Tor Bella Monaca, in 50 assaltano la polizia per far fuggire due pusher

Via dell’Archeologia, gli agenti sono stati circondati e bersagliati di oggetti lanciati dalle finestre: quattro feriti

Roma. Residenti contro poliziotti per difendere i pusher appena arrestati. Dopo il caso del Pigneto, quartiere della movida romana dove mercoledì sera tre carabinieri sono stati accerchiati da almeno 50 africani immigrati inferociti per il fermo di alcuni connazionali sorpresi a spacciare, i disordini in strada continuano a Tor Bella Monaca, periferia est della Capitale: in seguito al fermo di due pusher, i residenti sono scesi in strada, affrontando i poliziotti impegnati nell’operazione. Sputi, insulti, si è arrivati alle mani e alla fine, nel caos generale, gli spacciatori – protetti dal quartiere – sono riusciti a fuggire mentre quattro agenti aggrediti hanno riportato lesioni e contusioni.

È successo intorno alle 17.45 in via dell’Archeologia, strada piagata da occupazioni selvagge e microcriminalità in un quartiere – quello Tor Bella Monaca – già al limite per la sicurezza. Spaccio, sassi lanciati per noia contro gli autobus in corsa: non è la prima volta che questa strada finisce sulle pagine di cronaca nera. L’episodio di ieri è comunque un brutto salto di qualità. Gli agenti delle volanti e del commissariato Casilino erano impegnati in un controllo di routine quando hanno avvistato i due pusher, poi fermati, mentre vendevano delle dosi. Tutto è precipitato nel giro di pochi minuti, mentre si stava procedendo all’identificazione dei due – personaggi molto conosciuti in zona – stando alle prime informazioni. Agli insulti dai palazzoni bianchi che si affacciano sulla strada è seguito il lancio di oggetti, bottiglie e suppellettili. Poi i residenti – almeno una cinquantina, tutti del posto – sono scesi in strada accerchiando gli agenti, che nel frattempo chiamavano i rinforzi. «Liberateli, lasciateli andare via», urlavano mentre inveivano contro le forze dell’ordine. Si è arrivati allo scontro fisico: quattro agenti sono finiti in ospedale per contusioni e lesioni in varie parti del corpo, mentre il quartiere ha centrato il suo (peggiore) obiettivo: proteggere i pusher che, approfittando della confusione, si sono dileguati facendo perdere le tracce.

La reazione della polizia è stata immediata. Sono partiti i controlli a tappeto – volanti, Falchi della Mobile e commissariato di zona – per individuare i due fuggitivi e i loro sostenitori: in serata due pluripregiudicati, italiani, ritenuti responsabili di aver favorito la fuga dei pusher, sono stati arrestati. E la caccia ai fuggitivi è andata avanti tutta la notte.

Intanto dal Pigneto, dove ormai lo spaccio è diventata un’emergenza che si palesa anche con le siringhe abbandonate ovunque, per strada o nei giardini pubblici, i residenti chiedono interventi urgenti: «Avete letto sui giornali – ha scritto il comitato «abitanti del Pigneto» in una lettera indirizzata a prefetto e alle istituzioni – che cittadini e commercianti hanno difeso i carabinieri coi loro corpi, rischiando la loro incolumità. Tutto questo – è l’accusa – perché voi non avete fatto abbastanza: questo è un pezzo di città sottratto alla legalità, i cittadini non hanno più pazienza».

fonte Il Corriere della Sera

Roma, non si ferma all’alt della polizia: bloccato con 6 chili di droga in macchina

Non si è fermato all’alt che gli era stato imposto dagli agenti di una volante della polizia ed è fuggito, ma una volta bloccato è stato trovato in possesso di sei chili di stupefacente.

È successo nel pomeriggio di ieri in piazza Balsamo Crivelli a Roma. Gli agenti del Commissariato S. Ippolito voleva fermare N.M., 24enne romano, per un semplice controllo, ma lui ha accelerato tentando di dileguarsi. Inseguito dai poliziotti, è stato bloccato poco dopo in via Crispolti.

Il giovane, quando ha capito di non avere più scampo, si è prima disfatto di un borsone che aveva in macchina, gettandolo dal finestrino, e poi ha «imboccato» la rampa di un garage diurno. Qui ha tentato un ultimo tentativo di fuga, parcheggiando la macchina e scappando a piedi ma è stato nuovamente inseguito dagli agenti e immobilizzato.

fonte Il Messaggero

Arrestati 8 spacciatori delle Vele di Scampia

 Dopo mesi di attività investigativa fatta di intercettazioni telefoniche, ambientali, appostamenti e riprese con telecamere nascoste, i poliziotti del commissariato di Scampia (Napoli) sono passati all’azione.

Questa mattina è scattato il blitz all’interno delle Vele, che ha portato all’arresto di 8 persone, due delle quali sono finite ai domiciliari e le altre in carcere, accusate di aver organizzato lo spaccio di sostanze stupefacenti nei popolari palazzi napoletani.

Per riuscire a seguire meglio l’attività illecita che si svolgeva nei palazzi, gli agenti si erano appostati anche all’interno di alcuni appartamenti abbandonati, in modo da riprendere gli scambi più da vicino.

L’indagine ha permesso agli agenti di accertare le responsabilità degli indagati, alcuni dei quali erano impegnati direttamente nello smercio della droga, mentre altri avevano il ruolo di sentinelle, pronte ad avvertire i complici in caso di arrivo delle Forze dell’ordine. Un membro della banda è ancora ricercato mentre sono 14 gli indagati in stato di libertà.

Salgono in totale a 18 le persone arrestate nell’ambito dell’indagine, considerando anche le 10 fermate nei mesi scorsi, e oltre 400 le dosi di cocaina ed eroina sequestrate agli spacciatori.

I criminali erano collegati al clan Vanella-Grassi, attivo nelle zone di Scampia e Secondigliano, per conto del quale vendevano la droga in quella che di fatto era una loro piazza di spaccio. In questa sorta di supermercato dello stupefacente era possibile trovare, oltre a eroina e cocaina, anche crak e kobret.

fonte Polizia di Stato

Catania: colpito il clan Mazzei

 Ventinove persone del clan Mazzei di Catania sono state arrestate stamattina dalla Squadra mobile etnea durante l’operazione “Enigma“. Nove sono destinati agli arresti domiciliari e venti in carcere.

Gli arrestati sono tutti responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche dell’organizzazione mafiosa.

Tra gli arrestati, oltre all’attuale reggente del clan, ci sono diversi imprenditori e commercianti locali accusati di concorso in estorsione per essersi rivolti alla mafia per il recupero dei loro crediti. Il 50 per cento dei soldi recuperati andava alla cosca.

Nel corso delle indagini, iniziate nel 2012, sono stati arrestati in flagranza di reato alcuni affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso attività commerciali e, inoltre, sono stati sequestrati otto chili di marijuana ed un fucile con le canne mozzate.

Uno dei destinatari del provvedimento è latitante all’estero.

fonte Polizia di Stato

Genova: l’ombra della ‘Ndrangheta tra Liguria e Costa Azzurra

 Maxi operazione antidroga della Polizia di Stato e della Polizia nazionale francese, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova e dal Tribunale di grande istanza di Marsiglia. Le 17 persone arrestate, di nazionalità francese e italiana, sono ritenute affiliate alle cosche di ‘Ndrangheta Gallico e Molè, da tempo operanti nella provincia di Imperia e in Costa Azzurra.

L’operazione, condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e dalla Squadre mobili di Genova e Imperia, ha portato, nei giorni scorsi, al sequestro di 90 chili di cocaina a bordo di un veliero al largo dell’isola caraibica della Martinica (Antille francesi) e diretto verso l’Europa.

Le attività investigative, avviate da oltre un anno, hanno consentito di individuare i canali di approvvigionamento di hashish in Marocco; la droga, in alcuni casi, veniva spedita proprio in centro America e utilizzata come merce di scambio per l’approvvigionamento di cocaina.

Le indagini hanno permesso di documentare anche le forti conflittualità con altri gruppi criminali, come ad esempio l’esplosione di colpi di kalashnikov contro l’abitazione francese di un esponente di vertice della famiglia Magnoli, originaria di Rosarno (Reggio Calabria), presente con attività illecite soprattutto a Vallauris sulla Costa Azzurra.

fonte Polizia di Stato

Operazione “Titano” a Rimini droga e soldi falsi in Riviera

 Ventinove persone sono state raggiunte, questa mattina, da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli uomini della Squadra mobile di Rimini per detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, porto abusivo di armi da fuoco e spaccio di banconote false. A finire in carcere sono state 18 persone mentre per 8 indagati sono stati imposti gli arresti domiciliari; misure minori per le altre tre persone sottoposte ad indagini.

L’indagine “Titano“, chiamata così dal monte della Repubblica di San Marino residenza del primo spacciatore identificato, è durata circa un anno e ha permesso agli investigatori della Squadra mobile di Rimini in collaborazione con le questure di Milano, Ancona, Ravenna, Pesaro ed Agrigento, di sequestrare oltre un chilo di cocaina e anche 23mila euro di banconote false.

Nel corso dell’operazione gli investigatori hanno constatato che uno degli indagati utilizzava come base di spaccio una “piazza privilegiata”, ovvero il proprio locale notturno che è stato chiuso.

fonte Polizia di Stato

Palermo: con l'”Operazione Andreas” 5 mila piante di marijuana sequestrate

 Sono dieci gli spacciatori denunciati questa mattina a Palermo durante l’Operazione Andreas. Le indagini durate un anno hanno ricostruito la rete di produzione e spaccio di droga nel capoluogo siciliano. L’operazione ha preso il nome da un possibile acquirente denominato, nel corso delle conversazioni intercettate, come Andreas perchè, per gli spacciatori, straordinariamente somigliante al calciatore Andreas Brehme.

I trafficanti, alcuni dei quali legati a Cosa Nostra, si erano specializzati nello spaccio di hashish marijuana e cocaina sequestrate in grandi quantità dagli investigatori della Squadra mobile di Palermo: 5 mila piante già essiccate, 70 chili di marijuana e 2 chili e mezzo di hashish.

fonte Polizia di Stato

Polizia stradale: test anti-droga in tutta Italia

 Per tre mesi, con cadenza settimanale, la Polizia stradale, affiancata da medici e sanitari delle Questure, effettuerà dei “droga-test” sulle strade di 19 città. Saranno utilizzati precursori e relativi kit diagnostici messi a disposizione dalla fondazione Ania. “Dopo un periodo di sperimentazione – ha spiegato il direttore centrale delle specialità di Polizia, Roberto Sgalla, durante una conferenza stampa – a settembre daremo i primi dati sull’uso di stupefacenti da parte dei conducenti e cominceremo a capire quale è l’entità del fenomeno nel nostro paese”. Nel primo quadrimestre del 2015 – secondo dati di Polizia e Carabinieri – sono stati controllati 496.953 conducenti: di questi 8.295 sono stato sanzionati per guida in stato di ebbrezza e 552 per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Sgalla – è estendere questo protocollo sperimentale a livello nazionale. Abbiamo chiesto uno stanziamento di circa 2 milioni di euro al Dipartimento Politiche Antidroga per avviare un progetto triennale“.

Le città campione da cui si parte stasera sono Novara, Bergamo, Brescia, Padova, Verona, Trieste, Savona, Bologna, Forlì Cesena, Ancona, Ascoli Piceno, Perugia, Roma, Pescara, Teramo, Napoli, Bari, Messina, Cagliari. Ai conducenti fermati dalle pattuglie, ha detto il direttore del Servizio Affari generali di Sanità, Fabrizio Ciprani, verrà chiesto di sottoporsi – attraverso un prelievo della saliva – a un primo test di screening, che testa la positività ai principali tipi di droga. Seguirà un esame che ne certifica il risultato. “Per garantire la massima trasparenza e consentire al conducente la possibilità di una contro analisi – ha concluso – è previsto il prelievo di due campioni”.

fonte Il Giornale

Salerno: maxi operazione antidroga, arrestate 87 persone

Sono 87 le persone arrestate questa mattina, in provincia di Salerno, appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita principalmente allo spaccio di stupefacenti. Durante l’operazione gli uomini della Squadra mobile hanno anche sequestrato una lussuosa villa e una società commerciale con interesse nel settore della ristorazione.

Le indagini hanno permesso di scoprire che il gruppo criminale, guidato da tre persone, a partire dal 2009 fino al 2012, aveva assorbito al suo interno, con metodi camorristici, tutti coloro che nel territorio di Battipaglia ed in comuni limitrofi svolgevano l’attività di spaccio.

Gli stessi si imponevano con la forza dell’intimidazione e con il conseguente vincolo di omertà tanto da raggiungere il monopolio sull’attività di fornitura e distribuzione dei stupefacenti. Infatti avevano eliminato dalla scena un altro gruppo delinquenziale che pure, fino ad allora, aveva operato in esclusiva imponendogli (con violenza e minaccia) di allontanarsi da Battipaglia e di svolgere la propria attività delinquenziale solo nel territorio di Bellizzi.

L’organizzazione si riforniva dello stupefacente attraverso numerosi viaggi nell’hinterland napoletano ed esercitava azioni estorsive nei confronti dei propri affiliati che non rispettavano i termini di consegna del profitto. L’attività repressiva della Squadra mobile di Salerno e degli uomini del Commissariato di Battipaglia però, a seguito dei sequestri di droga fatti fino al mese di luglio del 2012, aveva messo in crisi l’attività del gruppo.

I capi dell’organizzazione erano stati costretti a restituire la somma di 400 mila euro ai fornitori napoletani per il debito contratto per l’acquisito di cocaina, hashish e marijuana. Quest’ultimi infatti avevano iniziato a minacciare ripetutamente di morte gli esponenti del gruppo ed i loro familiari. L’organizzazione era anche in grado, grazie alla forza intimidatrice data dal possesso e dall’uso di armi, di condizionare il voto locale e l’attività amministrativa e di governo della città di Battipaglia, ma anche di assoggettare ai propri voleri i titolari delle attività produttive lecite ed illecite.

fonte Polizia di Stato

La droga arrivava da Calabria e Albania, 19 arresti a Catania

Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di essere un’associazione armata, le 19 persone raggiunte dalle misura cautelari notificate questa mattina dagli agenti della Squadra mobile di Catania.

In particolare dieci indagati sono finiti in carcere e sette ai domiciliari, mentre due ordinanze sono state notificate a persone già detenute.

Si tratta del risultato dell’operazione “Ionica way” che ha fatto luce su un’organizzazione criminale che gestiva due piazze di spaccio nello storico rione San Cristoforo della provincia etnea.

Il gruppo si riforniva di cocaina, hashish e marijuana da grossisti calabresi e albanesi.

L’indagine nasce nel novembre 2012 dal continuo monitoraggio del territorio svolto dagli specialisti dell’antidroga catanese, che hanno individuato un calabrese il quale si è poi rivelato il tramite tra l’organizzazione di spacciatori e le cosche della ‘Ndrangheta che importano e producono grossi quantitativi di droga.

Durante l’indagine, fatta di intercettazioni telefoniche, ambientali, riprese video, appostamenti e pedinamenti, è stato individuato un altro importante elemento della banda, un albanese residente nella provincia di Ragusa, che era il tramite con i grossisti albanesi.

Gli investigatori hanno inoltre appurato che, per evitare i controlli della polizia catanese, gli incontri con i calabresi avvenivano a Messina, dove si effettuava lo scambio soldi-droga.

I criminali avevano organizzato le zone di spaccio con vedette, che avevano il compito di individuare tutte le persone sospette che potessero intralciare i loro traffici; poi c’erano i custodi, con il compito di nascondere le dosi giornaliere che poi smistavano ai vari pusher addetti alla vendita al dettaglio.

fonte Polizia di Stato