Attacco europeo contro la ‘NDRANGHETA.

Ieri a Barcellona è stato arrestato il latitante Vittorio Raso cl 79, detto “esaurito”, personaggio di spicco della ‘Ndrangheta calabrese radicata nel torinese.
La cattura è avvenuta dopo un incessante attività  condotta nelle ultime due settimane dalla Squadra Mobile di Torino e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con il coordinamento costante della Direzione Distrettuale Antimafia della Repubblica di Torino e realizzata attraverso il determinante contributo di raccordo operativo fornito dal Team I-CAN Italia, grazie al pieno supporto e alla grande professionalità dell’UDYCO della Polizia spagnola e dell’Esperto per la Sicurezza a Madrid.
Un risultato di eccezionale rilevanza che conferma e rafforza l’intesa operativa con la Polizia iberica anche in vista della imminente adesione della Spagna al progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol.
Il grande risultato di quest’oggi porta a 9 il numero dei latitanti di ‘Ndrangheta arrestati in tutto il mondo e testimonia come l’approccio globale alla ‘Ndrangheta, realizzato attraverso il progetto I–CAN e la cooperazione internazionale di polizia, sia la strada maestra per combattere una minaccia che in modo silente ha inquinato l’economia di oltre 30 Paesi del mondo e che va contrastata attraverso una potente azione di rete. Solo un grande lavoro di squadra che non tenga conto dei confini può rappresentare quel valore aggiunto nel contrasto ad uno dei fenomeni criminali con maggiore espansione.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polizia di Stato

Operazione “scacco matto” contrasto alla pedopornografia

Complessa operazione contro la pedopornografia su internet condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, con perquisizioni e sequestri a Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese oltre che in altre città straniere. Venti le persone italiane denunciate, di cui tre arrestate in flagranza perché ritenute responsabili di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico nonché di istigazione a pratiche di pedofilia. Numerosi i soggetti stranieri segnalati alle autorità degli Stati di residenza.
Le indagini, condotte dalla Polizia Postale di Catania in collaborazione con il Centro Nazionale di Contrasto Pedopornografia On line (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale di Roma, sono consistite in una lunga attività sottocopertura, opportunamente autorizzata dalla Procura, scaturita da un monitoraggio del web e dal successivo rinvenimento di un sito, ospitato su server di un Paese estero, contenete immagini di pornografia minorile e commenti che istigavano esplicitamente alla commissione di atti sessuali in danno di minori, pubblicati da centinaia di utenti del tutto anonimi.
Molti di questi utenti, una volta entrati in contatto tra loro, si spostavano su altre piattaforme virtuali ritenute più sicure, con sistemi di anonimizzazione (TOR, VPN) e servizi di messaggistica crittografata, iniziando così a scambiarsi foto e video di natura pedopornografica, catalogati in base a criteri di età, sesso ed etnia, con raccapriccianti abusi di minori, anche neonati, vittime di pratiche di sadismo. In diverse occasioni, si condividevano racconti di loro presunte esperienze sessuali con minorenni.
In questo giro criminale si sono infiltrati i poliziotti che hanno operato sottocopertura per oltre un anno, fingendosi pedofili, con l´utilizzo di protocolli operativi ormai consolidati nel contrasto alla pedopornografia online. Ciò ha consentito agli investigatori, quasi come in una “partita a scacchi” con gli interlocutori (da qui il nome dell´operazione), di riuscire a identificarli, nonostante l´utilizzo dei sistemi di anonimizzazione e gli atteggiamenti fortemente diffidenti e sospettosi.
Nel corso delle indagini gli agenti della Polizia Postale di Catania, grazie ad una meticolosa ricerca, raccolta e analisi di dati, sono riusciti, altresì, a pervenire alla localizzazione di alcuni dei luoghi degli abusi e all´identificazione di tre vittime minori.
Il pubblico ministero titolare delle indagini, alla luce degli elementi probatori raccolti, ha disposto in via d´urgenza immediate perquisizioni domiciliari, personali ed informatiche nei confronti di venti dei soggetti identificati, residenti in varie parti d´Italia, contestando loro i reati di pornografia minorile, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico nonché di istigazione a pratiche di pedofilia.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polizia di Stato

Milano, arrestata in flagranza di reato

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato una donna Polacca per il reato di truffa aggravata. Obbiettivo dei truffatori una signora del ‘33, contattata telefonicamente sull’utenza di casa da una donna che, millantando di essere la nipote, le riferiva di aver necessità di denaro a causa di debiti contratti, chiedendole insistentemente di raccogliere il denaro contante e i gioielli custoditi per consegnarglieli. I truffatori non avevano fatto i conti con la prontezza della anziana vittima che, intuendo che potesse trattarsi di una truffa, è stata abilissima nel far credere di essere caduta nel tranello, rassicurando la sedicente nipote che avrebbe raccolto i soldi e i monili in oro richiesti dalla truffatrice. Nel frattempo la signora ha contattato il numero unico di emergenza 112 interloquendo contemporaneamente con l’operatore di Polizia che ha fatto sì che l’anziana prendesse tempo coi truffatori, dando modo al personale in borghese della Sezione Antirapina della Squadra Mobile di predisporre un servizio di polizia giudiziaria in prossimità dell’appartamento della vittima. Difatti, all’ennesima chiamata dei truffatori, la vittima, del tutto rassicurata dalla presenza dagli operatori di Polizia, ha raggiunto il luogo indicato dall’interlocutrice consegnando quanto concordato alla donna presentatasi all’appuntamento che è stata arrestata immediatamente dagli agenti.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polizia di Stato

Catania. La Polizia Postale indaga 6 persone per detenzione e divulgazione di pornografia minorile

La Polizia di Stato di Catania e Messina, coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina, ha condotto un´attività contro la pedopornografia on-line conclusasi, al momento, con sei persone indagate per detenzione e divulgazione di pornografia minorile.
Le investigazioni sono state svolte dalla Polizia Postale sotto la direzione del Centro Nazionale Contrasto Pedo Pornografia on-line (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Esse sono state avviate dopo la denuncia di una donna, residente nella provincia peloritana, e madre di un adolescente, che si era accorta della presenza sullo smartphone della figlia di diverse sessioni di chat effettuate con singoli utenti, con scambio di foto e video di minori nudi in pose erotiche.
La donna consegnava spontaneamente il dispositivo mobile al personale della Polizia Postale che acquisiva con sofisticate strumentazioni forensi il contenuto del telefono e, in particolare, delle comunicazioni WhatsApp. Iniziava, così, un meticoloso lavoro investigativo finalizzato a ricostruire le dinamiche e le eventuali condotte penalmente rilevanti poste in essere dai singoli.
Sono in corso, comunque, approfondimenti per verificare la condotta di adescamento.
Oltre ai sei indagati maggiorenni, sono stati identificati alcuni utenti minori che sono stati segnalati alla competente Procura per i Minorenni.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati computer e smartphone, rinvenendo già in fase di perquisizione informatica immagini di pornografia minorile.
Le Province interessate dalle perquisizioni sono state: Messina, Catania, Palermo, Milano, Napoli e Teramo.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polzia di Stato

MATERA: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA I RESPONSABILI DELLA VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI DUE MINORENNI.

La Polizia di Stato di Matera, sta eseguendo l´arresto dei responsabili, tutti residenti a Pisticci (MT), della violenza sessuale e delle lesioni personali aggravate e continuate nei confronti di due minorenni, di nazionalità britannica, avvenute nel corso della notte del 7 settembre in Marconia, frazione di Pisticci, nel giardino di una villa in cui si teneva una festa privata.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, e condotte dalla Squadra Mobile di Matera e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pisticci, hanno portato all´emissione nei confronti di un gruppo di giovani, da parte del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Matera, di ordinanze di custodie cautelari in carcere ed a denunce in stato di libertà Le indagini, svolte con estrema rapidità, hanno portato in tempi brevissimi all´emissione delle misure cautelari evidenziando in modo chiaro la brutalità, la gravità ed efferatezza delle violenze commesse con modalità subdole, che avrebbero potuto essere reiterate nei confronti di altre donne.
Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà, alle ore 11.00, presso la sala “Palatucci” della Questura di Matera in presenza del Procuratore della Repubblica del Capoluogo lucano e del Questore.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Siracusa, operazione “Demetra”

Nel pomeriggio del 2 settembre 2020, su delega di questa Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania nei confronti di ventisette persone facenti parte di due sodalizi criminali operanti a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Ad alcune di loro è stato contestato anche il delitto di estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. Per venticinque dei predetti indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’operazione odierna, convenzionalmente denominata “Operazione Demetra”, costituisce l’esito dell’attività d’indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia, sviluppata dalla Squadra Mobile di Siracusa e dalla Compagnia Carabinieri di Siracusa in un arco temporale che va dal 2016 al 2019.
Le attività investigative svolte dalle due forze di polizia in momenti temporali differenti hanno acclarato la perdurante operatività del sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti denominato gruppo della “Via Italia”, che ha la sua base logistica e operativa nella città di Siracusa, in via Italia 103, interessando nel tempo anche la vicina piazza San Metodio. L’esistenza e la pervicacia criminale del predetto sodalizio erano già state accertate nell’ambito dell’operazione “Itaca” del 2012. Le indagini hanno documentato come l’attività criminosa dell’organizzazione si concretizzasse prevalentemente nel traffico di sostanze stupefacenti, mediante la gestione di una redditizia piazza di spaccio, ubicata nella citata piazza San Metodio, dove i pusher del gruppo ruotavano in turni prefissati per garantire agli assuntori la possibilità di acquistare la droga in qualunque momento della giornata. Il gruppo presentava una precisa organizzazione gerarchica all’interno della quale ciascun affiliato svolgeva compiti ben precisi in cambio dello “stipendio” settimanale.
Le attività investigative si sono sviluppate attraverso l’utilizzo di metodi tradizionali oltre che di intercettazioni telefoniche ed ambientali accompagnate dall’uso di sistemi di videoripresa. Importante anche l’apporto fornito da diversi collaboratori di giustizia che ha consentito di integrare ulteriormente il quadro probatorio a carico degli indagati.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 

foto Polizia di Stato

MANTOVA.FERMATO E ARRESTATO PERICOLOSO LATITANTE MOLDAVO

Pericoloso latitante moldavo scovato ed arrestato ieri in una operazione congiunta condotta dalla Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), articolazione operativa della Direzione Centrale della Polizia Criminale guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova comandato dal Col. Antonino Minutoli che sottolinea ancora una volta la stretta collaborazione operativa esistente con gli uffici investigativi territoriali. In particolare, nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Gonzaga (MN) hanno proceduto all’arresto di tale Babaianu Ion, moldavo, classe 94, latitante, ricercato a livello internazionale ai fini estradizionali verso la Moldavia, poiché colpito da un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Cahul (Moldavia) per il reato violenza sessuale su minori per una pena massima comminabile anni 12 di reclusione. Nella notte del 1° ottobre 2018 nella città di Rosu (Distretto di Cahul), il ricercato dopo aver attirato nella propria abitazione la vittima, una minore di anni 15, l’ha costretta con l’uso della forza fisica e psicologica ad avere rapporti sessuali con lui.
Lo stesso per evitare di dover scontare la pena a cui era stato condannato, aveva lasciato la Moldavia rifugiandosi in Italia fino a ieri.
Il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia organismo interforze che funge da unico punto di contatto italiano per la cooperazione internazionale di Polizia, che garantisce un costante interscambio info-operativo globale e può contare su una rete di Esperti per la Sicurezza dislocata in oltre sessanta Paesi del mondo, dopo aver seguito le tracce della presenza del latitante prima in Emilia Romagna e successivamente in Lombardia, una volta accertata la localizzazione geografica, segnalava l’emergenza operativa al predetto Comando dei Carabinieri di Mantova che procedeva all’immediato rintraccio ed arresto del medesimo. Lo stesso alloggiava con altri connazionali e con essi era impiegato nei raccolti agricoli stagionali, da cui evidentemente traeva il sostentamento per vivere.
L’uomo all’apparizione dei militari non ha opposto resistenza ovvero tentato la fuga. La successiva attività d’indagine dell’Arma dei Carabinieri si concentrerà sul capire se e chi ne abbia potuto favorire la latitanza e sugli accertamenti in merito alla veridicità dei documenti rumeni in suo possesso.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Milano. La Polizia di Stato di ferma gli autori di rapine in danno ai tassisti

La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, un 22enne italiano ed un egiziano 27 enne regolare sul Territorio, gravemente indiziati di essere gli autori delle rapine del 10 e 12 agosto scorsi in danno di tassisti milanesi.

I fermati, residenti nel quartiere Quarto Oggiaro e già gravati da precedenti specifici, sono stati bloccati, dai poliziotti della Squadra Mobile di Milano e del Commissariato “Quarto Oggiaro”, alla Stazione di Rogoredo mentre erano in procinto di darsi alla fuga a bordo di un treno diretto in Salento.

In occasione delle rapine, fingendosi clienti, avevano chiesto di essere trasportati sino in prossimità del quartiere dove risiedono e, una volta terminata la corsa, uno aveva il compito di bloccare l’autista puntandogli un coltello alla gola e gli altri due di appropriarsi del denaro e degli effetti personali delle vittime.

Sono in corso serrate indagini per individuare altri eventuali complici che hanno partecipato alle violente aggressioni.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

LE FORZE DI POLIZIA, SI INCONTRANO IN RETE PER ANALIZZARE L’ARCHITETTURA E LE ATTIVITÀ DELLA ‘NDRANGHETA

Nell’ambito del progetto I-CAN promosso dall’Italia insieme ad Interpol, si è tenuto oggi, in videoconferenza, il primo  webinar previsto come attività di formazione volta a aumentare la conoscenza della minaccia globale rappresentata dalla ‘ndrangheta.  La sessione è stata aperta dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Rizzi unitamente al Direttore esecutivo del Segretariato Generale dell’INTERPOL, Stephen Kavanagh, alla presenza degli investigatori specializzati delle unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) degli 11 paesi partners e degli esperti per la sicurezza italiani in quei paesi.
Il progetto si pone l’obiettivo di costituire delle squadre specializzate in quei paesi dove è maggiormente radicata la presenza della‘ndrangheta preparando le forze di polizia al contrasto di questa organizzazione criminale. Al fine di rendere l’azione investigativa più performante, il progetto si propone di aumentare la conoscenza e la consapevolezza della minaccia e della pericolosità rappresentata dalla ‘ndrangheta nel mondo.
E ad oggi stanno già arrivando i primi risultati con l’arresto, nella scorsa settimana,  di 6 latitanti in Argentina, Costa Rica e Albania, segno tangibile di quanto lo scambio informativo e la collaborazione investigativa costituiscano la risposta più efficace alle organizzazioni mafiose: contro una minaccia globale occorre un attacco globale.
Per questo oggi Interpol e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – SCIP della Direzione Centrale della Polizia Criminale hanno organizzato un webinar con la professoressa Anna Sergi, docente di Crimonologia presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università dell’Essex, le cui ricerche si focalizzano sullo studio della criminalità organizzata e della giustizia penale comparata. La strage di Duisburg del 2007 ha confermato l’esistenza della ‘ndrangheta anche fuori dall’Italia consentendo di capire quanto capillare fosse l’inserimento delle famiglie calabresi nei tessuti sociali e finanziari di numerose nazioni.
L’intervento della professoressa Sergi ha evidenziato il modus operandi e le attività della ‘ndrangheta nei 36 paesi oggetto di studio, sottolineando la capacità dell’organizzazione criminale, al momento più potente e forte al mondo, di inquinare il tessuto sociale ed economico attraverso l’investimento di enormi quantità di denaro, affari spesso percepiti favorevolmente dai paesi coinvolti. Al webinar hanno partecipato gli investigatori delle unità di I-CAN di Australia, Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Stati Uniti e Uruguay i quali  al termine del virtual meeting hanno potuto porre delle domande con una consapevolezza in più: l’ attacco globale alla ‘ndrangheta costituisce una priorità nella lotta al crimine organizzato a tutela della sicurezza che va oltre i confini nazionali.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polizia di Stato

Novara: Operazione “DIONISO”

La Polizia di Stato di Novara ed il Servizio Centrale Operativo, nelle scorse ore, hanno eseguito 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali nelle province di Novara, Milano, Genova e Pavia, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata all’accertamento della operatività di una “psicosetta”. I due anni di attività di indagine della Squadra Mobile di Novara e del Servizio Centrale Operativo hanno consentito di accertare l’esistenza di una potentissima “psicosetta”, con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti, prevalentemente di sesso femminile, ma con a capo un uomo, oggi 77enne, si sono resi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed alla commissione di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche in danno di minori.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato