E’ in corso una imponente operazione internazionale di polizia, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che vede impegnate Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, in un´azione comune contro la `ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America, nei confronti di diversi esponenti di affermate e risalenti famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel cuore della Locride.
Sono stati arrestati, in contemporanea, in diversi Stati europei e del Sud America, 90 soggetti, accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.
L´operazione è frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell´ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania cui hanno aderito, per l´Italia la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Reparti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato
La Polizia di Stato di Forlì al termine di un´attività d´indagine condotta dalla Squadra Mobile di Forlì e dal Servizio Centrale Operativo, ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentacinquenne per violenza sessuale commessa in danno di due ragazzi minorenni.
La Polizia di Stato di Pavia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti due soggetti ritenuti responsabili di maltrattamenti e lesioni personali aggravate ai danni di anziani degenti di una casa di cura della provincia di Pavia Nel mese di marzo la Squadra Monile di Pavia ha ricevuto delle segnalazioni su gravi maltrattamenti all’interno di una clinica che accoglieva pazienti affetti da gravi disabilità fisiche e mentali.
La squadra investigativa del Commissariato Appio nuovo diretto dal vqa Pamela de Giorgi dopo breve ma intensa attività operativa é riuscita a scoprire il covo di uno spacciatore tunisino .
Si è tenuto questa mattina, a Roma, presso l´Aula Giubileo dell´Università LUMSA ,in collaborazione con il Consorzio Humanitas, il Convegno “La trappola delle sette”, organizzato dalla Polizia di Stato e dall´Associazione Papa Giovanni XXIII.
La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Cagliari hanno eseguito una vasta operazione nei confronti di un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di esplosivo, estesa tra la Sardegna e la Campania.
I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile, con il supporto del Servizio Polizia Scientifica e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno individuato il soggetto in una villetta alla periferia di Giugliano in Campania (NA), località Varcaturo. Fido era irreperibile dallo scorso febbraio, quando si è sottratto all’esecuzione, dapprima, di un decreto di fermo e successivamente, di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, emessa nei confronti di 14 persone ritenute responsabili di associazione di stampo mafioso. Il latitante è stato rintracciato all’esito di una complessa attività investigativa e alla sua localizzazione gli investigatori sono arrivati attraverso un capillare monitoraggio della rete dei suoi fiancheggiatori ed una attenta analisi del suo contesto relazionale.
In particolare, la latitanza blindata dal contesto criminale di cui Fido è figura apicale, che proprio per la sua posizione verticistica ed operativa ha coperto il ricercato in questi mesi garantendogli libertà di movimento per continuare a svolgere il suo ruolo decisionale all’interno del sodalizio mafioso, è stata interrotta a causa dei rapporti personali e sentimentali attraverso i quali si è giunti alla sua cattura. Al momento del blitz, il latitante è stato trovato in possesso, tra le altre cose, di una pistola GLOCK, munita peraltro di un caricatore supplementare predisposto per il tiro a raffica e sovralimentato. In uno zaino, inoltre, sono stati trovati, denaro contante, un passamontagna ed alcuni documenti d’identità falsi, con la foto del latitante ma intestati a persone diverse, nonché numerosissime schede e 4 apparati telefonici. Nella disponibilità di FIDO (trovato da solo all’interno della villetta) vi erano anche un’autovettura e le chiavi di uno scooter. Le indagini hanno consentito di accertare che il ricercato, durante la sua latitanza, ha cambiato in più occasioni i luoghi ove dimorava, al fine di rendere più complessa la sua localizzazione.
La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato 4 imprenditori agricoli e ne ha denunciati altri 3, ritenuti responsabili dello sfruttamento della manodopera dei braccianti agricoli: centro africani richiedenti asilo, rumeni, tunisini ed in minima parte italiani, impiegati presso le serre di Vittoria.
I lavoratori hanno reso dichiarazioni tali da permettere alla Squadra Mobile di procedere agli arresti ed alla denuncie in stato di libertà. Sono state sottoposte a sequestro le aree adibite a discarica abusiva e le abitazioni costruite in violazione delle leggi sull´edilizia.
La Polizia Postale di Catania , coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, ha coordinato una vasta operazione contro la pedopornografia on-line ,conclusasi con 15 italiani denunciati, di cui 1 tratto in arresto, e circa 200 stranieri che saranno segnalati alle autorità di vari Paesi. L’operazione denominata “Showcase”, svolta dalla Polizia Postale di Catania sotto la direzione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, trae origine da una attività di monitoraggio sul web e dal successivo rinvenimento, su una piattaforma di un Paese estero, di un forum con pagine dedicate alla pornografia minorile contenenti immagini di quella natura nonché commenti che istigavano pubblicamente alla commissione di atti sessuali in danno di minori postati da centinaia di utenti. Il meticoloso lavoro svolto dai poliziotti, anche con attività investigative sottocopertura, condotte per oltre un anno sotto il costante coordinamento della Procura catanese e seguendo gli standard operativi ormai consolidati in tema di attività d’indagine transnazionali per il contrasto all’online child abuse, hanno consentito agli investigatori etnei di acquisire elementi di colpevolezza nei confronti di numerosi soggetti. La magistratura catanese ha, pertanto, disposto numerose perquisizioni domiciliari ed informatiche nei confronti di 15 indagati, residenti in varie parti d’Italia, contestando loro i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico nonché di istigazione a pratiche di pedofilia. Nel corso delle perquisizioni è stato tratto in arresto un indagato di anni 32 residente a Verona poiché trovato in possesso di centinaia di file pedopornografici di rilevante gravità. Il Gip del Tribunale di Verona ha convalidato l’arresto. Numeroso il materiale informatico sequestrato che sarà sottoposto ad approfondite analisi informatiche.




