Migranti, due sbarchi al porto di Crotone

La prefettura coordina le operazioni di accoglienza e di assistenza sanitaria

Doppio sbarco di migranti nel porto di Crotone. Il primo avvenuto nelle prime ore di lunedì scorso con 86 migranti (35 uomini, 24 donne e 27 minori di nazionalità siriana e irachena) a bordo del guardiacoste “Denaro” del gruppo Aeronavale di Taranto della Guardia di Finanza.

Arrestati per il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina due scafisti di nazionalità turca e albanese.

Il secondo è avvenuto nella mattinata di ieri, 394 migranti (180 presunti minori) di nazionalità siriana, sudanese, iraniana ed eritrea a bordo della nave mercantile norvegese “Siem Pilot”. Fermati 10 presunti scafisti.

I migranti sono stati ospitati presso i centri di accoglienza (Cda) e i centri accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto per la pre-identificazione, nei prossimi giorni saranno trasferiti, secondo un piano di riparto del ministero dell’Interno, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania.

Le attività di primo soccorso e assistenza, coordinate dalla prefettura, sono state prestate dal personale del comune, delle Forze di polizia, della Capitaneria di Porto, dell’Azienda sanitaria provinciale, della Croce Rossa e della Misericordia.

fonte Ministero degli Interni

Roma, sassi contro la polizia al campo nomadi: rissa tra 50 persone con pistole e coltelli

Sassaiola e guerriglia a ridosso dell’ingresso del campo nomadi in via Candoni. È avvenuto ieri sera intorno alle 21.30 quando agenti della polizia di Stato erano intervenuti per una segnalazione che riferiva di una rissa all’interno della struttura che avrebbe visto coinvolte 50 persone armate di pistole e coltelli.

Giunti sul posto, a ridosso del campo nella parte occupata da persone di origine bosniaca, alcuni nomadi si sarebbero avvicinati agli agenti riferendo della presenza di persone ferite nel campo. Nel frattempo venivano avvistate due persone scappare armate di bastone e mazze di ferro.

Gli agenti hanno quindi provato ad entrare nella struttura ricevendo per tutta risposta un lancio di sassi e bottiglie. Completamente distrutte due volanti. Sul posto è intervenuto a supporto anche il reparto mobile che è poi riuscito ad entrare nel campo quando ormai la situazione si era sostanzialmente calmata. Quindi anche la scientifica e la squadra Mobile sono giunti a svolgere verifiche.

A quanto si è appreso, da una prima ricostruzione sembra che una lite tra due nuclei familiari sia poi degenerata in violenza e in rissa. Controlli quindi a tappeto nel campo si sono conclusi con diversi denunciati, il sequestro di un fucile e di munizioni varie.

Tre persone sono state sottoposte a cure mediche, in codice o giallo o verde per le ferite riportate. Sabato sera nello stesso campo c’era stata un’altra lite che si è conclusa con il fermo di un 42enne: una rissa che ha ridotto in fin di vita un 57enne.

fonte Il Messaggero

Operazione antimafia: presi i fedelissimi del boss Messina Denaro

Le Squadre mobili di Palermo e Trapani, coordinate dal Servizio Centrale Operativo (Sco), insieme al Ros dei Carabinieri, hanno arrestato 11 persone alcune ritenute vicinissime al boss Matteo Messina Denaro; per le altre è stata accertata l’appartenenza alle famiglie di Cosa Nostra trapanese.

L’operazione “Ermes“, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, è partita nei primi mesi del 2012, periodo di effettiva riapertura dei canali di comunicazione del latitante che, come per il passato, avrebbe utilizzato i famosi “pizzini” scritti per trasmettere ai propri complici le disposizioni di comando.

Ogni tre mesi Matteo Messina Denaro dettava le modalità per la trasmissione di questi messaggi ai suoi fedelissimi, cercando di evitare i contatti frequenti per evitare di essere individuato. Lo scambio dei “pizzini” avveniva in aperta campagna, tra Salemi, Mazara del Vallo, Santa Ninfa e Partanna e, durante gli incontri, gli indagati erano attenti a non utilizzare mai parole con riferimenti al latitante o alle sue direttive.

Sono ancora in corso indagini di natura finanziaria presso alcuni istituti di credito svizzeri, dove alcuni indagati potrebbero aver versato somme di denaro finalizzate al sostegno economico del latitante. L’operazione “Ermes” continua a isolare sempre di più il superboss latitante Matteo Messina Denaro, lavoro già iniziato con le operazioni “Golem I e II” ed “Eden I e II“.

fonte Polizia di Stato

Tor Bella Monaca, in 50 assaltano la polizia per far fuggire due pusher

Via dell’Archeologia, gli agenti sono stati circondati e bersagliati di oggetti lanciati dalle finestre: quattro feriti

Roma. Residenti contro poliziotti per difendere i pusher appena arrestati. Dopo il caso del Pigneto, quartiere della movida romana dove mercoledì sera tre carabinieri sono stati accerchiati da almeno 50 africani immigrati inferociti per il fermo di alcuni connazionali sorpresi a spacciare, i disordini in strada continuano a Tor Bella Monaca, periferia est della Capitale: in seguito al fermo di due pusher, i residenti sono scesi in strada, affrontando i poliziotti impegnati nell’operazione. Sputi, insulti, si è arrivati alle mani e alla fine, nel caos generale, gli spacciatori – protetti dal quartiere – sono riusciti a fuggire mentre quattro agenti aggrediti hanno riportato lesioni e contusioni.

È successo intorno alle 17.45 in via dell’Archeologia, strada piagata da occupazioni selvagge e microcriminalità in un quartiere – quello Tor Bella Monaca – già al limite per la sicurezza. Spaccio, sassi lanciati per noia contro gli autobus in corsa: non è la prima volta che questa strada finisce sulle pagine di cronaca nera. L’episodio di ieri è comunque un brutto salto di qualità. Gli agenti delle volanti e del commissariato Casilino erano impegnati in un controllo di routine quando hanno avvistato i due pusher, poi fermati, mentre vendevano delle dosi. Tutto è precipitato nel giro di pochi minuti, mentre si stava procedendo all’identificazione dei due – personaggi molto conosciuti in zona – stando alle prime informazioni. Agli insulti dai palazzoni bianchi che si affacciano sulla strada è seguito il lancio di oggetti, bottiglie e suppellettili. Poi i residenti – almeno una cinquantina, tutti del posto – sono scesi in strada accerchiando gli agenti, che nel frattempo chiamavano i rinforzi. «Liberateli, lasciateli andare via», urlavano mentre inveivano contro le forze dell’ordine. Si è arrivati allo scontro fisico: quattro agenti sono finiti in ospedale per contusioni e lesioni in varie parti del corpo, mentre il quartiere ha centrato il suo (peggiore) obiettivo: proteggere i pusher che, approfittando della confusione, si sono dileguati facendo perdere le tracce.

La reazione della polizia è stata immediata. Sono partiti i controlli a tappeto – volanti, Falchi della Mobile e commissariato di zona – per individuare i due fuggitivi e i loro sostenitori: in serata due pluripregiudicati, italiani, ritenuti responsabili di aver favorito la fuga dei pusher, sono stati arrestati. E la caccia ai fuggitivi è andata avanti tutta la notte.

Intanto dal Pigneto, dove ormai lo spaccio è diventata un’emergenza che si palesa anche con le siringhe abbandonate ovunque, per strada o nei giardini pubblici, i residenti chiedono interventi urgenti: «Avete letto sui giornali – ha scritto il comitato «abitanti del Pigneto» in una lettera indirizzata a prefetto e alle istituzioni – che cittadini e commercianti hanno difeso i carabinieri coi loro corpi, rischiando la loro incolumità. Tutto questo – è l’accusa – perché voi non avete fatto abbastanza: questo è un pezzo di città sottratto alla legalità, i cittadini non hanno più pazienza».

fonte Il Corriere della Sera

Operazione “Babylon”: la Postale scopre un mercato illecito nella darknet

È il primo sequestro in Europa e il secondo al mondo: la Polizia postale ha individuato un vero e proprio mercato virtuale nascosto nella darknet e ha sequestrato circa 14 mila wallet (conto corrente) di cryptomoneta per un valore di circa un milione di euro.

Si poteva acquistare di tutto, armi, sesso, documenti, droga e qualsiasi altro materiale o servizio illecito attraverso il pagamento con la moneta virtuale conosciuta con il nome di Bit-coin.

Gli investigatori della Polizia postale nella Conferenza stampa hanno dichiarato che, in collaborazione con Europol e coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda), erano sulle tracce di una comunità web di pedofili che si scambiava materiale attraverso portali che sfuggono ai normali motori di ricerca.

Durante le indagini è stato scoperto il sito “Babylon“, un grande mercato dove s’incontra l’offerta e la domanda degli utenti che vanno alla ricerca di cose “particolari”.

L’indagine ha individuato un italiano, gestore del più gettonato market place di traffici illeciti nella darknet.

fonte Polizia di Stato

Napoli, finti carabinieri ripulivano le case: 13 arresti. Incastrati da un video

Travestiti da rappresentanti delle forze dell’ordine mettevano a segno furti e rapine in abitazione esibendo falsi decreti di perquisizione: due bande di malviventi che usavano lo stesso modus operandi sono state sgominate dai Carabinieri di Napoli, che hanno arrestato 13 persone. Entrati in casa, i ladri rovistavano in stanze e mobili per portare via soldi e oggetti di valore. Una rapina è stata immortalata dalla videosorveglianza di una delle vittime, che ha consentito ai militari di identificare alcuni malfattori e poi i loro complici.

Sono complessivamente otto i furti e le rapine messe a segno dalle due bande accertati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli. I colpi sono stati perpetrati tra marzo e dicembre 2014: sette a Napoli e uno a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Molti altri sono stati sventati dai carabinieri durante le indagini, sistemando pattuglie nelle zone dove si sospettava che i ladri stessero per entrare in azione. Nel corso dell’attività investigativa sono state sequestrate sette pettorine, due borse, due cartelline e dieci berretti – tutti con false scritte Carabinieri e Guardia di finanza – e una pistola scacciacani. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli. I tredici indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a furti e rapine in abitazione aggravate dall’aver portato armi e dall’aver simulato la qualità di pubblico ufficiale.

Commentando l’operazione che ha consentito ai carabinieri di Napoli di sgominare una banda di criminali dedita a furti e rapine in abitazione, soddisfazione è stata espressa dal comandante provinciale dei carabinieri di Napoli gen. Antonio De Vita, «perché i furti e le rapine in abitazione rappresentano uno dei fattori che maggiormente incide, in termini negativi, sulla percezione del livello di sicurezza delle comunità che a noi sono affidate». «Gli arresti di oggi costituiscono, infatti, una rapida e adeguata capacità di risposta data sinergicamente da magistratura e forze dell’ordine», ha concluso il generale De Vita.

fonte Il Messaggero

Terrorismo: a Roma Summit internazionale sull’estremismo violento

“Tutte le iniziative regionali dal febbraio del 2015, svolte a seguito del summit di Washington, dimostrano che non è più procrastinabile l’urgenza di combattere tutte le forme di terrorismo”. Così il capo della Polizia Alessandro Pansa ha aperto i lavori del “Countering Violent Extremism Summit” organizzato dal Dipartimento della pubblica sicurezza e dal Dipartimento di Stato Usa e che si è svolto questa mattina, a Roma, presso la Scuola superiore di Polizia.

“L’Italia – ha aggiunto il Prefetto – sollecita il pieno coinvolgimento della società civile a contrasto dell’estremismo violento, affidarsi solo a una risposta repressiva non è sufficiente, sarebbe solo una risposta a un problema patologico già esistente”.

All’evento era presente il ministro dell’Interno Angelino Alfano e la delegazione italiana è stata guidata dal vice ministro Filippo Bubbico. L’incontro dei rappresentanti di governo di 69 Paesi e di molte Organizzazioni non governative si è proposta di cercare strategie globali al contrasto delle azioni degli estremisti violenti.

Il Summit di oggi a Roma ha costituito la fase conclusiva di precedenti incontri avvenuti negli Stati Uniti, in Albania e in Norvegia, nei mesi scorsi e servirà per predisporre i contenuti della conferenza finale che si terrà a New York, a settembre.

Gli argomenti da discutere sono stati ripartiti in sei sessioni e hanno riguardato l’approfondimento dei risultati dei singoli Summit regionali accompagnati dallo sviluppo delle strategie nazionali nel contrasto al fenomeno. Sono stati anche analizzati i progressi compiuti nello sviluppo dei temi trattati, l’individuazione di eventuali contributi per l’evento conclusivo di New York, nonché i progetti per rendere continuativi i progressi del “Agenda di attuazione”.

È stato approfondita inoltre la possibilità di costituire reti e partenariati dopo i risultati del Summit; L’ultima sessione ha costituito la premessa organizzativa sia dal punto di vista contenutistico che sostanziale della conferenza finale di settembre.

fonte Polizia di Stato

Con il trucco della “vecchia amica” rubavano in casa di anziani, 4 arresti

 Fingeva di incontrare casualmente la vittima prescelta, sempre una persona anziana, e si spacciava per una sua vecchia amica. Con questo stratagemma la donna appartenente a una banda di ladri e truffatori dava inizio ai colpi.

Con l’operazione “Toni“, dal nome di uno degli indagati, la Squadra mobile di Trieste ha interrotto l’attività del gruppo di criminali arrestando tre uomini e una donna con l’accusa di concorso in furti in abitazione commessi ai danni di anziani.

Si tratta di quattro nomadi piemontesi con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Colpivano prevalentemente al nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lazio.

Per spostarsi utilizzavano vetture e camper di famiglia, sequestrati dagli uomini della Mobile triestina, che nell’esecuzione delle ordinanze sono stati aiutati dai colleghi di Cuneo e Torino.

