Emilia: bambini in “viaggio” con la polizia

da Polizia di Stato

Giornate ricreative e spensierate per i bambini e i  ragazzi delle zone dell’Emilia recentemente colpite da scosse di terremoto: un’iniziativa della Polizia di Stato in collaborazione con Nikon  Italia, Fiera children’s tour e il Centro sportivo italiano Modena.

In particolare i giovani trascorreranno alcune giornate in località marine e montane. Ogni settimana verrà organizzata una gita  giornaliera a partire dal 7 agosto fino a metà settembre. I ragazzi saranno accompagnati con i pullman della Polizia di Stato.

L’iniziativa, che coinvolgerà circa 2 mila giovani, parte da Mirandola: il 7 agosto la destinazione sarà il parco Esploraria di Zocca  in località Lame (Modena), mentre il 9 la meta sarà il parco Natura Viva in provincia di Verona.

Solidarietà: prima di partire doniamo il sangue

da Polizia di Stato

Con l’arrivo dell’estate scatta, come ogni anno, l’emergenza sangue. A causare l’allarme è la combinazione di molti fattori. In particolare la riduzione delle donazioni che avviene in questo periodo e l’aumento delle richieste di sangue legate a un maggior numero di incidenti stradali.

Per questo l’Advps onlus – Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato – ha scelto come slogan per agosto “Fai la scelta giusta…prima di partire dona il sangue” e ha organizzato sette appuntamenti con orario 8-11,30. L’obiettivo è quello di raccogliere almeno 250 sacche di sangue.
Questo il calendario:

Data Luogo
Sabato 4 agosto Piazza Lavinia – Lavinio
Venerdì 10 agosto Compendio Ferdinando di Savoia – via Castro Pretorio – Roma
Martedì 21 agosto Polizia Frontiera Aerea, via Fratelli Wright 40 – Fiumicino
Venerdì 24 agosto 1° Reparto Volo Pratica di Mare, via Pratica di Mare 45 – Pomezia
Venerdì 24 agosto Ospedale civile – via Montereale – Pordenone
Venerdì 24 agosto Centro riferimento oncologico – via Pedemontana – Aviano
Venerdì 31 agosto Fondazione G. Pascale, via C. dei Cangiani 1 – Napoli

Ricordiamo che tutti possono donare, cittadini e poliziotti, anche le persone diversamente abili possono farlo perché sono stati scelti luoghi idonei e privi di barriere architettoniche. L’atto della donazione è semplice, volontario, gratuito e veloce.

I requisiti per donare sono questi: età compresa tra i 18 e i 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, essere a digiuno di latte, derivati e alimenti solidi. Sono consentiti invece un tè, un caffè o un succo di frutta. Per maggiori informazioni si può contattare l’ispettore della Polizia di Stato Luca Repola al numero 339.1136030 o visitare il sito dell’associazione.

Londra 2012: Jessica Rossi vince tutto, oro, record mondiale e olimpico

da Polizia di Stato

Giornata indimenticabile per la tiratrice delle Fiamme oro Jessica Rossi che ha vinto la medaglia d’oro nel tiro a volo, specialità fossa olimpica. La neo campionessa olimpica ha condotto una gara storica, con un solo errore commesso, per un punteggio finale di 99 centri su 100.

Jessica ha fatto registrare tutti i record possibili: medaglia d’oro, record del mondo e olimpico, oltre al primato realizzato nelle qualificazioni con 75 piattelli abbattuti su 75.

La ventenne del Gruppo sportivo della Polizia di Stato si è dimostrata sicura di se, come una veterana, ed ha condotto la gara sempre in testa, con le avversarie che non hanno potuto far altro che assistere alla giornata storica del tiro a volo.

“Avevo preparato questa gara nei minimi particolari, sia dal pundo di vista tecnico che psicologico, non ho lasciato nulla al caso – è stato il commento di Jessica subito dopo la gara – Non ho avuto emozioni, questo giorno lo avevo già vissuto tante volte proprio così, dopo l’unico errore mi è venuto da sorridere. Dedico la vittoria a tutti i terremotati dell’Emilia”.

Argento per la tiratrice slovacca Zuzana Stefecekova e terza la francese Delfine Reau, dopo lo spareggio.

Continua quindi a vincere la ragazza prodigio del tiro a volo che nel 2009, a soli 17 anni, stupì il mondo vincendo i campionati del mondo e quelli europei. E anche oggi ha continuato a stupire con una prestazione che rimarrà per molto tempo nella memoria dello sport.

Immancabili i complimenti del capo della Polizia Antonio Manganelli, che si è congratulato con l’atleta del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Jessica Rossi, per la medaglia d’oro conquistata alle olimpiadi di Londra.

ECOMAFIA GLOBALIZZATA

di Grazia De Marco

Le organizzazioni mafiose non sono tali solo quando si manifestano attraverso reati palesi e sanguinari, le loro attività, infatti, spesso sono silenziose e penetrano le strutture dell’economia, della politica e del tessuto sociale. Tutte le mafie si adeguano al mercato, per inserirsi in attività illegali che consentono di investire ingenti somme di denaro per ricavarne profitti altrettanto enormi. Tra queste, sicuramente al primo posto vi sono le ecomafie, che riguardano il traffico illecito di rifiuti, la cementificazione abusiva, nonché gli attacchi al patrimonio culturale e alla fauna.

Lo scorso 4 Luglio è stato presentato il rapporto “Ecomafia 2012”, l’indagine annuale di Legambiente sull’illegalità ambientale, che ha fotografato una situazione impressionante, con un business illecito dalle cifre scioccanti, spesso contrastato con impegno e perizia dalle forze dell’ordine, le quali, solo nel 2011, hanno effettuato 8.765 sequestri, con 305 arresti (100 in più, rispetto all’anno precedente) e 27.969 persone denunciate. Nonostante questo grande lavoro, però, i traffici illeciti gestiti dagli ecomafiosi nel 2011 hanno fruttato ancora troppo, ben 16,6 miliardi di euro, anche a causa dell’accresciuta aggressività dei clan e dell’eccessiva disinvoltura con la quale il denaro illegale si muove nei circuiti della finanza internazionale.

Nel rapporto si precisa inoltre che i clan che gestiscono questi traffici sono 296, sparsi in tutte le regioni d’Italia, anche se la maggior parte dei reati registrati (il 47,7%) riguarda ancora una volta le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa, con in testa la Campania, seguita dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia, ma nell’elenco sono anche compresi il Lazio ed  alcuni comuni del nord Italia sciolti per mafia, come Bordighera, Ventimiglia, Rivarolo e Leini.

Tra i vari settori illegali, quello più pericoloso e difficile da contrastare è certamente il traffico illecito di rifiuti internazionali. In Italia è comunque possibile investigare questo fenomeno grazie all’introduzione, nel 2001, del delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (ex art. 53 bis del decreto Ronchi, ora art. 260 del D.Lgs 152/2006), che è anche l’unico delitto ambientale esistente nel nostro Paese. Il fenomeno del traffico internazionale di rifiuti comincia ad affacciarsi all’inizio degli anni ’80, grazie all’adozione di normative più rigide sullo smaltimento, che alcuni Governi europei hanno adottato per rendere sempre più difficile e onerosa l’eliminazione di scarti industriali e di oggetti dismessi.

I movimenti transfrontalieri di rifiuti sono regolati dalla “Convenzione di Ginevra”, entrata in vigore nel 1992 e ratificata, a oggi, da 138 Governi. La “Convenzione” ha l’obiettivo di vietare l’esportazione di scorie verso i Paesi in via di sviluppo, prevedendo anche un sistema di accordi bilaterali per disciplinarne i movimenti e consentendo le spedizioni in questi Paesi solo di alcune tipologie di rifiuti, destinati al recupero e mai al mero smaltimento.

Con l’entrata in vigore della normativa, tuttavia, una parte dei traffici è stata dirottata nel circuito illegale, finendo per cambiare forma. Per cercare di aggirare la “Convenzione” e le sue regole, infatti, i trafficanti hanno incominciato a far ricorso a triangolazioni tra vari Paesi, adottando la tecnica del “giro-bolla”, ossia la falsificazione dei documenti di accompagnamento dei carichi. Grazie a questa tecnica, container carichi fino all’orlo di veri e propri rifiuti, spacciati alla frontiera  per materie prime secondarie o scarti di lavorazione, hanno la possibilità di passare da un intermediario all’altro o da un Paese all’altro.

In Italia i percorsi criminali transfrontalieri hanno inizio dalle grandi piattaforme logistiche, che rastrellano ogni genere di scarto, per poi destinarli all’estero. La direttrice storica dello smaltimento collegava in passato il Nord al Sud (ovvero i Paesi più ricchi a quelli più poveri), mentre la nuova destinazione sembra unire l’Ovest all’Est (ossia i Paesi più ricchi a quelli che lo vogliono diventare). Il tragitto tra Italia-Germania-Olanda-Hong Kong-Cina, ad esempio, è considerato un classico dei traffici illegali, regolati da cinque, sei, sette passaggi per ogni carico.

Più in generale, tuttavia, le tipologie di aree particolarmente considerate sono quelle caratterizzate da confini scarsamente controllati, da processi di disgregazione governativa o da conflitti interni. Per cercare di capire meglio quali siano le direttrici transnazionali più appetibili bisognerebbe anche conoscere tutti i mutamenti in corso nelle principali economie in espansione e in particolare la strutturazione della domanda, poiché non bisogna comunque dimenticare che quello della gestione illecita dei rifiuti è un vero e proprio mercato e quindi risente della fluttuazione dei circuiti economici.

Per quanto riguarda la tipologia, invece, una di quelle più appetibili, sempre secondo Legambiente, soprattutto per le organizzazioni criminali italo-cinesi, è quello dei materiali plastici, in particolare quelli a base di polictilene impregnati di fitofarmaci, pesticidi e fertilizzanti chimici, utilizzati per coprire le serre. Questi materiali dovrebbero essere smaltiti in impianti speciali, prima di essere destinati al riciclo, mentre, nei percorsi criminali, container carichi di questi rifiuti arrivano direttamente in aziende clandestine dove, mischiati ad altri materiali plastici, diventano nuova materia prima, poi spedita in giro per il mondo.

Tra i rifiuti sequestrati figurano molto spesso anche apparecchiature elettriche ed elettroniche come i Raee, che invadono soprattutto Paesi come l’India, vari Stati Africani, tra cui il Ghana e la Cina, dove finiscono nella più grossa discarica hi-waste del Guadong, nel sud del Paese orientale. Un’altra tipologia di rifiuti molto apprezzata dai trafficanti che operano sul mercato asiatico sembrano essere sia i pneumatici fuori uso, che vengono frantumati per poi essere utilizzati come combustibile per cementifici e termovalorizzatori, che altri materiali come l’acciaio, il ferro e la carta.

Per traffici e affari così imponenti, tuttavia, la criminalità organizzata, non potendo gestire e coordinare tutto da sola, si avvale di una vera e propria rete di rapporti con funzionari pubblici, produttori di rifiuti, addetti ai trasporti, gestori di stoccaggi, cosiddetti “colletti bianchi” (soggetti dalla fedina penale pulita che occupano posti chiave nelle pubbliche amministrazioni) e, in ultimo, con il commissario straordinario.

Una delle parti sicuramente più interessanti di “Ecomafia 2012” riguarda infine le proposte di Legambiente per cercare in qualche modo di arginare il fenomeno e cioè:

–           rafforzare da un lato e semplificare dall’altro il quadro sanzionatorio in materia di tutela penale dell’ambiente attualmente in vigore;

–           rendere pienamente operativa la nuova classificazione del delitto dia attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, prevedendo l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, in presenza di sufficienti indizi di reato e prolungando fino a un anno i termini per le indagini preliminari;

–           prevedere una serie di modifiche normative finalizzate a rendere più efficaci le procedure di sequestro di rifiuti presso aree portuali e aeroportuali;

–           sollecitare l’estensione del delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti in tutti i Paesi dell’Unione Europea;

–           inserire stabilmente e rafforzare il contrasto dei traffici illegali di rifiuti nelle attività di organismi investigativi e di controllo europei e internazionali (Europol, Interpol, Organizzazione mondiale delle dogane).

In manette la “big family” dello spaccio

da Polizia di Stato

Spacciavano droga nel comune di Ribera, in provincia di Agrigento, ma questa mattina gli uomini del commissariato di Sciacca  hanno interrotto i loro traffici.

In collaborazione con la Squadra mobile di Agrigento, del commissariato di Bagheria, del Nucleo prevenzione crimine e delle unità cinofile  di Palermo, gli agenti hanno arrestato cinque appartenenti all’organizzazione criminale. Altri due membri alla banda, tra cui uno dei capi, erano  stati già arrestati in precedenza, mentre un altro è ancora ricercato.

In particolare gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla vendita di sostanze stupefacenti.  Perquisite le abitazioni di altre quattro persone indagate.

L’indagine, denominata “Big family” perché i capi appartenevano allo stesso nucleo familiare, ha preso il via durante l’operazione “Venere  della notte”, portata a termine nel 2006 dalla polizia contro l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione.

Durante alcune intercettazioni ambientali si sentiva uno degli arrestati di oggi mentre prometteva di fornire una rilevante quantità di  extasy, una droga sintetica, e nello stesso tempo consegnava alcune dosi di cocaina, sequestrate subito dopo.

Da quell’episodio è iniziata la nuova indagine, con intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e pedinamenti che hanno fatto  emergere l’organizzazione di spacciatori.

Il gruppo criminale era capeggiato da G.C. e V.C., rispettivamente figlio e moglie di un pregiudicato ucciso nel 1989. I due organizzavano e  programmavano gli acquisti di droga che venivano concordati dal figlio durante frequenti viaggi a Palemo, Napoli e Bagheria.

Un corriere della banda si recava nelle varie piazze a ritirare la droga per trasportarla a Ribera, e spesso, per eludere eventuali controlli,  utilizzava mezzi pubblici come il pullman o il treno.

L’organizzazione disponeva inoltre di una pistola detenuta illegalmente nel proprio garage dal corriere del gruppo.

Londra 2012: Elisa Di Francisca è medaglia d’oro

da Polizia di Stato

Elisa Di Francisca ha vinto la finale olimpica del fioretto femminile scrivendo il  proprio nome nella storia dello sport.

Ancora una volta è stato il derby con un’azzurra a decidere la vittoria. Arianna Errigo ha conteso la medaglia alla campionessa delle Fiamme  oro fino all’ultimo.

Al termine della prima frazione dell’assalto Elisa era in vantaggio per 3 a 2 e alla fine del secondo per 7 a 6. Nell’ultima parte dell’incontro la  fiorettista cremisi ha subito un calo di concentrazione che ha portato la sua avversaria prima a pareggiare i conti e poi a superarla arrivando a  condurre con tre stoccate di vantaggio.

Ma la fiorettista cremisi era la più forte e voleva a tutti i costi la vittoria. Ha recuperato punto su punto fino a raggingere la  parità, 11 a 11 quando mancavano 19 secondi dalla fine del tempo regolamentare.

Nel minuto supplementare Elisa ha preso subito l’iniziativa piazzando la stoccata decisiva che le ha regalato la medaglia d’oro.

Storico podio tutto azzurro e per due terzi color cremisi, con l’altra portacolori delle Fiamme oro, Valentina Vezzali, medaglia di bronzo.

Il capo della Polizia, Antonio Manganelli si è congratulato personalmente con le atlete del Gruppo sportivo della Polizia di Stato per le  medaglie conquistate. Manganelli ha espresso ”vivo apprezzamento per la medaglia d’oro vinta da Elisa Di Francisca nella finale olimpica di  fioretto individuale e per la medaglia di bronzo conquistata da Valentina Vezzali, ennesimo riconoscimento ottenuto dalla grande fiorettista della  Polizia di Stato”.

In stazione e in viaggio: la Ferroviaria è con voi

da Polizia di Stato

Siete tra quelli che preferiscono  partire in vacanza col treno, piuttosto che cimentarvi in estenuanti viaggi con l’automobile, magari nei giorni da bollino rosso e con 40 gradi  all’ombra? O più semplicemente siete tra coloro che prendono la metro o il treno per recarsi al lavoro o per il semplice piacere di  farlo?
Scelta saggia, moderna ed ecologica, ma è anche giusto che sappiate che, specie nei giorni e nelle ore di punta, c’è chi potrebbe  approfittare di una vostra distrazione per “alleggerirvi” di un bagaglio, di un telefonino, di un oggetto personale, o semplicemente del  portafogli.

Da qui l’idea della polizia ferroviaria, semplice ed efficace: un video-tutorial per descrivervi e mostrarvi tutte le situazioni più comuni  e a rischio, quelle in cui è facile essere presi di mira dai delinquenti. Gli agenti della Polizia di Stato lo spiegano attraverso immagini  e parole molto, molto efficaci. Qui presentiamo due versioni dello stesso breve video: una destinata ai normodotati, l’altra ai ciechi e ai sordi,  corredata di sottotitoli e di sintetizzatore vocale.

Poco più di tre minuti che vi daranno un’idea delle situazioni più comuni che sfruttano i malintenzionati nelle stazioni dei treni.  Naturalmente le stesse indicazioni sono utili per tutti i luoghi ad alta densità di persone, come le metro, i centri commerciali, le poste,  gli aeroporti, i musei, i siti archeologici.

In caso assistiate o siate vittime di tentativi di furto, anche in caso di minimo dubbio, rivolgetevi agli agenti della polizia ferroviaria, al  vostro fianco 24 ore su 24 nelle maggiori stazioni e sui treni nazionali.

Sicurezza stradale: arriva “Vergilius”

da Help Consumatori

Farmaci, materiali da imballaggio e sigarette sono stati i principali prodotti contraffatti che le autorità doganali europee hanno sequestrato alle frontiere esterne dell’UE nel 2011. Ammonta a 115 milioni il totale di beni sequestrati, in aumento del 15% rispetto al 2010, per un valore di 1,3 miliardi di euro. Sei Stati membri, tra cui l’Italia, registrano quasi il 77% dei casi di sequestri, pari al 45% del valore totale.

Oltre all’Italia ci sono il Regno Unito, la Bulgaria, la Germania, Paesi bassi, Spagna. E’ quanto emerge dalla relazione annuale pubblicata oggi dalla Commissione Europea sulle azioni delle dogane per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI).

La Cina è sempre il principale paese di provenienza, da cui arriva il 73% degli articoli non in regola con i DPI. Per i prodotti alimentari, però, il principale paese d’origine è la Turchia, per le bevande alcoliche Panama, per le bibite analcoliche la Thailandia e per i cellulari Hong Kong. Circa il 90% delle merci bloccate è stato distrutto oppure è stato oggetto di un procedimento giudiziario per accertare la violazione.

I farmaci rappresentano il 24% dei prodotti sequestrati, il materiale di imballaggio il 21% e le sigarette il 18%. I prodotti di uso quotidiano e i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori hanno rappresentato complessivamente il 28,6% del totale degli articoli bloccati, a fronte del 14,5% del 2010. Anche nel 2011 si è riscontrato un aumento del numero di pacchi postali sequestrati, con un 36% costituito da farmaci.

Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato: “Le dogane sono in prima linea nella lotta contro i prodotti contraffatti che minacciano la sicurezza dei nostri cittadini e compromettono gli scambi commerciali legali. La relazione pubblicata oggi evidenzia quanto sia impegnativo e importante l’operato delle dogane in questo ambito. Continuerò a premere affinché la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in Europa sia ulteriormente rafforzata grazie alla collaborazione con i nostri partner internazionali, con gli esponenti del settore e con gli Stati membri”.

Medicine, imballaggi e sigarette i principali prodotti contraffatti fermati alle frontiere UE nel 2011

da Help Consumatori

Farmaci, materiali da imballaggio e sigarette sono stati i principali prodotti contraffatti che le autorità doganali europee hanno sequestrato alle frontiere esterne dell’UE nel 2011. Ammonta a 115 milioni il totale di beni sequestrati, in aumento del 15% rispetto al 2010, per un valore di 1,3 miliardi di euro. Sei Stati membri, tra cui l’Italia, registrano quasi il 77% dei casi di sequestri, pari al 45% del valore totale.

Oltre all’Italia ci sono il Regno Unito, la Bulgaria, la Germania, Paesi bassi, Spagna. E’ quanto emerge dalla relazione annuale pubblicata oggi dalla Commissione Europea sulle azioni delle dogane per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI).

La Cina è sempre il principale paese di provenienza, da cui arriva il 73% degli articoli non in regola con i DPI. Per i prodotti alimentari, però, il principale paese d’origine è la Turchia, per le bevande alcoliche Panama, per le bibite analcoliche la Thailandia e per i cellulari Hong Kong. Circa il 90% delle merci bloccate è stato distrutto oppure è stato oggetto di un procedimento giudiziario per accertare la violazione.

I farmaci rappresentano il 24% dei prodotti sequestrati, il materiale di imballaggio il 21% e le sigarette il 18%. I prodotti di uso quotidiano e i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori hanno rappresentato complessivamente il 28,6% del totale degli articoli bloccati, a fronte del 14,5% del 2010. Anche nel 2011 si è riscontrato un aumento del numero di pacchi postali sequestrati, con un 36% costituito da farmaci.

Algirdas Šemeta, Commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode, ha dichiarato: “Le dogane sono in prima linea nella lotta contro i prodotti contraffatti che minacciano la sicurezza dei nostri cittadini e compromettono gli scambi commerciali legali. La relazione pubblicata oggi evidenzia quanto sia impegnativo e importante l’operato delle dogane in questo ambito. Continuerò a premere affinché la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in Europa sia ulteriormente rafforzata grazie alla collaborazione con i nostri partner internazionali, con gli esponenti del settore e con gli Stati membri”.

Genova: la questura dona due aree giochi ai bambini

da Polizia di Stato

Due aree gioco pubbliche dedicate ai bambini sono state inaugurate nei pressi della parrocchia “Nostra Signora della Guardia di Quezzi” e vicino all’Istituto scolastico Papa Giovanni XXIII nel quartiere Fereggiano di Genova.

L’iniziativa, fortemente voluta dal Questore di Genova, è stata realizzata grazie al contributo di alcuni sponsor in occasione della celebrazioni del 160° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

Il progetto è stato realizzato in una zona di Genova particolarmente colpita dall’alluvione dello scorso novembre.