Camorra, boss latitante arrestato dai carabinieri nel Napoletano

de ciccoda TGCOM24

Il 28enne boss della camorra Gennaro De Cicco, ritenuto reggente del clan degli Amato-Pagano (gli “scissionisti”), è stato arrestato dai carabinieri in un appartamento di Melito, nel Napoletano. De Cicco, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, era uccel di bosco dal settembre 2012. Era ricercato per omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico di stupefacenti.

De Cicco è stato individuato e arrestato in un’operazione dei carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che lo hanno sorpreso a Melito, in un appartamento di via Garibaldi.

De Cicco aveva fatto perdere le proprie tracce nel settembre 2012 per sfuggire a un’ordinanza di custodia in carcere emessa sempre nel 2012 per omicidio. Un’altra ordinanza, per associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti, era stata emessa nei suoi confronti nel febbraio 2013.

Sesso in cambio di aiuto agli esami, due anni e sei mesi al prof catanese

da Corrire.it

Aveva chiesto ad alcune studentesse prestazioni sessuali in cambio di un aiutino agli esami, ma due di loro l’hanno denunciato. Si conclude con la condanna del prof. catanese Elio Rossitto il primo grado di giudizio del processo che ha scosso l’università etnea. Due anni e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e un risarcimento di 5mila euro ciascuno per le cinque parti offese. La sentenza è stata emessa con l’accesso al rito del patteggiamento, dal gup Giuliana Sammartino: l’ex docente di Economia politica dell’università di Catania era imputato di tentate concussione e violenza sessuale.

catania

LA DENUNCIA – Il professore nell’ottobre del 2009 era stato denunciato da due studentesse che lo accusarono di aver chiesto loro prestazioni sessuali in cambio del superamento dell’esame. Il processo era stato incardinato davanti la quarta sezione penale del Tribunale etneo, che ha però poi ritenuto legittima un’eccezione presentata dalla difesa, su una mancata notifica in sede di indagini preliminari e rinviato gli atti alla Procura. I sostituti procuratori Marisa Scavo e Lina Trovato hanno chiesto, dopo avere interrogato Rossitto, nuovamente il suo rinvio a giudizio. La Procura ha condiviso la richiesta di patteggiamento, presentata dai legali dell’imputato, il professore Angelo Pennisi e l’avvocato Attilio Floresta, che è stata accettata dal Gip. Nell’udienza di oggi era stata ammessa come parte civile anche l’associazione Thamaia.

LE IENE – Della vicenda si occupò anche la trasmissione Le Iene di Italia 1 che aveva ripreso il professore in un albergo assieme a una studentessa che aveva rifiutato le avances. La disponibilità di un risarcimento danni è stata presentata in sede di patteggiamento dal professore Rossitto, i cui legali avevano presentato anche una proposta di transazione alle cinque ragazze che erano parti lese nel procedimento. Secondo quanto si è appreso, due di loro avrebbero accettato, le altre avrebbero rifiutato e stanno valutando l’ipotesi di ricorrere in sede civile.

Milano, tassista in coma dopo una violenta lite: condizioni restano gravissime

ambulanzada TGCOM24

Un tassista versa in gravissime condizioni dopo essere stato aggredito al culmine di una lite scoppiata, per motivi di viabilità, in centro a Milano.

L’uomo, Alfredo F., di 68 anni, è in ancora coma nonostante sia stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale Niguarda. E’ stato colpito con una pesante confezione di bottiglie e avrebbe poi sbattuto il volto per terra. Secondo gli investigatori l’aggressore “potrebbe presto costituirsi”.

Le condizioni del tassista sono sempre gravissime. I medici parlano di “un grave trauma cranico condizionante emorragia cerebrale”. La prognosi è riservata.

Cosa è successo – Tutto è avvenuto intorno alle 20.30 in via Morgagni, non distante da Corso Buenos Aires. Alcuni testimoni hanno parlato di una violenta ma breve lite fra il tassista e un pedone. Quest’ultimo avrebbe scagliato un pacco di bottiglie, o un altro oggetto pesante, che stava trasportando a mano o che ha preso da un’altra parte (forse la sua macchina verso la quale stava andando). Il 68enne sarebbe quindi caduto battendo la testa su un’automobile o per terra. Molti particolari della vicenda, comunque, non sono ancora chiari.

Tav, una lettera all’Ansa avverte “Lotta armata contro l’Alta velocità”

letterada TGCOM24

Alla redazione torinese dell’agenzia Ansa è stato recapitato un documento che, firmato da “Nuclei Operativi Armati” (Noa), annuncia “la lotta armata di liberazione” contro la Tav.

Il documento parla di un “tribunale rivoluzionario” che “condanna a morte” alcune persone ritenute “responsabili della repressione in atto”.

“I Noa – si legge nel documento – sono pronti all’azione diretta nei confronti dei mandati e degli esecutori della strategia repressiva che sta togliendo libertà e prospettiva al movimento No Tav. Le accuse, ridicole, di terrorismo richiedono una risposta forte che dimostri, rapidamente, che non siamo inermi. Ora è il momento di praticare la lotta armata di liberazione, i terroristi sono loro, noi siamo i partigiani della libertà”.

Il documento, tre pagine recapitate in una busta bianca affrancata e con timbro postale apparentemente di Torino, è ora al vaglio degli investigatori. La sigla “Noa” è già nota agli inquirenti.

“Torino è il luogo da cui partiremo per svegliare le coscienze proletarie e rivoluzionarie”, si legge ancora nel documento scritto a computer, che si conclude con la “condanna a morte” del “tribunale rivoluzionario insediato per valutare le responsabilita’ politiche della repressione in atto nei confronti del movimento notav in Valsusa”. Il documento fa riferimento, in particolare, a quattro persone. E definisce le condanne “immediatamente esecutive”.

Bari, scomparsi nel nulla il direttore della banca e 50 milioni di euro

unicreditda Help Consumatori

Un conto scoperto, 50 milioni di euro svaniti nel nulla e un direttore di banca di cui, da almeno tre giorni, non si ha più alcuna notizia.

Giallo a Bari dove la moglie di un dirigente di una filiale di Unicredit ha denunciato la scomparsa del marito. E dove due imprenditori locali accusano: “Spariti anche i nostri soldi”. I documenti in mano ai facoltosi investitori accertano il versamento della somma. Dagli atti dell’istituto, invece, non risulta.

A lanciare per primo l’allarme è stato uno dei due imprenditori: doveva incassare un assegno da un milione di euro ma il conto risultava scoperto. Chi l’aveva firmato, convinto delle sue disponibilità, ha così iniziato a chiamare il direttore della banca. Nessuna risposta: l’uomo non si era recato al lavoro e non era neppure rientrato a casa.

Il timore è che il direttore della filiale di Bari Poggiofranco, Michele Scannicchio, si sia dato alla fuga portando con sè tutti i soldi.

L’istituto, dal canto suo, si difende: “Noi siamo parte lesa”. Stando ai primi accertamenti effettuati all’interno della banca, non risulta alcun ammanco. Per Unicredit quei 50 milioni di euro non sono mai stati sottratti. Semplicemente, al contrario di quanto raccontano i documenti su carta intestata in mano ai due imprenditori, non risulta siano mai stati versati.

Ragusa, sesso a pagamento con bimbo di 8 anni: arrestato prof in pensione

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Un professore in pensione è stato arrestato dalla polizia a Modica, in provincia di Ragusa, dopo essere stato sorpreso a compiere atti sessuali con un minorenne davanti a una scuola media.

Dalle indagini è emerso che l’insegnante aveva pagato, per avere rapporti, il minorenne e il padre del bambino.

L’uomo lo avrebbe anche ricattato minacciando di pubblicizzare foto compromettenti, e per questo è stato fermato per estorsione.

Blitz anti-mafia nel Catanese: nel mirino il boss Privitera

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Operazione della Direzione investigativa antimafia nella Piana di Catania.

Nel mirino delle forze dell’ordine il boss Orazio Privitera, esponente di spicco del clan Cappello.

Centinaia di agenti della Dia, in collaborazione con l’organismo tedesco Bundeskriminalamt (Bka), hanno eseguito nelle province di Catania, Siracusa, Milano, Torino e in Germania ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 27 persone.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti, porto illegale di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le indagini della Dia di Catania sono state coordinate dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico della Direzione distrettuale antimafia etnea diretta procuratore Giovanni Salvi.

ragedia a Trastevere: musica troppo alta, ucciso con cacciavite nel petto da indiano

carabinieri-notte-2da Agi.it

Una lite per il volume troppo alto in auto per ascoltare la musica e’ finita con un omicidio. E’ avvenuto la notte scorsa in via Garibaldi, nel quartiere Trastevere di Roma.

La vittima e’ un romano trentenne ferito mortalmente al petto con un cacciavite da un indiano di 57 anni che viveva in una roulotte. La vittima, che lavorava in un albergo della zona, in compagnia del fratello si era fermata con l’auto proprio accanto alla roulotte dell’indiano.
Quest’ultimo infastidito dal volume troppo sostenuto della musica e’ sceso dal mezzo chiedendo di allontanarsi. Ne e’ nata una lite al termine della quale l’immigrato ha preso un cacciavite, che si trova sulla porta della roulotte e viene utilizzato come chiavistello, ed ha colpito il giovane al petto. Immediata la corsa verso il vicino ospedale dell’Isola Tiberina dove il trentenne e’ giunto cadavere. I carabinieri della compagnia di Trastevere hanno poco dopo bloccato il responsabile all’interno della roulotte che dovra’ ora rispondere di omicidio volontario. Ai militari l’uomo ha detto di non essersi reso conto della gravita’ della ferita inferta.
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Rapina a Fiumicino: barista romena accoltella a morte malvivente

barda Agi.it

Hanno tentato una rapina armati di pistola in un bar di via Ermede, a Fiumicino, e uno dei rapinatori e’ stato accoltellato da una dipendente. E’ successo ieri sera e il rapinatore ferito, un pregiudicato romano di 29 anni e’ morto poco dopo a seguito della grave ferita riportata.
L’altro rapinatore e’ invece fuggito a bordo di un furgone rubato ma e’ stato poi bloccato dalla polizia dopo un incidente stradale. I due erano entrati all’interno del bar ed avevano esploso alcuni colpi di pistola. Nella cucina del bar una delle dipendenti, di nazionalita’ romena, ha reagito e si e’ difesa con un coltello ferendo uno dei malviventi. Hanno esploso diversi colpi di pistola all’interno del bar di via Hermada, 109 nella zona Isola Sacra di Fiumicino, i due rapinatori autori del colpo poi finito nel sangue. Uno dei due, un pregiudicato di 29 anni, ha infatti perso la vita a seguito delle ferite inferte con un coltello da cucina da una dipendente, una romena di 39 anni. I due malviventi erano riusciti ad impossessarsi del contenuto della cassa del bar, circa 350 euro in contanti.
Secondo quanto accertato dalla polizia la donna avrebbe reagito alla rapina e nel corso della colluttazione ha colpito uno dei due rapinatori con alcune coltellate.

‘Ndrangheta: magistrato avrebbe preso soldi da clan Bellocco

magistratoda Agi.it

Giancarlo Giusti, il magistrato arrestato nell’ambito dell’operazione “Abbraccio”, avrebbe disposto, in cambio della corresponsione di una somma di denaro, la scarcerazione di alcuni esponenti di spicco della potente cosca di ‘ndrangheta dei Bellocco, contribuendo altresi’, sempre secondo l’accusa, al rafforzamento, alla conservazione ed alla realizzazione degli scopi rientranti nel programma criminoso dell’associazione ‘ndranghetistica.
L’accusa si riferisce alla qualita’ di componente del collegio del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria in occasione di un’udienza del 27 agosto 2009. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere che ha portato in carcere sette persone, sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, con l’ausilio delle strutture investigative del luogo e con la partecipazione dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato di Rosarno (Rc), Montepaone Lido ( CZ), Milano, Avellino e Benevento.