Gli anziani subivano percosse, ingiurie e maltrattamenti di ogni genere, ma la denuncia di una signora uscita da quell’incubo ha permesso di smascherare la violenta gestione della casa di accoglienza per anziani Villa Alba, di Parma.
Questa mattina gli uomini della Squadra mobile della città hanno dato esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare nei confronti della titolare della struttura e di due sue collaboratrici, madre e sorella della stessa.
Le indagate sono accusate di maltrattamenti aggravati nei confronti degli anziani alloggiati presso la struttura, mentre le due collaboratrici devono rispondere anche del reato di furto aggravato di materiale sanitario.
Nella denuncia della donna tutto il drammatico racconto, dal quale è emersa la violenza subita da lei stessa e, in particolar modo, dalla sua compagna di stanza; insomma una quotidianità fatta di rimproveri, umiliazioni e frequente ricorso a percosse e minacce, in un clima di terrore, in cui agli anziani degenti erano costretti per gran parte della giornata.
Il racconto della signora che ha denunciato i fatti ha trovato pieno riscontro nell’indagine iniziata nell’aprile scorso e documentata con numerose intercettazioni ambientali, dalle quali emerge tutta la drammatica realtà di quello che era in realtà un vero e proprio lager.
La crudeltà della titolare della struttura era tale da portarla addirittura a ritardare l’intervento del 118 per soccorrere un’anziana degente bisognosa di cure, temendo che a causa del suo precario stato di salute, non fosse più consentito il suo ritorno nell’istituto determinando, così, un “mancato guadagno”.
fonte Polizia di Stato

Avevano pensato proprio a tutto. Anche difendersi durante un eventuale conflitto a fuoco: infatti la banda di rapinatori arrestati, questa mattina, dagli agenti del Commissariato di Andria (Bari) usava delle auto modificate nel cui bagagliaio aveva fatto montare una lamiera di ferro per proteggersi dai proiettili.
È di nuovo guerra di mafia a Foggia dove la Polizia di Stato ha eseguito stamattina sette fermi di esponenti del clan Moretti-Pellegrino-Lanza. Una persona è tutt’ora ricercata.
Agivano pistola alla mano e con il volto coperto, e, almeno in 4 episodi, hanno rapinato le aree di servizio sulla tangenziale di Torino. Due di loro erano stati già arrestati nel settembre scorso dopo aver tentato di rapinare una banca sempre nel capoluogo piemontese, e questa mattina, al termine dell’indagine svolta dalla Polizia stradale torinese e denominata “Ritmo“, gli è stata notificata anche l’ordinanza che li accusa delle rapine commesse l’estate scorsa.
Tra i reati contestati alle 16 persone arrestate, questa mattina, dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, l’associazione mafiosa, l’estorsione e l’aver favorito la latitanza di Giovanni Franco personaggio di spicco della ‘Ndrangheta reggina, arrestato nel 2013.
Traffico internazionale di stupefacenti: è questa l’accusa con cui 14 persone, ritenute legate a cosche della ‘Ndrangheta, sono finite in manette nell’operazione “Apegreen Drug“.
Chiuse le indagini su Cosa Nostra a Catania con l’Operazione Bulldog della Squadra mobile siciliana. Sono 5 le persone finite in carcere, 3 quelle per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari e 8 gli indagati per i quali la magistratura ha disposto l’obbligo di dimora e di firma presso la polizia.
Con l’operazione “Malok” la Squadra mobile di Verona ha interrotto l’attività di un’organizzazione criminale, composta da cittadini italiani e stranieri, che gestiva lo spaccio in diversi quartieri della città.
In un solo anno riuscivano a riciclare tonnellate di rame e materiale ferroso di ogni genere guadagnando fino a 250 mila euro.
Associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito al fine di favorire l’organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano, sono le accuse che hanno portato all’arresto di sei persone nell’ambito dell’operazione “Kiss“, conclusa questa mattina a Catania, dagli uomini della Squadra mobile.




