VARESE: SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DEDITA ALL´ESTORSIONE E ALL´USURA

La Polizia di Stato di Varese ha sgominato un´organizzazione criminale dedita all´estorsione e all´usura con il ricorso a intimidazioni, aggressioni fisiche e incendi con il lancio di bottiglie “molotov”, ma anche a furti di beni di ingente valore in aziende e depositi, alla ricettazione, ai falsi documentali e allo spaccio di cocaina.
13 le misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini avviate dal Commissariato P.S. di Busto Arsizio e della Squadra Mobile della Questura di Varese.
Per 8 degli indagati è stata disposta la custodia in carcere, per i restanti 5 gli arresti domiciliari. La banda era composta da pregiudicati italiani, al cui vertice vi erano un 62enne ed un 41enne rispettivamente chiamati “zio Gianni” e “il moro”.
Ai loro ordini vi erano gli altri complici, esecutori materiali degli attentati incendiari, della fabbricazione delle “molotov”, delle percosse e delle intimidazioni come anche dei sopralluoghi e dell´esecuzione dei furti, per finire con lo stoccaggio e la ricettazione della merce rubata.
Le indagini hanno preso avvio dalla denuncia di un commerciante della zona al Commissariato di Busto Arsizio, il quale era rimasto in debito con uno degli arrestati per un prestito precedentemente ricevuto e solo parzialmente restituito.
Il creditore aveva incaricato del recupero “zio Gianni” e “il moro”, ma il debito originario era raddoppiato a causa dei tassi usurari applicati, pari a circa il 50% annuo. Poiché il debitore non riusciva a far fronte alle pretese, erano iniziate le minacce, le botte, le pressanti richieste di consegnare l´incasso dell´attività commerciale o addirittura la stessa attività, presto seguite da due incendi appiccati all´esercizio della vittima e un terzo all´autovettura della sua compagna.
Le indagini scaturite dalle dichiarazioni della vittima, che aveva dovuto cambiare domicilio e che durante un incontro con i suoi aguzzini si era addirittura vista spegnere una sigaretta sulla gamba, hanno consentito agli investigatori del Commissariato e della Squadra Mobile di accertare un´ulteriore estorsione ai danni di un imprenditore edile, nonché la assidua partecipazione degli indagati alla preparazione di furti in siti aziendali e magazzini: gli associati, ciascuno con specifici e predefiniti compiti – con frequenza quasi quotidiana e a seguito di segnalazioni ricevute da complici o conniventi, effettuavano sopralluoghi presso gli obiettivi per poi tentare o consumare il furto della merce stoccata dopo averne forzato le vie d´accesso e neutralizzato i dispositivi antifurto. La refurtiva veniva poi caricata su autocarri e trasportata in depositi in attesa di essere venduta ai ricettatori.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto Polizia di Stato

“Global Airport Action Day” Biglietti aerei acquistati in frode

 

195 le persone arrestate e più di 298 transazioni segnalate: è il risultato della cooperazione internazionale di Polizia che ha visto il supporto di Interpol, Europol, Ameripol, Frontex, Eurojust e Iata. L’attività investigativa che ha interessato 226 aerostazioni in 61 Stati dei cinque continenti, è stata resa possibile anche grazie alla fattiva collaborazione di 63 vettori operanti nel campo del trasporto aereo e 6 agenzie di viaggio specializzate per gli acquisti dei biglietti on line, nonché di Mastercard, Visa, American Express, IATA e Perseuss.Il coordinamento operativo, in tutto il mondo, è stato garantito dalle città di Singapore, per le attività negli aeroporti asiatici; Bogotà, per le attività negli aeroporti dell’America del sud; Pittsburgh per le attività negli aeroporti degli USA; Ottawa, per le attività negli aeroporti del Canada; L’Aja, dove personale dell’Europol ha gestito le informazioni provenienti da tutto il mondo.
Il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha allestito una Sala Operativa nazionale, con compiti di coordinamento del personale sul territorio italiano, che ha operato presso gli aeroporti di Milano Malpensa – Milano Linate – Venezia Marco Polo – Roma Fiumicino – Roma Ciampino – Napoli Capodichino – Fontana Rossa Catania – Palermo Falcone Borsellino – Guglielmo Marconi Bologna – Bergamo Orio al Serio – Genova Sestri – Torino Caselle – Cagliari Elmas – Lamezia Terme Sant’Eufemia – Perugia San Francesco d’Assisi – Ancona Falconara – Firenze Amerigo Vespucci – Bari  Carol Wojtyla – Trieste Ronchi dei Legionari. In Italia, i controlli effettuati a seguito delle segnalazioni provenienti da Europol hanno portato, complessivamente, alla verifica di 18 posizioni e alla denuncia di 5 persone (Milano Malpensa,  Napoli Capodichino, Roma Fiumicino, Catania Fontana Rossa), trovate in possesso di biglietti aerei acquistati con carte utilizzate in frode. In particolare, presso l’aeroporto di Milano Malpensa, l’attività di contrasto ha assunto i singolari risvolti di un’operazione anti-bagarinaggio: la Polizia Postale e delle Comunicazioni del capoluogo Lombardo ha infatti sorpreso due soggetti in possesso di 30 biglietti elettronici, anche questi acquisiti presumibilmente con strumenti di pagamento clonati,  per un noto spettacolo di musica elettronica internazionale, la rassegna “Awakening X Figure Nacht”, che si sarebbe tenuto la sera del 18 c.m. ad Amsterdam, in Olanda. Ai due, denunciati all’Autorità giudiziaria mianese, è stato impedito l’imbarco, ed i tagliandi sono stati sequestrati. Complessivamente, gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni in tuta Italia hanno provveduto al controllo di 823 viaggiatori. L’illecito utilizzo dei dati delle carte di credito per l’acquisto illegale di biglietti aerei è un fenomeno assai insidioso, spesso prodromico ad attività criminali assai più preoccupanti, come il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il traffico di esseri umani, il commercio di sostanze stupefacenti. Allo stesso tempo, tale fenomeno ingenera ogni anno perdite finanziarie ingentissime, sia per le compagnie aeree che per il gli istituti finanziari coinvolti.  Il Direttore Esecutivo di Europol, Rob Wainwright ha dichiarato: “La frode dei biglietti aerei pone un insieme di problemi di sicurezza e non possiamo permettere a nessuno, in particolare ai terroristi e a pericolosi criminali, di viaggiare per il mondo in maniera anonima e mettere in pericolo terze persone. Per questo Europol, insieme ai partner privati, ha necessità di ampliare iniziative globali come queste, per permettere alla polizia e ai settori privati di condividere informazioni sulle attività sospette online per rendere la vita più dura possibile ai criminali.”  Il Direttore per il crimine organizzato ed emergente al quartier generale del Segretariato di INTERPOL, Paul Stanfield, ha dichiarato: “ Le transazioni online fraudolente sono fonte di grande guadagno per il crimine organizzato e sono spesso collegate ad altre attività che includono il Cybercrime, l’immigrazione illegale, il traffico di esseri umani ed il terrorismo. Il Global Airport Action Days è quindi un’importante operazione di collaborazione intersettoriale contro le reti criminali del crimine organizzato dietro gli acquisti fraudolenti di biglietti aerei e di altre attività  criminali”. Il Presidente del Gruppo di Lavoro sulle frodi delle compagnie aeree europee, Sofia Moutsou, ha infine così commentato: “Vorrei ringraziare Europol per la grande collaborazione e per dare al settore aereo la possibilità di combattere le truffe in maniera adeguata ed organizzata. Guardiamo avanti per continuare la cooperazione che porterà a tutti i migliori risultati non solo contro le perdite finanziarie ma anche contro il crimine”.

di Umberto Buzzoni 

 

Appio Nuovo, Ancora un arresto da parte degli uomini della Squadra Investigativa

Gli agenti della squadra investigativa del Commissariato Appio Nuovo diretto dalla dott.ssa Pamela De Giorgi, in collaborazione con i commissariati di Velletri e Frascati hanno tratto in arresto un pericoloso rapinatore seriale, pluripregiucato, con reati specifici; scarcerato ad aprile 2017 sempre in riferimento ad alcune rapine commesse a mano armata.
Ad incastrare l’uomo S.A. di 47 anni, con curriculum criminale di elevato spessore, sono state le impronte digitali lasciate il 18.10.2017 in occasione di una rapina in una farmacia situata in zona appio, da qui gli operatori di polizia giudiziaria del suddetto commissariato, riuscivano ad identificare l’uomo e a ricostruire le fasi di una seconda rapina con sequestro di persona avvenuto lo stesso giorno in una zona del tuscolano.
Dopo  serrate indagini, il pericoloso malvivente  veniva rintracciato a Frascati dagli agenti dell’Appio che con l’ausilio degli equipaggi dei commissariati dei Castelli Romani, che lo sottoponevano a fermo di pg l’uomo su disposizione del pm di turno di Velletri e successivamente veniva associato al carcere di Velletri per i reati di rapina aggravata e sequestro di persona.

Di Umberto Buzzoni

Foto Polizia di Stato

Norcia: “GIOCA VOLLEY S3…in sicurezza” 7

1.500 giovani atleti della pallavolo sono scesi oggi in piazza San Benedetto a Norcia nell’ambito del progetto di educazione alla legalità  “Gioca volley S3…in sicurezza”, promosso dalla Polizia Ferroviaria, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e la Federazione Italiana Pallavolo.

Dopo il successo dello scorso anno, torna anche per il 2017 questo progetto con la finalità di promuovere tra i giovani, attraverso lo sport, la cultura della legalità e della sicurezza in ambito ferroviario.

I ragazzi, come nella scorsa edizione, si sono sfidati in tornei di pallavolo e sono stati coinvolti anche in momenti educativi: oggi in campo c’erano anche gli operatori Polfer, il personale ANSF e i tecnici FIPAV che hanno sensibilizzato i giovani attraverso giochi, proiezione di filmati e  distribuzione di materiale divulgativo affinché adottino comportamenti responsabili e sicuri in ambito ferroviario per la propria ed altrui incolumità.

Armando Nanei, Direttore del Servizio Polizia Ferroviaria ha dichiarato: “Da tempo la Polizia Ferroviaria è impegnata in campagne di educazione alla sicurezza ferroviaria, nelle scuole e letteralmente “in campo” con lo sport, con l’obiettivo di veder ridotta l’incidentalità ferroviaria che vede coinvolti in particolare i giovani. Oltre 150.000 i ragazzi finora raggiunti in tutta Italia dagli operatori Polfer: un risultato importante per la nostra Specialità, che quest’anno compie 110 anni, ma che ci incoraggia a fare ancora di più. La scelta di Norcia ha poi un significato per tutti noi che non ha bisogno di essere sottolineato. A maggior ragione in questa piazza siamo felici, come Polizia di Stato, di “esserci sempre””.

“La scelta di Norcia per l’avvio della campagna 2017 – ha dichiarato Amedeo Gargiulo, Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie – ha un alto valore simbolico di solidarietà delle Istituzioni promotrici verso la cittadinanza di uno dei centri più colpiti dal recente sisma. L’ANSF è da tempo impegnata nella prevenzione degli incidenti dovuti a comportamenti scorretti in ambito ferroviario, purtroppo in crescita negli ultimi anni. Recentemente ha prodotto anche uno spot di pubblica utilità in programmazione sulle reti Rai, realizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e con un testimonial d’eccezione come Andrea Lucchetta”.

Il villaggio “Gioca Volley S3…in sicurezza” sarà in giro per l’Italia proseguendo il tour in altre 6 città: prossima tappa il 13 ottobre in piazza dell’Università a Catania.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto Polizia di Stato

Polizia e Carabinieri in “Operazione sciacallo”

La Polizia di Stato e l´Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione a Napoli, dalle prime ore della mattinata, ad un provvedimento di custodia cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, dott.ssa Ida Logoluso, su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Barbara Trotta, della Procura della Repubblica di Frosinone, nei confronti di 12 individui dediti alla commissione di truffe ai danni di persone anziane sul territorio nazionale.
In particolare, le indagini, condotte dai Poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone, sono iniziate nel novembre 2015, quando i due uffici investigativi hanno raccolto nel giro di pochi giorni oltre 10 denunce di truffe consumate o tentate ai danni di anziani, in cui si evidenziava un medesimo modus operandi.
Tutte le vittime, infatti, avevano denunciato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri o da un avvocato, il quale riferiva loro di essere un familiare (figlio o nipote, a seconda dei casi) incorso in un incidente stradale r di essere stato trattenuto presso un ufficio di polizia. Ovviamente si trattava solo di un racconto immaginario creato ad arte dai malviventi, infatti la chiamata proseguiva con la richiesta di denaro necessario a risarcire il danno causato dal finto incidente stradale paventando, in caso contrario, gravi conseguenze giudiziarie a carico del familiare.
Quando la truffa andava a segno, con la vittima che cedeva alla paura ingenerata dalla messinscena e con il conforto suscitato dall´autorevolezza del mestiere dichiarato dagli interlocutori, il fantomatico tutore dell´ordine (o avvocato) concludeva il colloquio indicando alla vittima una persona che si sarebbe recata presso la sua abitazione per ritirare il risarcimento del danno, che spesso si concretizzava anche nella consegna di gioielli e preziosi in genere.
L´abilità nei raggiri era tale che i truffatori si dimostravano in grado anche di carpire, durante il colloquio telefonico, le informazioni, nome del familiare e altri dettagli, che poi utilizzavano per rafforzare la loro credibilità verso la malcapitata vittima.
Da queste denunce si sono poi sviluppate le indagini dei poliziotti e dei carabinieri che hanno consentito di dare un nome ed un volto a tutti i truffatori e sottoporli a specifiche ed intense attività di monitoraggio.
Gli investigatori hanno così scoperto l´esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale nel quale un sodale, in particolare, era specializzato nel chiamare telefonicamente le vittime, fingendosi avvocato o Maresciallo dei Carabinieri, a seconda dei casi; quando la vittima cadeva nell´inganno, entravano in scena i complici addetti al ritiro del denaro o dei preziosi destinati al fantomatico risarcimento dei danni.
I malviventi avevano anche previsto una strutturata metodologia amministrativa che gli consentiva di evitare il pericolo di perdere o limitare i proventi illeciti, monetizzando immediatamente presso i compro oro delle varie zone i preziosi carpiti alle vittime ed eseguendo, subito dopo, bonifici verso carte postali intestate ad altri complici così da massimizzare gli introiti e coprire le spese delle autovetture noleggiate ai loro scopi, del carburante, dei pedaggi autostradali, delle ricariche telefoniche e dei pernottamenti in strutture alberghiere.
Per cercare di non lasciare tracce, gli odierni arrestati cambiavano continuamente le sim-card e i telefonini utilizzati per tenersi in contatto tra loro e coordinare le varie fasi delle truffe.
Nessuna zona d´Italia era immune alle loro scorribande, alle loro vere e proprie trasferte del crimine; difatti, i delinquenti erano soliti soggiornare in una struttura ricettiva di una zona “tranquilla”, per non più di 4/5 giorni e poi colpire nei paesi e/o città che si trovavano al massimo nel raggio di 100 km.
Per gli spostamenti, utilizzavano solo macchine noleggiate e, dopo ogni trasferta, facevano rientro a Napoli, dove tutti gli indagati sono nati e dimorano, per cambiare auto e cellulari, prima di ripartire per un nuovo tour di truffe.
Durante i soli sei mesi di indagini tecniche sono state ricostruite ben 66 truffe tra consumate e tentate, che costituiscono altrettanti capi di imputazione a carico dei 13 indagati, di cui 12 colpiti da provvedimento restrittivo ed uno deferito a piede libero.
Nel corso dell´attività investigativa sono stati recuperati e riconsegnati alle vittime l´oro ed i preziosi oggetto di cinque truffe, per un valore di circa 100.000 euro.
In un´occasione, a seguito di una truffa perpetrata a Colleferro, è stato arrestato dai militari di una Stazione Carabinieri il complice che, dopo essersi recato presso l´abitazione della vittima di turno, cercava di far rientro a Napoli con addosso le prove dell´illecito provento, confidando che la breve distanza potesse scongiurare il rischio di imbattersi in qualche controllo.
Le decine di truffe messe a segno in quasi tutte le regioni italiane, ad eccezione della Campania e delle isole, fruttavano all´associazione centinaia di migliaia di euro, in quanto era possibile carpire ad ogni vittima denaro e gioielli per un valore che raggiungeva anche i 20.000 euro.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Foto Polizia di Stato

Truffe on tour, 13 indagati a Frosinone

In soli sei mesi hanno commesso 66 truffe, tra consumate e tentate, i 13 indagati di questa mattina durante l’operazione “Sciacallo” condotte dai poliziotti della Squadra mobile insieme ai Carabinieri di Frosinone.

Dodici persone sono state arrestate e una denunciata. Le vittime delle truffe, compiute in tutta Italia ad eccezione della Campania e delle isole, erano prevalentemente gli anziani.

Le indagini sono iniziate nel novembre 2015, quando i due uffici investigativi hanno raccolto nel giro di pochi giorni oltre 10 denunce di truffe consumate o tentate nei confronti di persone anziane, tutte fatte usando la stessa tecnica.

Tutte le vittime, infatti, avevano denunciato di aver ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei Carabinieri o da un avvocato, che riferiva loro di un familiare (figlio o nipote, a seconda dei casi) incorso in un incidente stradale e che lo stesso era stato trattenuto presso un ufficio di polizia.

Ovviamente si trattava solo di un racconto immaginario, creato ad arte dai malviventi e la chiamata proseguiva con la richiesta di denaro necessario a risarcire il danno causato dal finto incidente stradale; in caso contrario, venivano palesate gravi conseguenze giudiziarie, a carico del familiare.

Quando la truffa andava a segno e la vittima cedeva, il finto carabiniere o avvocato concludeva il colloquio indicando alla vittima una persona che sarebbe andata nella sua abitazione per ritirare il risarcimento del danno; spesso il risarcimento consisteva anche nella consegna di gioielli e preziosi in genere.

Per cercare di non lasciare tracce, i criminali cambiavano continuamente le sim-card e i telefonini utilizzati per tenersi in contatto tra loro e coordinare le varie fasi delle truffe.

Nessuna zona d’Italia era immune dai loro raggiri: i componenti della banda, di solito, soggiornavano in strutture ricettive di una zona per non più di 4-5 giorni per poi colpire nelle città che si trovavano al massimo nel raggio di 100 chilometri.

Per gli spostamenti, utilizzavano solo macchine noleggiate e, dopo ogni trasferta, facevano rientro a Napoli, dove tutti gli indagati sono nati e dimorano, per cambiare auto e cellulari, prima di ripartire per un nuovo tour di truffe.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati e riconsegnati alle vittime l’oro ed i preziosi oggetto di cinque truffe, per un valore di circa 100 mila euro.

fonte e foto polizia di stato

 

Polizia e Aiscat insieme per la sicurezza stradale

Si conclude oggi a Milano la due giorni di lavori dedicata al tema “Dalle strategie alle azioni: una visione comune per il governo della mobilità” a cui hanno partecipato la Polizia stradale, che quest’anno festeggia il 70° anniversario della sua costituzione, e Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori).

L’appuntamento, ormai annuale, ha rappresentato un’occasione di confronto propositivo e di approfondimento tecnico e strategico tra i principali attori della sicurezza in autostrada, con l’obiettivo di garantire i più elevati livelli di efficienza lungo la grande viabilità.

La sicurezza stradale è da sempre una priorità per la Polizia di Stato che attraverso la Polizia stradale è continuamente alla ricerca di soluzioni avanzate in termini di tecnologia, procedure e modelli operativi, per garantire servizi più efficaci di prevenzione e di controllo e far fronte ai circa 5 milioni di viaggiatori che ogni giorno percorrono la nostra rete autostradale.

Nel 2017 (dal 1 gennaio al 30 settembre) le pattuglie impiegate nelle autostrade in concessione sono state 161.817 (+2,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016). Sempre nello stesso periodo in autostrada sono state accertate 665.545 violazioni; mentre sono stati controllati 331.019 conducenti con precursori per stupefacenti ed etilometri (+1,7 per cento) ed accertate 3.576 violazioni per guida in stato d’ebbrezza alcolica (-2,5 per cento) e 215 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (-16 per cento); sono stati 136.784 (+1,3 per cento) gli interventi di soccorso prestati a persone in difficoltà.

Durante i lavori è stato, inoltre, siglato dal presidente AISCAT, Fabrizio Palenzona, e dal direttore Centrale delle Specialità, Roberto Sgalla, la dichiarazione di Intenti per la proroga della “Sperimentazione per il piano nazionale di attività istruttoria e sanzionatoria in caso di pedaggio autostradale non corrisposto all’atto dell’uscita dall’autostrada”, con la presenza del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini.

Il mancato pagamento del pedaggio, oltre ad essere una condotta antigiuridica, ha una grande rilevanza anche per l’evasione fiscale conseguente, dal momento che quasi il 50% circa degli introiti lordi da pedaggio è di competenza dell’Erario. Nel 2017 (dal 1 gennaio al 30 settembre) sono state già 81.655 le violazioni contestate, nonostante la procedura di cooperazione tra le società concessionarie e le sezioni di Polizia stradale sia stata attuata su poche tratte.

L’incontro è stata anche l’occasione per premiare i poliziotti della Stradale che si sono distinti per la loro professionalità e coraggio in interventi ed attività di soccorso in ambito autostradale.

fonte e foto polizia di stato

Roma: maxi sequestro di cocaina e 19 arresti

Importavano in Italia grosse partite di stupefacente dall’America Latina da destinare alla ‘Ndrangheta e, in particolare, alla cosca “Alvaro” di Sinopoli, Reggio Calabria.

Diciannove persone appartenenti ad un’organizzazione criminale, con base logistica a Roma, sono state arrestate dagli uomini della Polizia di Stato e quelli della Guardia di finanza. Nel corso dell’operazione chiamata “La romana” sono state sequestrati oltre 500 chili di cocaina.

Intercettazioni telefoniche e ambientali degli investigatori hanno accertato l’operatività, nella Capitale, del gruppo criminale.

fonte e foto polizia di stato

Terrorismo: arrestato a Ferrara uno degli attentatori di Marsiglia

Stava passeggiando in bicicletta di notte, per le vie di Ferrara, quando è stato bloccato dagli uomini della Digos di Bologna e Ferrara. Si tratta di Anis Hannachi, complice, insieme al fratello Ahmed Hannachi, dell’omicidio di due ragazze francesi lo scorso 1° ottobre nei pressi della stazione di Marsiglia. Al momento del fermo non aveva documenti e ha dichiarato un nome di fantasia e affermando, mentendo, di essere un algerino. Dall’analisi delle impronte digitali i poliziotti sono arrivati a scoprire la vera identità.

L’arresto, emesso dalle autorità francesi, è arrivato al termine di una complessa attività investigativa coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del terrorismo esterno della Direzione centrale polizia di prevenzione con la collaborazione delle autorità francesi.

Secondo gli investigatori Anis Hannachi aveva un passato come “foreign fighter” in Siria e fu lui a indottrinare il fratello, Ahmed, e a provocarne la radicalizzazione fino all’attentato compiuto a Marsiglia.

Mafia: colpo al clan Rinzivillo, 37 arresti tra Italia e Germania

Finite agli arresti 37 persone affiliate al clan mafioso dei Rinzivillo, a conclusione di un’operazione terminata questa mattina In Italia e all’estero, che ha visto il coinvolgimento di più autorità giudiziarie, la D.D.A. di Roma, la D.D.A. di Caltanissetta, la Procura di Karlsruhe e di Colonia, nonché di tutte le forze di polizia italiane e della Polizia criminale di Colonia.

L’associazione mafiosa con base a Gela (Caltanissetta) ma con interessi criminali sul resto del territorio siciliano, nel Lazio, in Lombardia e in Germania, si occupava di estorsioni, traffico di droga, riciclaggio, ricettazione; gli affiliati devono rispondere anche di intestazione fittizia di società e illegittima detenzione di armi.

Alla stessa cosca sono stati disposti sequestri preventivi di società gelesi che commerciano all’ingrosso in pesce congelato e surgelati e attività connesse con le lotterie e le scommesse; sono inoltre state sequestrate le partecipazioni a tre società, denaro contante e un’autovettura di grossa cilindrata, per un ammontare complessivo di circa 11 milioni di euro.

Nello specifico le indagini della Squadra mobile di Caltanissetta, con la collaborazione del Commissariato di Gela, e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Roma hanno portato all’arresto di 31 persone, di cui tre in Germania, per associazione di stampo mafioso, plurimi episodi di estorsione e detenzione illegale di armi, riciclaggio, intestazione fittizia di società al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali e traffici di droga.

L’organizzazione è risultata composta da un’ala criminale, che si occupava di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsioni, intestazioni fittizie e traffico di armi e da un’ala imprenditoriale, che si occupava invece di edilizia, di trasferimento fraudolento di beni nonché di commercializzare autoveicoli, alimenti in genere e prodotti ittici.

Riguardo al commercio di prodotti ittici le indagini hanno evidenziato un vero e proprio accordo di spartizione territoriale in tutta la Sicilia, con mire espansionistiche anche sui mercati romano, milanese e tedesco, e dimostrato come il clan abbia utilizzato le società ittiche per il reimpiego dei proventi illeciti.

Tra gli arrestati anche un avvocato del Foro di Roma che si serviva della criminalità organizzata e di cui quest’ultima, a sua volta, si avvaleva per le sue prestazioni professionali.

In Germania, il clan rivitalizzava una cellula criminale operante nelle città di Karlsruhe e di Colonia, nei land tedeschi di Baden-Wüttemberg e della Renania Settentrionale-Westfalia, individuando in un uomo insospettabile di origini gelesi, il nuovo luogotenente cui demandare l’organizzazione del traffico di droga e la realizzazione di articolati investimenti nei settori delle costruzioni e alimentari.

fonte e foto polizia di stato