di Il Messaggero
Un udinese di 35 anni è stato arrestato durante la notte nel quartiere di via Riccardo di Giusto. Nei suoi confronti è stata formulata l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, in attesa della prima udienza del processo per direttissima che sarà celebrata lunedì 26, è stato rinchiuso nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di Udine est.
Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, il trentacinquenne – già conosciuto dalle forze dell’ordine, M. M. sono le sue iniziali – ha aggredito un carabiniere, dapprima cercando di colpirlo con un pugno al volto e subito dopo afferrandolo per un braccio con forza.
Ciò è accaduto intorno all’una nel corso di un intervento in via Gozzer (una strada chiusa, laterale di viale Dino). La pattuglia si è presentata a casa di una donna che intendeva allontanare un ospite indesiderato.
Sin dal loro arrivo, i militari di Udine Est si sono accorti che sia la padrona di casa, sia il suo conoscente erano alterati, molto probabilmente dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Successivamente, poichè l’uomo non aveva alcun titolo per abitare in quell’appartamento, lo hanno invitato a raccogliere le sue cose e ad allontanarsi.
In un primo momento il trentacinquenne è parso collaborativo, sembrava essersi convinto della necessità di “fare le valige”. Poi, però, ha cambiato atteggiamento, facendo chiaramente capire che non voleva andarsene. All’improvviso si è scagliato contro un carabiniere, sfiorandolo con un pugno. C’è stata una colluttazione a seguito della quale il militare è finito al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia per una distorsione (i medici hanno emesso una prognosi di tre giorni). La centrale operativa del 112 ha poi inviato in supporto anche i colleghi del Nucleo radiomobile.
Poco dopo i carabinieri hanno effettuato un controllo all’interno dell’abitazione e in camera da letto hanno trovato 39 grammi di presunta sostanza da taglio. Tale materiale è stato sottoposto a sequestro e inviato al laboratorio di analisi di Sacile per ulteriori approfondimenti. Dell’accaduto è stato informato il magistrato di turno della Procura della Repubblica, il pm Barbara Loffredo.




