163 immigrati salvati al largo di Siracusa, 22 donne e 12 bimbi

immigrazioneda Agi

Inarrestabile il flusso di migranti verso le coste siciliane. Guardia Costiera e Fiamme gialle hanno tratto in salvo 163 persone stipate su un barcone in legno di circa 10 metri, al largo del siracusano. A localizzare il natante, a sud di Pozzallo, e’ stata la Centrale operativa di Roma, avvisata telefonicamente della richiesta di aiuto.
Dopo aver raggiunto l’unita’, la nave Cigala Fulgosi della Marina militare, una motovedetta della Guardia Costiera e un mezzo navale della Guardia di Finanza, hanno provveduto al trasbordo di tutti gli occupanti, tra i quali 22 donne e 12 bambini, per il successivo trasferimento nel porto di Siracusa.
Secondo quanto ricostruito dai soccorritori e’ stata una vera e propria corsa contro il tempo l’ultimo salvataggio al largo delle coste siracusane. Il barcone, intercettato a 60 miglia a sud est di Capo Murro di Porco, infatti, era alla deriva e stava imbarcando l’acqua e, considerato pure l’alto numero di migranti a bordo, era concreto il rischio di affondamento. In gran parte eritrei gli stranieri condotti all’alba sulla banchina del Porto Grande, a Siracusa. Tra le 22 donne, una e’ incinta. Tutti sarebbero in buone condizioni di salute.

Forte scossa, l’Italia trema: paura e fuga dalle case. L’epicentro il Toscana

scossada AGI – Agenzia di Stampa

Continua a tremare la terra nella zona della Lunigiana, in Toscana, dove nel corso della notte ci sono state undici scosse, l’ultima alle 6:37 del mattino. La scossa piu’ forte registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e’ stata di magnitudo 3.4 alle 3:56, con ipocentro a 10.5 km e ipocentro in prossimita’ dei Comuni lucchesi di Giuncugnano, Minucciano, Vagli Sotto e Piazza al Serchio, e quello massese di Casola in Lunigiana. Le altre scosse di assestamento, dopo quella di ieri di magnitudo 5.2, sono state registrate tra le 00:21 e le 6:37.

La scossa di terremoto di magnitudo 5.2 e’ stata registrata alle 12:33 ed e’ durata alcuni secondi, con epicentro tra Fivizzano e Minucciano, in provincia di Massa, come ha riferito poi l’Ingv.
Un terremoto con profondita’ di appena 5,1 km, e questo ha fatto si’ che la scossa venisse avvertita pesantemente in una vasta area dell’Italia. La scossa e’ stata di tipo ondulatorio.
La terra ha pero’ continuato a tremare in Lunigiana: l’Ingv ha registrato oltre 50 scosse, la piu’ forte delle quali di Ml=4.0 e’ avvenuta alle 14:14 italiane. L’Ingv sta monitorando l’attivita’ sismica dell’area interessata e ulteriori stazioni della rete sismica mobile sono state installate. La profondita’ da 1,2 a 10 chilometri. Immediatamente e’ scattata la macchina dei controlli e degli eventuali soccorsi da parte dei vigili del fuoco e della Protezione civile. Domani mattina il capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, su indicazione del presidente del Consiglio costantemente informato dell’evoluzione della situazione, sara’ nelle zone delle province di Massa Carrara e Lucca colpite dal terremoto, prima in Lunigiana e poi in Garfagnana. “Siamo stati costantemente in contatto con le strutture di protezione civile delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Liguria che si sono attivate prontamente per dare il necessario supporto alle popolazioni – ha detto Gabrielli – le riunioni di domani sul territorio, passata anche la notte, serviranno per fare il punto della situazione prima di tutto con i sindaci e gli amministratori locali e per raccogliere le eventuali richieste di supporto che, nel caso, potranno essere messe in campo dal Servizio nazionale della protezione civile”.

A Parma il terremoto ha fatto tremare gli edifici per alcuni secondi, mentre in collina, a Berceto ad esempio, i dipendenti del Comune sono fuggiti in strada dopo che hanno visto la parete al piano terra del municipio muoversi. Il terremoto e’ stato avvertito in modo e forte e prolungato anche a Borgotaro. Molta paura anche Reggio Emilia, in provincia di La Spezia, in tutta la Versilia. A Viareggio la scossa ha fatto tremare le abitazioni e gli uffici anche ai piani inferiori. Molte persone si sono riversate in strada e nelle scuole dell’infanzia ancora aperte molti bambini sono stati fatti uscire nei giardini e nei cortili. Il sisma ha provocato paura fra gli abitanti anche in Alta Versilia, nei comuni di Stazzema e Seravezza, i piu’ vicini all’epicentro del terremoto registrato fra Lunigiana e Garfagnana. Paura anche in tutta la provincia di Lucca, specie nelle cittadine della Media Valle del Serchio. La scossa iniziale e’ stata avvertita anche in alcune zone del Comasco e di Como. Il Centro geofisico prealpino di Varese ha ricevuto diverse segnalazioni. Il terremoto e’ stato avvertito anche in Friuli Venezia Giulia, in particolare nella zona di Gorizia e Monfalcone. I controli hanno ovviamente riguardato anche la linea ferroviaria, tra Aulla e Lucca, la cosiddetta Garfagnana, e sulla Pontremolese.

Nessun problema per la circolazione ferroviaria sulla linea Alta Velocita’ Milano-Bologna e sulla linea convenzionale Bologna-Piacenza. I tecnici del comune di Lucca hanno effettuato le verifiche necessarie negli edifici scolastici. In primis sono state visitate tutte le scuole medie del territorio poiche’ oggi si tenevano gli esami. Le attivita’ si sono svolte regolarmente, anche se alcuni dirigenti scolastici per una maggiore tranquillita’ hanno deciso di tenere gli esami o in aule in prossimita’ di uscite o nei cortili. (AGI) .

CASO ROBERTA RAGUSA: Spuntano nuovi reperti e una testimone

thumbs_milestone_ed_1303075di Grazia De Marco

Sarebbero stati trovati dei nuovi reperti attribuibili a Roberta Ragusa nel pomeriggio del 12 Giugno scorso ma, per non ostacolare il lavoro degli inquirenti che si stanno occupando del caso, ancora non è possibile  sapere né  il luogo del ritrovamento, né cosa sia stato effettivamente rinvenuto.

Questo episodio, tuttavia,  sicuramente dimostra che le ricerche per ritrovare il corpo della donna non si sono mai fermate, come molte volte si è voluto far credere e come aveva smentito recentemente anche lo stesso Ugo Adinolfi, Procuratore Capo di Pisa, il quale, invece, aveva annunciato che sarebbero state avviate nuove battute di ricerca, sul litorale e nell’interno, con l’utilizzo di tecnologie molto sofisticate come il georadar.

Attualmente sono circa una ventina i volontari che, suddivisi in cinque gruppi, stanno setacciando zone ben precise, seguendo le direttive dello stesso Adinolfi.                                                                                                In queste ore, inoltre, gli investigatori stanno anche studiando e analizzando la documentazione relativa agli interrogatori degli utimi giorni, prima di decidere i modi e i tempi delle prossime attività investigative.

Certamente sarà nuovamente sentita anche Sara Calzolaio, amante di Antonio Logli, in merito ad alcune rivelazioni choc rilasciate da una donna, che ha rivelato di aver avuto rapporti sessuali con lo stesso Logli poco prima della scomparsa di Roberta. Una signora versiliese, infatti, lo scorso 11 Giugno, ha rivelato, davanti a Ugo Adinolfi e al Pm Aldo Mantovani, di aver conosciuto il marito di Roberta Ragusa tramite un sito per incontri a luci rosse e di aver avuto con lui un solo rapporto sessuale, tra il giugno e il settembre 2011. Antonio Logli avrebbe anche confidato alla donna di vivere un matrimonio infelice, ma di non potersi separare, per evitare gravi ricadute economiche.

Questa tesi confermerebbe tra l’altro, la pista seguita dagli inquirenti che hanno da subito considerato questa stessa motivazione come il movente dell’omicidio. Le rivelazioni fatte dalla misteriosa donna sarebbero peraltro ritenute credibili, in quanto, la stessa, essendosi presentata spontaneamente ai Magistrati, dopo aver riconosciuto Logli in televisione,  sarebbe considerata attendibile.

A tutt’oggi, l’unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere resta il marito di Roberta che, tuttavia, sarà interrogato nuovamente solo il prossimo anno, nel corso dell’Udienza Preliminare, quando si dovrà decidere se chiedere l’archiviazione definitiva oppure il rinvio a giudizio del presunto omicida.

DOMENICO QUIRICO E’ VIVO: Del giornalista non si avevano notizie dal 9 Aprile

Domenico Quirìcodi Grazia De Marco

L’inviato della Stampa Domenico Quirico è vivo ed ha finalmente parlato, anche se per pochi secondi, con i suoi familiari.  A confermare l’avvenuto contatto tra Quirico e la moglie è stata la stessa Farnesina, mentre il Ministro Degli Esteri è in costante raccordo con tutte le strutture dello Stato interessate, per continuare a seguire con la massima attenzione tutti gli ulteriori sviluppi della vicenda. A dare per primo la notizia su Twitter è stato il Direttore della Stampa Mario Calabresi, che ha scritto: “ speriamo di riabbracciarlo presto, confidiamo nel lavoro delle nostre Autorità per riportarlo a            casa”.

Il giornalista era entrato in Siria lo scorso 6 Aprile, attraverso il confine libanese e si era poi diretto verso Homs e la periferia di Damasco, per montare un reportage sulla guerra civile siriana. Quirico, dopo il suo arrivo nel Paese arabo, aveva mandato prima un sms alla moglie, l’8 di Aprile, per tranquillizzarla e dirle che stava bene e poi, il giorno dopo, ancora un messaggio al suo collega, per informarlo che era diretto ad Homs.

Da quel momento si erano completamente perse le sue tracce e la preoccupazione cresceva perche nessuno riusciva ad avere notizie sulle sorti dell’inviato. Il quotidiano per cui lavorava Quirico, però, non aveva diffuso immediatamente la notizia dell’avvenuta perdita di contatti con il cronista, anche perché, come ha spiegato il direttore Mario Calabresi “spesso un giornalista, durante i reportage, usava poco i mezzi di comunicazione, per motivi di sicurezza“.

Proprio a causa di questo ritardo, l’Unità di crisi della Farnesina era stata allertata solo il 15 di Aprile e la notizia della somparsa del giornalista era stata pubblicata su “La Stampa”  solo il 29 dello stesso mese. Domenico Quirico, 62 anni, era stato sempre in prima linea nei Paesi del Nord Africa e della “Primavera Araba”, di cui è grande conoscitore e a cui, nel 2011, ha dedicato anche un libro dal titolo “Primavera Araba”.  Da oltre vent’anni il reporter seguiva tutte le vicende africane, dal Ruanda, al Congo, alla Somalia, mentre in questi ultimi anni si era particolarmente dedicato alla guerra in Mali.

Il giornalista 62enne era già stato rapito e poi liberato nell’Agosto del 2011, insieme ad altri due suoi colleghi del “Corriere Della Sera” e “Avvenire”, mentre i tre cercavano di arrivare a Tripoli. Quirico,  tuttavia, non è il primo giornalista italiano rapito in una Siria al centro di un sanguinario conflitto civile sin dal marzo del 2011. Da quella data, infatti, altri inviati italiani e stranieri che con coraggio e passione per il proprio lavoro hanno deciso di mettere a rischio la loro stessa vita hanno subito la stessa sorte, tra i quali: l’inviato Rai Amedeo Amicucci, la giornalista italo-siriana Susan Dabbous ed i freelance Elio Colavolpe e Andrea VIgnali, successivamente liberati.

Droga: 18 arresti in Campania, scoperto arsenale armi da guerra

diada Agi

Salerno – I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli e Salerno hanno eseguito all’alba 18 ordinanze di custodia cautelare tra le province di Salerno e di Napoli, in particolare nell’area vesuviana. Le persone arrestate sono accusate di spaccio di droga e detenzione di armi, anche da guerra. L’operazione vede impegnati 120 militari in collaborazione con le unita’ cinofile. Le ordinanze cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda di Napoli. Le 18 persone arrestate sono ritenute responsabili di spaccio di droga, del tipo cocaina e hashish, e cessione di armi e munizioni. Nel corso del blitz dei militari sono state rinvenute diverse armi da guerra.

Uccise la moglie a Oslo e rapi’ la figlia. Arrestato in Italia

arrestoda Agi

Arrestato dal Cnaipic della Polizia delle Comunicazioni, un cittadino afgano ritenuto responsabile dell’efferato omicidio della moglie di 17 anni e del rapimento della figlia di due anni avvenuto a Oslo lo scorso 12 giugno.
Ne da’ notizia una nota della Polizia di Stato nella quale si aggiunge che l’uxoricida subito dopo fuggi’, attraversando numerosi paesi europei, e nascondendosi infine in Italia.
L’indagine si e’ conclusa con successo grazie a una complessa attivita’ investigativa basata sull’interpretazione di minime tracce informatiche lasciate lungo la fuga e all’attivita’ di geolocalizzazione del dispositivo radiomobile in uso al cittadino afgano, grazie a complessi calcoli e simulazioni al computer

Spara a moglie perche’ spende soldi in cartomanti, no all’aggravante per futili motivi

pistolada Agi

Una condanna per tentato omicidio, senza, pero’, l’aggravante dei futili motivi. E’ quella pronunciata dalla prima sezione penale della Cassazione nei confronti di un uomo, che aveva sparato alla moglie, ferendola gravemente, perche’ faceva un “uso eccessivo del telefono” chiamando ripetutamente il servizio di cartomanzia “Magia Hot line 166”. La Suprema Corte ha annullato l’aggravante dei futili motivi contestata dai giudici d’appello, rilevando che la condotta della donna aveva “gravi ripercussioni sul bilancio familiare”, poiche’ le telefonate alle cartomanti comportavano “costi tali da dimezzare il reddito dell’imputato”. In base a quanto ricostruito nel processo, la bolletta del telefono aveva raggiunto, per il bimestre precedente all’episodio, un importo pari a 2 milioni di vecchie lire, a fronte di uno stipendio mensile del marito compreso tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni di vecchie lire. Il giorno del tentativo di omicidio, avvenuto il 13 agosto del 1998, l’uomo aveva scoperto che, per il solo mese di agosto, erano gia’ stati conteggiati scatti telefonici pari a un milione e mezzo di lire. Questo aveva scatenato la furia dell’imputato, condannato in primo grado a 3 anni e 2 mesi di reclusione dal gup di Perugia, senza aggravante dei futili motivi, che poi gli era invece stata contestata in appello. “Il motivo che ha determinato l’imputato a compiere il gesto di estrema gravita’ in danno della moglie non e’ costituito dall’uso smodato del telefono da parte della vittima (fatto obiettivamente banale rispetto al delitto compiuto) – si legge nella sentenza depositata oggi – ma dalla circostanza che il ricorso ai servizi telefonici di chiromanzia comportava costi tali da dimezzare il reddito dell’imputato, con le gravi ripercussioni sul bilancio familiare rilevate dal giudice di primo grado e non escluse dalla sentenza impugnata. Ne consegue – conclude la Cassazione – che il movente descritto dal giudice del merito non integra gli elementi costitutivi dell’aggravante dei futili motivi”. (AGI) .

Caso Lusi: Corte Conti, 16 mln euro siano restituiti allo Stato

lusida Agi

Finiranno all’Erario, attraverso il Ministero dell’Economia, e non al disciolto partito della Margherita, gli oltre 16 milioni di euro, tra conti correnti e immobili (al momento sotto sequestro), di cui si e’ appropriato l’ex tesoriere Luigi Lusi tra il 2007 e il 2011. E’ quanto prevede la sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei Conti nel giudizio che vede Lusi rispondere di un danno erariale per oltre 22 milioni di euro (cui vanno tolti i sei milioni di tasse gia’ pagate) per la illecita gestione dei fondi ricevuti dal partito a titolo di rimborso per le spese elettorali.
Il presidente relatore Ivan De Musso e i consiglieri Luigi Impeciati e Cristiana Rondoni, nell’ordinanza di sei pagine, danno atto della dichiarazione di Lusi di “ammettere la propria responsabilita’ amministrativa” e di “non contestare il danno derivante dalla sua illecita gestione dei fondi ricevuti dal partito”, oltre alla “volonta’ di restituire la somma nella misura di 16.555.776 euro, ridotta cioe’ di 6.254.424”, che l’ex tesoriere “assume di aver gia’ versate all’erario per imposte e tasse”. “Tempi e modalita’ del pagamento della somma che si e’ impegnato a restituire – scrivono ancora i magistrati contabili – saranno concordati direttamente dal dottor Lusi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze” perche’ “sussiste “l’interesse pubblico alla immediata acquisizione da parte dell’Erario della somma non contestata”. L’ordinanza – e’ la decisione del presidente De Musso – sara’ comunicata, oltre che alle parti costituite (procura regionale, difensori di Lusi e il legale dell’associazione ‘Democrazia e’ Liberta’-La Margherita’), anche ai presidenti di Camera e Senato. (AGI) .

Non si ferma ad alt e investe poliziotto, arrestato a Napoli

arrestoda Agi

Per evitare un controllo Salvatore Liberti non ha esitato a investire un poliziotto. Il fatto e’ accaduto a Napoli, in via Santa Maria a Cubito dove una volante del commissariato di zona era in servizio di controllo.
Liberti, alla guida di una Fiat Punto, invitato a fermarsi per un controllo, ha invertito il senso di marcia ed e’ fuggito. In quel momento percorreva la strada anche una pattuglia dei Falchi che ha tentato di bloccare l’auto; un agente era sceso dalla moto, invitando nuovamente all’alt, ma l’uomo ha invece accelerato investendolo. L’agente e’ stato poi medicato per contusioni varie. I poliziotti in moto sono riusciti comunque a inseguire la Punto fino a via Napoli a Mugnano, nonostante manovre azzardate e invasioni di corsie di senso opposto al senso marcia. L’uomo e’ salito anche su un marciapiede.
Sopraggiunta anche una volante, finalmente l’arresto di Liberti, 31 anni, con precedenti di polizia, che ora deve rispondere di tentato omicidio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed e’ stato denunciato per guida senza patente.

Sorella Sordi, e’ incapace intendere

CINEMA:LA MASCHERA DI SORDI RIDE A 10 ANNI DA SCOMPARSAda Ansa.it

E’ incapace di intendere e volere, ma soprattutto lo era quando dispose una serie di donazioni e poi sottoscrisse una procura con la quale autorizzo’ un suo collaboratore, Arturo Artadi, ad operare su tutti i suoi conti, Aurelia Sordi, sorella del grande attore romano dal quale ha ereditato l’ingente patrimonio. Lo ha stabilito il collegio di esperti incaricato dalla magistratura di verificare lo stato di salute della novantacinquenne ritenuta dal pm Eugenio Albamonte vittima di un raggiro.