Tunisino di 46 anni ricercato arrestato dalla Polizia a Cervia.

L’arresto di un cittadino tunisino (ricercato per reati legati alla droga) è il frutto di un’operazione eseguita ieri dalla Polizia di Stato nelle località turistiche di Cervia e Milano Marittima. L’individuo, che si stava godendo le vacanze , è stato riconosciuto e arrestato. Gli uomini della polizia di stato lo hanno poi condotto al carcere di Ravenna. L’operazione è stata possibile grazie ai servizi di vigilanza straordinaria organizzati per assicurare la sicurezza durante il periodo estivo. L‘operazione di arresto si inserisce in un più vasto piano di sicurezza organizzato nelle località costiere di Cervia e Milano Marittima. Le autorità hanno aumentato le attività di sorveglianza e monitoraggio delle zone sensibili, in particolare nelle zone con un alto afflusso di turisti, per evitare e porre un freno alle attività illegali a scapito degli onesti cittadini. I poliziotti avevano osservato gli spostamenti di un individuo che, dopo alcune verifiche, si è rivelato bersaglio un mandato di arresto emesso nel 2020 dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Bologna. Il cittadino tunisino è stato prontamente bloccato e identificato. Questo risultato è stato possibile grazie all’operato della Base Logistica di Pinarella. Tale struttura ha permesso agli agenti di condurre un monitoraggio più dettagliato e tempestivo dell’area, assicurando movimenti piu’ rapidi e specifici per la protezione della pubblica sicurezza. La base logistica costituisce sicuramente un vantaggio per l’operato delle forze dell’ordine, in modo particolare nei mesi estividurante l’estate quando aumenta l’afflusso di turisti.

Direttore Umberto Buzzoni
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2,5 kg di stupefacenti e 11mila euro sequestrati dalla Polizia di Stato di Monza e della Brianza.

Due giorni fa, nelle aree tra la provincia di Monza e Milano, si è realizzata una operazione di polizia contro il traffico di droga, condotta dagli agenti della Polizia di Stato di Monza e della Brianza. Gli agenti hanno preso in custodia due cittadini italiani, rispettivamente di 31 e 57 anni, e hanno sporto denuncia nei confronti di un terzo uomo di 43 anni. I tre soggetti detenevano una notevole quantità di droga, banconote e attrezzature per la realizzazione di dosi. Le ricerche sono iniziate grazie a una denuncia ricevuta attraverso l’app YouPol della Polizia di Stato, la quale permette di inviare avvisi anonimi direttamente alle sale operative degli uffici di polizia, il che ha agevolato l’individuazione di un appartamento utilizzato come punto di riferimento peril traffico illegale di stupefacenti. La perquisizione ha permesso di rinvenire  1,3 kg di hashish e 1,2 kg di marijuana, confezionati in sacchetti pronti per essere venduti, oltre a bilancini, rotoli di plastica, e altri utensili per pesare le dosi. Sono stati sequestrati anche 11. 400 euro in contante. Gli agenti sono riusciti ad entrare in possesso anche di molti telefonini che contenevano  conversazioni su WhatsApp con ordini di droga e istruzioni per il saldo attraverso un codice IBAN appartenente ad una  azienda di e-commerce di prodotti per animali, utilizzata per celare l’attività illecita. In alcune situazioni, la droga era nascosta in confezioni  di cibo per gatti.  L’operazione dimostra ancora una volta l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto al commercio illegale di droga. Le persone fermate sono state portate nelle carceri di Monza e di  Milano.

Direttore Umberto Buzzoni
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Due arresti e un chilo di cocaina sequestrata da parte della Polizia di Stato.

Un altra ottima operazione antidroga è stata portata avanti con risultati soddisfacenti dalla Polizia di Stato di Fermo e di Macerata. L’operazione rientra nell’ambito della più ampia attività di lotta alla diffusione e al commercio illegale di sostanze stupefacenti. Due uomini (uno italiano , l’altro albanese) sono stati fermati e trovati in possesso di più di 1 kg di cocaina, il 7 agosto scorso nella località Casette d’Ete. Da sottolineare l’efficiente collaborazione tra le due squadre mobili, quella di Fermo e quella di Macerata. Il tutto è partito dalle diverse segnalazioni arrivate dai cittadini che abitano in quella zona riguardo a strani movimenti all’interno di un bosco da parte di un uomo con uno scooter di grossa cilindrata. Attraverso le telecamere gli inquirenti hanno potuto constatare che due giovani si recavano presso un punto specifico del bosco e dopo aver scavato, prelevavano delle buste di plastica. A quel punto è scattata la perquisizione da parte degli uomini della polizia che sequestravano più di un chilo di cocaina. Circa 170 grammi sono stati trovati addosso ai due uomini mentre la restante parte è stata rinvenuta all’interno della buca che avevano scavato. Successivamente i poliziotti hanno provveduto a perquisire le abitazioni dei due soggetti rinvenendo materiale per il confezionamento della droga e ulteriori 20 grammi di cocaina. Uno dei due fermati aveva già precedenti in ambito di stupefacenti e tutti e due sono stati trattenuti nel carcere di Fermo in attesa di essere giudicati. Spetterà infatti agli organi competenti confermare o far cadere le accuse a carico dei due sospettati.

Direttore Umberto Buzzoni
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Doppia operazione antidroga della Polizia a Palermo. Due arresti e sequestri di stupefacenti.

Due uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato in due diverse operazioni antidroga svolti nella città di Palermo, una nella zona di Sperone e una nella zona di Partinico. I poliziotti della sezione “investigativa”del Commissariato di Ps Brancaccio hanno gestito la prima operazione investigando su un uomo di 45 anni , con precedenti, che passava moltissimo tempo nella nota zona di spaccio di Sperone. Gli agenti in borghese hanno svolto un accurata azione investigativa facendo emergere particolari significativi che confermavano i sospetti sull’uomo. Moltissimi erano infatti gli automobilisti che acquistavano droga dal soggetto in questione e poi si dileguavano. Dopo aver avuto la certezza dell’attività di spaccio del quarantacinquenne gli uomini della polizia intervenivano perquisendo le auto degli “acquirenti” e rinvenendo involucri di sostanza stupefacente, in particolare cocaina. Contemporaneamente è scattato il fermo per il presunto spacciatore e la perquisizione effettuata sulla sua persona ha portato al ritrovamento di dosi di cocaina nascoste nelle sue parti intime. A questo punto, inevitabile, è scattato l’arresto convalidato poi dall’Autorità Giudiziaria. Toccherà adesso agli organi competenti giudicare la sua colpevolezza. I poliziotti della sezione “investigativa” del commissariato di P.s. “Partinico” hanno invece gesrtito la seconda operazione antidroga individuando una base logistica dove venivano preparate dosi di sostanza stupefacente, per poi essere commercializzate , all’interno di un’abitazione. Il proprietario di tale abitazione è risultato essere diverso da colui che ne faceva uso, un ragazzo di 27 anni, anche lui con precedenti penali legati alla droga. L’attività investigativa si è concentrata sull’immobile che fungeva da base operativa ben organizzata. La perquisizione ha portato al ritrovamento di dosi di marijuana oltre a materiale per il confezionamento e delle somme in denaro. Anche qui il risultato è stato l’arresto del ventisettenne , convalidato dall’Autorità Giudiziaria, e il sequestro del materiale rinvenuto. Come precisato per il primo caso anche qui la eventuale sentenza passata in giudicato confermerà o non confermerà le responsabilità del giovane arrestato.

Direttore Umberto Buzzoni
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Mafia cinese in Italia. La Polizia arresta 13 persone.

La settimana scorsa  la Polizia di Stato ha concluso una operazione di grande rilevanza, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, per combattere la criminalità cinese presente nel nostro paese. Questa operazione si è focalizzata nello specifico sui crimini legati all’immigrazione irregolare, allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, alla falsificazione di merce, al traffico di droga e al possesso illegale di armi. Sono state impegnate le Squadre Mobili di 26 città italiane supportate dai Reparti di Prevenzione Crimine. Le indagini sono state particolarmente approfondite e hanno permesso di identificare persone e sedi legati alle attività criminali di malviventi cinesi. Le stesse indagini hanno rivelato la presenza in Italia di vari gruppi criminali di origine cinese, formati nella maggior parte dei casi da concittadini, organizzati in piccoli gruppi, talvolta familiari, che operano principalmente in aree con un’alta concentrazione di connazionali, come per esempio la regione  Toscana. Le caratteristiche di queste organizzazioni si fondano su un forte senso di appartenenza e su una legge non scritta e inviolabile basata sul silenzio e sulla vendetta, con conflitti e minacce. In alcune situazioni, è stato osservato un uso assiduo di armi da parte di veri e propri “gruppi armati” che hanno il compito di mantenere l’egemonia e il controllo. L’operazione si è conclusa con l’arresto di 13 individui: le accuse sono traffico di droga,  sfruttamento della prostituzione, rapina aggravata, possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, estorsione. Inoltre, 31 persone sono state denunciate a piede libero, 1. 942 sono state identificate, e 305 attività commerciali sono state sottoposte a controlli, insieme a 248 veicoli in 52 posti di blocco. Sequestrati piu’ di 500 grammi di shaboo e 22. 825 euro in contante. L’azione dimostra il continuo sforzo della Polizia di Stato nell’affrontare le varie forme di mafia importate dall’estero e ben consolidate nel nostro paese.

Direttore Umberto Buzzoni
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Chiuso, a Catania, un ristorante africano che aveva al suo interno un laboratorio per droghe sintetiche.

È stata imposta una chiusura di 15 giorni per un ristorante africano situato a Catania, a seguito dell’arresto del proprietario per possesso di droga e commercio illegale. Questa decisione è stata presa dal Questore dopo un intervento antidroga svolto dalla Squadra Mobile e dai cani antidroga della Questura, nella zona di San Berillo vecchio, per garantire la sicurezza della comunità. La Polizia di Stato di Catania, con l’aiuto delle unità cinofile antidroga, ha infatti eseguito un’operazione all’interno di un ristorante di cucina africana nel quartiere di San Berillo vecchio. L’operazione , realizzata circa due settimane fa, ha avuto come risultato l’arresto del proprietario del ristorante, per possesso di sostanze stupefacenti e commercio illegale. Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno scoperto una notevole quantità di marijuana, insieme a sostanze chimiche che possono essere utilizzate per fabbricare cannabinoidi sintetici. Attraverso questi composti, da quanto emerso dalle le indagini, si sarebbe facilitata la modifica della sostanza, aumentando in modo sostanziale i suoi effetti psicoattivi. La merce sequestrata ha avvalorato le ipotesi degli investigatori riguardo alla pericolosità delle operazioni svolte all’interno dell’attività di ristorazione. L’anno scorso, lo stesso  locale aveva già subito una sospensione delle licenze per una settimana. Addirittura, durante l’intervento, un poliziotto è stato aggredito da un pregiudicato senza che il prorpietario intervenisse per evitare il peggio. La ripetizione di atti illeciti e l’attività legata alla vendita di droga hanno spinto le autorità competenti ad attenzionare maggiormente le operazioni del ristorante. Il Questore di Catania ha adottato un nuovo provvedimento che prevede la chiusura temporanea del ristorante africano per un periodo di 15 giorni.  La scelta è stata giustificata dalla necessità di evitare ulteriori minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza dei cittadini.

Direttore Umberto Buzzoni
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26enne marocchino arrestato a Milano. Trovata droga in cantina.

La Polizia di stato ha condotto una importante operazione nella città di Milano nell’ambito del contrasto del commercio illegale di sostanze stupefacenti. Un uomo (di origine marocchina) è stato arrestato per detenzione e spaccio di droga, colto in flagrante dalle forze dell’ordine. L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Lorenteggio. Le indagini si sono concentrate su uno stabile situato proprio nel quartiere di Lorenteggio, noto proprio per le attività illecite svolte all’interno del suo perimetro. L’immobile preso di mira dalla Polizia era la base di una intensa attività di spaccio. Vi era un intenso via vai di acquirenti che vi si recavano per acquistare le loro dosi. Gli agenti sono riusciti a documentare la presenza costante del ventiseienne marocchino, a volte in compagnia di altri soggetti, e numerosi scambi di droga in cambio di denaro. A questo punto è scattato l’intervento al fine di bloccare il presunto spacciatore. Nel momento in cui la polizia è passata all’azione il sospettato è fuggito, cercando di dileguarsi. La fuga però è durata poco e i poliziotti sono riusciti a bloccare il fuggitivo all’interno di una cantina evitando che potesse far perdere le proprie traccie. Proprio qui, nascosto all’interno di una trave di cemento è stato rinvenuto l’involucro contenente le dosi di cocaina. La perquisizione personale del giovane marocchino ha portato alla scoperta di un altro involucro di droga. Complessivamente sono stati sequestrati 13 involucri di cocaina, per un peso totale di circa 7 grammi. A questo punto è scattato l’arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Numerose sono le segnalazione pervenute da onesti cittadini che denunciano attività malavitose in diverse zone della città alle quali gli organi competenti rispondono con operazioni come questa con lo scopo di prevenire e contrastare lo spaccio di droga.

Direttore Umberto Buzzoni
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Operazione antidroga ‘End to End’ coinvolge Abruzzo, Lazio e Puglia. 12 arresti.

Gli agenti della Polizia di Stato, secondo quanto disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila, hanno attuato diverse misure di sicurezza verso 12 persone, residenti in diverse province di Abruzzo, Lazio e Puglia, fortemente sospettate di essere coinvolte, a vario titolo, nei reati di traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione. In base a quanto rilevato dagli investigatori, il gruppo criminale non si limitava a controllare un attivo commercio di droga, ma esercitava la sua autorità anche mediante minacce e violenze. L’operazione, chiamata ‘End to end’, è stata guidata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, con il supporto della Procura della Repubblica di Pescara, ed è il risultato di una complessa attività di indagine svolta dalla Squadra Mobile di Pescara. Tutto è partito a seguito di gravi atti estorsioni verificatisi nella provincia di Pescara. La Squadra Mobile è riuscita a confiscare 266 kg di hashish, 3,5 kg di cocaina e 9 kg di marijuana, un quantitativo inedito per l’Abruzzo. In particolare, è stato significativo il sequestro di 132 kg di hashish e marijuana effettuato nell’hinterland della provincia di Pescara (precisamente a Pianella), che non solo rappresenta la quantità più alta mai registrata nella provincia, ma è stato di particolare rilevanza poiché il sequestro è avvenuto  a pochi giorni da un episodio che ha scioccato la città adriatica, ossia l’ omicidio di un ragazzo collegato all’uso di sostanze stupefacenti tra i più giovani. Si evidenziava chiaramente come l’organizzazione fosse pianificata con grande attenzione, presentando gerarchie ben definite e suddivisioni di compiti rigorose, con procedimenti  efficaci e la capacità di attirare nuovi membri e clienti grazie a prezzi competitivi e opportunità di guadagni interessanti. Inoltre, gli individui coinvolti si erano dotati di telefoni criptati, progettati specificamente per non poter essere né intercettati né analizzati, anche nel caso venissero sequestrati. Si trattava di un gruppo criminoso estremamente violento, come dimostrato dal tentato omicidio di un agente della Squadra Mobile di Pescara, con l’intento di fuggire su un veicolo carico di oltre 120 kg di hashish. All’operazione hanno partecipato le Squadre Mobili di Roma, Teramo, Latina, L’Aquila, Frosinone e Foggia, sotto la direzione del Servizio Centrale Operativo, insieme ai Reparti Prevenzione Crimine di Abruzzo, Lazio e Puglia Settentrionale.

Direttore Umberto Buzzoni
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14 arresti a Messina da parte della Polizia di Stato per traffico di droga e armi.

Quattordici individui sono stati arrestati e sono stati confiscati grandi quantitativi di droga e armi. Si tratta del risultato raggiunto dopo  un’ampia operazione effettuata dalla Polizia a Messina. L’intervento, organizzato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato alla disfacimento di un presunto gruppo criminale impegnato nel traffico di droga e nella detenzione illecita di armi. E’ stata coinvolta la Sezione investigativa del Servizio centrale operativo (Sisco) e la Squadra mobile della città siciliana. Questa azione di forza è il frutto delle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, che ha svelato le dinamiche interne al clan Mangialupi, attivo nel commercio di sostanze stupefacenti e noto per l’uso regolare della violenza al fine di consolidare il proprio dominio sul territorio. Un aspetto fondamentale dell’organizzazione sono stati i trasportatori, responsabili del trasferimento della droga nei punti di deposito, anche tramite il mare. Le ricerche hanno consentito di rintracciare le principali rotte di fornitura nell’area attorno a Reggio Calabria, da cui venivano spediti i carichi diretti al mercato di Messina. La rete operava in maniera tale da assicurare un continuo approvvigionamento di sostanze illecite, riducendo al minimo i pericoli di essere fermati dalle autorità. Le ricerche hanno messo in luce il fatto che il clan Mangialupi utilizzava frequentemente la forza e la violenza per affermare la propria dominanza nel mercato locale della droga. La reiterazione costante di minacce e di coercizione era essenziale per eliminare i rivali e assicurarsi il dominio sulle aree di vendita al dettaglio. Questo comportamento, affermano gli investigatori, avrebbe aiutato a rafforzare l’influenza del gruppo. Le forze dell’ordine hanno confiscato più di 3 kg di cocaina, 20 kg di marijuana e 2 kg di hashish. Le valutazioni indicano che la commercializzazione di queste sostanze stupefacenti avrebbe potuto generare attorno a un milione e mezzo di euro per il gruppo criminale. Inoltre, sono state sequestrate anche  diverse armi, tra cui un fucile, un fucile a pompa, due pistole mitragliatrici e tre pistole, oltre a una varietà di munizioni.

Direttore Umberto Buzzoni
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Maxioperazione antidroga della Polizia a Ravenna. La base operativa si trovava all’interno di un appartamento.

Giovedì scorso , è iniziata l’operazione contro il traffico di stupefacenti rinominata “Focus23”, organizzata dalla Procura di Treviso e messa in atto dagli agenti delle squadre mobili. Si tratta di un vasto blitz che comprende anche Ravenna, coinvolgendo un totale di 26 individui, di cui 23 sotto indagine. Si tratta di 15 cittadini dominicani, 4 italiani, 2 marocchini, un cubano e un ecuadoregno, tutti di età ricompresa tra i 24 e i 53 anni. A Treviso e Belluno sono stati effettuati due arresti in flagranza, con un indagato che ha provato a scappare a piedi.  Le indagini della polizia sono cominciate nel mese di giugno del 2023 dopo la segnalazione di un veicolo Ford Focus sospetto, da cui deriva il termine utilizzato per l’operazione “Focus23”. a macchina è stata osservata per diverse settimane dagli agenti della polizia di Stato, ed è stata seguita più volte mentre viaggiava tra Treviso e Ravenna. Ulteriori ricerche hanno rivelato l’esistenza di una rete di malavitosi di origine dominicana che, da anni, gestivano il traffico di cocaina (e altri tipi di droghe), armi tra il Veneto e l’Emilia Romagna. Durante le operazioni di polizia, uno degli individui coinvolti, abitante a Treviso, ha cercato di scappare a piedi, ma è stato fermato dagli agenti dopo aver percorso circa un chilometro. La sostanza stupefacente più diffusa tra i servizi della rete di narcotraffico era la cocaina; sono stati confiscati anche 100 grammi di hashish e marijuana e un totale di 32mila euro in contante. Il centro operativo dei malavitosi si trovava in una casa a Ravenna, dove risiedevano alcuni dei soggetti sotto indagine. Qui, i membri dell’organizzazione preparavano la droga proveniente dalla Spagna e anche da altre zone del nostro paese, per poi distribuirla a spacciatori attivi in diverse aree, vendendola prevalentemente a clienti residenti nel Veneto.

Direttore Umberto Buzzoni
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