Carabinieri 204° Anniversario

L’Arma dei Carabinieri è da più di due secoli al servizio delle comunità, sempre con la stessa vocazione: proteggere, servire e consigliare, il tutto racchiuso nello slogan “Possiamo Aiutarvi”.

Il direttore del Mensile Polizia di Stato unitamente a tutta la redazione, augura all’Arma dei Carabinieri di continuar a vigilare, proteggere e aiutare  tutti i cittadini  come ha fatto per 204 anni.

di Umberto Buzzoni 

Festa della Repubblica

Per il secondo anno consecutivo  la Polizia di Stato ha guidato il VII Settore nella consueta rivista del 2 giugno che si terrà su Via dei Fori Imperiali, a Roma, a partire dalle ore 10:00 all’insegna del claim “Festa della Repubblica, uniti per il Paese”. A comandare le rappresentanze di tutte le componenti impegnate nell’area della sicurezza, delle emergenze e della cooperazione c’era il neo Dirigente Superiore della Polizia di Stato Dott. Roberto Massucci, che fino a poche settimane fa era Capo di Gabinetto della Questura di Roma e che negli anni ha avuto importanti incarichi legati alla gestione di Grandi Eventi e manifestazioni sportive di rilievo nazionale ed internazionale. Lo schieramento Polizia di Stato, come di consueto, è stato aperto dalla Banda Musicale del corpo. Sono stati  infatti gli strumenti degli orchestrali diretti dal Maestro Maurizio Billi ad accompagnare la D.ssa Lucia De Lemmi, Primo Dirigente della Polizia di Stato, ed il gruppo di scorta alla Bandiera della Polizia di Stato anche quest’anno decorata con medaglia d’oro al merito civile. Agli ordini della D.ssa De Lemmi ben tre compagnie di poliziotti: la prima nella quale sfilano i  Funzionari della Polizia di Stato in abiti civili e con la sciarpa tricolore, simbolo dell’esclusiva funzione di Autorità di Pubblica Sicurezza, che accompagna il Funzionario in ogni tappa della sua carriera, essendo testimonianza fedele della missione assunta all’atto del Giuramento; la seconda composta da Allievi Agenti della Polizia di Stato, che si accingono, una volta ultimato il corso di formazione, a prestare servizio operativo nelle varie province italiane; la terza rappresentativa di tutte le specialità e reparti speciali di cui la Polizia di Stato si compone. Tra le tante la Polizia Postale e delle Comunicazioni, il N.o.c.s., i Sommozzatori e la Polizia Scientifica che quest’anno festeggiano rispettivamente i 20, 40, 60 e 115 anni dalla loro fondazione, tempo nel quale hanno acquisito professionalità e competenze riconosciute a livello mondiale. Le celebrazioni hanno visto come protagonista la Polizia di Stato anche nel pomeriggio. In occasione dell’evento “Montecitorio a Porte Aperte”, alle ore 14.00 a Piazza Montecitorio la Fanfara della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Secondino De Palma, si è tenuto un concerto aperto a tutta la cittadinanza. La Fanfara della Polizia di Stato, ha l’obiettivo di proseguire l’opera di promozione e diffusione dei valori della legalità attraverso la cultura musicale. Il suo repertorio spazia nei diversi generi, tra la tradizione ed il moderno, indice di un elevato grado di versatilità e professionalità. Attualmente, è composta da circa cinquanta musicisti. Il repertorio odierno prevede tra l’altro l’esecuzione dell’INNO NAZIONALE e dell’INNO EUROPEO. A seguire nei Giardini del Quirinale, alle ore 15.50, la Banda musicale della Polizia di Stato eseguirà vari brani tra cui Il Viaggio a Reims di G. Rossini e Aida di G. Verdi. La Banda musicale della Polizia di Stato, che quest’anno celebra i 90 anni, è un importante veicolo di divulgazione della musica in Italia e all’estero. Con un vasto repertorio, che comprende, oltre alle tradizionali marce militari, anche brani originali e trascrizioni di musica classica e contemporanea, la Banda contribuisce ad avvicinare i cittadini, attraverso la musica, al concetto di “polizia di prossimità”.

Fonte foto Polizia di Stato

ACTION WEEK 2018, CONTRASTO DELLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

La Polizia di Stato ha portato a termine un´operazione che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Agrigento, Forlì, Cesena, Caserta, Foggia, Latina, Lecce, Matera, Potenza, Ragusa, Rimini, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, attraverso l’impiego dei reparti dipendenti di Milano, Torino, Roma, Agrigento, Trapani e Napoli, nonché uffici di altre amministrazioni, come gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, in una mirata azione di contrasto dello sfruttamento del lavoro, in particolare della manodopera straniera.
L´attività si è svolta nell´ambito dell´iniziativa in oggetto, organizzata dall´Ufficio Europeo di Polizia – EUROPOL, che ha coinvolto anche altri 28 Paesi Europei.
Le ispezioni hanno riguardato aziende impegnate nel settore della grande distribuzione pubblicitaria, dei magazzini stoccaggio merci (gestiti da imprenditori di etnia cinese), delle confezioni tessile-abbigliamento e del settore agricolo.Nel corso dell´operazione è stata accertata l´inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché, in alcuni casi, dell´illecita attività di intermediazione tra la domanda e l´offerta, compiuta dai c.d. “caporali”.
Con riferimento al segnalato contesto, sono state complessivamente controllate in totale 615 persone e 82 aziende, accertando irregolarità a carico di 30 di queste (in 1 caso si è proceduto a sequestro preventivo dei beni aziendali ed in altri 15 è stata sospesa l´attività), e sono state denunciate in stato di libertà all´Autorità Giudiziaria 32 persone (di cui 11 extra UE) di cui 3 arrestate e contestare sanzioni amministrative e ammende per oltre 450 mila Euro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

PATTUGLIAMENTI CONGIUNTI ITALIA-CINA

Oggi avra’ inizio il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, per il terzo anno consecutivo, i pattugliamenti congiunti con operatori della Polizia cinese. Come già avvenuto i poliziotti cinesi, in uniforme e disarmati, saranno affiancati da personale della Polizia di Stato e dell´Arma dei Carabinieri, ed avranno il compito prevalente di assistere i colleghi italiani nelle ordinarie attività istituzionali, di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, agevolando i numerosi turisti di quel Paese nei rapporti con le autorità locali e con le rappresentanze diplomatiche e consolari. Gli Agenti cinesi saranno in servizio nelle città di Roma, Prato, Milano e Venezia dal 28 maggio al 17 giugno 2018.
L´impiego congiunto delle pattuglie, fortemente sostenuto dal Vice Capo della Polizia, Prefetto Nicolò Marcello D´ANGELO, evidenzia l´impegno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza nello sperimentare con successo nuove sinergie operative con paesi esteri, rafforzando ancor di più le partnership internazionali.
Il “Sistema Italia” sottolinea il Vice Capo D´ANGELO ” attraverso lo SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, per tramite della Sala Operativa Internazionale attiva 24/7 e della rete degli Esperti per la Sicurezza dislocata nel mondo, ha l´obiettivo di annullare le distanze tra le law enforcement rendendo gli scambi info/investigativi immediati e qualificati; solo fornendo risposte pronte è possibile aumentare la capacità di contrasto al crimine perché le criticità del sistema sicurezza si affrontano solo con una diffusa e proattiva Cooperazione di Polizia sia interna che con i Paesi esteri”.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Inversione in autostrada, ritiro patente

La Polizia Stradale di Como multa e ritira la patente al conducente di un tir che fa inversione in autostrada.
I poliziotti in servizio presso il Centro Operativo Autostradale, grazie alle immagini riprese dalle telecamere puntate sulla barriera autostradale di Grandate, hanno allertato gli agenti in servizio di vigilanza sulla A9 nel tratto Como-Lainate-Brogeda, al fine di intercettare il conducente di un tir che poco prima aveva effettuato inversione in autostrada.
Il TIR con semirimorchio, giunto all´altezza della barriera, si era incanalato nella corsia telepass, dapprima effettuando una retromarcia per posizionarsi nella corsia adiacente e successivamente, accortosi probabilmente di non essere nel varco corretto, ha invertito la marcia procedendo in contromano per circa 200 metri.
Il conducente si era immesso così in una delle corsie che permettono di imboccare l´autostrada in direzione di Milano.
Nonostante le manovre azzardate e pericolose effettuate dal camionista non si è verificato nessun tipo di incidente o di scontro.
La pattuglia immediatamente giunta sul posto, ha intercettato e fermato il TIR all´altezza dell´uscita di Origgio. Dopo aver effettuato i controlli di rito ed aver riscontrato anche la non corretta compilazione del documento di trasporto internazionale, all´uomo viene ritirata la patente ed elevate sanzioni per il comportamento contrario al codice della strada e fermato il mezzo di trasporto.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Foggia. Tentato omicidio, la Polizia arresta i responsabili

Lo scorso  27 marzo M.C. insieme al giovane figlio, mentre uscivano dalla propria abitazione, erano stati affrontati da due persone, una delle quali aveva sparato due colpi di arma da fuoco al loro indirizzo senza causare ferimento per un solo caso fortuito.
Le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, acquisite dai poliziotti della Squadra Mobile, hanno permesso di visualizzare l´arrivo degli autori dell´agguato alcuni minuti precedenti a bordo di un´autovettura con targa di nazionalità bulgara.
Le varie attività tecniche avviate dalla Polizia di Stato, hanno consentito di orientare le indagini sul versante familiare, evidenziando l´esistenza di un forte rapporto conflittuale fra la vittima ed il proprio fratello Maurizio 43enne, pregiudicato, come confermato dal medico in sede di denuncia.
Inoltre, ad avvalorare tale movente, era il fatto che gli autori dell´agguato fossero riusciti ad entrare nell´androne della casa della vittima senza alcuna forzatura al portone di ingresso e pertanto risultava plausibile che il 43enne potesse disporre di dette chiavi di ingresso e le avesse date ai soggetti incaricati di uccidere il fratello.
I poliziotti, grazie alla targa del veicolo, oggetto di localizzazione, hanno identificato, in un casolare, un 28enne albanese e la propria madre, oltre ad un terzo soggetto albanese.
Condotti presso gli Uffici della Squadra Mobile, da attività tecniche ivi predisposte, nonché dall´escussione dei due albanesi madre  e figlio  è emersa la loro piena partecipazione attiva in qualità di esecutori materiali del tentato omicidio, nonché la circostanza che il loro coinvolgimento era stato richiesto da parte del M.C., grazie anche all´intermediazione di uno straniero allo stato non identificato  che, previo pagamento della somma di 5mila euro, aveva dato loro l´incarico di uccidere il proprio fratello, fornendo nel contempo anche l´arma da utilizzare. Dalle indagini è emerso inoltre che il M.C., al fine di precostituirsi un alibi, aveva consegnato preventivamente ai due Albanesi uno scritto in cui risultava che loro stessi avevano ricevuto mandato di simulare l´azione delittuosa da parte della stessa vittima, ovvero M.C., tale scritto i due Albanesi avrebbero dovuto consegnarlo all´Avvocato nel caso in cui fossero stati fermati dalla Polizia.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

 

Genova, presi dai “Falchi” rapinatori di supermercato

La Polizia di Stato di Genova ha arrestato due persone responsabili di 3 rapine a mano armata in supermercati del capoluogo ligure.  L´operazione dei poliziotti della squadra mobile giunge all’esito di un´articolata indagine, scaturita da due violente rapine messe a segno lo scorso mese di marzo da una coppia di motociclisti armati di pistola. Nella prima rapina, un uomo robusto, travisato da un passamontagna ed un casco nero, con la pistola in pugno, aveva fatto irruzione in un  market, prelevando un bottino di oltre 4000 euro e fuggendo poi con il complice a bordo di una moto di grossa cilindrata. Nella seconda, la scena si ripeteva in un supermercato dove la rapina non si è consumata solo per la ferma opposizione della cassiera dell´esercizio commerciale, che si era rifiutata di aprire la cassa. I poliziotti della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra Mobile hanno avviato immediatamente un´ attività investigativa, che ha permesso di individuare il motoveicolo ed il probabile “covo” dei rapinatori. Dai servizi di osservazione e controllo svolti dai “Falchi” della Squadra Mobile si è arrivati all´arresto della prima persona, sorpreso subito dopo aver rapinato nuovamente il market. A seguito della perquisizione  presso il “covo” è stato arrestato l´altro autore delle rapine. Sono stati rinvenuti la motocicletta, i caschi e diversi altri oggetti utilizzati per commettere i delitti. Nel corso delle indagini è emerso che i due rapinatori, soggetti tossicodipendenti e senza fissa dimora, avevano bisogno di ingenti quantità di denaro per l´acquisto di stupefacenti, ma anche e soprattutto per pagare i rituali esoterici di un santone.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

Antimafia, Antiterrorismo e DIGOS “estremismo Islamico”

