CRIMINALITÀ ORGANIZZATA INTERNAZIONALE 90 I PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI

E’  in corso una imponente operazione internazionale di polizia, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che vede impegnate Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio, in un´azione comune contro la `ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America, nei confronti di diversi esponenti di affermate e risalenti famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel cuore della Locride.
Sono stati arrestati, in contemporanea, in diversi Stati europei e del Sud America, 90 soggetti, accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, associazione mafiosa, riciclaggio, fittizia intestazione di beni ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.
L´operazione è frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell´ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania cui hanno aderito, per l´Italia la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Reparti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Violenza sessuale, arrestato

La Polizia di Stato di Forlì al termine di un´attività d´indagine condotta dalla Squadra Mobile di Forlì e dal Servizio Centrale Operativo, ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentacinquenne per violenza sessuale commessa in danno di due ragazzi minorenni.
L´indagine ha permesso di ricostruire numerose condotte di adescamento di minorenni poste in essere dall´indagato, il quale era solito instaurare stretti rapporti interpersonali con adolescenti conosciuti in occasione di spettacoli musicali o che gli venivano presentati da altri ragazzi coetanei. L´indagato si presentava ai giovani come persona inserita nel mondo dello spettacolo ed esperto nel montaggio di video musicali,  riusciva a carpire la fiducia dei minori blandendoli con lusinghe e complimenti, offrendosi di presentare loro personaggi famosi, di aiutarli nella realizzazione e pubblicazione di video musicali su social network e quindi di diventare popolari e famosi assicurando loro la possibilità di salire su vari palcoscenici durante eventi e competizioni musicali.
L´indagato quindi, tramite l´utilizzo dei social network   e whatsapp, iniziava ad intrattenere con gli adolescenti conversazioni quotidiane, che peraltro divenivano via via più intense ed assumevano contenuti a sfondo sessuale, in occasione delle quali scambiava con i ragazzi anche fotografie e video, acquisendo in questo modo informazioni sulla vita, le vicende personali e le fragilità dei ragazzi, offrendosi di aiutarli a risolvere le loro problematiche anche mediante riti e poteri magici di cui sosteneva di essere dotato.
I minori coinvolti, tutti di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, spesso venivano distratti dalle reali intenzioni dell´uomo, che riusciva a realizzare un ambiente apparentemente sicuro anche agli occhi dei loro genitori in quanto spesso “usava” la presenza dei propri figli minori come giustificazione per partecipare alle loro attività, ai loro interessi e per invitarli a casa propria.
L´intera attività d´indagine ha permesso di accertare due episodi di violenza sessuale ed una pluralità di condotte di adescamento poste in essere nei comuni di Savignano sul Rubicone, Gatteo e Rimini.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Pavia, maltrattamenti anziani, scattano le manette

La Polizia di Stato di Pavia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti due soggetti ritenuti responsabili di maltrattamenti e lesioni personali aggravate ai danni di anziani degenti di una casa di cura della provincia di Pavia Nel mese di marzo la Squadra Monile di Pavia ha ricevuto delle segnalazioni su gravi maltrattamenti all’interno di una clinica che accoglieva pazienti affetti da gravi disabilità fisiche e mentali.
Gli uomini della Squadra Mobile hanno acquisito elementi di reità in capo al Direttore della Clinica e ad un operatore socio sanitario in merito a gravi vessazioni sia fisiche che psicologiche in danno di alcuni pazienti della struttura. Le indagini hanno, infatti, fatto emergere come gli indagati avessero creato un clima di violenza ed impunità all’interno della struttura rendendosi in questo modo pienamente responsabili dei maltrattamenti commessi e di condotte non conformi ai comuni canoni di cura dei pazienti.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Roma. Arrestato tunisino

La squadra investigativa del Commissariato Appio nuovo diretto dal vqa Pamela de Giorgi dopo breve ma intensa attività operativa é riuscita a scoprire il covo di uno spacciatore tunisino .
L’uomo considerato di elevato spessore criminale é stato fermato sulla Casilina ed é stato trovato in possesso di 5 gr di eroina.per eludere la perquisizione domiciliare forniva un vecchio indirizzo, ma in virtù dei pedinamenti pregressi é stata individuata la sua abitazione in agro di Colonna.
A seguito della perquisizione domiciliare venivano rinvenuti ulteriori 200 gr. di eroina sostanza per il taglio materiale da confezionamento ed il denaro provento dell’attività illecita.
La successiva perizia ha permesso di constatare che dallo stupefacente sequestrato dalla Polizia Giudiziaria si potevano ricavare 2400 dosi .
L’uomo é stato giudicato presso il Tribunale di Roma che ha emesso misure cautelare a suo carico.

Di Umberto Buzzoni

La trappola delle sette

Si è tenuto questa mattina, a Roma, presso l´Aula Giubileo dell´Università LUMSA ,in collaborazione con il Consorzio Humanitas, il Convegno “La trappola delle sette”, organizzato dalla Polizia di Stato e dall´Associazione Papa Giovanni XXIII.
L´iniziativa ha l´obiettivo di richiamare l´attenzione sui pericoli delle sette criminali, su chi si avvale della manipolazione mentale, approfittando della difficoltà psicologica o della fragilità anche momentanea delle persone (dovuta ad un lutto, a difficoltà economiche, ad un dolore sentimentale), per affermare una posizione di potere e perseguire illeciti vantaggi economici o sessuali.
Di fronte ad una platea di studenti universitari, si è partito da storie d´indagine criminale per parlare di psicosette e sette sataniche, affrontando le caratteristiche del manipolatore, la personalità degli adepti, le tecniche di adescamento, le fattispecie criminali che si possono configurare, in assenza di un reato tipico, quali la violenza privata, la truffa, l´estorsione, la circonvenzione di incapace, la violenza sessuale, la pedofilia, l´istigazione al suicidio fino all´omicidio.
L´azione della Polizia di Stato si esprime dal 2006 con il contrasto ai fenomeni criminali attuato dalla Squadra Anti Sette ma anche, e soprattutto, attraverso il lavoro di prevenzione con il richiamo a quei segnali che possono rappresentare degli indicatori precoci dell´inizio di una manipolazione e che possono servire a genitori e familiari per intervenire tempestivamente: segni come l´isolamento, la frequentazione esclusiva e l´idealizzazione di leader e adepti, il cambiamento di abitudini anche alimentari.
Il responsabile del servizio antisette dell´Associazione Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi, Don Aldo Buonaiuto, autore di numerose pubblicazioni e che da anni si dedica a queste tematiche, ha illustrato  il lavoro del Numero verde nazionale antisette che costituisce un primo importante filtro nelle segnalazioni ritenute attendibili e oggetto di utile e necessario approfondimento investigativo.
Al convegno, moderato dal giornalista Piergiorgio Giacovazzo e che ha visto la testimonianza di vittime di sette, ha partecipato  Anna Maria Giannini, docente di Psicologia presso la Sapienza Università di Roma, Vittorio Rizzi, direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, con le conclusioni affidate del  Ministro dell´Interno Matteo Salvini.

Di Umberto Buzzoni

“SARDINIA PANTA REI” OPERAZIONE DI POLIZIA

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Cagliari hanno eseguito una vasta operazione nei confronti di un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di esplosivo, estesa tra la Sardegna e la Campania.
L’operazione, condotta dai poliziotti delle Squadre Mobili di Cagliari e Napoli, è finalizzata all’esecuzione di diversi provvedimenti di cattura nei confronti di 11 soggetti pregiudicati sardi e campani (8 residenti a Cagliari e 3 a Napoli), appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga.
Dalle indagini, avviate nel 2015, coordinate dalla Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, i poliziotti hanno potuto accertare che dal 2016 sono state effettuate tra la Campania ed il capoluogo isolano, 30 importazioni di sostanza stupefacente di circa 300 Kg di Hashish per ogni singola spedizione (per un totale di 10,4 tonnellate).
Tali importazioni sono state effettuate tramite spedizioni con ditte di copertura che simulavano la spedizione di commesse alimentari di varia natura.
La Polizia di Stato ha eseguito, a riscontro delle operazioni tecniche in atto, tre arresti in flagranza e sequestrato circa 1300 kg di stupefacente (hashish).
Nello stesso conteso, la Guardia di Finanza procederà ai sequestri preventivi di beni mobili ed immobili riconducibili ai componenti del gruppo criminale per un valore di circa 4 milioni di euro.
Nel corso delle attività, operate con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna della Polizia di Stato, sono state eseguite decine di perquisizioni domiciliari, delegate dalla Procura di Cagliari, (10 in provincia di Cagliari, 18 in provincia di Napoli e una in provincia di Caserta), presso abitazioni e sedi societarie riconducibili al promotore e finanziatore dell’associazione criminale.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Napoli, arresto il latitante del clan camorristico “MAZZARELLA”.

I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile, con il supporto del Servizio Polizia Scientifica e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno individuato il soggetto in una villetta alla periferia di Giugliano in Campania (NA), località Varcaturo. Fido era irreperibile dallo scorso febbraio, quando si è sottratto all’esecuzione, dapprima, di un decreto di fermo e successivamente, di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, emessa nei confronti di 14 persone ritenute responsabili di associazione di stampo mafioso. Il latitante è stato rintracciato all’esito di una complessa attività investigativa e alla sua localizzazione gli investigatori sono arrivati attraverso un capillare monitoraggio della rete dei suoi fiancheggiatori ed una attenta analisi del suo contesto relazionale. In particolare, la latitanza blindata dal contesto criminale di cui Fido è figura apicale, che proprio per la sua posizione verticistica ed operativa ha coperto il ricercato in questi mesi garantendogli libertà di movimento per continuare a svolgere il suo ruolo decisionale all’interno del sodalizio mafioso, è stata interrotta a causa dei rapporti personali e sentimentali attraverso i quali si è giunti alla sua cattura. Al momento del blitz, il latitante è stato trovato in possesso, tra le altre cose, di una pistola GLOCK, munita peraltro di un caricatore supplementare predisposto per il tiro a raffica e sovralimentato. In uno zaino, inoltre, sono stati trovati, denaro contante, un passamontagna ed alcuni documenti d’identità falsi, con la foto del latitante ma intestati a persone diverse, nonché numerosissime schede e 4 apparati telefonici. Nella disponibilità di FIDO (trovato da solo all’interno della villetta) vi erano anche un’autovettura e le chiavi di uno scooter. Le indagini hanno consentito di accertare che il ricercato, durante la sua latitanza, ha cambiato in più occasioni i luoghi ove dimorava, al fine di rendere più complessa la sua localizzazione.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Sfruttamento della manodopera dei braccianti agricoli . In arresto 4 Imprenditori agricoli di Ragusa

La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato 4 imprenditori agricoli e ne ha denunciati altri 3, ritenuti responsabili dello sfruttamento della manodopera dei braccianti agricoli: centro africani richiedenti asilo, rumeni, tunisini ed in minima parte italiani, impiegati presso le serre di Vittoria.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa hanno permesso di scoprire che nessuna delle aziende agricole controllate rispettava le norme vigenti, oltre allo sfruttamento lavorativo sono state contestate infrazioni per le modalità di assunzione (molti i lavoratori in “nero”); normative sull´edilizia, alloggi dei lavoratori fatiscenti e abusivi; violazioni delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro; violazione del c.d. codice dell´ambiente, discariche abusive di plastica ed anticrittogamici; violazione delle norme sulla salubrità degli ambienti adibiti a civile abitazione, abusive ed in pessime condizioni igieniche.  I lavoratori hanno reso dichiarazioni tali da permettere alla Squadra Mobile di procedere agli arresti ed alla denuncie in stato di libertà. Sono state sottoposte a sequestro le aree adibite a discarica abusiva e le abitazioni costruite in violazione delle leggi sull´edilizia.
I poliziotti hanno accertato l´impiego di minori privi di qualsiasi dispositivo di protezione mentre irrigavano con fertilizzanti tossici per l´uomo. Nelle abitazioni abusive vivevano interi nuclei familiari con neonati che sono stati segnalati ai servizi sociali del comune di Vittoria.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

CATANIA – OPERAZIONE “SHOWCASE” DELLA POLIZIA POSTALE

 La Polizia Postale di Catania , coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, ha coordinato una vasta operazione contro la pedopornografia on-line ,conclusasi con 15 italiani denunciati, di cui 1 tratto in arresto, e circa 200 stranieri che saranno segnalati alle autorità di vari Paesi. L’operazione denominata “Showcase”, svolta dalla Polizia Postale di Catania sotto la direzione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, trae origine da una attività di monitoraggio sul web e dal successivo rinvenimento, su una piattaforma di un Paese estero, di un forum con pagine dedicate alla pornografia minorile contenenti immagini di quella natura nonché commenti che istigavano pubblicamente alla commissione di atti sessuali in danno di minori postati da centinaia di utenti. Il meticoloso lavoro svolto dai poliziotti, anche con attività investigative sottocopertura, condotte per oltre un anno sotto il costante coordinamento della Procura catanese e seguendo gli standard operativi ormai consolidati in tema di attività d’indagine transnazionali per il contrasto all’online child abuse, hanno consentito agli investigatori etnei di acquisire elementi di colpevolezza nei confronti di numerosi soggetti. La magistratura catanese ha, pertanto, disposto numerose perquisizioni domiciliari ed informatiche nei confronti di 15 indagati, residenti in varie parti d’Italia, contestando loro i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico nonché di istigazione a pratiche di pedofilia. Nel corso delle perquisizioni è stato tratto in arresto un indagato di anni 32 residente a Verona poiché trovato in possesso di centinaia di file pedopornografici di rilevante gravità. Il Gip del Tribunale di Verona ha convalidato l’arresto. Numeroso il materiale informatico sequestrato che sarà sottoposto ad approfondite analisi informatiche.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Roma, arrestata la banda dei “latinos”

La squadra investigativa del Commissariato Appio Nuovo diretta dal VQA  dottoressa Pamela De Giorgi, a seguito di numerose indagini ha ricostruito gli eventi legati ai numerosi furti di borse a danno di donne. La banda composta da sud americani, una volta individuata la vittima, la seguivano fino all’auto e una volta salita in macchina cercavano di richiamare l’attenzione bussando al finestrino e gettando un mazzo di chiavi a terra come “trappola” per far scendere la malcapitata. Le vittime preferite erano donne sole.
L’operato della “Polizia Giudiziaria” del Commissariato Appio Nuovo, unitamente alle numerose testimonianze delle vittime che riconoscevano i vari componenti della banda, scaturivano le ordinanze di custodia cautelare per reati di furto aggravato in concorso emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di tutti i “Latinos” provenienti da Ecuador, Perù, Venezuela e Colombia.

Di Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato