimine “Umbria-Marche”, l’unità cinofila di Nettuno e la Polizia di Frontiera di Fiumicino, ha dato esecuzione, questa mattina, a 16  misure cautelari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Terni, su richiesta della Procura della Repubblica di Terni, per spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione nei confronti di soggetti appartenenti ad una rete criminale multietnica. Le indagini, avviate lo scorso autunno dalla Squadra Mobile ternana, hanno permesso di smantellare una rete criminale multietnica che aveva fatto dello spaccio di droga l’unica fonte di guadagno, arrivando a movimentare un giro di affari di migliaia di euro al mese, non disdegnando però, alcuni di loro, l’estorsione, attuata con minacce, aggressioni, atti di vandalismo e danneggiamento, quando le vittime non riuscivano ad onorare i lori debiti, in particolare legati all’acquisto di cocaina. La sostanza stupefacente, spacciata nel centro cittadino, nelle zone di Borgo Rivo e di Largo Frankl, presso il “ponte bianco”, da cui il nome dell’operazione, oltre che nei luoghi di aggregazione giovanile, era di ogni tipo: hashish, marijuana, eroina, cocaina e droghe sintetiche, ed era diretta ad ogni tipo di acquirente, di ogni fascia di età. Gli spacciatori, tutti con precedenti penali, sia per reati di droga che per reati contro il patrimonio, come furti e rapine, e per estorsione, hanno un’età compresa fra i 22 e i 49 anni, e fra loro ci sono tre donne; sono di nazionalità italiana, tunisina, marocchina e gambiana e sono, per la maggior parte, domiciliati a Terni, tranne due che abitano a Cecina, in provincia di Livorno, e uno che si trova a Lodi. Tre di loro sono irregolari in Italia (due marocchini e un tunisino) mentre per l’unico gambiano si sta verificando la sua situazione sul Territorio Nazionale. L’attività di indagine, supportata anche dal Servizio Polizia Scientifica, svolta attraverso servizi di osservazione e l’uso di strumenti tecnici, ha consentito di effettuare il sequestro di discreti quantitativi di droga. In particolare, alcuni mesi fa, è stato rinvenuto oltre mezzo chilo di stupefacente occultata all’interno di un vano contatori in uno stabile in zona Borgo Rivo. In varie occasioni, ad occuparsi delle consegne era addirittura il figlio minore di uno degli arrestati stranieri, che cedeva la sostanza stupefacente fuori dalla propria abitazione. Lo spaccio è proseguito anche in questo periodo di quarantena: lo scorso marzo, uno dei marocchini irregolari era stato denunciato in stato di libertà per detenzione di cocaina ed eroina, dopo essere stato fermato dalla Squadra Volante durante i controlli Covid-19 in centro e durante tutta l’attività di indagine, sono state arrestate e denunciate per spaccio di stupefacenti altre persone. L’attività estorsiva nei confronti delle vittime, in prevalenza i consumatori di cocaina, si concretizzava, non solo nelle minacce, ma anche in vere e proprie aggressioni e atti di vandalismo; è emerso infatti che in un’occasione è stata danneggiata la porta dell’abitazione di un cliente “moroso” con un grosso petardo, mentre in altre, alcuni di questi sono stati obbligati a “cedere” la loro automobile od altri beni a prezzi bassissimi per onorare i debiti contratti con gli spacciatori.

 di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

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Tranato, blitz nel “fortino” dello spaccio

Dalle prime luci dell’alba la  Polizia di Stato di Taranto sta eseguendo  arresti e perquisizioni in uno dei più noti “fortini” dello spaccio in città. L’operazione dei poliziotti della Squadra Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine, unitamente a unità cinofile scaturisce da un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Gip presso il Tribunale di Taranto su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone ritenute, unitamente ad altri 6 coindagati, responsabili di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, sia pesanti che leggere.  L’attività di indagine, condotta dal personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Taranto, si è concentrata sulle abitazioni di alcuni degli arrestati ove gli stessi, attraverso una rete di diffusione capillare ovvero avvalendosi di vedette, corrieri e pusher,  immettevano sostanze stupefacenti  di vario tipo sulla piazza di Taranto. Ad aggravare le loro condotte, anche il coinvolgimento di minori, incaricati di trasportare le sostanze stupefacenti. Centinaia le dosi di cocaina ed hashish sequestrate e diversi gli arresti effettuati nel corso dell’attività.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

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Corona Virus fase 2 : Regolari le operazioni di controllo della Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie

Nonostante il flusso dei viaggiatori sia stato più intenso rispetto alle scorse settimane, è iniziata in modo regolare la fase 2 nelle stazioni italiane.  il dispositivo che ha visto impegnati Polizia Ferroviaria, personale FS Italiane, Protezione Civile e Croce Rossa Italiana è risultato efficace e capace di assicurare controlli rigorosi e fluidi allo stesso tempo. Nei principali scali ferroviari, in cui sono state adottate misure per favorire il distanziamento sociale, i poliziotti hanno controllato le autocertificazioni assicurando che le operazioni di verifica della temperatura si svolgessero senza criticità. Nella stazione di Milano i viaggiatori si sono presentati nello scalo in anticipo e muniti di autocertificazione precompilata. A Bologna il flusso delle persone è stato ordinato e tutti i viaggiatori si sono presentati muniti di mascherine e, in linea con i consigli di FS Italiane, di guanti e di gel igienizzanti. A Roma Termini sono state predisposte due file, una per salire ed una per scendere dai convogli. La Croce Rossa Italiana  ha misurato la temperatura ai viaggiatori in arrivo e quelli in partenza sono stati sottoposti a termoscanner.
A Napoli oltre ai poliziotti presenti in stazione per controllare i motivi degli spostamenti, i medici dell’Asl e i volontari della Protezione Civile hanno sottoposto i viaggiatori a un kit rapido anti Covid.Nell’ultimo mese la Polizia Ferroviaria ha ulteriormente intensificato l’attività di monitoraggio nei principali scali ferroviari per l’emergenza sanitaria. 314.067 i viaggiatori controllati, di cui 161.053 in partenza e 153.014 in arrivo. Circa  3.883 quelli sorpresi in viaggio senza un giustificato motivo. 22 gli arrestati e 412 le persone denunciate.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

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Cagliari, gioisce su Facebook per la morte del poliziotto a Napoli.

E’ stata identificata l’autrice del post con il quale ieri pomeriggio aveva commentato pubblicamente sul proprio profilo Facebook la notizia del grave fatto accaduto a Napoli, in cui ha perso la vita l’Agente Scelto  Pasquale Apicella ed è rimasto ferito L’Assistente Capo Salvatore Colucci, dopo che l’auto di servizio sulla quale erano a bordo è stata speronata da quattro  criminali durante il loro inseguimento.“Ogni tanto una gioia”. Così aveva scritto una 52enne residente nel cagliaritano, aggiungendo, inoltre, tra i commenti “Io li odierò per sempre”.
Gli investigatori della DIGOS hanno avviato immediatamente gli accertamenti in stretta collaborazione con il personale del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari, acquisendo elementi per l’individuazione dell’autore del post, oltre ad una serie di immagini e commenti.
La donna è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria  ai sensi dell’art. 342 del codice penale. Proseguono gli accertamenti per l’individuazione di ulteriori responsabili di tale reato, mediante pubblicazione su altri profili di commenti dello stesso tenore oltraggioso.

 di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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Foggia. la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari a carico di un cittadino albanese.

Le indagini sono il frutto della stretta collaborazione tra la DDA del capoluogo pugliese e  la Procura della Repubblica di Foggia, che hanno consentito di addebitare al fermato due dei recenti episodi dinamitardi, commessi ai danni di attività imprenditoriali della città di Foggia con modalità del tutto simili, ovvero mediante esplosioni notturne di ordigni rudimentali, che hanno provocato importanti danni materiali e un notevole allarme sociale.
In particolare, l’uomo è ritenuto responsabile dell’attentato esplosivo commesso il 16 gennaio scorso ai danni del centro sociale polivalente per persone anziane denominato “IL SORRISO DI STEFANO”, in via Vincenzo Acquaviva, appartenente alla cooperativa sociale “SanitàPiù” e dell’evento dinamitardo avvenuto in data 12.11.2019, ai danni dell’esercizio commerciale denominato “Poseidon” in via Ciancarella.
Gli investigatori della Polizia di Stato hanno analizzato i numerosi filmati ripresi dalle telecamere pubbliche e private della città di Foggia acquisite nell’immediatezza degli eventi delittuosi. A proposito dell’attentato a danno del “IL SORRISO DI STEFANO”, le diverse ore di filmati acquisiti dagli investigatori,  oltre ad inquadrare l’autore nel momento in cui ha posizionato l’ordigno, ne hanno ripreso sia i movimenti a ritroso, consentendo di accertare sia il percorso compiuto fino all’arrivo presso il Centro Anziani, sia il tragitto fatto dall’autore dopo avere collocato l’ordigno, permettendo tra l’altro di individuare un particolare decisivo per l’identificazione consistente in un tatuaggio sulla mano.
Sostanzialmente simile l’analisi investigativa che ha permesso di acquisire indizi utili ad identificare l’uomo  come il soggetto che aveva collocato anche l’ordigno alla friggitoria “Poseidon” il 12 novembre 2019.
Un dato comune ad entrambi gli eventi è quello relativo alle modalità di trasporto dei pericolosi ordigni fatti esplodere innanzi alle due strutture, occultati in entrambi i casi in uno “zaino” contenenti sia l’ordigno che la miccia a lenta combustione per innescarlo.
Al riguardo viene contestato anche il metodo mafioso delle azioni criminali, con specifico riferimento alle eclatanti modalità con cui le azioni sono stata commesse – ovverossia facendo esplodere un ordigno esplosivo dalla spiccata capacità offensiva in un orario notturno, in un luogo aperto al pubblico e sulla pubblica via – tipiche dell’azione della criminalità di tipo mafioso ed idonee a provocare allarme sociale nella collettività, rafforzando il messaggio intimidatorio ai danni delle vittime.
Entrambe le deflagrazioni causavano rilevanti danni, consistenti in danneggiamenti degli infissi, suppellettili, arredi, vetrate e parte delle strutture murarie del pub “Poseidon” e di alcune abitazioni private presenti nelle immediate vicinanze del “Poseidon”, tra cui anche una chiesa adiacente, nonché, nel caso della struttura dei VIGILANTE, il danneggiamento di 6 autovetture parcheggiate nelle vicinanze della RSA “Il Sorriso di Stefano”.
Sul punto si evidenzia che gli accertamenti espletati da personale della Polizia Scientifica hanno sottolineato che l’ordigno utilizzato in entrambi gli attentati era dotato di spiccata capacità offensiva. L’onda pressoria generata dall’esplosione ed il materiale proiettato, infatti, avrebbero potuto cagionare lesioni ad una persona, in ipotesi anche potenzialmente mortali, che si fosse trovata in quel momento nei pressi del luogo dell’esplosione.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto Polizia di Stato

 

 

 

 

ARRESTATI TRE PERICOLOSI LATITANTI NASCOSTI IN UNA CAVA DI SAN SEVERO

Nel primo pomeriggio la Squadra Mobile di Foggia ha tratto in arresto tre pericolosi latitanti trovati insieme in una cava di Apricena (FG).
Si tratta di S.F., A.B.  e P.L.T.
SCIRPOLI e BONSANTO erano evasi dalla Casa Circondariale di Foggia il 9 marzo, mentre LA TORRE si era reso irreperibile sin dallo scorso anno, dovendo espiare una pena detentiva a due anni e 8 mesi di reclusione.
I tre latitanti catturati sono elementi criminali di spicco e sono considerati contigui al clan mafioso dei ROMITO che è contrapposto a quello dei LI BERGOLIS in una faida che insanguina il Gargano.
L´attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

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Roma. Dalla Volante 9 della Polizia di Stato un risolutivo intervento.

Il 3 aprile scorso mi sono trovato ad aiutare una persona anziana di circa ottanta anni. L’anziana signora, con evidenti problemi, probabilmente dovuti all’età, dapprima si è mostrata consapevole della propria situazione e disponibile a ricevere l’aiuto nelle forme più opportune, dopodiché si è mostrata aggressiva e intollerante dinanzi ad ogni possibile soluzione.
In considerazione del periodo che stiamo attraversando, dovuto all’emergenza sanitaria da Covid19, le strutture deputate all’accoglienza degli anziani, sono o sature o indisponibili ad accogliere nuovi ospiti, e dinanzi all’aggressione della signora e alla impossibilità di calmarla, sono stato costretto a chiamare le Forze dell’Ordine per scongiurare il degenerare della situazione.
Giungeva prontamente la Volante 9 della Polizia di Stato, Reparto Volanti, la cui Pattuglia era composta dall’Assistente Capo Coordinatore Enzo Figliolia e dall’Assistente Capo Coordinatore Eugenia Lechi, i quali con prontezza professionale, serietà ed alto senso di umanità si sono prodigati per riportare la signora alla tranquillità.
Alla Pattuglia della Volante 9 non può che andare il mio più vivo ringraziamento per il loro fattivo e risolutivo intervento. 

Umberto Buzzoni 
foto Polizia di Stato