Agivano pistola alla mano e con il volto coperto, e, almeno in 4 episodi, hanno rapinato le aree di servizio sulla tangenziale di Torino. Due di loro erano stati già arrestati nel settembre scorso dopo aver tentato di rapinare una banca sempre nel capoluogo piemontese, e questa mattina, al termine dell’indagine svolta dalla Polizia stradale torinese e denominata “Ritmo“, gli è stata notificata anche l’ordinanza che li accusa delle rapine commesse l’estate scorsa.
Una terza persona era già stata fermata per ricettazione per essere stata trovata in possesso di un telefono cellulare sottratto durante una delle rapine. La banda agiva a bordo di una vecchia Fiat Ritmo, e proprio questo particolare ha dato il nome all’operazione. L’attività investigativa della Squadra di polizia giudiziaria del Compartimento polizia stradale “Piemonte e Valle d’Aosta“, che ha sede a Torino, è iniziata subito dopo la prima rapina, messa a segno nel luglio scorso, e durante la quale fu rubato anche un cellulare.
Proprio seguendo le tracce di quel telefono gli investigatori hanno isolato alcuni numeri che sono stati messi sotto controllo. Grazie alle successive intercettazioni telefoniche e all’analisi dei tabulati, i poliziotti sono riusciti a concentrare l’attenzione su alcune persone, indiziate di essere i possibili autori dei colpi. Molto importanti, ai fini delle indagini, sono stati i filmati delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali rapinati, dai quali si è potuto accertare l’utilizzo da parte dei criminali di una Fiat Ritmo di colore viola.
Proprio a bordo di quella macchina le Volanti di Torino bloccarono, nel mese di settembre, due degli indagati subito dopo il loro tentativo di rapinare una banca. Si sta ancora indagando per capire se l’uomo accusato di ricettazione possa essere in realtà uno dei rapinatori.
fonte Polizia di Stato

Con il termine inglese stalking (derivante da “to stalk”, ovvero «fare la posta alla preda») vengono identificati gli atteggiamenti e comportamenti (cosiddetti atti persecutori) tenuti da un soggetto (chiamato stalker) nei confronti di un altro soggetto (vittima), mediante persecuzione e per generare paura ed ansia, compromettendo di conseguenza il normale svolgimento della vita quotidiana. Esempi di atti persecutori sono comportamenti invadenti, di intromissione, con pretesa di controllo, minacciando costantemente la vittima con telefonate, messaggi, appostamenti e ossessivi pedinamenti.
L’arresto di un corriere della droga trovato in possesso di 4 chili di eroina purissima, intercettato dagli uomini della Squadra mobile di Taranto nel novembre 2011, ha dato inizio all’indagine denominata “Game over“. L’operazione della Mobile tarantina ha portato all’esecuzione di 28 provvedimenti emessi dal Tribunale di Lecce. Cinque persone sono finite in carcere, 20 agli arresti domiciliari mentre altre tre sono destinatarie dell’obbligo di dimora.
Tra i reati contestati alle 16 persone arrestate, questa mattina, dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, l’associazione mafiosa, l’estorsione e l’aver favorito la latitanza di Giovanni Franco personaggio di spicco della ‘Ndrangheta reggina, arrestato nel 2013.
Nascondeva la droga in un doppiofondo nella parte posteriore della cabina di guida del suo tir e durante un controllo degli uomini del Reparto prevenzione crimine e di quelli della Squadra mobile di Brescia, è stato arrestato.
Traffico internazionale di stupefacenti: è questa l’accusa con cui 14 persone, ritenute legate a cosche della ‘Ndrangheta, sono finite in manette nell’operazione “Apegreen Drug“.
«E’ stata una misura di sicurezza necessaria. Tutti gli oggetti abbandonati vanno rimossi, anche le coperte e i vestiti dei clochard ». Parola di Renato Bertulli, comandante della polizia ferroviaria di Brescia che spiega così l’intervento degli agenti alla stazione di Brescia che hanno privato i senzatetto che bivaccano in zona delle loro coperte. Tolleranza zero, proprio come le temperature. Quattro clochard, tre italiani e uno straniero, sono rimasti al freddo a seguito dell’operazione compiuta dalla polizia ferroviaria sabato 18 gennaio. L’episodio, denunciato dai volontari dell’associazione «Good Guys» su Facebook, è stato confermato dalla Polfer stessa che è intervenuta buttando le coperte dei quattro senzatetto «stanziali» all’uscita secondaria della stazione di Brescia in un furgone con destinazione discarica.
Chiuse le indagini su Cosa Nostra a Catania con l’Operazione Bulldog della Squadra mobile siciliana. Sono 5 le persone finite in carcere, 3 quelle per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari e 8 gli indagati per i quali la magistratura ha disposto l’obbligo di dimora e di firma presso la polizia.
Il 28 dicembre scorso aveva rilasciato un’intervista su un quotidiano online facendo capire di aver sventato un attentato che l’Isis stava per portare a termine a Firenze, asserendo inoltre che la notizia arrivava da un’attività “sotto copertura” di Anonymous, che avrebbe presto portato anche all’individuazione dei membri del commando.
Una clochard di 37 anni di nazionalità romena ha partorito per strada, alle due e trenta del mattino, su un marciapiede a Roma in Piazza Pio XII, proprio davanti alle colonne di San Pietro, grazie all’aiuto dell’agente Maria Capone, poliziotta dell’Ispettorato Vaticano distaccata a Roma dalla Calabria per il Giubileo.




