Sicurezza stradale: in arrivo l’occhio infallibile del Trucam

Si chiama Trucam, ed è il nuovo sistema per il controllo della velocità sulla strada che a breve sarà adottato dalla Polizia stradale in tutta Italia.

Lo strumento è stato sperimentato nel Lazio, sulla via Pontina, e in Sardegna nel tratto oristanese della statale 131, con ottimi risultati.

Il Trucam sembra un normale telelaser, di quelli già in uso sulle strade del nostro Paese; in realtà è dotato di un sofisticato “occhio elettronico”, una telecamera che filma, istante per istante, il veicolo che sta commettendo l’infrazione di velocità, e poi la archivia su un hard disk.

La ripresa può iniziare anche a una distanza di un chilometro e duecento metri, grazie all’utilizzo di un raggio laser e ad un sensore ad alta definizione, che permette di registrare, in tempo reale, tutte le velocità da zero a 320 chilometri orari.

Basta puntare l’apparecchio sul mezzo per acquisire i dati del veicolo (assicurazione e revisione) e verificarne la velocità quasi all’istante, accertando anche se conducente e passeggeri indossino le cinture di sicurezza o se il guidatore fosse impegnato nell’utilizzo di cellulare, tablet o altri elementi di distrazione.

Lo strumento, dotato di regolare certificato di taratura, può essere anche utilizzato come un normale autovelox, e come tale può essere piazzato a bordo strada, consentendo agli operatori di inserire un doppio limite di velocità (auto e camion); permette inoltre la geolocalizzazione del mezzo fotografato grazie al rilevatore Gps.

Nemmeno la notte o le condizioni climatiche difficili possono fermare il Trucam, che grazie ad un flash a infrarossi può fare riprese anche in assenza di luce, mentre pure in caso di neve, pioggia o nebbia è perfettamente operativo.

I primi controlli effettuati sulla strada statale Pontina hanno rilevato oltre 300 infrazioni ai limiti di velocità, registrando andature comprese tra i 130 e i 170 chilometri orari nonostante il limite fosse di 90.

fonte e foto polizia di stato

DIGOS, esecuzione di perquisizioni nei confronti dei “FORCONI”

La Polizia di Stato di Latina  sta dando esecuzione ad una serie di perquisizioni domiciliari su tutto il territorio nazionale nei confronti di leaders ed esponenti del Movimento 9 Dicembre – Forconi. L’attività è condotta dalla DIGOS di Latina, in collaborazione con le DIGOS di Ascoli, Campobasso, Como, Firenze, Roma, Taranto, Treviso e con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Destinatari delle perquisizioni sono 18 persone evidenziatesi nei mesi scorsi per la loro appartenenza o comunque vicinanza al Movimento e che hanno manifestato l’intenzione di porre in essere una serie di condotte criminose finalizzate, in particolare, a dare esecuzione al cosiddetto “Ordine di Cattura Popolare”, un documento di 19 pagine redatto da alcuni tra gli odierni indagati e dal contenuto fortemente istigatorio con il quale si incitano i cittadini ad “arrestare” tutti i parlamentari della Repubblica, gli esponenti del Governo e finanche il Presidente della Repubblica.
Al riguardo, emblematico è quanto accaduto lo scorso 14 dicembre nei pressi di Montecitorio, allorquando un gruppo di aderenti aggredì l’ex parlamentare Osvaldo Napoli per eseguire il “primo arresto popolare di un politico”: nella circostanza, l’intervento di Polizia e Carabinieri in servizio di vigilanza scongiurò conseguenze peggiori e permise di identificare e denunciare 14 persone.
Nel corso dell’indagine gli odierni indagati si sono evidenziati oltre che per aver depositato presso alcuni Uffici di Polizia il suindicato “Ordine di Cattura Popolare” anche per aver postato sui social network inquietanti proclami di rivolta sociale e per aver partecipato a iniziative di piazza connotate da illegalità tra cui il citato tentativo di “arresto”.

Fonte Foto Polizia di Stato

Polizia di Stato Operazione WHINE & CHEESE

Dalle prime ore di questa mattina è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato di Modena che ha sgominato un´importante organizzazione criminale dedita alla consumazione di furti in danno di caseifici, magazzini e abitazioni in provincia di Modena.
Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile modenese e coordinate dalla Procura della Repubblica di Modena, P.M. dott. Enrico STEFANI, hanno fatto luce su una serie di episodi criminosi consumati nel 2015 e nel 2016.
Le persone coinvolte nell´operazione sono prevalentemente italiane anche se non è mancato il coinvolgimento di due cittadini Serbi durante alcuni eventi.
Le investigazioni hanno consentito di accertare una regia nella pianificazione dei furti da parte di un gruppo di soggetti provenienti da Cerignola (FG) ed esponenti della criminalità comune modenese.
In particolare tra gli episodi contestati vi è il furto di 16.000 bottiglie di vino pregiato, effettuato il 15 ottobre 2015, presso la Rayl Logistic Way di Modena per un valore di circa 100.000 euro ed il furto di 168 forme di parmigiano reggiano, effettuato il 4 giugno 2016, presso l´istituto d´istruzione superiore per le tecnologie agrarie e servizi “Lazzaro Spallanzani” di Castelfranco Emilia per un valore di oltre 80.000 euro Quattro provvedimenti sono stati eseguiti proprio nella cittadina di Cerignola, si tratta di G.G. di anni 49; M.P. di anni 47; F.T. di anni 62; A.F. di anni 36 tutti con precedenti per reati contro il patrimonio.
Tre provvedimenti sono stati invece eseguiti nel bolognese, si tratta di G.F. di anni 62 con precedenti specifici; A.T. e M.M. entrambi con cittadinanza Serba rispettivamente di anni 24 e 49, incensurati sottoposti agli arresti domiciliari presso i rispettivi domicili.
Tre provvedimenti sono stati, infine, notificati a modenesi quasi tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, si tratta di S.P. di anni 29 residente a Castelfranco Emilia; T.P. di anni 53 ex guardia giurata carpigiano, unico immune da precedenti penali; S.M. di anni 63 residente a San Cesario sul Panaro.

Fonte Foto Polizia di Stato

Torino: due allenatori ed un arbitro adescavano giovani giocatori di calcio

Avevano trovato una passione comune i due allenatori delle giovanili e un arbitro. Ma questa passione non era il calcio, bensì i giovanissimi giocatori.

Tutto è cominciato con la denuncia dei genitori di un sedicenne che giocava nelle squadre giovanili nella provincia di Torino.

Il ragazzo, dopo aver terminato la preparazione atletica in vista di una partita importante, era stato ospitato a casa dal suo allenatore, un ventenne torinese. Nella notte l’allenatore avrebbe tentato un approccio sessuale con il minorenne.

La perquisizione effettuata dalla Polizia postale e delle comunicazioni ha permesso di accertare che l’allenatore catalogava materiale fotografico anche pedo-pornografico, classificando le sue vittime in base all’anno di nascita.

Il primo approccio avveniva in chat, su Internet: in queste conversazioni l’allenatore prima cercava di conquistare la fiducia delle sue vittime poi, se questo non funzionava, passava a forme di pressione psicologica legate al ruolo del giovane giocatore in campo e alla possibilità di giocare sempre come titolare.

Un ulteriore strumento di persuasione era l’offerta di denaro e altre utilità personali.

Dall’analisi del computer è anche emerso il contatto con altre due persone: un allenatore cinquantenne ed un architetto, che è anche arbitro di calcio, entrambi residenti nella provincia di Torino.

Al “collega” l’allenatore forniva materiale fotografico sempre nuovo mentre l’arbitro, interessato più agli incontri con i ragazzi, procurava appuntamenti spesso mascherati da sedute di massaggi tonificanti o lezioni di scuola guida impartite ai minori.

Le ipotesi investigative sono anche state confermate dalle dichiarazioni raccolte da almeno 15 ragazzi che a vario titolo hanno avuto contatto con i tre. Al termine delle indagini la magistratura ha disposto per l’allenatore cinquantenne la detenzione in carcere; arresti domiciliari per l’allenatore più giovane e obbligo di firma per l’architetto – arbitro.

fonte e foto polizia di stato

 

Modena: vino e Parmigiano, nel mirino dei ladri

A Modena la Polizia di Stato ha chiuso il cerchio su una organizzazione criminale specializzata in furti nei caseifici, nei magazzini e nelle abitazioni della provincia modenese. A finire agli arresti questa mattina sono state 10 persone, mentre un’altra è ancora ricercata.

Le indagini della Squadra mobile hanno fatto luce su una serie di episodi criminali consumati nel 2015 e nel 2016 ad opera di un gruppo di pregiudicati provenienti da Cerignola (Foggia) e legati ad esponenti della criminalità comune modenese.

In particolare l’organizzazione si è resa responsabile del furto di 16 mila bottiglie di vino pregiato per un valore di circa 100 mila euro e del furto di 168 forme di Parmigiano reggiano per un valore di oltre 80 mila euro

Gli investigatori sono arrivati a scoprire l’organizzazione tenendo sotto controllo un modenese che aveva collegato. )menti con le diverse aziende agricole del luogo per la fornitura di prodotti alle scuole alberghiere. Lui passava le giuste informazioni al resto della banda che poi eseguiva il colpo.

I poliziotti sono inoltre riusciti a collegare i furti al gruppo di Cerignola indagando su un incidente stradale avvenuto in Puglia nel corso del quale un furgone, che trasportava bottiglie di vino, si capovolse.

fonte e foto polizia di stato

Arrestata Baby gang in azione a Roma: 12 arresti

Furto, rapina, percosse e danneggiamento sono i reati contestati ai 12 giovanissimi componenti di una baby gang operativa nel quartiere Appio- Tuscolano di Roma; questa mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti del commissariato Appio-Nuovo. I ragazzi di cui 9 minorenni di età compresa tra i 14 e i 19 anni sono finiti in manette.

I giovani rapinatori agivano sempre in gruppo, ben determinati e violenti e mettevano a segno i loro colpi previlegiavano i numerosi esercizi commerciali della zona sud della Capitale.

Ai fini delle indagini sono state fondamentali le testimonianze delle vittime che hanno descritto i ragazzi per l’abbigliamento e la fisionomia e poi con il successivo confronto fotografico e video hanno dato conferma all’identificazione.

fonte e foto polizia di stato

Polizia: DRONI per controllo del territorio

Polizia, Carabinieri e GdF testano i droni per controlliIn questo weekend è stato dato avvio, nella Provincia di Frosinone,  alle attività di sperimentazione dell’impiego dei Droni in attività di controllo del territorio, nell’ambito del tavolo tecnico appositamente costituito presso la Segreteria del Dipartimento della P.S. al quale partecipano rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza..
Nell’ambito di un dispositivo di posto di controllo effettuato congiuntamente dai poliziotti della Questura di Frosinone, del Reparto Prevenzione Crimine di Roma, della Sezione Polizia Stradale di Frosinone e dall’Arma dei Carabinieri sono stati utilizzati DRONI (due esacotteri e un quadricottero) certificati ENAC secondo il modello di sperimentazione approvato dal tavolo tecnico interforze.
L’attività, come documentano le immagini pubblicate sul profilo Twitter della Polizia di Stato, è stata effettuata da piloti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri ed alla presenza di rappresentati dall’Aeronautica Militare che hanno curato le eventuali interferenze con le aviolinee sovrastanti la zona interessata dalla sperimentazione.
Nei prossimi giorni l’attività di sperimentazione continuerà nella provincia di Frosinone in vari scenari di controllo del territorio e di ordine pubblico.
Proseguono inoltre i corsi di formazione per piloti di drone della Polizia di Stato presso la struttura certificata ENAC Droneaviation di Roma.

Fonte Foto Polizia di Stato

Operazione Tuscum, la Ferroviaria arresta spacciatori a Roma

Si chiama “Tuscum” l’ultima operazione antidroga della Polizia ferroviaria portata a termine questa mattina nella zona sud della Capitale e nei comuni confinanti della zona dei Castelli Romani.

Il nome dell’operazione richiama l’antica Tusculum città federata con Roma e, più prosaicamente, il quartiere Tuscolano della Città dove avevano base alcuni degli arrestati.

Il risultato finale è di 4 arrestati, due persone condotte agli arresti domiciliari ed una persona alla quale sarà imposto l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.

Il futuro è d’obbligo perché bisognerà aspettare che esca dal carcere dove è già detenuto per altri reati.

L’operazione ha preso il via nel 2013 con il suicidio di un giovane di 28 anni, consumatore di cocaina che, prima di gettarsi sotto un treno, aveva inviato ai suoi genitori un sms in cui faceva i nomi degli spacciatori.

La Polizia ferroviaria, subito dopo la tragedia, aveva avviato le indagini arrestando, in momenti diversi, 9 persone e sequestrando 20 chili di cocaina e 400 mila euro.

Tra marzo e giugno 2015 altri 4 componenti della banda finiscono in carcere e la Ferroviaria sequestra altra droga: 7 chili di cocaina e 20 chili di hashish.

Gli agenti individuano anche la base operativa: un appartamento nel quartiere Tuscolano adibito in via esclusiva a deposito di droga.

Arriviamo all’aprile 2016 quando altri 4 spacciatori, legati alla banda, vengono arrestati su ordine della magistratura.

Oggi il cerchio si è chiuso sugli ultimi sette trafficanti di droga con le misure emesse dalla Direzione distrettuale antimafia.

Fondamentale in tutta l’indagine l’apporto delle squadre cinofili che durante tutte le fasi operative hanno via via scoperto tutti i nascondigli utilizzati dagli spacciatori.

fonte e foto polizia di stato

Napoli: guerra tra clan, 27 persone in carcere

Conclusa stamattina un’operazione della Polizia contro i clan camorristici che si contendevano il territorio di Pianura, quartiere di Napoli.

Quattordici persone arrestate sono state arrestate, per altre 13 l’ordinanza è stata notificata in carcere perché già detenute per altri reati e ad una persona è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia.

I due clan, uno facente capo alle famiglie Marfella –Pesce ed uno alla famiglia Mele, sono da anni in guerra per contendersi le piazze di spaccio di una parte della città.

Lo scontro armato è sfociato, nel 2013, nell’omicidio di Luigi Aversano, esponente del clan Mele.

Il traffico di droga che si riversava nelle strade della periferia occidentale di Napoli era gestito con la collaborazione delle donne dei clan; per due di queste infatti sono scattate le manette perché gli investigatori della Squadra mobile sono riusciti a provare che, su ordine dei mariti in carcere, gestivano le casse del clan distribuendo i soldi agli affiliati e sostenendo le famiglie degli arrestati.

In sostanza i clan imponevano il pagamento di una somma mensile di denaro ai piccoli gruppi che nel territorio “controllato” volevano spacciare droga.

fonte e fot0 polizia di stato

ANCONA. AUTOSTRADA,Crollo del cavalcavia A14

Visualizzazione di ponte5.jpg

Crollo del cavalcavia al km. 235 + 000 dell’autostrada A/14
A causa del crollo del cavalcavia al km. 235+000 dell’autostrada A/14, nella zona di Ancona in località Camerano, l’autostrada è chiusa. Sono state istituite le uscite obbligatorie sulla S.S. 16 Adriatica in corrispondenza dei caselli di Ancona sud in direzione Bologna e di Loreto in direzione Bari. In uscita ai suddetti caselli si registrano circa km. 2 di coda in aumento. A causa dei tempi non brevi di ripristino della circolazione si consiglia, per le lunghe percorrenze, da Bologna verso l’Abruzzo e la Puglia di percorrere la A/14 fino a Cesena per poi prendere la E/45 Cesena – Orte, immettersi in A/1 poi in A/24 direzione Teramo o A/25 direzione Bari. Per le percorrenze dal nord in direzione della Puglia si consiglia l’utilizzo della A/1 fino a Napoli e della A/16 Napoli-Bari. Percorsi inversi per la direzione sud-nord.

Notizie sempre aggiornate sono disponibili tramite il C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518, sito web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPHONE), le trasmissioni di Isoradio ed i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai.

FONTE FOTO POLIZIA DI STATO