La donna, con modi affabili e gentili, iniziava a conversare con la vittima di turno e riusciva abilmente a farsi dare l’indirizzo di casa. A quel punto rubava le chiavi dell’appartamento e le passava agli altri membri della banda, che si occupavano di “ripulire” l’abitazione, mentre uno di loro seguiva il malcapitato per eventualmente avvertire i complici del suo ritorno.

Spesso riuscivano anche a restituire le chiavi alla vittima che in questo modo si accorgeva molto tardi di aver subito il furto.

L’indagine è iniziata circa un anno fa in seguito a numerosi furti apparentemente inspiegabili. Infatti non si riusciva a capire come i ladri riuscissero ad entrare negli appartamenti senza lasciare il minimo segno di effrazione. Nelle storie raccontate dalle vittime emergeva sempre l’incontro casuale con una vecchia amica, di cui però non si ricordavano, avvenuto proprio nel giorno del furto.

Da questo elemento sono partiti gli specialisti della Mobile, che, dopo intercettazioni e pedinamenti, hanno individuato la donna e quindi il resto del gruppo.

Gli investigatori hanno stimato un ammontare complessivo, ricavato dai furti messi a segno dalla banda, di circa 50mila euro, tra soldi contanti e oggetti preziosi.

Almeno cinque sono i colpi attribuiti al gruppo, e altrettanti sono quelli sventati dall’intervento dei poliziotti, anche se si sta indagando su molti altri furti commessi con modalità analoghe.

Molte sono le tecniche che ladri e truffatori mettono in atto con mestiere e abilità per spillare soldi o derubare la gente, specialmente le persone anziane.

Proprio su questo argomento la Polizia di Stato è molto attiva e da circa un anno ha avviato una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Sicuri ad ogni età”, che ha come testimonial il famoso attore Lino Banfi.

Inoltre, proprio per dare ai cittadini la possibilità di difendersi dagli imbroglioni, in collaborazione con “Striscia la notizia” sono stati realizzati una serie di video che riproducono alcune delle più diffuse truffe.

fonte Polizia di Stato

Torino: stop al furto di gasolio con l’operazione “Vampiro”

 Avevano escogitato un sistema infallibile per rubare grosse quantità di gasolio: una tubatura artigianale, con tanto di rubinetto, collegata direttamente alle condotte di un oleodotto di proprietà dell’Eni.

Otto persone, cittadini italiani e rumeni, sono state arrestate, questa mattina, dagli uomini del Compartimento polizia stradale di Torino, mentre altre quattro sono ancora ricercate.

Il carburante, in un primo momento veniva stoccato in contenitori da 1.000 litri, caricato su autocarri e nascosto presso alcune ditte compiacenti in attesa della sua commercializzazione.

Le indagini hanno accertato almeno 6 episodi riconducibili alla banda alla quale sono stati sequestrati, sia in corso d’indagine che contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza, oltre 34 mila litri di gasolio.

Durante le perquisizioni è stata sequestrata l’attrezzatura usata per i furti (tubi in plastica, pompe idrauliche, conta litri e contenitori vuoti) e sono state trovate anche le radio con cui la banda comunicava e diversi veicoli rubati.

fonte Polizia di Stato

Terrorismo: progettavano attacchi in Italia tramite Twitter, 2 arresti

 “Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X“. Questi alcuni dei messaggi scritti a penna in italiano, arabo e francese da due uomini arrestati stamattina a Brescia dai poliziotti della Digos di Milano e della Polizia postale, coordinati dalla Direzione centrale polizia di prevenzione. Sono accusati di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale e di eversione dell’ordine democratico.

Gli indagati, un tunisino e un pakistano operai in un’azienda della Bassa bresciana sostenitori dell’organizzazione terroristica IS, svolgevano attività di istigazione in Rete. Avevano creato l’account twitter “Islamic_State in Rome” e progettavano azioni terroristiche in Italia attraverso la medesima piattaforma informatica. Gli uomini pubblicavano foto con messaggi minacciosi a firma Islamic State e sullo sfondo alcuni luoghi simbolo italiani, come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano.

Gli arrestati avevano immortalato, nelle loro foto, anche mezzi della Polizia di Stato e della Polizia locale, fermate della metropolitana, tratti autostradali e bandiere dell’Expo.

“Abbiamo eliminato un potenziale pericolo, quindi il rischio terrorismo si è ulteriormente abbassato”. Così ha commentato il capo della polizia Alessandro Pansa e aggiunge che in Italia “Ci sono organi investigativi, di intelligence e forze di polizia che riescono a tenere sotto il massimo possibile dell’attenzione questi fenomeni”.

fonte Polizia di Stato