Bliz antiterrorismo, 2 arresti a Brescia

Dall’alba di questa mattina è in corso in Lombardia una vasta azione della Polizia di Stato contro il terrorismo internazionale che ha portato a arresti e perquisizioni. L’operazione è stata denominata ‘Bay’a‘.

A Brescia sono state arrestate 2 persone con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico.

Le indagini, iniziate mesi fa dagli uomini della Digos e del Servizio Polizia Postale, hanno permesso di accertare che gli indagati, sostenitori dell’autoproclamato Stato Islamico (Is), svolgevano attività continuativa di istigazione terroristica pubblica nella rete web.

Gli indagati: un cittadino tunisino di 35 anni e un pakistano di 27 anni. Il primo aveva creato l’account twitter Islamic_State_in_Rom e, insieme al complice pakistano, progettava atti di terrorismo nel territorio italiano per mezzo della piattaforma informatica. Messaggi minacciosi a firma Islamic State sullo sfondo di alcuni luoghi-simbolo italiani, a Roma e Milano: «Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X». Questi alcuni dei messaggi, scritti a penna in italiano, arabo e francese, su dei foglietti tenuti in mano e, sullo sfondo, alcuni luoghi simbolo come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano. Immortalati anche mezzi della Polizia di Stato e della Polizia locale, fermate della metropolitana, tratti autostradali e bandiere dell’Expo.

fonte Ministero dell’Interno

Roma, non si ferma all’alt della polizia: bloccato con 6 chili di droga in macchina

Non si è fermato all’alt che gli era stato imposto dagli agenti di una volante della polizia ed è fuggito, ma una volta bloccato è stato trovato in possesso di sei chili di stupefacente.

È successo nel pomeriggio di ieri in piazza Balsamo Crivelli a Roma. Gli agenti del Commissariato S. Ippolito voleva fermare N.M., 24enne romano, per un semplice controllo, ma lui ha accelerato tentando di dileguarsi. Inseguito dai poliziotti, è stato bloccato poco dopo in via Crispolti.

Il giovane, quando ha capito di non avere più scampo, si è prima disfatto di un borsone che aveva in macchina, gettandolo dal finestrino, e poi ha «imboccato» la rampa di un garage diurno. Qui ha tentato un ultimo tentativo di fuga, parcheggiando la macchina e scappando a piedi ma è stato nuovamente inseguito dagli agenti e immobilizzato.

fonte Il Messaggero

Arrestati 8 spacciatori delle Vele di Scampia

 Dopo mesi di attività investigativa fatta di intercettazioni telefoniche, ambientali, appostamenti e riprese con telecamere nascoste, i poliziotti del commissariato di Scampia (Napoli) sono passati all’azione.

Questa mattina è scattato il blitz all’interno delle Vele, che ha portato all’arresto di 8 persone, due delle quali sono finite ai domiciliari e le altre in carcere, accusate di aver organizzato lo spaccio di sostanze stupefacenti nei popolari palazzi napoletani.

Per riuscire a seguire meglio l’attività illecita che si svolgeva nei palazzi, gli agenti si erano appostati anche all’interno di alcuni appartamenti abbandonati, in modo da riprendere gli scambi più da vicino.

L’indagine ha permesso agli agenti di accertare le responsabilità degli indagati, alcuni dei quali erano impegnati direttamente nello smercio della droga, mentre altri avevano il ruolo di sentinelle, pronte ad avvertire i complici in caso di arrivo delle Forze dell’ordine. Un membro della banda è ancora ricercato mentre sono 14 gli indagati in stato di libertà.

Salgono in totale a 18 le persone arrestate nell’ambito dell’indagine, considerando anche le 10 fermate nei mesi scorsi, e oltre 400 le dosi di cocaina ed eroina sequestrate agli spacciatori.

I criminali erano collegati al clan Vanella-Grassi, attivo nelle zone di Scampia e Secondigliano, per conto del quale vendevano la droga in quella che di fatto era una loro piazza di spaccio. In questa sorta di supermercato dello stupefacente era possibile trovare, oltre a eroina e cocaina, anche crak e kobret.

fonte Polizia di Stato

Operazione “Tractor”: 19 indagati a Torino

Rubavano trattori e macchine agricole nel torinese e li esportavano illegalmente in Romania per rivenderli.

La banda è stata fermata, dopo una lunga indagine, dalla Polizia stradale di Torino. Diciannove le ordinanze di custodia cautelare eseguite, di cui sette in carcere e 12 con obbligo di firma o di dimora, nei confronti di altrettante persone accusate di riciclaggio, ricettazione e furto aggravato di trattori agricoli e macchine operatrici.

I poliziotti hanno scoperto che i macchinari venivano stoccati all’interno di tir e trasportati verso la Romania. Da quanto ricostruito la banda agiva in gruppi, solitamente composti da 4 o 5 cittadini di origine romena. Si introducevano di notte all’interno di cantieri, aziende agricole o attività commerciali specializzate in rivendita di macchine operatrici, escavatori e trattori agricoli, li rubano e poi li nascondevano in ”posti” sicuri dopodiché alteravano il numero di telaio prima di essere rivenduti in Romania.

I mezzi erano occultati in capannoni dismessi o box, terreni ed aziende individuati a Torino, Saluggia (Vercelli), Cherasco (Cuneo), Ivrea (Torino), Burolo (Torino), Corio (Torino), La Loggia (Torino) e Villanova D’Asti.

Trentotto i veicoli sequestrati per un valore commerciale di circa 800 mila euro. Agli indagati sono attribuiti 40 episodi di furto pluriaggravato ai danni di cantieri, aziende agricole o attività commerciali.

fonte Polizia di Stato

Due gruppi hacker nella trappola della Polizia postale

“New generations” è l’operazione conclusa questa mattina dalla Polizia postale con cui ha individuato due gruppi criminali responsabili, negli ultimi giorni, di attacchi a sistemi informatici, a siti istituzionali e ad aziende private del Paese.

Sono 15 le persone denunciate con l’accusa di danneggiamento di sistemi informatici, interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, accesso abusivo a sistemi informatici, e per danneggiamento di dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o altro Ente pubblico o di pubblica utilità.

Si tratta di 14 giovani, alcuni minorenni e un 40enne che si celavano dietro i nomi delle crew “Anonymous Iag” e “THC Squad“.

I due gruppi hanno agito secondo uno schema ben preciso e collaudato: dopo aver individuato gli obiettivi ed attaccato i siti acquisendo le credenziali di accesso, si introducevano all’interno dei web server e dei database, copiando i dati personali degli utenti e modificando il contenuto delle pagine web. I dati sottratti venivano poi diffusi sui più noti social network, quali Twitter o Facebook.

Tra i siti attaccati figurano il portale della stessa Polizia Postale commissariatodips.it, i siti delle Camere del lavoro in Lombardia, della UIL e della FIOM, i siti esercito.difesa.it, dps.tesoro.it, urp.cnr.it e quello dell’Agenzia del Territorio.

Le azioni criminose portate a termine dalle crew si possono distinguere sostanzialmente in tre tipologie:

-attacchi di tipo ddos, rendono irraggiungibile per un determinato periodo di tempo il sito bersaglio dell’attacco;

-attacchi di tipo sql injection, sottrae informazioni sensibili memorizzate sul database preposto alla gestione dei contenuti di un sito web;

-defacement, sostituisce la homepage originale del sito con un’altra pagina creata ad hoc, spesso con contenuti di rivendicazione diretta.

Nel corso delle perquisizioni, che hanno interessato 10 regioni italiane, sono stati sequestrati numerosi computer e altri dispositivi con cui gli hacker sono riusciti a portare a termine gli attacchi.

Le indagini del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.) e del Compartimento polizia postale di Perugia, si sono basate in particolare su attività di osint (open source intelligence) svolte su fonti aperte. Si è trattato di una vera e propria attività di ricerca nella rete finalizzata al rintraccio di indizi ed elementi che hanno permesso l’effettiva identificazione degli hacker.

fonte Polizia di Stato

Catania: otto arresti per associazione mafiosa

Arrestate questa mattina otto persone dalla Squadra mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano responsabili del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Gli indagati fanno parte dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante in territorio di Adrano (CT), alleata della famiglia catanese Laudani.

Le indagini, avviate a maggio 2011 e concluse nell’aprile 2012, hanno permesso di monitorare le dinamiche interne alla cosca Scalisi, che aveva subito un duro colpo con l’operazione “Terra Bruciata” del 2009 nella quale finirono indagati15 affiliati allo stesso clan e 12 del clan Santangelo.

Le investigazioni hanno fatto scoprire come il boss del clan Scalisi, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership, dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita.

Proprio il boss detenuto, visto che le indagini avevano coinvolto direttamente anche la madre, il fratello ed altri congiunti, aveva preferito mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Per tale motivo aveva designato, quale responsabile operativo, un altro appartenente al gruppo.

Ma l’assenza momentanea di un leader, all’altezza di reggerne le fila, aveva messo in fibrillazione il gruppo tanto che la famiglia Laudani di Catania era direttamente intervenuta affiancando un proprio referente.

Nel corso delle indagini è stato individuato anche un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della S.P. 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico. In quell’occasione erano stati arrestati, in flagranza di reato, Davide Di Marco e Massimo Di Guardia.

fonte Polizia di Stato

Truffa ai danni di Poste Italiane, 11 indagati

Undici ordinanze di custodia cautelare di cui tre agli arresti domiciliari eseguiti a Roma, Napoli e Modena: questo è il risultato dell’operazione messa in atto dalla Polizia di Stato in stretta sinergia con Poste Italiane Spa, che ha interessato diverse province italiane.

Il reato contestato è quello di truffa e frode ai danni dei correntisti di Poste italiane.

Già nei giorni scorsi in Abruzzo e in Liguria i primi risultati: a Teramo, il primo episodio, dove sono stati denunciati un uomo e una donna che tentavano di attivare un libretto di risparmio attraverso documenti di identità contraffatti.

Il secondo episodio è accaduto a La Spezia dove i poliziotti hanno arrestato una 25enne accusata di aver utilizzato documenti falsi per aprire un conto corrente presso un Istituto di credito cittadino ove depositare un assegno risultato poi rubato.

A Roma poi l’operazione più massiccia: oltre 650mila euro sottratti a correntisti di Poste Italiane a opera di un’organizzazione criminale scoperta dai poliziotti della Polizia postale dopo una lunga indagine.

Determinante nell’indagine è stato il contributo di Poste Italiane, che ha permesso di scoprire che alcuni dipendenti infedeli accedevano alle banche dati e individuavano i conti correnti con maggiore disponibilità economica. Quindi si impossessavano delle copie dei documenti degli ignari titolari, della loro firma ed effettuavano varie operazioni fraudolente.

Nel corso delle indagini è stata infatti accertata la clonazione e riscossione in frode di assegni postali, buoni postali fruttiferi e libretti postali a risparmio.

Gli agenti della Postale hanno ricomposto quindi il flusso di denaro quantificato in circa 650mila euro riscossi in frode mentre le truffe tentate ammontano a circa 13mila euro.

fonte Polizia di Stato

A Prato scoperti maltrattamenti e furti ad anziani grazie a telecamere nascoste

fonte Polizia di Stato

Nella struttura sanitaria Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) di Narnali con sede a Prato in via del Gualdo si è scoperto che venivano perpetuati maltrattamenti, lesioni e furti ai danni degli anziani ricoverati che soffrono di patologie invalidanti e non autosufficienti.

Grazie al lavoro degli Investigatori della Squadra mobile di Prato pero’ questa mattina sono state notificate nove misure cautelari agli operatori socio sanitari e infermieri che lavoravano nella struttura con sospensione anche dall’esercizio di pubblico servizio per periodi di tempo dai sei mesi fino ad un anno. Inoltre figurano altre otto persone indagate ed in stato di libertà.

L’indagine era partita a dicembre a seguito di alcune segnalazioni e gli investigatori, grazie alla collaborazione della direzione sanitaria della Asl 4 di Prato, ad aprile avevano disposto l’installazione di 10 telecamere in altrettante stanze per poter monitorare l’attività.

Le riprese hanno confermato che nella struttura avvenivano quotidianamente furti ai danni degli anziani nonchè maltrattamenti fisici e morali senza un’apparente motivazione.

Umberto Buzzoni

Presi a Salerno due truffatori seriali con 1.100 anziani nel mirino

Li seguivano da settimane e finalmente li hanno presi, subito dopo aver messo a segno l’ennesima truffa ai danni di persone anziane.

Si tratta di due uomini, G.R. di 48 anni e R.B. di 50, entrambi di origine campana, bloccati dagli agenti della Squadra mobile di Salerno mentre uscivano da un condominio di via Vernieri. Avevano appena truffato una signora anziana dopo averle riferito telefonicamente che il figlio aveva urgentemente bisogno di soldi. Risultato del raggiro circa mille euro in contanti e gioielli per un valore approssimativo di 2mila euro.

Nell’auto dei truffatori i poliziotti hanno trovato una valigetta dentro la quale c’erano nomi, indirizzi e numeri di telefono di 1.100 persone anziane residenti nella provincia di Salerno e Caserta. Gli investigatori stanno verificando se qualcuno di questi fosse stato già contattato dai malfattori o se si trattava dell’elenco dei futuri probabili obiettivi.

I due pregiudicati erano stati individuati da alcune settimane grazie ai sistemi di videosorveglianza presenti in città e ai riscontri sulle celle telefoniche che avevano agganciato i loro cellulari nelle zone dove negli ultimi tre mesi si erano verificati colpi analoghi, dei quali i truffatori sono sospettati di essere gli autori.

Si presentavano alle vittime come amici o conoscenti di coniugi o parenti e riferivano notizie, positive o negative, in merito a necessità impellenti dei loro figli, ad esempio per problemi di salute o per rimborsi bancari o assicurativi da riscuotere in cambio di denaro.

Spesso le persone truffate non si rendevano subito conto di ciò che avevano subito, come nel caso del colpo messo a segno dagli indagati poco prima di essere arrestati.

Infatti quando gli agenti sono andati dalla vittima per metterla al corrente di ciò che le era realmente accaduto, questa ha stentato a credere addirittura che fossero poliziotti veri, confidando nella telefonata del figlio che avrebbe dovuto chiamarla per ringraziarla dell’aiuto che le aveva dato.

Continuano le indagini per verificare come i malviventi abbiano ottenuto quegli elenchi così particolareggiati, corredati anche di notizie utili per eventuali truffe future.

fonte Polizia di Stato

Asti: truffa nel settore agro-alimentare, 5 arresti

 Hanno truffato aziende del settore agroalimentare piemontesi ma anche nazionali, commercializzando i prodotti tramite aziende e rivendite compiacenti a prezzi inferiori.

Si tratta di cinque persone arrestate stamattina dai poliziotti della Squadra mobile di Asti in collaborazione con i colleghi di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli e pattuglie dei Reparti prevenzione crimine di Piemonte e Liguria. Il gruppo criminale riciclava i proventi anche all’estero, tramite nuove società.

I fermati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, di tentate truffe, di falsi e di sostituzione di persona in danno di società finanziarie nazionali e multinazionali operanti nel settore agro-alimentare.

Durante l’operazione sono stati sequestrati beni mobili, rapporti bancari, per un valore di circa 1 milione di euro ed sequestrata, in via d’urgenza, una villa nel comune di La Morra (Cuneo) per un valore di mercato di circa 600mila euro. In questa attività ha collaborato anche la Guardia di finanza.

fonte Polizia di Stato