Cesare Battisti. Polizia di Stato insieme ad un team della Criminalpol, antiterrorismo e digos di Milano. con la collaborazione dell’Intelligence italiana lo hanno pedinato fino all’arresto da parte della polizia bolioviana

Bari: pretendevano il pizzo da un imprenditore, arrestati in quattro

Quattro componenti del “Clan Strisciuglio” con attività illecite nel quartiere San Paolo di Bari, sono stati arrestati questa mattina per estorsione pluriaggravata.

Le indagini sono state avviate dalla Squadra mobile nel novembre scorso, a seguito delle dichiarazioni di un imprenditore che aveva ricevuto richieste estorsive.

L’attività investigativa ha consentito di documentare una richiesta di denaro da parte di due degli arrestati che avevano incontrato l’imprenditore nel loro quartiere generale, imponendogli il versamento di 2.500 euro (poi diventati di 1.500 euro) quale “contributo per aiutare gli amici detenuti” e quale “pensiero per gli amici”.

All’iniziale tentativo di resistere alla pretesa di denaro da parte dell’imprenditore, gli estorsori affermavano che “non era l’unico a dover pagare” e che tutti i commercianti del quartiere stavano pagando.

Quando l’uomo è stato sentito dai poliziotti ha dichiarato di non aver denunciato subito la richiesta estorsiva perché non si aspettava invece di riceverne altre.

fonte e foto polizia di stato

Operazione antidroga a Lecce: 16 arresti

Avevano conquistato il controllo del traffico di droga a Lecce anche attraverso l’appoggio di affiliati alla Sacra corona unita: 16 persone sono state arrestate dalla Squadra mobile per associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e spaccio.

L’indagine si è sviluppata anche grazie alle dichiarazioni rilasciate da alcuni collaboratori di giustizia; in particolare la famiglia di uno di questi era stata vittima di una serie di atti intimidatori. Tali azioni crimininose hanno poi dato il via all’indagine, durata oltre un anno.

Gli investigatori hanno ricostruito l’intera filiera del traffico della droga, in particolare cocaina, eroina, hashish e marijuana, distribuita anche nella provincia leccese.

Le indagini condotte insieme alla Squadra mobile di Ravenna si sono avvalse della collaborazione del Reparto prevenzione crimine di Lecce, Potenza e Pescara, del Reparto cinofili di Brindisi e del Reparto volo di Bari.

fonte e foto polizia di stato

Ultimo dell’anno, cuccioli abbandonati in strada

Torrenova. Cuccioli abbandonati in strada l’ultimo giorno del 2018. Ritrovati e adottati da un agente della Polizia di Stato.

La ha assistito i due i cuccioli che, nel pomeriggio del 31, sono stati abbandonati in zona Torrenova dal conducente di un auto che, dopo averli lasciati, si è allontanato velocemente.

Uno degli agenti del Reparto Volanti, intervenuti sul posto a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che avevano assistito attoniti alla scena, ha deciso di adottarli.  

Sono tutt’ora in corso le ricerche volte ad individuare l’autore del gesto.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto Polizia di Stato

 

Trieste. Squadra Mobile, arrestato latitante

La Polizia croata, a Zagabria, su indicazione della Squadra Mobile di Venezia e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – con il coordinamento della Procura Distrettuale di Trieste diretta dal Procuratore Carlo MASTELLONI – ha tratto in arresto il latitante D’ESTE Claudio. Veneziano di 72 anni, il predetto è destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti e di un contestuale mandato di arresto europeo emesso dalla DDA di Trieste: deve scontare il D’ESTE una pena detentiva di anni 10, mesi 3 e giorni 16 di reclusione per il delitto di spaccio di stupefacenti. Claudio D’ESTE, ancora oggi notissimo negli ambienti della Polizia veneziana, era legato alla cosiddetta banda della mala del Brenta di Felice Maniero: in particolare al c.d. “clan dei mestrini”. Ne aveva gestito il traffico di droga curandone l’acquisizione all’estero e la distribuzione in Veneto.
Fu arrestato per la prima volta nel 1976 per detenzione e porto abusivo di armi.
Dal 1981 al 1989 si era dedicato al traffico di cocaina e di eroina per conto dell’organizzazione di Maniero: per i reati consumati in quel periodo fu arrestato nel 1991 rimanendo in carcere per 6 mesi e riprendendo a delinquere appena scarcerato. Oltre al traffico di droga per conto di quell’organizzazione criminale, D’ESTE aveva in quel periodo assunto la gestione di un Casinò in Croazia, paese dove aveva trovato domicilio. Nel 1997 fu nuovamente arrestato per traffico internazionale di cocaina allestito sul territorio frontaliero. Durante la detenzione è stato raggiunto da più sentenze di condanna emesse dai Tribunali di Venezia e di Trieste per complessivi 17 anni e 10 mesi di reclusione, solo in parte definitivi. Nell’aprile del 1999 – scontata parte della pena ed ottenuti i benefici dell’indulto e della liberazione anticipata – uscì dalla Casa Circondariale di Padova rendendosi poi irreperibile e sottraendosi all’esecuzione delle condanne divenute definitive nel 2000. Recentemente – grazie alle indagini anche di natura tecnica svolte in prossimità delle festività natalizie, autorizzate dalla Procura triestina e condotte dalla Squadra Mobile di Venezia e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – il latitante era stato localizzato in Croazia; sulla base di precise informazioni, il 13.12.2018 è stato emesso nei suoi confronti il mandato d’arresto europeo. In occasione del periodo festivo sono stati predisposti servizi mirati per osservare i movimenti dei familiari di Claudio D’ESTE residenti in Italia recatisi a Zagabria per incontrarlo e trascorrere con lui il capodanno.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

foto Polizia di Stato

Maxi operazione della Polizia di Stato contro l´ndrangheta.

Dalle prime luci dell´alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato di Crotone nei confronti di numerosi soggetti appartenenti alle famiglie di `ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro, accusati  di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.
I poliziotti della Squadra Mobile, del Servizio Centrale Operativo, con il supporto delle Squadra Mobili di Catanzaro, Taranto, Mantova e dei reparti Prevenzione Crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno, nell´ambito di un´articola indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno arrestato diversi esponenti di spicco della criminalità organizzata crotonese pronti a dare inizio ad una nuova guerra di mafia con la pianificazione di omicidi, per il controllo del territorio.
Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Procura di Catanzaro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

POLIZIA: OPERAZIONE “GOTHAM”

La Polizi24 individuia di Stato di Terni ha concluso un´operazione anei confronti di , ritenuti responsabili di spaccio di cocaina, eroina, marijuana e ntidroga hashish.
Le indagini, coordinate della Procura della Repubblica di Terni, sono state avviate d´iniziativa nel mese di ottobre dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia, con il supporto della Direzione Centrale per Servizi Antidroga e del Servizio Polizia Scientifica.
L´attività investigativa si è sviluppata nei confronti di un gruppo di spacciatori africani, che hanno presidiato stabilmente alcuni luoghi del centro cittadino, in particolare il parco pubblico “La Passeggiata” e la zona di piazza Solferino.
Gli stranieri hanno occupato le zone realizzando un´attività di spaccio rivolta ad un numero indeterminato di assuntori, anche minori.
Nel corso delle indagini, condotte anche attraverso servizi di osservazione con telecamere nascoste e con l´impiego di operatori sotto copertura, è stata sfruttata, per acquisire ulteriori elementi investigativi, la facoltà di ritardare l´arresto degli spacciatori responsabili della cessione.
Gli acquisti degli agenti sotto copertura hanno permesso di ottenere in tempi brevi elementi probatori nei confronti di 29 stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo o irregolari. Il materiale raccolto è stato poi implementato con indizi acquisiti con metodologia tradizionale, come servizi in borghese o escussioni testimoniali.
In strada la droga veniva nascosta in fioriere in cemento, in buche delle lettere o scatole di contatori, mentre all´interno del parco gli arrestati sfruttavano un vicino canneto. All´interno dei giardini lo smercio avveniva in pieno giorno, pur in presenza di numerosi passanti, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Nella zona di piazza Solferino, invece, i diversi pusher erano attivi di sera e di notte. Gli indagati sono riusciti, in tempi brevissimi ed in via continuativa, a reperire apprezzabili quantitativi di droga destinati alla distribuzione a giovani acquirenti, realizzando decine di transazioni giornaliere. Nel corso dell´inchiesta, durata meno di due mesi, sono stati effettuati 53 arresti ritardati nei confronti di 24 indagati.
L´operazione, infine, aderisce alle finalità indicate nella recente direttiva del Ministero dell´Interno sul rafforzamento dell´attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché a quelle segnalate con il progetto “SCUOLE SICURE”, che ha previsto l´avvio di analoghe azioni in prossimità di plessi scolastici.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

FORLI’-CESENA OPERAZIONE DI POLIZIA “CANAPA LIGHT” SEQUESTRATI 73 KG DI INFIORESCENZE

La Polizia di Stato di Forlì ha eseguito alcune perquisizioni nei confronti dei rappresentanti legali di tutti i negozi/rivendite di canapa light della provincia. L’operazione è scaturita dalle indagini dei poliziotti della Squadra Mobile che ha permesso di verificare la presenza, all’interno degli esercizi commerciali, di infiorescenze non in linea con quanto previsto dalla normativa vigente sulla vendita di prodotti di canapa light. Attualmente la normativa di riferimento prevede che non possano essere cedute e liberamente messe in vendita all’utente le infiorescenze che non abbiano subito un processo di lavorazione o trasformazione o che non abbiano una finalità ad uso esclusivamente c.d. ornamentale. La presenza delle infiorescenze, in tal caso, esula dal valore del THC, anche se inferiore ai limiti previsti dalla legge, ricadendo pertanto nell’ambito della normativa sugli stupefacenti tant’è che sono state contestate a ben 15 persone le condotte di detenzione, vendita e commercializzazione di sostanze stupefacenti/psicotrope senza le autorizzazioni ministeriali previste nonché le condotte di pubblicazione e divulgazione all’uso delle predette sostanze. L’operazione di perquisizione svolta per la prima volta in Italia su tutti i negozi presenti in una provincia, e che ha visto la partecipazione contemporaneamente di 50 uomini e donne della Polizia di Stato, ha di sicuro rappresentato un’imze rispetto alle diposizioni e ai pareri normativi attualmente in vigore. portante attività di controllo all’ interno dei negozi di canapa light al fine di verificarne l’uso e la destinazione del inforendescello

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

FIUMICINO. ARRESTATO UN PASSEGGERO RESPONSABILE DEL FURTO AGGRAVATO DI DENARO.

La Polizia di Frontiera di Fiumicino ha arrestato un italiano con precedenti per stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, resosi responsabile del furto aggravato di un´ingente somma di denaro ai danni di un cittadino pachistano.
In particolare, l´uomo, in partenza dallo Scalo Aereo, al termine dei controlli di sicurezza, ha approfittato della momentanea distrazione di un altro passeggero, cittadino pakistano, mentre lo stesso si sottoponeva ai medesimi controlli, per impossessarsi di due buste contenenti rispettivamente 3mila e 5mila euro, poco prima depositate dallo straniero all´interno della vaschetta destinata al controllo radiogeno.
La tempestività delle attività di indagini avviate dai poliziotti, anche con l´ausilio delle immagini di videosorveglianza, hanno consentito di rintracciare quel connazionale mentre si accingeva ad imbarcarsi su un volo diretto in Russia, dopo aver occultato i soldi sottratti all´interno di uno dei numerosi bagni presenti in aerostazione, con l´intenzione di recuperarli al suo rientro.
La celerità delle azioni intraprese ha, quindi, consentito di individuare l´autore del reato e di restituire la somma sottratta allo straniero prima della partenza per il proprio Paese, consentendogli così di far fronte in primis alle spese per le cure mediche di un proprio familiare. L´italiano è stato arrestato ed accompagnato presso il Tribunale per essere processato con rito direttissimo, al termine del quale, è stato condannato ad un anno di reclusione con pena sospesa ed a quattro mesi di lavori socialmente utili.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

Napoli, “il pizzo”

Sin dalle prime luci dell´alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
I poliziotti della Squadra Mobile partenopea e gli uomini del Commissariato di P.S. di Castellammare di Stabia stanno dando esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di numerose persone.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno avuto ad oggetto una serie di delitti contro il patrimonio (estorsioni), la persona (violenza privata) e l´ordine pubblico (violazioni in materia di armi ed esplosivi), aggravati dal metodo e/o dalla finalità mafiosa, perpetrati negli anni 2013-2016 ai danni di imprenditori, esercenti commerciali e professionisti operanti nei territori di Castellamare di Stabia, Pompei, Gragnano, Pimonte ed Agerola.
Dalle investigazioni è emersa la perdurante operatività, nei suddetti territori, di diverse storiche organizzazioni camorristiche, tra loro sostanzialmente alleate, ciascuna delle quali ha continuato ad imporre costantemente “il pizzo” nei territori di rispettiva competenza, avvalendosi della propria forza d´intimidazione.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato