POLIZIA: Termoli. Furti sotto ombrelloni. Fermato 60enne di Ancona

commissariatoda Primonumero

Termoli. Ancora furti sotto gli ombrelloni del lungomare termolese. Questa volta, tuttavia, a finire nei guai è stato un 60enne di Ancona che gli agenti della polizia hanno trovato in possesso di un borsello e di un cellulare la cui sparizione era stata denunciata ieri, sabato 31 agosto, da una turista torinese in vacanza in città. Ed è così che nel pomeriggio di oggi, domenica 2 settembre, il 60enne è stato raggiunto dagli uomini del 113 mentre si trovava in uno stabilimento sul lungomare nord di Termoli. Perquisito è stato quindi trovato in possesso di alcuni oggetti rubati. Fermato è stato quindi portato al Commissariato di via Cina mentre diversi erano i bagnanti che hanno assistito alla scena.

E diversi sono stati i furti registrati nel corso della stagione estiva sotto gli ombrelloni del litorale termolese. Episodi che si sono andati ad aggiungere ai furti messi a segno in diversi appartamenti della città. Molti sono stati i bagnanti, tra i quali anche turisti, che nel corso dell’estate hanno denunciato la scomparsa di portafogli, soldi o telefoni cellulari dal proprio ombrellone.

Calabria, travolto da un suv Morto un ragazzino di 12 anni

suvda Corriere.it

Drammatico incidente in Calabria, a Sellia Marina. Un ragazzino di 12 anni, che stava sistemando delle cassette di frutta e verdura davanti al negozio dei nonni sulla strada statale 106 a Sellia Marina, è stato investito da un suv ed è morto sul colpo. L’uomo, fermato nella serata di sabato, guidava con la patente sospesa da qualche mese. L’INCIDENTE – La vittima è Matteo Battaglia, di 12 anni, morto sul colpo, davanti agli occhi della madre che si trovava nel negozio assieme agli anziani genitori. In pochi secondi, il dramma: il fuoristrada fuori controllo, condotto da un operaio ventiseienne domiciliato a Botricello, altro centro della costa ionica catanzarese poco distante, è piombato come un razzo centrando il 12enne. La folle corsa del mezzo, che ha travolto il tendone del negozio, si è arrestata solo a poche decine di metri di distanza, all’altezza di un bivio che conduce nella frazione di Calabricata, nello scontro con un’altra vettura in attesa di immettersi sulla statale. Nell’impatto il suv è praticamente salito, schiacciandola quasi, sull’altra vettura a bordo della quale c’era un uomo di 49 anni del luogo. Quando sul luogo dell’incidente, davanti alle scene strazianti dei familiari del bambino, sono giunti i soccorsi, per il piccolo Matteo non c’era più niente da fare. Due i feriti: oltre al conducente del suv con una ferita alla spalla, anche e soprattutto l’altro automobilista che ha riportato seri danni ed è attualmente in coma farmacologico anche se non dovrebbe essere in pericolo di vita. Entrambi sono stati ricoverati nell’ospedale civile di Catanzaro.

SENZA PATENTE – Dalle indagini dei carabinieri, che sono giunti sul posto assieme a due ambulanze del Suem 118, è emerso che al ventiseienne romeno alla guida del suv, nei mesi scorsi, era stata ritirata la patente perchè risultato positivo all’alcoltest. Sempre secondo quanto accertato dai militari non sarebbe chiara al momento la proprietà del fuoristrada che risulta essere in una fase di passaggio dal concessionario all’acquirente. I risultati degli esami emato-chimici cui il giovane romeno è stato sottoposto si sapranno solo lunedì prossimo, ma intanto, il pm Vincenzo Russo, dopo gli accertamenti compiuti dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti dell’uomo. L’uomo è adesso piantonato in ospedale per omicidio colposo e guida senza patente per il pericolo di fuga, visto che non è residente in zona e perchè l’auto non era coperta da assicurazione. All’origine dell’incidente, secondo gli investigatori, potrebbe esserci stata l’alta velocità ed una distrazione.

Brucia l’auto con dentro le figlie piccole Poi muore anche lui per le ustioni

autoda Corriere.it

Dramma familiare in Svizzera: a Grabs, nel canton San Gallo, la polizia ha rinvenuto domenica sera i corpi carbonizzati di due bimbe – una di 2, l’altra di 5 anni – in un’automobile distrutta dalle fiamme. Il padre, uno svizzero di 44 anni, è stato ritrovato poco lontano gravemente ferito. È deceduto dopo il ricovero in ospedale, in seguito alle gravi ustioni. La storia ricorda da vicino quella delle gemelline Alessia e Livia, le bambine svizzere di 6 anni fatte sparire due anni fa dal padre, suicidia, sempre in Svizzera.

OMICIDIO-SUICIDIO – Per gli inquirenti di San Gallo che indagano sull tragedia potrebbe trattarsi di omicidio-suicidio. Come riporta l’Agenzia telegrafica svizzera, la madre delle piccole aveva allertato la polizia poco prima delle 15. Agli agenti la 34enne aveva raccontato che l’uomo, da cui era separata da qualche mese, si era recato senza avvertire da alcuni parenti per prendere le due bimbe ed era poi ripartito con la sua vettura. Immediatamente è scattata un’operazione di ricerca.

 

Il luogo del ritrovamentoIl luogo del ritrovamento

CADAVERI CARBONIZZATI – Poco più tardi, la centrale d’allarme è stata informata dell’incendio di una macchina in una radura della regione di Grabs. Una volta arrivati sul posto i vigili del fuoco e le forze dell’ordine hanno fatto la scoperta: all’interno del veicolo c’erano i cadaveri carbonizzati di due bambine. Qualche dozzina di metri più in là c’era un uomo, gravemente ferito. Trasportato d’urgenza all’ospedale in elicottero è morto in serata. In seguito, è stato confermato che era il padre delle bambine. Resta da chiarire se le sorelline siano state uccise, e come, prima di essere bruciate o se invece siano state arse vive. Per gli investigatori il responsabile del delitto sarebbe comunque il 44enne che, con tutta probabilità, non sarebbe riuscito ad accettare la separazione. «Secondo una prima ricostruzione l’uomo – già noto alle forze dell’ordine – ha incendiato l’auto», ha spiegato lunedì mattina il portavoce della polizia Hanspeter Krüsi. Aggiungendo: «Possiamo escludere un incidente».

TERMOLI: Entrano in due, armi in pugno e t-shirt sulla bocca: rapinano le Poste centrali e fuggono a piedi

rapinada Primonumero

Termoli. Sono entrati a volto scoperto, e per camuffarsi almeno in parte hanno alzato il collo della maglietta fino a coprirsi naso e bocca. Un’arma in mano, forse una pistola giocattolo – è l’ipotesi più verosimile, ma non è detto che le armi non fossero vere – e minacce ai dipendenti in servizio nell’ufficio postale di via Milano, pieno centro a Termoli. «Questa è una rapina, fuori i soldi».

I due, che secondo le prime informazioni sono giovani, hanno tra i 25 e i 30 anni, e di nazionalità italiana, si sono fatti consegnare il denaro in cassa e sono fuggiti a piedi dirigendosi verso via Duca degli Abruzzi.
Nel momento in cui hanno fatto irruzione è entrata una ragazza, alla quale hanno fatto cenno con la mano di andare nel corridoio laterale e starsene buona. Hanno minacciato due dipendenti e si sono fatti consegnare il denaro. Oltre al bottino delle Poste, che deve essere ancora quantificato ma che non dovrebbe ammontare o cifre ingenti secondo quanto si apprende dalle indiscrezioni, hanno portato via anche il borsello del cassiere, dentro il quale però si trovavano solo documenti.

 I carabinieri della Compagnia termolese e del Nucleo Operativo radiomobile hanno aperto la accia all’uomo, che si sta concentrando nelle vie cittadine e lungo le principali arterie di collegamento della costa. La rapina segue di soli cinque giorni quella alle Poste di Difesa Grande, in via degli Oleandri. Mercoledì scorso, 21 agosto, tre malviventi avevano fatto irruzione nell’ufficio del quartiere periferico, portando via trentamila euro prelevati, sotto la minaccia di un coltello, dal forziere blindato. LINK

Cinque rapine in un mese: allarme a Termoli
Poste sotto attacco: 2 colpi in 6 giorni. Su facebook la paura e lo sconcerto

Va in banca e viene derubato dal vigilante

bancada Ansa.it

Va in banca e viene derubato di 500 euro dalla guardia giurata. E’ accaduto a Napoli. La guardia giurata è stata scoperta e denunciata dalla polizia grazie alle immagini del sistema di sorveglianza. Un uomo di 53 anni prima di entrare aveva depositato il portafogli in una cassetta portaoggetti ma quando è uscito si è reso conto che erano stati sottratti 500 euro. La guardia giurata, utilizzando la chiave di un’altra cassetta, ha aperto quella utilizzata dal cliente e ha preso le banconote.

Rapina nella villa di Pippo Marchioro L’ex allenatore aggredito con la moglie

marchioroda Corriere.it

Tre banditi armati di fucile, a viso coperto e che indossavano guanti di lattice, hanno compiuto una rapina nella tarda serata di mercoledì nella villa dell’ex allenatore del Milan e della Reggiana Pippo Marchioro, 77 anni, che si è stabilito da tempo in località Le Silerchie, nel comune di Camaiore (Lucca). Quando i banditi sono entrati in azione, nella casa c’erano Marchioro e la moglie Liliana Aveni, 74 anni. I due coniugi sono stati minacciati e aggrediti e avrebbero subito delle lesioni lievi oltre a un forte stato di choc.

OBIETTIVO, LA CASSAFORTE – In base a una prima ricostruzione, i banditi hanno tentato di portare via la cassaforte ma non ce l’hanno fatta, quindi hanno rubato dell’argenteria arraffando tutti gli oggetti che hanno potuto. Prima di andarsene hanno imbavagliato e rinchiuso la coppia in uno stanzino. Marchioro e la moglie sono poi riusciti a liberarsi e a dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Ricerche dei banditi sono in corso su tutto il litorale della Versilia e in Lucchesia: oltre ai tre visti da Marchioro e dalla moglie è possibile che vi siano stati altri malviventi a supporto. Il 7 febbraio 2008 fu rapinata in casa la moglie di Marchioro: in quell’occasione i banditi portarono via 300 euro.

PORTA APERTA – I malviventi avrebbero approfittato della porta di ingresso lasciata aperta dai proprietari per far entrare aria data la serata calda. Dopo aver scavalcato il cancello, si sarebbero dunque presentati nell’abitazione con una certa facilità, prendendo così di sorpresa i due anziani. Non è escluso che le abitudini dei coniugi Marchioro siano state osservate in appostamenti precedenti.

Botte per il posto da mendicante al semaforo, arrestata 39enne

pronto soccorsoda agi.it

Botte per il posto dove chiedere l’elemosina. E’ successo a Terni, dove una 39enne romena e’ stata arrestata e un connazionale coetaneo denunciato per i reati di tentata rapina continuata e lesioni ai danni di una 25enne, anche lei romena. Il “posto di lavoro” conteso e’ un semaforo in via Di Vittorio. E’ stata proprio la piu’ giovane a telefonare ieri al 113 per denunciare l’aggressione da parte della connazionale che, dopo averle intimato insieme all’uomo di abbandonare il posto o consegnare le elemosine, l’ha aggredita cercando di strapparle i soldi, una trentina di euro.
Sul posto e’ intervenuta una volante della polizia che ha fermato le due donne, l’uomo invece e’ riuscito a dileguarsi, anche se e’ stato identificato dagli agenti, in seguito agli accertamenti. La 39enne e’ finita in manette e rinchiusa al carcere femminile di Perugia. La vittima, in passato espulsa dal territorio nazionale, e’ stata medicata al pronto soccorso, dove le sono state diagnosticate delle lesioni guaribili in 5 giorni. La ragazza ha dichiarato di subire da almeno 10 giorni le quotidiane rapine dei due connazionali.

Bei voti in cambio di sesso, arrestato insegnante

Carabinieri: una pattuglia dell'Armada Ansa.it

Un insegnante di un istituto superiore di Saluzzo e’ stato arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con due sue allieve minorenni. Dalle indagini dei carabinieri di Savigliano, al comando del capitano Tommaso Gioffreda, sarebbero emerse anche facilitazioni ottenute dalle due giovani per ottenere migliori voti a scuola. A lui i carabinieri sono giunti dopo una segnalazione: hanno messo in atto pedinamenti e controlli compiendo anche perquisizioni ed il materiale raccolto ha pienamente confermato le ipotesi investigative. L’insegnante e’ stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico, comprendente una serie di immagini che lo ritraevano in foto hard con una delle giovanissime studentesse.

Tra la documentazione sequestrata risultano alcune lettere e le pagelle delle allieve coinvolte. ”Le indagini – spiega il capitano Tommaso Gioffreda – non sono ancora terminate, sono al vaglio le posizioni di altre ragazze, che pur trovandosi in situazione analoga, non avrebbero denunciato la vicenda, stante anche la personalita’ dell’insegnante, di un certo spessore professionale e culturale che godeva di grande stima e considerazione da parte dei colleghi. Potrebbero non aver denunciato i fatti temendo di non essere credute proprio a causa della stima di cui il professore godeva”.

Tragedia nel mare delle Marche, ritrovato morto sedicenne scomparso

guardia costierada Ansa.it

E’ stato ritrovato morto dai soccorritori nel mare di Fermo Riccardo Galié, il sedicenne di Amandola scomparso ieri notte durante una gita in pedalò con tre amici, tutti salvi. Il corpo era incagliato fra gli scogli, a poca distanza dalla riva. I genitori di Riccardo, il padre operaio di un mobilificio a Sarnano, la madre titolare di una pizzeria al taglio ad Amandola, non hanno assistito alla scena del ritrovamento del corpo senza vita del figlio. Dopo una notte di ansia trascorsa sulla spiaggia, agenti della polizia li avevano convinti ad allontanarsi per qualche ora dal luogo delle ricerche, condotte da mezzi della Capitaneria di porto, dei vigili del fuoco e da un elicottero della Guardia di finanza. Sul posto anche il Nucleo sommozzatori della Guardia costiera di San Benedetto del Tronto.

 

Sembra non sapesse nuotare – Pare non sapesse nuotare Riccardo Galiè, il sedicenne di Amandola morto nel mare di Fermo dopo una tragica uscita notturna in pedalò insieme a tre amici, uno dei quali, C. I., 19 anni, è ancora ricoverato in stato di ipotermia in ospedale. E’ quanto si apprende dalle prime testimonianze raccolte dagli investigatori. In serata, nell’obitorio di Fermo, ci sarà la ricognizione cadaverica disposta dal magistrato di turno, che solo successivamente deciderà su un’eventuale autopsia. Il cadavere di Riccardo è stato avvistato stamani poco prima delle 11 dai soccorritori della Guardia costiera e dai vigili del fuoco fra le due barriere frangiflutto della costa, circa 700 metri a sud dal luogo in cui il pedalò, che era privo del tappo di sicurezza, si è ribaltato trascinando in acqua i quattro occupanti. Il corpo è stato poi raggiunto e portato a riva da cinque subacquei del Distaccamento porto dei vigili del fuoco di Ancona, supportati da una squadra dei Vvf di Fermo. Dalla scogliera alla spiaggia ci sono solo 60 metri, una distanza che però Riccardo non è riuscito a coprire, nonostante gli amici fossero tornati indietro per aiutarlo

Gemelli scomparsi, tutto un equivoco

gemellida Ansa.it

Si tratterebbe di un “semplice equivoco” quanto avvenuto ieri a Roma con la sparizione per diverse ore di quattro bambini romeni, di cui due gemelli di 6 anni. E’ quanto si fa strada nell’attività di indagine dei pm della Procura capitolina che ieri hanno avviato un fascicolo di indagine. “Un equivoco seguito ad una serie di eventi concatenati che hanno fatto scattare le giuste misure di indagine. Una errata comunicazione tra genitori e amico di famiglia”. E’ questa la sintesi che gli inquirenti fanno della vicenda dopo che in serata è stato ascoltato a lungo Costantin A., l’uomo di 37 anni che ha portato i quattro bimbi a fare un bagno a Ladispoli per poi riportali a Roma nella serata. Nelle prossime ore verranno svolti ulteriori accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani, per chiarire oltre ogni dubbio le fasi di una giornata che ha tenutola città con il fiato sospeso. Non si esclude che gli stessi bimbi possano essere ascoltati per ricostruire le ore trascorse in compagnia dell’uomo, amico di famiglia e a cui già in passato erano stati affidati dalla famiglia che risiede a Frosinone gli altri due bambini.