FOGGIA: OPERAZIONE ALTO IMPATTO

AUMENTA LA PRESSIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE SULLA CRIMINALITÀ

Nuova operazione anticrimine ad “Alto Impatto” nella provincia di Foggia, dopo la visita istituzionale del Ministro dell’Interno Luciana LAMORGESE, dello scorso 17 gennaio. Ieri sera, un centinaio di operatori delle forze dell’ordine appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, hanno setacciato il territorio eseguendo perquisizioni, ispezioni, posti di blocco e controlli ad esercizi commerciali.

L’operazione fa seguito alle precedenti e costituisce l’ennesima offensiva lanciata dalle forze dell’ordine contro la criminalità foggiana, dopo gli attentati dinamitardi ed incendiari verificatisi ad inizio d’anno. Anche ieri sera è stato attuato un articolato dispositivo di prevenzione, reso particolarmente efficace e visibile, grazie all’utilizzo di numerosi reparti speciali e di rinforzo inviati dal Ministro dell’Interno sul territorio di Capitanata per rafforzare i servizi di controllo del territorio e di contrasto al crimine.

L’attività è stata esperita con l’impiego di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo, di equipaggi elitrasportati, di operatori specialisti in indagini scientifiche e di reparti specializzati nei controlli su strada e nelle aeree rurali.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Reggio Calabria, 4 Arresti per omicidio premeditato

La Polizia di Stato di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito dalle prime ore di questa mattina un’articolata operazione finalizzata all’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP presso il locale Tribunale nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di omicidio premeditato, tentata estorsione, rapina e tentato omicidio aggravati (ad eccezione del tentato omicidio) dalla circostanza del metodo mafioso e dall’avere agevolato la ‘ndrangheta unitaria, nella sua articolazione territoriale denominata cosca TEGANO, operante nel quartiere Archi di Reggio Calabria. Eseguite diverse perquisizioni domiciliari.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

OPERAZIONE “MOVIDA”

La Polizia di Stato sta eseguendo a Lecce e in provincia il ritardato arresto di alcuni soggetti, diversi dei quali contigui ai clan della criminalità organizzata locale, ritenuti responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. Le indagini della Squadra Mobile di Lecce e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, sono state avviate nel mese di luglio scorso, con il contributo della Direzione Centrale per Servizi Antidroga e del Servizio Polizia Scientifica. L’attività illecita veniva consumata dagli indagati sia nel centro cittadino del capoluogo salentino che in diverse località balneari della provincia anche all’interno di rinomate discoteche. L’operazione rientra nel progetto “PUSHER 3”, che ha rilanciato l’impiego di operatori sotto copertura per l’acquisto di droga, ritardando l’arresto degli spacciatori responsabili della cessione. Il ricorso all’intervento dell’undercover, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, ha consentito di disvelare, in soli 30 giorni, la fitta rete di spaccio presente in ben 4 locali notturni, consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti dei soggetti arrestati, alcuni di essi contigui ai clan della criminalità organizzata locale. Avviati dalla Questura di Lecce i procedimenti amministrativi finalizzati alla chiusura ex art 100 T.U.L.P.S. dei 4 locali pubblici interessati.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Accordo su prevenzione e contrasto dei crimini informatici

Roma,oggi, il rinnovo dell’accordo tra Polizia di Stato e Ferrovie dello Stato Italiane per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e i servizi informativi di particolare rilievo per il Paese. Tra questi, le piattaforme tecnologiche del Gruppo FS Italiane, una delle più grandi realtà industriali del Paese, che realizza e gestisce opere e servizi nel trasporto ferroviario, contribuendo a sviluppare un progetto di mobilità e logistica integrata. La convenzione, firmata dal Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Ferrovie dello Stato Italiane Gianfranco Battisti, rientra nell’ambito definito dalle direttive impartite dal Ministro dell’Interno per il potenziamento dell’attività di prevenzione in materia di criminalità informatica attraverso la valorizzazione del partenariato con il mondo privato. L’insidiosità delle minacce informatiche e la mutevolezza con la quale si presentano richiedono, infatti, una sinergia informativa tra tutti gli attori della cybersecurity per mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze utili a sperimentare efficaci forme di contrasto. Per la Polizia di Stato, tale compito è assicurato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e, in particolare, dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche che, con una sala operativa disponibile h24, rappresenta il punto di contatto per la gestione degli eventi critici delle infrastrutture di rilievo nazionale operanti in settori sensibili per il Paese. Ferrovie dello Stato Italiane, rispettando gli obblighi normativi in materia, ha inoltre avviato un importante processo di internalizzazione dei servizi di sicurezza informatica grazie alla realizzazione del Cyber Security Operation Center. Un polo di eccellenza nel quale confluiscono le tecnologie e le competenze più avanzate con l’obiettivo di fornire i più elevati livelli di protezione cibernetica ai sistemi tecnologici e informativi che supportano la gestione e il controllo della circolazione ferroviaria.
Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti, per il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato Roberto Sgalla e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, mentre per Ferrovie dello Stato Italiane erano presenti il Direttore Centrale Protezione Aziendale Franco Fiumara e il Responsabile Cyber Security Riccardo Barrile.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

FOGGIA: LA POLIZIA DI STATO DI SGOMINA INTERA BANDA CRIMINALE

La Polizia di Stato di Foggia ha arrestato 6 soggetti, componenti di una banda criminale che il 25 settembre scorso aveva fatto irruzione all´interno di una tabaccheria innescando una violenta colluttazione con i due titolari e causando ad uno di loro lesioni.
I due si erano poi allontanati a bordo di un´autovettura rubata.
Nel frattempo, i poliziotti stavano pedinando un altro veicolo, con a bordo due noti pregiudicati, in quanto forte era il sospetto che tale auto avesse come finalità il recupero dei 4 complici.
Dopo un breve inseguimento, i pregiudicati, che addirittura tentavano di investire uno degli agenti, venivano bloccati e all´interno dell´abitacolo veniva rinvenuta una ricetrasmittente, mentre sul cellulare di uno dei soggetti, pervenivano numerose telefonate da due diverse utenze risultate da accertamenti successivi in uso a due dei 4 complici che avevano perpetrato la rapina.
I poliziotti decidevano quindi di salire sull´autovettura dei 2 malviventi per recarsi nel luogo ove la stessa aveva inizialmente sostato, ritendendo che quello fosse il punto concordato per il recupero dei restanti membri della banda.
Ed infatti, i 4 malviventi, usciti da un sentiero, tentavano di salire sull´auto. Venivano prontamente bloccati, arrestati e condotti presso la locale Casa Circondariale. Sequestrati la pistola utilizzata per la rapina, le radiotrasmittenti e vari passamontagna.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
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POLIZIA DI STATO: OPERAZIONE BENGALA

La Polizia di Stato di Stato di Ventimiglia ha  eseguito  7 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti cittadini del Bangladesh, responsabili di associazione a delinquere e  favoreggiamento aggravato  dell´immigrazione clandestina di stranieri privi di idonei documenti. L´operazione, iniziata oltre un anno fa, alla  quale hanno contribuito anche i colleghi della corrispondente  Polizia di Frontiera Francese, stronca così l´organizzazione che ha messo salde radici nel comprensorio di Ventimiglia, ma con contatti anche nelle città di Torino e Milano.
Il materiale investigativo e probatorio ha permesso al GIP di emettere una ordinanza di custodia cautelare a carico di  7 stranieri,  arrestati nella notte, con l´impiego di circa 40 uomini della Polizia di Stato. I poliziotti della squadra investigativa hanno collezionato una serie di prove – monitorando i soggetti a distanza, adottando ogni utile strategia al fine di non essere individuati anche dalle cosiddette “vedette”, che si posizionavano in luoghi strategici proprio per tentare di identificare le auto della polizia ed avvertire immediatamente i “passeur”.  Anche l´utilizzo delle intercettazioni telefoniche hanno permesso di scoprire il complesso sodalizio criminale. Tra gli arrestati, spiccano elementi particolarmente violenti e privi di scrupolo, che non hanno esitato a mettere a repentaglio la vita di molte povere persone, stipandoli all´inverosimile dentro angusti portabagagli privi di aria, pur di ottenere il proprio guadagno, che ormai aveva raggiunto  proporzioni imponenti, tanto è vero che ogni “passaggio” fruttava anche fino a 500 euro per migrante, somma che doveva essere corrisposta in anticipo.   Significativo  il “guadagno” per viaggio, che  raggiungeva cifre  che potevano anche superare i  6000 euro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto polizia di stato

TRASPORTO MERCI PERICOLOSE CONTROLLI A TAPPETO IN TUTTA ITALIA

Nuove azioni di controllo mirato della Polizia di Stato rivolte al trasporto di merci pericolose hanno interessato, dal 10 al 14 settembre, le principali direttrici della viabilità su tutto il territorio nazionale.  L’operazione ad “alto impatto”, articolata su 4 giorni consecutivi, è stata preceduta da un prima giornata di coordinamento, tecnico operativo, a livello nazionale. Quello dell’ autotrasporto, è un segmento della mobilità particolarmente professionalizzato, al fine di garantire il rispetto della normativa ADR che disciplina per il trasporto di merci pericolose. I conducenti devono essere titolari del cosiddetto patentino ADR. Sono stati impegnati nei servizi di controllo Operatori altamente specializzati dei reparti della  Polizia Stradale su tutto il territorio italiano. La campagna di controlli straordinari, si aggiunge agli ordinari controlli che la Polizia Stradale svolge quotidianamente nel settore. L’iniziativa, estesa a tutte le province e pianificata lungo le direttrici maggiormente interessate dal traffico di sostanze pericolose da e verso siti strategici, anche in corrispondenza di barriere e  caselli autostradali, ha consentito di ampliare significativamente i controlli nel settore soprattutto in chiave preventiva di eventuali eventi infortunistici. Sono state 1307 le pattuglie della Polizia Stradale che, in tutta Italia dal 10 al 14 settembre, hanno controllato  4.139 i veicoli,  di questi 3.693 italiani, 407 comunitari e 39 extracomunitari.
Le violazioni complessivamente accertate sono state 3.458, di cui 1.258, il 36% circa del totale, per irregolarità relative alla specifica normativa di settore (art. 168 C.d.S.). Delle violazioni accertate in materia di trasporto di merci pericolose, in particolare, 410  (circa un terzo) hanno riguardato irregolarità documentali, 398 sono state le violazioni riguardanti l’equipaggiamento di sicurezza, mentre 383 sono state le irregolarità relative al veicolo. Altre 67 violazioni sono state accertate relativamente a prescrizioni attinenti  l’autorizzazione, il conducente, il sovraccarico. Infine 236 sono state le violazioni dei tempi di guida e di riposo dei conducenti professionali (art. 174 C d.S). Gli illeciti amministrativi accertati hanno consentito di elevare sanzioni per un importo complessivo di 380.870 Euro. L’attività ha fatto emergere, per la più gran parte, violazioni “documentali, anche se la complessità della normativa ADR e i riscontri ottenuti hanno suggerito la pianificazione per il mese di ottobre e novembre di altri servizi ad alto impatto su tutto il territorio nazionale.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

Latina: polizia lavoro nero e sfruttamento

La Polizia di Stato di Latina, nell’ambito di servizi di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed allo sfruttamento del lavoro nell’agro pontino, ha controllato alcune case rurali in località Borgo Le Ferriere abitate da diversi cittadini indiani all’interno delle quali sono stati identificati cinque cittadini di etnia Sikh, in possesso di permesso di soggiorno, che hanno dichiarato di svolgere l’attività di braccianti  agricoli in diverse aziende presenti in quel territorio.

Gli approfondimenti investigativi svolti dalla Squadra Mobile hanno consentito di individuare all’interno di una camera occupata da uno degli stranieri alcune buste contenenti bulbi di papavero essiccati, le stesse inflorescenze da cui viene estratta l’eroina. I narcotest effettuati presso il locale Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica hanno consentito di rilevare la presenza del principio attivo dei derivati dell’oppio.

