Bologna: fermata banda di rapinatori in trasferta

Immobilizzavano i dipendenti e i clienti di una banca a Bologna fino all’apertura delle casse temporizzate e dei bancomat per portar via tutto. Una banda di rapinatori in trasferta da Palermo è stata arrestata dalla Squadra mobile di Bologna.

Almeno 5 le rapine in banche avvenute tra maggio e ottobre 2016 a Bologna e nella provincia attribuite ai 6 pregiudicati che usavano sempre lo stesso modus operandi.

Tre della banda ad ottobre scorso furono arrestati dalla Squadra mobile durante una rapina alla banca di Castel S. Pietro Terme di Bologna.

Questa mattina gli investigatori della mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere emessa dalla procura della Repubblica. Tra i destinatari dell’ordinanza c’è il figlio di un noto pregiudicato palermitano legato a Cosa nostra ed assassinato nel 2007.

fonte e foto polizia di stato

Inaugurata a Caserta la Scuola internazionale di Polizia

È stata inaugurata, questa mattina a Caserta, la Scuola internazionale di alta formazione per la prevenzione e contrasto del crimine organizzato.

Il vice capo della Polizia Matteo Piantedosi, in rappresentanza del capo della Polizia Franco Gabrielli, all’interno dell’aula magna ha presenziato alla cerimonia tagliando il nastro per l’inaugurazione.

Collocato all’interno della Scuola allievi Agenti di Caserta, l’Istituto provvederà allo svolgimento di corsi di formazione, aggiornamento e specializzazione, seminari, convegni, ed altre attività didattiche in materia di prevenzione e contrasto al crimine organizzato.

I destinatari di tale formazione saranno gli operatori delle Forze di polizia nazionali ed estere, esperti per la sicurezza e ufficiali di collegamento nonché tutti coloro che operano nell’ambito della sicurezza.

Il Progetto è stato realizzato nell’ambito del Programma operativo Nazionale (Pon) “Sicurezza per lo Sviluppo-Obiettivo Convergenza 2007-2013”.

fonte e foto polizia di stato

Napoli: arrestati gli autori della sparatoria di Forcella

Sono stati individuati e fermati dalla Squadra mobile di Napoli gli autori della sparatoria avvenuta in un mercato a Napoli il 4 gennaio scorso. Nell’agguato erano rimasti feriti tre senegalesi e per errore una bambina di 10 anni, che era in strada con il padre.

Quattro persone affiliate al clan camorristico Mazzarella sono finite in manette e tra questi anche chi materialmente ha sparato.

Ricostruite dagli investigatori nel dettaglio le motivazioni, le fasi dell’aggressione e del ferimento dei tre venditori ambulanti stranieri. Una vera e propria spedizione punitiva, organizzata da appartenenti al clan camorristico per colpire, in particolare, un quarto cittadino senegalese colpevole di non aver pagato i 20 euro imposti per poter esercitare liberamente la propria attività all’interno del mercato.

Conosciuti anche come “naviganti”, due degli arrestati, anch’essi ambulanti, avevano il compito di controllare la merce stoccata dai commercianti ai quali e per tale attività percepivano una percentuale della vendita della merce. A loro volta poi pagavano la tangente al clan di 30 euro a settimana.

Convinti dagli esponenti del clan che gli stranieri, praticando i prezzi più bassi, alteravano il mercato riducendo gli incassi dei venditori italiani, i “naviganti” hanno partecipato alla spedizione punitiva armati anche di una mazza di ferro.

fonte e foto polizia di stato

Pedofilo arrestato a Padova

Adescava ragazze molto giovani sui canali social ed è stato arrestato a Padova dagli uomini del Compartimento della polizia Postale della Liguria in collaborazione con quello del Veneto.

Si tratta di un quarantenne di Padova, impiegato come magazziniere in una ditta locale e saltuariamente speaker presso una radio privata dove conduceva un programma sui giovani e i social network.

L’arresto è avvenuto in flagranza per detenzione e scambio di materiale pedopornografico.

Nei mesi scorsi infatti, l’uomo aveva tentato di sedurre su Instagram una bambina di 10 anni della provincia di Imperia.

Le intercettazioni informatiche e telefoniche, messe in atto dagli investigatori della Postale, hanno consentito l’identificazione e l’acquisizione di importanti elementi a carico dell’uomo a cui sono stati sequestrati, oltre al profilo social, anche tanto altro materiale inequivocabile.

fonte e foto polizia di stato

Botte e danni per imporre i buttafuori del clan, 4 arresti a Potenza

Minacce, violenze e danneggiamenti all’interno di alcuni locali notturni di Potenza e della provincia, realizzati a più riprese tra dicembre 2015 e febbraio 2016.

Da questi episodi è nata l’indagine “Senza tregua” della Squadra mobile potentina, coordinata dalla locale Direzione distrettuale antimafia, che ha evidenziato come gli episodi violenti avessero lo scopo di estromettere alcuni soggetti dai servizi di vigilanza di locali notturni e discoteche per impadronirsi dei servizi di addetti alla sicurezza dei locali pubblici, costringendo i gestori a sostituire i buttafuori in servizio con quelli suggeriti dal gruppo.

L’attività investigativa si è conclusa questa mattina con l’esecuzione da parte della Mobile di un’ordinanza del tribunale di Potenza che prevedeva quattro arresti, due in carcere e altrettanti ai domiciliari, e un divieto di dimora.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di estorsione, danneggiamento e porto illegale di arma da taglio, tutte condotte aggravate dall’utilizzo del metodo mafioso; per due di loro c’è anche l’accusa di intestazione fittizia di beni e falsa attestazione di atti destinati all’autorità giudiziaria.

L’indagine si è avvalsa anche delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia in merito ai collegamenti tra alcuni affiliati al clan Martorano-Stefanutti ed esponenti di cosche calabresi della ‘Ndrangheta.

Durante i disordini creati ad arte nel corso delle serate, gli indagati facevano specifico riferimento alla forza del gruppo organizzato cui dicevano di appartenere, sottolineando il ruolo dei capi clan e la loro veste di associati e seguaci, con lo scopo di incutere paura e soggezione nelle vittime. Con lo stesso scopo facevano riferimento anche a passate vicende analoghe avvenute in altri locali.

La maggior parte dei gestori non ha voluto collaborare alle indagini, probabilmente per paura di ritorsioni, ma uno di loro alla fine ha dichiarato di “Non aver avuto scelta”, sentendosi quasi accerchiato da tutta una serie di eventi che avvenivano appunto “Senza tregua”.

Sequestrato anche un bar di Potenza, intestato fittiziamente al cognato di uno degli arrestati, che in realtà era il reale gestore.

Un altro degli indagati è stato rintracciato in Romania, suo Paese di origine, e arrestato dai locali organi di polizia in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso in precedenza per una condanna relativa ai reati di rapina aggravata, estorsione e lesioni personali volontarie.

fonte e foto polizia di stato.

Pistola in un doppio fondo dell’armadio e droga nel locale lavanderia

unnamed-79-32In manette un 35enn. L’uomo era già noto ai Carabinieri per i suoi trascorsi negli ambienti degli stupefacenti nel quartiere di Tor Bella Monaca, dove era domiciliato prima di trasferirsi a San Cesareo
Pistola e droga nascoste in casa. Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno arrestato un 35enne, originario della provincia di Teramo con le accuse di “detenzione illegale di arma clandestina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
L’uomo era già noto ai Carabinieri per i suoi trascorsi negli ambienti degli stupefacenti nel quartiere di Tor Bella Monaca, dove era domiciliato prima di trasferirsi nel Comune di San Cesareo.
Questa mattina, il blitz con la collaborazione di un’unità cinofila nella sua abitazione di via Campo Gillaro. Lì i militari hanno rinvenuto, in un cesto per gli abiti sporchi, un jeans con all’interno di una delle tasche una busta trasparente contenente venti grammi di cocaina.

L’attenzione dei militari si è poi spostata nella sua camera da letto, dove i militari hanno rinvenuto una pistola calibro 7,65 completa di caricatore e con sei proiettili di cui uno in canna e quindi già pronta all’uso. L’arma, che presentava la matricola abrasa, era stata occultata in un doppio fondo ricavato all’interno di un armadio.
In un locale adibito a lavanderia, inoltre, sono stati rinvenuti otto grammi di hashish e 500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
L’arrestato è stato portato nel carcere di Rebibbia mentre la droga, l’arma e il denaro sono state sequestrate. Sulla pistola verranno eseguiti ulteriori accertamenti per il ripristino della matricola e per verificare l’eventuale utilizzo della stessa in precedenti eventi delittuosi.

FONTE FOTO: ROMATODAY  www.romatoday.it

 

Operazione “Linea d´addio”

La Polizia di Stato blocca pericolosa banda di rapinatori
Risolto il giallo dei coniugi sequestrati in casa lo scorso ottobre ad Ucria
Sono stati arrestati stamani gli autori della rapina ai danni di una coppia di coniugi sequestrati nella loro casa di Ucria lo scorso ottobre.
I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, coadiuvati dai colleghi delle Squadre Mobili di Messina, Palermo e dei Commissariati P.S. Capo d´Orlando, Termini Imerese e Partinico, hanno eseguito all´alba la misura cautelare emessa dal GIP, dr. Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore D.ssa Giorgia Orlando, con la quale risultano chiare le responsabilità di nove individui.
Un piano ordito nei minimi dettagli, un´azione criminosa spietata e brutale che nella notte tra il 15 e il 16 ottobre scorso i nove malviventi non hanno esitato a mettere in atto nei confronti di una coppia di signori orlandini, in vacanza nella loro casa di campagna, tra Ucria e Floresta.
Incappucciati e armati di coltello e mannaia hanno sorpreso nel sonno marito e moglie, derubandoli di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa, compresi i gioielli che avevano addosso. Si sono poi fatti consegnare le chiavi di casa dell´abitazione di Capo d´Orlando estorcendo loro i dettagli necessari per trovare e aprire la cassaforte.
E mentre una parte della banda raggiungeva Capo d´Orlando e svuotava il secondo appartamento, i compari sequestravano in casa loro le vittime. Se ne sono andati solo dopo lunghe ore di terrore, portando via telefonini e persino l´auto di famiglia.
L´allarme è scattato quando i due malcapitati, in stato di choc per quanto subito, sono riusciti a raggiungere il centro di Ucria.
Immediate le indagini della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti: i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti hanno avviato una ricerca a 360 gradi, per scoprire ogni utile spunto o indizio che permettesse di ricostruire la dinamica della rapina e del sequestro.
Gli investigatori sono partiti dal traffico veicolare su strade ed autostrade e dall´analisi delle immagini di decine di sistemi di videosorveglianza installati nei vari comuni presumibilmente attraversati, o anche solo sfiorati dai malviventi.
Nulla è stato tralasciato, contatti più o meno recenti avuti dalle vittime compresi, abitudini di vita e spostamenti.
Si è poi passati allo scrupoloso ed analitico studio del voluminoso traffico telefonico agganciato nella notte del delitto dalle celle dei gestori telefonici sul territorio di decine di comuni di più province siciliane e, infine, all´intercettazione delle conversazioni registrate su alcune utenze sapientemente individuate come sospette.
Il poderoso lavoro investigativo ha condotto i poliziotti a rintracciare tracce apparentemente invisibili, inavvertitamente lasciate dai malviventi, peraltro rivelatisi estremamente cauti ed attentissimi.
I primi risultati hanno permesso di concentrarsi sulla figura del basista, identificato in un noto pregiudicato tortoriciano e sull´ipotesi investigativa che la rapina di Ucria rientrasse in una serie di fatti delittuosi della stessa specie, ascrivibili ad una cerchia di professionisti del crimine.
I fatti di Ucria riconducevano infatti ad una banda costituita da uomini del palermitano e cittadini rumeni, operante nella provincia del capoluogo siciliano ma abituata a frequenti incursioni anche in quelle limitrofe e segnatamente in quella messinese, avvalendosi di una rete di fonti che selezionavano gli obiettivi sul territorio e mettevano a disposizione dei complici le informazioni utili, a fronte di una quota di partecipazione agli utili delle successive imprese  criminali.
Un gruppo pericoloso, quindi, perfettamente organizzato e autore di molti altri furti in abitazioni, per lo più ville isolate, tentati o consumati, tra i quali quello avvenuto nella prima mattinata del 14 novembre 2016 a Sant´Agata MiIlitello: nella circostanza, peraltro, alcuni componenti della banda, sorpresi dai sistemi di allarme e dal successivo intervento della Polizia del locale Commissariato, erano costretti a darsi ad una rocambolesca fuga ed a nascondersi in casolari di campagna prima di essere recuperati da complici arrivati appositamente da Palermo con un borsone di abiti puliti necessari per eludere i controlli delle forze di polizia.
Sulla scorta di tali corpose acquisizioni investigative, la Procura della Repubblica di Patti ha richiesto ed ottenuto dal GIP dello stesso Tribunale l´ordinanza cautelare eseguita stamani. Analogo provvedimento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni di Messina su richiesta della Procura Minorile peloritana, Sostituto Procuratore Dott. Andrea Pagano, a carico del minore di nazionalità rumena, già collocato in una struttura di accoglienza, rivelatosi coinvolto fattivamente nei colpi ed indicato dai complici come “spiderman”, per le differenziali capacità atletiche che lo rendevano agilissimo ed idoneo alle incursioni nelle case violate.
L´operazione della Polizia di Stato ha fermato la pericolosissima banda criminale in un momento di piena attività ed in cui non si esclude che stesse organizzandosi per elevare ulteriormente il livello di aggressività e pericolosità della sua azione, indirizzandosi su modelli di devianza criminale di attualissimo allarme sociale quali quelli connessi al fenomeno internazionale di avvistamenti di autori di crimini vestiti da Clown continue reading this.
Tra le conversazioni intercettate dagli investigatori del Commissariato di Patti se ne evidenziano indicanti l´intento di alcuni componenti della banda (in particolare un rumeno) di reperire tute bianche del tipo da imbianchino nonché parrucche e maschere da clown, destinate esplicitamente ad essere indossate in azioni illecite. Indicative della circostanza, del resto, le stesse immagini che campeggiavano sui profili facebook degli indagati in concomitanza con le stesse conversazioni telefoniche.
Durante le perquisizioni domiciliari effettuate stamani dai poliziotti è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35 con relativo munizionamento, due pistole giocattolo e la somma di 3.000 euro.

FONTE FOTO POLIZIA DI STATO

ANCONA. IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. ARRESTI.

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La Polizia di Stato di Ancona, in collaborazione con la Polizia federale tedesca e con il coordinamento della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e della Procura della Repubblica di Hof-Baviera, ha arrestato 2 persone ritenute responsabili dei reati di favoreggiamento della immigrazione clandestina e sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravati dalla c.d. transnazionalità. L’indagine, eseguita dalla Squadra Mobile, a cui ha fornito un contributo anche la Polizia serba, era partita lo scorso mese di aprile quando un cittadino pakistano aveva denunciato di essere stato segregato da alcuni connazionali in un appartamento interrato di Belgrado, e liberato solo dietro pagamento di un riscatto di oltre 6.000 euro da parte del fratello, in aggiunta ai 2.000 euro che aveva già versato all’ organizzazione per raggiungere la Germania. Il pagamento di una tranche del riscatto era avvenuto in un ristorante tedesco ; altre tranches erano confluite su conti correnti bancari di Senigallia (AN) e Macerata ed un conto corrente postale di Ancona. La Squadra Mobile, allertata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dall’ Interpol, aveva da subito avviato una complessa attività investigativa anche tecnica, che nel tempo ha consentito di ricostruire i profili della organizzazione criminale transnazionale, individuando il capo, un pakistano di 30 anni residente a Macerata, operaio con impieghi saltuari, un 57enne ed un 42enne residenti a Senigallia. Ulteriori tre componenti sono stati individuati in Germania; dei sei componenti dell’ organizzazione, il capo della “cellula” italiana e quello della “cellula” tedesca sono stati tratti in arresto all’ alba in esecuzione di mandato di arresto europeo; le abitazioni degli altri quattro componenti, due in Italia e due in Germania, sono state perquisite, con il sequestro di materiale probatorio utile per le indagini. L’ organizzazione ha introdotto illegalmente in Germania e in parte in Francia diverse decine di connazionali dietro pagamento di cifre tra i 3.000 e gli 8.500 euro transitando dalla Turchia-Grecia.Macedonia – Serbia-Austria-Ungheria oppure, per giungere in Francia, dall’ Italia; i clandestini giunti a destinazione richiedevano asilo politico. I mezzi di trasporto erano auto e treno; per traversare alcune frontiere i clandestini erano costretti a camminare per chilometri anche a piedi. In diversi casi i passeurs pagavano le guardie di frontiera per assicurarsi l’ impunità. Allo stato le verifiche su possibili arrivi di sospetti terroristi tra i cittadini pakistani che sono ricorsi all’ organizzazione sgominata stamani hanno dato esito negativo.

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CROTONE. EVASO DA UN PERMESSO E SUBITO ARRESTATO DI NUOVO

La Polizia di Stato di Crotone  ha arrestato due pericolosi detenuti evasi dal carcere di Voghera entrambi con precedenti di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, rapina, stupefacenti, evasione, ricettazione, sequestro di persona, rapina, evasione, violazione sulla legge delle armi, ricettazione, concorso in omicidio aggravato.
Nella tarda mattinata gli uomini della Squadra Mobile li ha arrestati perchè evasi dalla Casa Circondariale di Voghera il 13 dicembre 2016, allorquando stavano fruendo di un permesso breve.
Durante il godimento del permesso, uno dei due si rendeva responsabile del delitto di minacce nei confronti del gestore dell’albergo di Torino ove aveva trovato alloggio, solo perché aveva allertato le Forze dell’Ordine della sua presenza all’interno della struttura ricettiva in compagnia di un altro pregiudicato crotonese.
In particolare, dopo aver intuito l’imminente arrivo di una pattuglia dei carabinieri, lo stesso impugnando una pistola, minacciava il medesimo gestore della struttura ricettiva, intimandogli di aprire le porte per poi darsi alla fuga.
Nello stesso giorno un altro detenuto nel carcere di Voghera, che stava fruendo di analogo permesso, non faceva rientro presso la struttura carceraria.
A seguito delle due evasioni, si dava avvio ad una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, finalizzata alla cattura dei due fuggitivi.
Nello specifico, personale del Nucleo Investigativo Centrale presso il PRAP Lombardia – Milano della Polizia Penitenziaria, svolgeva una capillare attività di indagine concentrata in particolare sul territorio del nord Italia. Contestualmente personale della Squadra Mobile di Crotone svolgeva analoghe attività in questo capoluogo.
L’incessante sforzo investigativo, messo in atto da due Uffici di Polizia, dava alla fine i suoi frutti in quanto nella tarda mattinata odierna, gli investigatori, avendo intuito che i due evasi si stavano recando a Crotone, predisponevano mirati servizi di osservazione ed appostamento presso tutti i terminal cittadini di pullman e stazione ferroviaria. Proprio in un capolinea di questo centro, sito nel piazzale Nettuno, gli operanti notavano un pregiudicato del luogo mentre faceva salire a bordo dell’autovettura a lui in uso, due soggetti di sesso maschile molto somiglianti ai due ricercati.
Allertate tutte le pattuglie in zona, il menzionato veicolo veniva prontamente bloccato in questa via Saffo angolo Peppino Impastato.
Nel corso della perquisizione personale estesa ai bagagli dei due evasi, veniva rinvenuta la somma complessiva di 5000 euro, nonché due pistole semiautomatiche a salve prive di tappo rosso con relativo munizionamento. Dopo gli adempimenti di rito gli stessi venivano associati presso la Casa Circondariale di Crotone.

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LE PREVISIONI METEO PER STASERA E DOMANI

A causa dell’aIMG-20170105-WA0010rrivo di flussi di aria polare dal nord Europa che stanno portando una fase di maltempo su gran parte del paese, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso ieri un “avviso di condizioni meteorologiche avverse” con previsioni di precipitazioni a carattere nevoso e venti di burrasca, che interesseranno fino alla mattina di sabato 7 gennaio diffuse macroaree della Penisola e delle Isole maggiori.
In particolare, l’avviso prevede nel primo pomeriggio odierno nevicate su Puglia centro-meridionale, Calabria e Sicilia settentrionale, inizialmente sopra i 1000-1200 metri e in progressivo abbassamento dapprima fino ai 300-500 metri e successivamente, dalle prime ore di venerdì 6 gennaio, fino al livello al mare, con apporti al suolo generalmente moderati, localmente abbondanti alle quote collinari e montuose della Sicilia settentrionale.
SITUAZIONE DEL TRAFFICO STRADALE

  • A3 “Salerno–Reggio Calabria”: neve tra Sicignano e Sibari; a causa delle precipitazioni è vietata la circolazione in entrambe le direzioni per i veicoli commerciali, mentre autovetture e autobus possono proseguire solo se muniti di mezzi antisdrucciolevoli;
  • A14 “Adriatica”: a causa delle nevicata in atto, interdetto il transito ai mezzi pesanti tra Vasto sud e Pineto in direzione nord e tra Giulianova e Pescara sud in direzione sud;
  • A24 “Roma-Teramo”: nevicate in atto, senza riflessi per la circolazione, tra Assergi e Teramo, con interdizione al transito dei mezzi pesanti dalla barriera di Teramo verso L’Aquila;
  • A25 “Torano–Pescara”: nevicate in atto, senza riflessi per la circolazione.

Continua a nevicare con intensità anche in Umbria, in Abruzzo, in Molise, in Basilicata ed in Puglia a quote collinari. Il traffico è rallentato sulla viabilità statale in queste aree, dove sono all’opera da stamattina i mezzi sgombraneve.

LA CIRCOLAZIONE FERROVIARIAIMG-20170105-WA0026
In relazione all’ondata di maltempo, Rete Ferroviaria Italiana ha già attivato il Piano Neve e Gelo.
A causa delle forti nevicate che stanno interessando la Basilicata e la Puglia, la circolazione ferroviaria sulla linea Foggia – Potenza è rallentata. Inoltre è stata riprogrammata l’offerta commerciale con cancellazioni sulla IMG-20170105-WA0015tratta Melfi – Potenza. Permangono rallentamenti fino a 20 minuti per i treni in viaggio. La circolazione ferroviaria sulla linea Barletta – Spinazzola è attualmente sospesa per le precipitazioni nevose che stanno interessando la zona.

Si invita a tenersi informati sulla situazione della circolazione dei treni in relazione all’evolversi delle condizioni meteorologiche, anche attraverso i mezzi di informazione del Gruppo FS Italiane: FSnews.it, FSNewsRadio e su twitter @Lefrecce e @FSnews_it.

CONSIGLI PER GLI AUTOMOBILISTI
Si invitano tutti i conducenti a partire solo dopo aver controllato l’efficienza del veicolo e di verificare la dotazione di giubbini rifrangenti, del segnale triangolare di pericolo e con pneumatici invernali in buone condizioni. Ove si disponesse delle sole catene da neve, evitare assolutamente di montarle o smontarle lungo la banchina o sulle corsie di emergenza o di marcia o all’interno delle gallerie: è pericoloso per la propria incolumità e si intralcia il regolare ed efficace movimento dei mezzi di sgombero della neve; dunque, occorre provvedere al montaggio/smontaggio delle catene solo in area di servizio o di parcheggio.
In queste ore particolare attenzione da mantenere durante la guida, per il calo della visibilità e il rallentamento della circolazione nei tratti ove nevica: mantenete sempre idonea distanza di sicurezza dal veicolo che precede, regolate la velocità ad un livello di prudenza, allacciate e fate allacciare a tutti gli occupanti del veicolo la cintura di sicurezza o i sistemi di ritenuta sul seggiolino. Se i tempi del viaggio si allungano, fermarsi in area di servizio per cessare dalla guida e riposare.

CONSIGLI ED INFORMAZIONI PER I CONDUCENTI PROFESSIONALI
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Le precipitazioni nevose odierne hanno già imposto l’adozione di misure di regolazione del traffico con fermo temporaneo dei mezzi pesanti, in attesa della possibilità di riprendere la marcia in condizioni di sicurezza. Per l’ampiezza dei territori coinvolti, la persistenza delle precipitazioni nevose, l’abbassamento delle temperature con possibili formazioni di ghiaccio, potranno essere adottate misure di contenimento degli afflussi di mezzi nelle aree di crisi, anche mediante l’adozione di provvedimenti di limitazione della circolazione per i veicoli di massa superiore a 7,5 t, in aggiunta al divieto dalle ore 9.00 alle ore 22.00 già in calendario per la giornata festiva del 6 gennaio 2017.
Si consiglia di prestare attenzione al contenuto dei Pannelli a Messaggio Variabile disponibili lungo la rete autostradale e che forniscono in tempo reale le informazioni sulla transitabilità e sull’attivazione di misure di regolazione del traffico.

INFORMAZIONI SUL TIMG-20170105-WA0018RAFFICO STRADALE
Per informazioni aggio rnate in tempo reale sul traffico sono disponibili i canali del C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPHONE, il nuovo canale Twitter del CCISS), le trasmissioni di Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo R.A.I..
Per informarsi sullo stato del traffico sulla rete stradale di competenza Anas è possibile, inoltre, utilizzare l’applicazione VAI (Viabilità Anas Integrata) visitabile sul sito www.stradeanas.it  e disponibile anche per Smartphone sia in piattaforma Apple che Android, in “Apple store” ed in “Google play”. Gli utenti hanno poi a disposizione il numero unico 800.841.148 del servizio clienti per informazioni sull’intera rete Anas.
Altre informazioni sulla rete autostradale in concessione con numeri e contatti utili sono disponibili sul sito www.aiscat.it, sui siti delle singole Società Concessionarie autostradali, o mediante l’applicazione Myway Truck.

FONTE FOTO POLIZIA DI STATO