Il risultato ottenuto è di 10 fermi e vari sequestri di droghe quello ottenuto a seguito di una serie di operazioni antidroga eseguite dalla Polizia di Stato nelle aree periferiche di Roma. Le azioni hanno consentito di infliggere un duro colpo ad un complesso sistema di monitoraggio creato dai venditori di droga per sfuggire ai controlli delle autorità. Le investigazioni sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile e del VI Distretto Casilino e hanno rilevato un complesso sistema di vendita di droga in particolare nella zona di via dell’Archeologia. Sentinelle controllavano gli acquirenti potenziali, affinche’ non ci fossero agenti in borghese al fine di garantire maggiore sicurezza all’intero meccanismo. I sorveglianti si aggiravano tra le vetture in sosta, vigilando incessantemente l’area per avvisare su possibili presenze sospette. Gli interventi sono stati due e separati, entrambi focalizzati sulla zona di vendita di via dell’Archeologia. 5 individui sono stati arrestati e son state sequestrate circa 50 grammi di cocaina in varie forme e alcune dosi di hashish. Due giovani di origine marocchina stavano svolgendo proprio il rolo di vedetta lungo via Capitini. Quando gli agenti sono intervenuti, i due avevano con loro più di 20 grammi di cocaina, che stavano per essere venduti ai consumatori. Un uomo di circa cinquant’anni, già soggetto a restrizioni, durante un controllo a casa, è stato trovato con 11 panetti di hashish, ciascuno del peso di un etto, che erano stati accuratamente celati. L’individuo è stato quindi arrestato con l’accusa di possesso di droga ai fini di spaccio.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato
A Catania sono state arrestate tre persone, di 54, 52 e 56 anni, con l’accusa di tratta di esseri umani, sfruttamento lavorativo e maltrattamento di animali. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dopo che le indagini hanno rivelato un serio contesto di abusi e violenze ai danni di un lavoratore straniero. Secondo quanto riportato sul sito della Polizia di Stato, l’indagine ha avuto origine dalla denuncia di un cittadino marocchino, il quale ha raccontato agli inquirenti di essere stato sottoposto a gravi forme di sfruttamento e sottomissione mentre lavorava in una fattoria con sede a Ramacca, in provincia di Catania. L’uomo ha spiegato di essere stato adescato in Francia con la promessa di un lavoro regolare, salvo poi ritrovarsi in Sicilia a operare in condizioni disumane. Dalle indagini è emerso che il 52enne fermato avrebbe svolto il ruolo di reclutatore: con promesse di impiego poi rivelatesi false, avrebbe persuaso la vittima a lasciare la Francia per trasferirsi in Sicilia. Una volta arrivato nella fattoria, appartenente all’altro 54enne fermato, il lavoratore era obbligato a svolgere turni estenuanti di 14 ore al giorno ma con una paga minima. L’abitazione fornita era un ambiente degradato, privo di riscaldamento e bagno, abitato da topi e con fili elettrici scoperti. Oltre ai reati legati allo sfruttamento dei lavoratori, al 54enne sono state rivolte accuse di crudeltà verso gli animali. Per intimidire i dipendenti, l’uomo avrebbe ammazzato dei cani con un’arma da fuoco e trascinato un cane ferito con la sua vettura. Tali fatti sono stati confermati dal ritrovamento, durante una perquisizione, di un fucile privo di numero di serie, che ha portato all’arresto immediato del 54enne. Le attività scoperte durante le indagini hanno portato all’emanazione di un’ordinanza di arresto preventivo in prigione per tutti e tre i soggetti coinvolti. Le imputazioni nei loro confronti sono gravi: traffico di persone, intermediazione abusiva, sfruttamento lavorativo e atti di crudeltà contro animali con conseguenze mortali.
vasta azione contro il traffico di stupefacenti realizzata dalla Polizia di Stato di Busto Arsizio. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di infliggere un duro colpo ad un’organizzazione criminale operativa tra Italia e Spagna, toccando diverse province del nord Italia. L’operazione di indagine è iniziata circa due anni fa dal Commissariato di Busto Arsizio innescata da un traffico sospetto di cocaina tra Busto Garolfo e Busto Arsizio. Le ricerche hanno permesso di scoprire nuovi componenti dell’associazione, interconnessi tra loro, ciascuno in possesso di auto immatricolate a prestanome e
immobili che venivano utilizzati come laboratori per la preparazione delle dose immesse poi sul mercato. Durante l’operazione, sono stati arrestati sette uomini di origine albanese e un italiano, tutti considerati componenti dell’associazione coinvolta nel traffico di droga. Allo stesso tempo, sono state effettuate circa dieci perquisizioni durante le quali, a casa di una donna rumena, sono stati rinvenuti 1,250 kg di hashish divisi in 13 panetti, 155 grammi di cocaina, 36 grammi di marijuana e 24 grammi di eroina in capsule, insieme a materiali per la preparazione della droga. Gli inquirenti hanno inoltre fatto emergere come diversi ristoranti, incluso uno situato nella provincia di Milano e amministrato dalla donna rumena fermata, servivano come luoghi di riferimento per il traffico di droga. Durante le indagini, è stato registrato anche il passaggio di un significativo quantitativo di droga (cocaina) dalla Spagna verso l’Italia, tramite un tir immatricolato in Spagna.
prime ore del mattino del 30/10/2025, agenti del reparto di Polizia penitenziaria della Casa di reclusione di Milano Opera, insieme al N.I.R. della Polizia penitenziaria, ai Carabinieri del ROS di Milano e con la partecipazione del personale del Comando Provinciale Carabinieri di Milano e della Polizia di Stato del Commissariato Porta Ticinese, sono intervenuti su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano.
conclusione di un’ampia e scrupolosa attività di indagine che
Aniello Scarpati. La tragedia si è consumata sul viale Europa, a Torre del Greco.
durante una grande operazione nata dalla collaborazione tra la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, nelle acque davanti alla provincia di Trapani. L’operazione, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, mirava a combattere il commercio di droga e ha coinvolto due imbarcazioni, di origine tunisina, fermate nella notte del 20 ottobre scorso. Il controllo dei natanti diretti verso il mare aperto ha reso possibile l’identificazione di un gommone equipaggiato con un potente motore, avvistato
nelle acque antistanti la città di Marsala. Dopo esser stato monitorato i finanzieri hanno registrato l’interazione tra il lo stesso e un peschereccio tunisino, osservando lo scambio di merce. Una volta tornato nelle acque nazionali, è stato fermato dopo un inseguimento a grande velocità. Nel tentativo di scappare, il guidatore ha provato a liberarsi di parte della merce gettandola in acqua, ma la guardia di finanza è riuscita a recuperare i pacchi, che contenevano hashish per un peso totale superiore a 160 chilogrammi. La stessa Guardia di Finanza ha successivamente fermato il peschereccio tunisino in mare aperto. Anche in questo caso i fuggitivi hanno cercato di dileguarsi, gettando in acqua 11 pacchi con più di 600 chili di hashish. La fuga si è fermata a pochi chilometri dal confine delle acque territoriali della Tunisia. L’operazione ha portato dunque al sequestro di più di 670 chili di hashish, la quantità più grande mai intercettata nelle acque di Trapani negli ultimi anni.
arrestato un uomo di rigini romene e un uomo italiano. In due detenevano circa 21 kg di droga (hashish e marijuana, insieme) oltre a del denaro in contante, quantificato in piu di 19.000 euro.
Milano, fermando sette individui, di cui sei italiani e uno albanese. Questi arresti sono il frutto di una serie di verifiche e indagini effettuate dalla Squadra Investigativa del Commissariato Scalo Romana, che hanno permesso di scoprire un complesso sistema di vendita di droga attiva in diversi luoghi della città e della sua provincia. L’11 ottobre ha avuto inizio tutto nel pomeriggio con l’ispezione di un appartamento situato a Pieve Emanuele, un’area periferica a sud di Milano. Dopo attente indagini gli agenti hanno identificato un edificio sospetto, presumibilmente usato come magazzino per nascondere la droga. Intorno alle ore 13 i poliziotti hanno bloccato un giovane italiano di 29 anni alla guida di una vettura mentre stava rincasando. Dall’ispezione personale si è passati a quella del suo appartamento. Nell’abitazione sono stati trovati piu’ di 14 kg di hashish occultati nel frigo, insieme a 3 kg di marijuana. Altri 300 grammi(hashish) sono stati poi rinvenuti all’interno di uno zaino insieme a 9 grammi di ketamina e due bilance. Secondo le forze dell’ordine, questo materiale era pronto per la vendita. Un italiano di 23 anni e stato fermato poco dopo con 1,7 kg di hashish e più di 300 grammi di marijuana. La perquisizione nell’abitazione del giovane ha permesso di sequestrare quasi 12 kg di hashish, 1,7 kg di marijuana. In un’immobile di Cornaredo è stata eseguita un ‘altra perquisizione poiché si sospettava potesse essere impiegato per occultare sostanze stupefacenti. All’interno dell’abitazione, abitata da una coppia italiana, sono stati scoperti più di 7 kg di hashish, 4 kg di cocaina, 4 kg di marijuana. Rinvenuta anche una pistola a salve e bilancini di precisione. Spetterà ora agli organi competenti confermare o far cadere le accuse a carico dei soggetti coinvolti.
risultanti rubati e 2 coltelli a serramanico in alcuni garage. 9 individui sono stati denunciati. In totale, gli agenti hanno ispezionato 294 automezzi, identificato 409 individui di cui 125 con precedenti penali, hanno emesso 35 multe secondo il Codice della strada per un ammontare di 33 mila euro ed hanno realizzato 6 sequestri amministrativi e 2 fermi. I tecnici dell’Enel stanno effettuando controlli per verificare la presenza di collegamenti illegali alla rete elettrica, che potrebbero costituire un reato di furto di energia. L’operazione nasce dall’uccisione di Paolo
Taormina, assassinato nella notte tra sabato 11 e domenica 12 ottobre in via Spinuzza, a pochi passi dal Teatro Massimo. Restano molte incognite che la Procura cercherà di risolvere nei prossimi giorni. Nel frattempo, e verrà effettuata una TAC sul corpo del ragazzo, poiché una delle questioni da chiarire è in che modo sia stato realmente ucciso il giovane. Il suo assassino, Gaetano Maranzano non solo ha ammesso di aver esploso un proiettile diretto alla testa di Taormina, ma ha anche consegnato una pistola calibro 9, sostenendo di averla utilizzata per l’omicidio.