Gli stranieri utilizzavano il vegetale essiccato per la preparazione di infusi e bevande che assumevano prima e durante i pesanti turni di lavoro nei campi per vincere la fatica ed il senso di spossamento.

Sono stati controllati, inoltre, alcuni caseggiati ubicati in località Pontinia a ridosso di alcune grandi serre per la produzione di ortaggi esotici; all’interno di tre fabbricati sono stati individuati una decina di cittadini indiani in pessime condizioni igienico-sanitarie, quattro dei quali clandestini sul territorio nazionale.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo

Operazione “Boschetari” Polizia di Stato

La Polizia di Stato di Ragusa ha fermato cinque cittadini rumeni per reati connessi al fenomeno del “caporalato“, associazione a delinquere, traffico di esseri umani e sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile.
Il provvedimento è stato emesso a seguito delle indagini svolte dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa a seguito delle dichiarazioni rese da un cittadino romeno che, prostrato da una situazione di grave sfruttamento lavorativo, si era recato presso la Questura di Ragusa, offrendo un agghiacciante narrato sulle modalità del suo trasferimento in Italia e sull´attività lavorativa in cui era impegnato.
Da tali dichiarazioni partiva l´indagine con cui veniva accertata l´esistenza di una associazione criminale finalizzata al traffico di esseri umani a fini dello sfruttamento lavorativo.
Le vittime venivano attirate con l´inganno e la falsa promessa di un´occupazione lavorativa, di una sistemazione abitativa dignitosa e, poi, invece, venivano private di ogni facoltà di negoziare condizioni di lavoro e di vita.
All´arrivo in Italia tutte le vittime venivano costrette ad abitare in immobili privi di riscaldamento, a vestirsi con indumenti prelevati dai rifiuti, a cibarsi di alimenti scaduti o di pessima qualità ed erano condotte nei vari terreni dai sodali e lì controllate al fine di mantenerne alta la produttività, usando a tale scopo una violenza inaudita.
L´attività permetteva di identificare numerose vittime del traffico di esseri umani gestito dagli indagati.
Tutte le vittime presenti sul territorio sono ora presso un´associazione anti-tratta specializzata nell´ambito della tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo.

Di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
Foto Polizia di Stato

OPERAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO CONTRO I FIANCHEGGIATORI DEL LATITANTE MATTEO MESSINA DENARO

CASTELVETRANO: 17 PERSONE INDAGATE E SOTTOPOSTE A PERQUISIZIONE SU ORDINE DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI PALERMO.
La Polizia di Stato di Trapani sta eseguendo dalle prime luci dell’alba una  serie di perquisizioni a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara, finalizzate a colpire la rete di fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro e a raccogliere ulteriori elementi utili alla sua cattura.
Sono 17 gli indagati dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.
Si tratta di soggetti che, nel corso degli anni, sono stati arrestati per associazione mafiosa e che hanno avuto collegamenti e frequentazioni con appartenenti a “Cosa nostra”. Fra loro vi sono anche alcuni soggetti che, storicamente, sono stati in stretti rapporti con il latitante Matteo Messina Denaro. Ora la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, su segnalazione della Polizia di Stato, li ha sottoposti a una nuova indagine perché sospettati di agevolare la latitanza del capomafia della provincia di Trapani.
150 uomini del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Palermo e di Trapani e del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo hanno perquisito edifici, abitazioni, attività commerciali e imprenditoriali di persone legate al boss latitante.
Gli investigatori della Polizia stanno utilizzando anche attrezzature speciali per verificare l’esistenza di cavità o nascondigli all’interno degli edifici.
L´attività investigativa di oggi dà un altro duro colpo alle famiglie mafiose del trapanese, dopo i 21 arresti di boss e gregari di Cosa nostra finiti in cella ad aprile, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel corso dell´operazione “Anno Zero” contro i clan di Castelvetrano, Partanna e Mazara del Vallo.
Lo scorso mese di dicembre altri trenta mafiosi erano stati iscritti nel registro degli indagati dalla D.D.A. di Palermo quali fiancheggiatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro ed erano stati sottoposti a perquisizione dagli investigatori della Polizia di Stato di Palermo e di Trapani.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato