Firenze: insospettabile pensionata spacciava droga

Una pensionata di 65 anni incensurata, a Firenze, aveva pensato di arrotondare la sua pensione spacciando eroina ma i suoi movimenti sospetti non sono passati inosservati. E così è stata arrestata ieri dagli agenti della Squadra mobile di Firenze per detenzione ai fini di spaccio di eroina. Insieme a lei tre uomini di 34, 43 e 48 anni.

Il gruppetto è stato bloccato a bordo di due auto al casello autostradale di Firenze Nord. Nelle auto la Polizia ha sequestrato 18 panetti di eroina. Il valore dei 9 chili di droga sul mercato è di oltre un milione di euro.

fonte Polizia di Stato

Cinquanta chili di droga in auto, un arresto a Catania

Un altro arrestato a Petralia Sottana: aveva in auto un chilo di “fumo” e due ovuli di eroina

Trasportava 40 chili di droga Francesco Reitano, 38 anni, arrestato dalla polizia a Catania. A bordo della sua Mercedes classe B nascondeva 300 panetti di hashish per complessivi 40 chili. L’uomo è stato bloccato nel quartiere di Zia Lisa alla periferia della città. In una successiva perquisizione in un garage di pertinenza dell’indagato, nello stesso quartiere, i poliziotti hanno sequestrato anche 11 chili di marijuana. Reitano è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza a Catania.

Anche i carabinieri della compagnia di Petralia Sottana (Palermo) hanno arrestato un uomo per detenzione al fine di spaccio di droga. I militari, durante un posto di controllo svolto sulla SS 643, all’ingresso del Comune di Polizzi Generosa, hanno intimato l’alt al conducente di una Fiat Multipla che procedeva a velocità sostenuta. Durante la perquisizione dell’auto, è stata trovata, nascosta dietro il sedile anteriore, una busta di plastica contenente nove panetti di hashish, pari al peso complessivo di 900 grammi. Nella borsa dell’uomo, inoltre, i carabinieri hanno rinvenuto due ovuli di eroina del peso di 23 grammi circa ed una confezione di cellophane con all’interno due grammi di marijuana. L’uomo è stato trattenuto in caserma in attesa dell’udienza di convalida come disposto dall’autorità giudiziaria.

fonte La Repubblica

‘Ndrangheta: 30 indagati a New York e Reggio Calabria

Sono 30 gli indagati per traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra gli Stati Uniti e la Calabria.

L’operazione è stata condotta da squadre miste di investigatori della Polizia di Stato e agenti del Federal Bureau of Investigation (Fbi) e dell’ Homeland security in Calabria e a New York.

L’indagine, coordinata dalla Procura antimafia di Reggio Calabria insieme a quella di New York, ha ricostruito vecchie e nuove alleanze criminali e mafiose, confermando il ruolo autoritario e di leadership di famiglie della ‘Ndrangheta nella gestione del traffico internazionale di stupefacenti.

Il nome in codice dell’operazione è “Columbus” . Il 12 ottobre scorso, infatti, giorno del Columbus Day, investigatori della Polizia italiana e dell’Fbi hanno atteso in un porto degli Stati Uniti il primo carico di cocaina. Proveniente dal Centro-America, la droga era destinata alla “piazza” di New York e a quelle europee. Broker del traffico, un incensurato calabrese, titolare di una pizzeria nel quartiere del Queens. L’uomo, arrestato insieme ai genitori, è accusato di traffico internazionale di droga.

Nel corso delle indagini, grazie a intercettazioni audio e video, la Polizia ha scoperto che il ristorante della famiglia era la base di copertura per il traffico di coca diretta a New York e in Calabria.

Da mesi gli investigatori del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e la Squadra mobile di Reggio Calabria erano a New York insieme agli agenti dell’Fbi.

Grazie a pedinamenti e intercettazioni di persone sospettate di aver avviato un traffico internazionale di stupefacenti, nell’ottobre e nel dicembre 2014, nei porti statunitensi di Wilmington (Delaware) e Chester – Philadephia (Pennsylvania), erano stati sequestrati due carichi di cocaina per un totale di 60 chili.

Le congratulazioni del capo della Polizia

“Ancora una volta gli splendidi investigatori della Polizia di Stato, lavorando insieme ai loro colleghi dell’FBI, hanno saputo colpire la ‘ndrangheta nella sua dimensione internazionale, caratteristica che fa di essa una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo”, queste le parole con cui il capo della Polizia Alessandro Pansa, ha commentato l’operazione.

“Sotto la sapiente guida delle procure distrettuali di Reggio Calabria e di New York,” ha proseguito il prefetto Pansa, ” la Polizia di Stato ha continuato la nell’attività di indagine che aveva già permesso di assestare durissimo colpo alle cosche statunitensi nel febbraio 2014 con l’operazione denominata “new bridge”.

“Le mie congratulazioni e i miei complimenti” ha concluso il capo della Polizia, “alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato che continuano con il loro lavoro a garantire i più elevati standard di lotta al crimine organizzato”.

L’indagine è stata caratterizzata dalla cooperazione tra autorità giudiziarie e investigative italiane e statunitensi, nell’ambito del progetto operativo denominato Pantheon, protocollo stipulato fra il Servizio centrale operativo e l’agenzia americana del Federal Bureau of Investigation.

La cooperazione si avvale del reciproco e diretto scambio di investigatori esperti nella lotta alla criminalità di tipo mafioso con la finalità di assicurare l’interscambio e il raffronto delle informazioni sull’andamento della criminalità di tipo mafioso, sulle associazioni, sui soggetti criminali e sui traffici illeciti di comune interesse.

 

fonte Polizia di Stato

Roma, ricatto hard alla ex, medico arrestato: dopo averla narcotizzata filma la violenza

Narcotizzata e violentata dal suo ex compagno, un medico romano di 64 anni, che dopo averla invitata a cena, ha filmato il loro rapporto sessuale e minacciato di divulgarlo in rete e ai familiari, se non avesse pagato 4 mila euro. La vittima è una sessantatreenne in pensione che vive, come lui, a Montesacro. Tra i due era nata da pochi mesi una relazione burrascosa, segnata da continui litigi e riappacificazioni, ma anche da una breve convivenza. Per lui, un medico omeopata da poco in pensione, che lavorava anche in una clinica di Velletri, sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale e tentata estorsione. Il tribunale di Roma ha disposto gli arresti domiciliari.
Un incubo per la donna che aveva accettato di rivederlo, dopo qualche settimana che si erano lasciati. Lei, che fiduciosa pensava a un tentativo di riappacificazione, certo non poteva immaginare che proprio quell’uomo trovasse il coraggio di narcotizzarla e violentarla. La donna non si sarebbe accorta neanche del filmato che il medico stava facendo. «non ero cosciente» ha raccontato agli investigatori. Per drogarla il medico ha usato una sostanza psicotropa o un potente anestetico. E non è escluso che l’uomo abbia deciso solo dopo aver ripreso il loro rapporto di ricattarla.

Un professionista stimato, lui, anche dai suoi pazienti. Con una laurea in medicina e chirurgia conseguita all’Università La Sapienza di Roma nel 1981. E molte erano le passioni che coltivava, come quella per il golf, l’arte, il mare e l’amore per i suoi cani, ma anche il volontariato. Tra i suoi progetti, quello di fare il medico in Kenya. «Un padre amorevole con i suoi due figli, soprattutto con il maschio, che aveva qualche problema di salute» raccontano alcuni dei suoi amici.

INSOSPETTABILE Insomma, un insospettabile. Una persona di cui la sessantatreenne si era innamorata proprio per la sua profonda umanità. Ai carabinieri della stazione di Ponte Milvio, la vittima ha raccontato di essere caduta in un sonno profondo e che al suo risveglio conservava ricordi molto confusi di quanto era accaduto a casa del suo ex compagno, insieme ad una strana sensazione di stordimento. Di quella serata del 24 marzo scorso rimane solo questo.

Fino a quando lui non ha cominciato a ricattarla.
La donna, separata così come il suo ex convivente, ha ricevuto infatti poco dopo quell’incontro una sua telefonata con la richiesta di denaro. La motivazioni che l’hanno spinto al ricatto non sono ancora chiare. Forse una vendetta. Sembra essere questa l’ipotesi più plausibile. Una tremenda vendetta, dettata probabilmente dalla fine di quella relazione.

I carabinieri della compagnia Roma Trionfale, diretti dal capitano Luca Acquotti, in breve tempo sono riusciti a ricostruire quanto accaduto quella sera a casa del medico. Dopo aver ascoltato il racconto della vittima, hanno trovato il video ed altre prove che hanno consentito l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dal tribunale di Roma.

fonte Il Messaggero

Lucca, due operazioni contro lo spaccio e la prostituzione

fonte Ministero dell’Interno

“Lemshi”, ‘intricato’ nella lingua albanese, è stata denominata l’operazione contro lo spaccio e lo sfruttamento della prostituzione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Viareggio sotto la regia del comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Lucca e che ha portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria 30 persone, di cui 21 di nazionalità straniera. Gli indagati sono ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti col sequestro di cocaina, hashish, marijuana, eroina e 32.000 euro in contanti. Una seconda operazione, portata a termine ieri, ha consentito l’arresto di 13 persone di cui 7 di nazionalità straniera, delle 30 denunciate più 2 arrestate in flagranza di reato, tutte ritenute responsabili di produzione, traffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di sfruttamento della prostituzione.

Le due operazioni nascono nell’ambito della pianificazione di servizi di prevenzione e contrasto adottata in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro.

Criminalità: catturati in Spagna due pericolosi latitanti

fonte Polizia di Stato

A conclusione di due indagini distinte gli investigatori del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione centrale della polizia criminale hanno riportato in Italia dalla Spagna, i due latitanti: Lucio Morrone e Carlo Leone.

Entrambi erano fuggiti in Spagna, colpiti da mandato di arresto europeo per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. I due sono stati individuati e arrestati in collaborazione con i Carabinieri di Napoli, l’uno nella località di Benalmadena, l’altro a San Pedro de Alcantara in Costa del Sol – Andalusia.

Il Morrone, capo del gruppo criminale “teste matte”, operante dai quartieri spagnoli di Napoli era stato già inserito dal 2013 nell’elenco dei latitanti pericolosi.

Il Leone, vicino al clan camorristico degli “Elia”, riforniva il mercato della droga campana e calabrese con merce proveniente dalla penisola iberica.

Droga: insospettabili arrestati a Padova insieme a ex mafia del Brenta

fonte Polizia di Stato

Ci sono anche due ex appartenenti alla mafia del Brenta tra i sette arrestati dalla Squadra mobile di Padova al termine dell’operazione “Moto drugs“. Eseguite anche diverse perquisizioni durante le quali è stato sequestrato denaro contante insieme a materiale utile alle investigazioni.

Gli arresti sono stati eseguiti in collaborazione con la Mobile di Venezia, e alcuni degli indagati erano persone insospettabili. Al vertice del gruppo c’era un cittadino di Padova, ancora incensurato, che aveva strutturato i rapporti tra i membri della banda in modo da limitare al massimo i rischi.

L’indagine, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco), è partita nel febbraio 2014 grazie all’intuizione dei poliziotti padovani che hanno monitorato l’attività di un ex carcerato il quale, appena tornato in libertà, era tornato alla sua attività di spacciatore. In pochi mesi l’uomo ha effettuato numerose consegne di soldi e droga, soprattutto in località a nord di Padova.

Lo spacciatore si spostava su una moto, sulla quale gli agenti sono riusciti ad installare un segnalatore gps, grazie al quale sono stati individuati i suoi principali clienti, alcuni dei quali erano in realtà gli altri membri del gruppo. I contatti con questi erano sempre molto prudenti, fatti prevalentemente di brevi telefonate e soltanto per darsi appuntamento e incontrarsi di persona.

Tra i contatti dello spacciatore c’era anche quello che poi si è rivelato essere il leader della banda. I due si incontravano solo di persona, a piedi o in moto, in luoghi isolati, all’ora e nel posto stabilito, per effettuare gli ordini e le consegne. Ad ogni incontro il leader riforniva il suo uomo con diversi chili di cocaina.

Il capo del gruppo viveva mantenendo un basso profilo, senza ostentare ricchezza, e si riforniva di droga direttamente in Spagna, dove nell’ultimo anno si è recato almeno 13 volte. Al fine di prevenire possibili controlli, spesso si spostava prendendo in prestito auto e moto anche da conoscenti inconsapevoli.

Inoltre la sua moto era a prova di intercettazione, infatti nel suo garage è stata trovata una gabbia (tipo Faraday) che impediva qualsiasi possibilità di rilevamento quando il mezzo era al suo interno.

Avellino, spacciavano amnèsia nella villa comunale di Baiano. Cinque arresti

“Mi manda Picone”, il nome dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri ha preso spunto dal titolo del popolare film di Nanny Loy

“Mi manda Picone”, il nome dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri del comando provinciale di Avellino ha preso spunto dal titolo del popolare film di Nanny Loy. In questo caso Giuseppe o meglio “Peppo” Picone, pregiudicato, nipote di Fortunato Miele, l’imprenditore che venne ucciso a colpi di pistola a Baiano, era a capo di una fitta rete di spacciatori operativi nei comuni della zona tra l’Irpinia ed il Napoletano.

Una banda che spacciava anche la pericolosa amnèsia (“La droga che costa poco ma che spegne il cervello“, hanno sottolineato gli inquirenti), ma che è stata smantellata con i nove arresti effettuati all’alba dagli uomini del colonnello Francesco Merone. In particolare i pusher vendevano la droga nella villa comunale di Baiano, anche in pieno giorno.

Tra gli assuntori ragazzi minorenni. Nel corso di una conferenza stampa il Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, ha confermato che sono i clan della camorra a smerciare l’amnèsia sul mercato irpino. “Il livello del traffico di stupefacenti è diventato allarmante“, ha detto Cantelmo.

Al telefono gli spacciatori per sfuggire alle intercettazioni degli investigatori trattavano le dosi chiamandole panelle o bulloni. Numerosi i sequestri di droga effettuati dai carabinieri in questi venti mesi di indagine. Carichi di stupefacenti nascosti spesso dagli spacciatori nelle prese d’aria delle auto. In estate, quando i comuni del Baianese si spopolano la banda si trasferiva a vendere la droga in trasferta, a Gallipoli. I nove arrestati hanno un’età tra i 20 ed i 34 anni, tutti residenti nel Mandamento. Complessivamente i militari hanno sequestrato circa 200 grammi di droga.

fonte La Repubblica

Droga, perquisizioni e arresti a San Basilio: 17 persone in manette

Arresti e perquisizioni per droga a San Basilio. Stamani i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare e numerose perquisizioni, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, a seguito della richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di presunti appartenenti a una banda specializzata nello spaccio di cocaina nel quartiere di San Basilio.

L’operazione vede ha impiegato oltre 100 uomini, supportati dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego di Roma, dalle unità cinofile antidroga e da un elicottero del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia.

fonte Il Messaggero

Droga, quattro arresti: ci sono anche due fratelli

Tre distinte operazioni antidroga nella giornata di ieri sono state compiute dalla Polizia di Stato in diversi quartieri di Roma.

Il primo intervento è stato effettuato dagli agenti del commissariato Flaminio Nuovo, diretti da Cristina Petrella, durante il controllo presso l’abitazione di D.S.C., italiana di 46 anni, sottoposta agli arresti domiciliari per atti persecutori. Dopo una approfondita perquisizione domiciliare gli agenti hanno trovato e sequestrato undici involucri di carta stagnola contenenti sempre cocaina, oltre ad un bilancino di precisione, sostanza da taglio e materiale per il confezionamento. Accompagnata presso il Commissariato, la donna è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Due fratelli sono stati invece arrestati dagli agenti del Commissariato Esposizione sempre nella mattinata di ieri. Da diversi giorni B.S e B.S., romani di 43 e 41 anni, erano tenuti sotto osservazione dagli agenti della squadra investigativa. Durante la perquisizione domiciliare, con l’ausilio di una unità cinofila antidroga, sono stati trovati 320 grammi di hashish, cocaina e sostanza da taglio. I due fratelli sono stati accompagnati negli uffici del Commissariato e arrestati per il reato di detenzione in concorso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Infine gli agenti del commissariato Tuscolano hanno arrestato un romano di 41 anni detenzione di droga. Fermato per un normale controllo stradale in piazza Sabatini, l’uomo è apparso subito agitato e ha consegnato spontaneamente un involucro contenente circa 13 grammi di hashish. Ma dopo una perquisizione, gli agenti hanno trovato addosso all’uomo un panetto di circa 100 grammi di hashish mentre altri 2 grammi sono stati rinvenuti all’interno dell’autovettura. Anche a casa i poliziotti durante la perquisizione, hanno trovato altri 166 grammi appartenenti ad un panetto di hashish e un bilancino di precisione. L’uomo M.D., con vari precedenti è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

fonte Il Messaggero