L´indagine,  supportata a livello centrale dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e raccordata a livello internazionale dal Servizio per il contrasto dell´Estremismo e del Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS, ha disarticolato un sodalizio transnazionale,  con basi in Italia, Svezia, Germania, Turchia e Siria, con l´arresto di 3 siriani e un marocchino accusati di far parte di una cellula di supporto dell´organizzazione terroristica combattente Jabhat al Nusra, emanazione siriana di Al Qaeda.
I reati contestati sono l´associazione con finalità di terrorismo, il finanziamento del terrorismo e l´intermediazione finanziaria abusiva; l´attività di indagine ha preso avvio da un diverso filone investigativo sul traffico di profughi siriani dall´Italia settentrionale verso i Paesi del Nord Europa – sviluppato dalle DDAT delle Procure della Repubblica di Cagliari e Brescia – nel quale è risultato marginalmente coinvolto uno degli odierni arrestati.  L´inchiesta della  Digos di Sassari, attraverso una complessa attività tecnica, ha fatto emergere come i 4 odierni arrestati, oltre a porre in essere attività di sostegno e proselitismo – anche via internet –  in favore della causa jihadista, finanziassero in modo costante, dall´Italia e da diversi paesi europei, l´organizzazione terroristica siriana Jabhat al Nusra, convogliando nei territori di guerra somme di denaro con il meccanismo dell´hawala, fuori cioè dai canali finanziari legali.
Importanti spunti investigativi sono stati forniti dalla collaborazione di uno degli indagati nel citato procedimento sul traffico di clandestini il quale, oltre a delineare i contorni dell´organizzazione dedita a facilitare il trasferimento di profughi siriani dall´Italia al Nord Europa, ha confermato il ruolo dei 4 arrestati nel finanziamento di Jabhat al Nusra, fornendo indicazioni che hanno trovato puntuali riscontri negli accertamenti della Digos sassarese. Per quanto riguarda in particolare la raccolta e il trasferimento del denaro, nel corso delle indagini è emerso come uno degli odierni destinatari dei provvedimenti, il 46enne siriano A.D., già gravitante a Olbia e poi trasferitosi in Svezia prima di essere fermato in Danimarca dove si trova detenuto su mandato d´arresto europeo emesso dall´AG di Tempio Pausania per un altro procedimento a suo carico  avesse organizzato una vera e propria rete divenuta un punto di riferimento per i siriani, in particolare per quelli residenti in Sardegna, che volessero trasferire denaro da e per il paese d´origine, impiantando uffici in tutta Europa, oltre che in Siria e in Turchia. 
In particolare, una volta ricevuta la conferma del pagamento della somma di denaro da parte della persona interessata al trasferimento, faceva poi ottenere il controvalore direttamente ai destinatari in Siria attraverso dei fiduciari, trattenendo una percentuale per ogni operazione.
Solo per citare gli ultimi episodi in ordine di tempo, nel maggio scorso, il fratello dell´uomo è stato fermato in Svezia in possesso di una ingente somma di denaro in contanti (circa 70 mila euro) mentre nel successivo mese di giugno un altro fiduciario è stato sorpreso con una importante somma di denaro in contanti mentre era in procinto di partire per Budapest.
Sono diverse centinaia di migliaia di euro i fondi illegalmente trasferiti verso la Siria dall´organizzazione basata a Olbia facente capo al siriano A.D.
Dalle investigazioni emerge in sostanza come l´organizzazione imprenditoriale,  ben conosciuta anche dalla comunità dei siriani all´estero e con uffici a Istanbul, Beirut, Khartoum, il Cairo e anche a Raqqa,  fosse in grado di far pervenire in tempi brevi e in modo affidabile importanti somme di denaro in Siria, anche nelle zone direttamente controllate dal Daesh.
Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, giovatesi anche del contributo informativo dell´AISI, hanno evidenziato come la capacità dell´organizzazione di convogliare, attraverso il sistema descritto, ingentissime somme di denaro in quel problematico quadrante fosse strettamente legata ai rapporti del capo e dei suoi fiduciari con le organizzazioni fondamentaliste antigovernative operanti in Siria, in particolare nella zona di Edlib, in favore delle quali risulta aver finanziato anche l´acquisto di diverse armi da guerra e autovetture pick up.
Anche l´adesione ideologica degli odierni arrestati alle organizzazioni fondamentaliste operanti in Siria emerge puntualmente da una nutrita serie di conversazioni nelle quali gli accusati seguono da vicino l´evoluzione della guerra civile siriana e dimostrano, con grande partecipazione emotiva, la loro vicinanza ideologica alle formazioni antigovernative, commentando entusiasticamente ed esaltando i successi militari di Al Nusra e scambiandosi una serie di informazioni aggiornate e particolareggiate su quanto appena avvenuto sul fronte di guerra, dimostrando in tal modo di avere contatti diretti con le organizzazioni combattenti impegnate nella guerra civile siriana.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

LECCE: 5 denunciati per furti a bordo treno e in alcuni esercizi commerciali.

Giovedì scorso una pattuglia della Polfer, durante un ordinario controllo, ha fermato un individuo sospetto nei pressi dei bagni del primo marciapiede, che è stato trovato in possesso di un Ipad, due smartphone, circa 370 euro suddivisi in blister di monetine e un coltello a serramanico con una lama di circa 7 cm. L’uomo, 25enne originario del Marocco ma residente a Valmadrera, non ha saputo fornire spiegazioni circa il fatto che il tablet fosse impostato in lingua cinese e, infatti, da successivi accertamenti i poliziotti hanno riscontrato che quel materiale, in realtà, risultava rubato in un bar di Valmadrera il 2 maggio scorso. L’autore del misfatto, irregolare sul territorio nazionale, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per furto aggravato, porto di armi od oggetti atti a offendere e per violazione della normativa sull’immigrazione clandestina. Nella giornata di sabato, personale della Polfer, intorno alle 6:50, ha controllato due giovani, un ragazzo e una ragazza, che alla vista delle divise avevano tentato di dileguarsi ma i due non sono passati inosservati e sono stati sorpresi con un secchiello di latta pieno di caramelle di tutti i tipi, svariate lattine di bibite e bottiglie di birra, circa 50 euro in contanti. I due giovani hanno poi ammesso di aver sottratto la merce in un bar di Mandello del Lario durante la notte precedente, al cui titolare è stata restituita la refurtiva, del valore complessivo di circa 200 euro. I due, entrambi sedicenni, la ragazza originaria dell’Ecuador mentre lui nato in Bolivia, con precedenti penali per reati contro la persona e contro il patrimonio, sono stati denunciati per furto aggravato in concorso. Sempre nel mese di maggio un altro soggetto, cittadino italiano residente in provincia di Lecco, è stato riconosciuto dai poliziotti della Polfer, grazie ai filmati delle telecamere di stazione, come autore di un furto avvenuto il 23 marzo a bordo di un regionale diretto alla stazione di Milano Porta Garibaldi. Subito dopo aver subito il furto, la vittima, visibilmente scossa e provata, si è recata negli uffici della Polizia Ferroviaria per raccontare che un giovane di circa 20 anni con mossa fulminea aveva preso la sua borsa posta sul sedile di fronte ed era scappato giù dal treno, imboccando il sottopassaggio e la scala che porta in via Balicco. Gli agenti della Polfer hanno rivisto le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza e hanno individuato il ragazzo per poi riconoscerlo qualche settimana dopo a zonzo per lo scalo ferroviario e, quindi, pizzicato e denunciato per furto aggravato. L’uomo, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, era stato scarcerato da poco dagli arresti domiciliari. Da ultimo, durante un servizio di scorta a bordo di un treno diretto a Bergamo, gli agenti hanno identificato un soggetto in possesso di una bicicletta. L’uomo, ventenne tunisino residente a Lecco, durante il normale controllo, ha aperto il giubbino per prendere i documenti e in quel frangente i poliziotti hanno notato che dalle tasche interne fuoriusciva un manico di coltello. A seguito di perquisizione gli sono stati trovati addosso un martello, un seghetto con una lama di 14 cm e un coltello da cucina con una lama di  23 cm. La bicicletta aveva due lucchetti dei quali il controllato non possedeva le chiavi. Lo stesso, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e contro la persona, colpito da un avviso orale del Questore di Lecco,  è stato denunciato per ricettazione, appropriazione di cose smarrite, possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, porto di armi od oggetti atti a offendere.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

Latitante arrestato dalla Polizia con il supporto dell’Europol

Ieri, dopo una serie indagini congiunte, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e condotte dalla Polizia di Stato (Servizio Centrale Operativo, Squadra Mobile di Catania e Commissariato di P.S. di Adrano), con il supporto di Europol, la Polizia tedesca ha localizzato e tratto in arresto a Biebesheim, nella regione dell’Assia: AMOROSO Nicola, “Cola tri piedi”, pregiudicato, destinatario di M.A.E. per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Scalisi – costituente locale articolazione della famiglia mafiosa Laudani di Catania) con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, rapina, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, con l’aggravante di aver commesso il fatto in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso denominata clan Scalisi e al fine di agevolarne le attività illecite. Il predetto AMOROSO Nicola, personaggio di elevato spessore criminale, è latitante dal luglio del decorso anno, essendo risultato irreperibile, perché già all’estero, in data 11 luglio 2017, nell’ambito dell’operazione “Illegal duty”, condotta dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di P.S. di Adrano, in esecuzione di due distinte ordinanze applicative di misure cautelari, emesse in data 22.6.2017 ed in data 29.6.2017 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di n.39 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Scalisi), con l’aggravante di essere l’associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, con l’aggravante di aver commesso il fatto in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso denominata clan Scalisi e al fine di agevolarne le attività illecite.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato