Ieri a Barcellona è stato arrestato il latitante Vittorio Raso cl 79, detto “esaurito”, personaggio di spicco della ‘Ndrangheta calabrese radicata nel torinese.
La cattura è avvenuta dopo un incessante attività condotta nelle ultime due settimane dalla Squadra Mobile di Torino e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con il coordinamento costante della Direzione Distrettuale Antimafia della Repubblica di Torino e realizzata attraverso il determinante contributo di raccordo operativo fornito dal Team I-CAN Italia, grazie al pieno supporto e alla grande professionalità dell’UDYCO della Polizia spagnola e dell’Esperto per la Sicurezza a Madrid.
Un risultato di eccezionale rilevanza che conferma e rafforza l’intesa operativa con la Polizia iberica anche in vista della imminente adesione della Spagna al progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol.
Il grande risultato di quest’oggi porta a 9 il numero dei latitanti di ‘Ndrangheta arrestati in tutto il mondo e testimonia come l’approccio globale alla ‘Ndrangheta, realizzato attraverso il progetto I–CAN e la cooperazione internazionale di polizia, sia la strada maestra per combattere una minaccia che in modo silente ha inquinato l’economia di oltre 30 Paesi del mondo e che va contrastata attraverso una potente azione di rete. Solo un grande lavoro di squadra che non tenga conto dei confini può rappresentare quel valore aggiunto nel contrasto ad uno dei fenomeni criminali con maggiore espansione.
di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato una donna Polacca per il reato di truffa aggravata. Obbiettivo dei truffatori una signora del ‘33, contattata telefonicamente sull’utenza di casa da una donna che, millantando di essere la nipote, le riferiva di aver necessità di denaro a causa di debiti contratti, chiedendole insistentemente di raccogliere il denaro contante e i gioielli custoditi per consegnarglieli. I truffatori non avevano fatto i conti con la prontezza della anziana vittima che, intuendo che potesse trattarsi di una truffa, è stata abilissima nel far credere di essere caduta nel tranello, rassicurando la sedicente nipote che avrebbe raccolto i soldi e i monili in oro richiesti dalla truffatrice. Nel frattempo la signora ha contattato il numero unico di emergenza 112 interloquendo contemporaneamente con l’operatore di Polizia che ha fatto sì che l’anziana prendesse tempo coi truffatori, dando modo al personale in borghese della Sezione Antirapina della Squadra Mobile di predisporre un servizio di polizia giudiziaria in prossimità dell’appartamento della vittima. Difatti, all’ennesima chiamata dei truffatori, la vittima, del tutto rassicurata dalla presenza dagli operatori di Polizia, ha raggiunto il luogo indicato dall’interlocutrice consegnando quanto concordato alla donna presentatasi all’appuntamento che è stata arrestata immediatamente dagli agenti.
La Polizia di Stato di Catania e Messina, coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina, ha condotto un´attività contro la pedopornografia on-line conclusasi, al momento, con sei persone indagate per detenzione e divulgazione di pornografia minorile.
La Polizia di Stato di Matera, sta eseguendo l´arresto dei responsabili, tutti residenti a Pisticci (MT), della violenza sessuale e delle lesioni personali aggravate e continuate nei confronti di due minorenni, di nazionalità britannica, avvenute nel corso della notte del 7 settembre in Marconia, frazione di Pisticci, nel giardino di una villa in cui si teneva una festa privata.
Nel pomeriggio del 2 settembre 2020, su delega di questa Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania nei confronti di ventisette persone facenti parte di due sodalizi criminali operanti a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Ad alcune di loro è stato contestato anche il delitto di estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso. Per venticinque dei predetti indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Pericoloso latitante moldavo scovato ed arrestato ieri in una operazione congiunta condotta dalla Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), articolazione operativa della Direzione Centrale della Polizia Criminale guidata dal Prefetto Vittorio Rizzi e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova comandato dal Col. Antonino Minutoli che sottolinea ancora una volta la stretta collaborazione operativa esistente con gli uffici investigativi territoriali. In particolare, nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Gonzaga (MN) hanno proceduto all’arresto di tale Babaianu Ion, moldavo, classe 94, latitante, ricercato a livello internazionale ai fini estradizionali verso la Moldavia, poiché colpito da un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Cahul (Moldavia) per il reato violenza sessuale su minori per una pena massima comminabile anni 12 di reclusione. Nella notte del 1° ottobre 2018 nella città di Rosu (Distretto di Cahul), il ricercato dopo aver attirato nella propria abitazione la vittima, una minore di anni 15, l’ha costretta con l’uso della forza fisica e psicologica ad avere rapporti sessuali con lui.
La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, un 22enne italiano ed un egiziano 27 enne regolare sul Territorio, gravemente indiziati di essere gli autori delle rapine del 10 e 12 agosto scorsi in danno di tassisti milanesi.
Nell’ambito del progetto I-CAN promosso dall’Italia insieme ad Interpol, si è tenuto oggi, in videoconferenza, il primo webinar previsto come attività di formazione volta a aumentare la conoscenza della minaccia globale rappresentata dalla ‘ndrangheta. La sessione è stata aperta dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Rizzi unitamente al Direttore esecutivo del Segretariato Generale dell’INTERPOL, Stephen Kavanagh, alla presenza degli investigatori specializzati delle unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) degli 11 paesi partners e degli esperti per la sicurezza italiani in quei paesi.
La Polizia di Stato di Novara ed il Servizio Centrale Operativo, nelle scorse ore, hanno eseguito 26 perquisizioni personali e 21 perquisizioni locali nelle province di Novara, Milano, Genova e Pavia, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia, finalizzata all’accertamento della operatività di una “psicosetta”. I due anni di attività di indagine della Squadra Mobile di Novara e del Servizio Centrale Operativo hanno consentito di accertare l’esistenza di una potentissima “psicosetta”, con base operativa nella provincia di Novara e diramazioni nella città di Milano e nel pavese, i cui adepti, prevalentemente di sesso femminile, ma con a capo un uomo, oggi 77enne, si sono resi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed alla commissione di numerosi e gravi reati in ambito sessuale, anche in danno di minori.




