‘Ndrangheta: 14 arresti per traffico internazionale di droga

Traffico internazionale di stupefacenti: è questa l’accusa con cui 14 persone, ritenute legate a cosche della ‘Ndrangheta, sono finite in manette nell’operazione “Apegreen Drug“.

L’operazione del Servizio centrale Operativo (Sco) e della Squadra mobile di Reggio Calabria è il risultato di una precedente indagine che già nel 2010 portò all’arresto di oltre 300 persone. Nell’operazione di allora, chiamata “Crimine“, venne smembrata una rete ben articolata del narco-traffico tra l’Italia e l’estero (Austria e Canada).

Le attuali indagini hanno permesso di ricostruire il ruolo della cosca Commisso di Siderno nel settore degli stupefacenti, grazie anche all’analisi e alla ricostruzione delle conversazioni ambientali intercettate all’interno della lavanderia Apegreendi Siderno(RC), ritenuta la base operativa del sodalizio.

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano, oltre al boss detenuto Giuseppe Commisso, i suoi attuali broker di riferimento ed altri personaggi legati alla potente cosca Pesce di Rosarno (RC) e a quella di Ursino di Gioiosa Ionica (RC).

fonte Polizia di Stato

Brescia, la polizia sequestra coperte ai clochard: «Misura di sicurezza»

«E’ stata una misura di sicurezza necessaria. Tutti gli oggetti abbandonati vanno rimossi, anche le coperte e i vestiti dei clochard ». Parola di Renato Bertulli, comandante della polizia ferroviaria di Brescia che spiega così l’intervento degli agenti alla stazione di Brescia che hanno privato i senzatetto che bivaccano in zona delle loro coperte. Tolleranza zero, proprio come le temperature. Quattro clochard, tre italiani e uno straniero, sono rimasti al freddo a seguito dell’operazione compiuta dalla polizia ferroviaria sabato 18 gennaio. L’episodio, denunciato dai volontari dell’associazione «Good Guys» su Facebook, è stato confermato dalla Polfer stessa che è intervenuta buttando le coperte dei quattro senzatetto «stanziali» all’uscita secondaria della stazione di Brescia in un furgone con destinazione discarica.

«Abbiamo eseguito gli ordini di Questura e Prefettura». «Non abbiamo fatto nulla di particolare e si è trattato di un intervento di routine. Abbiamo rimosso il materiale abbandonato e c’erano quattro borse piene di coperte senza proprietario. Agli altri senzatetto non è stato tolto nulla», spiega il comandante della Polfer, Bertulli. Durante l’operazione i quattro clochard non presenti erano Luigi, 50enne di Napoli, Stefano, 60enne bresciano, Marcella, 37enne disabile e un 40enne straniero. «Abbiamo capito che il materiale fosse di altri senzatetto ma in un momento come questo tutti i bagagli abbandonati costituiscono un pericolo. Eseguiamo gli ordini: dopo gli attentati in Europa e alla scuola di polizia di Brescia le misure di sicurezza si sono alzate. Facciamo solo il nostro lavoro».

I volontari accusano: «Si salvaguarda il decoro anzichè la vita». I «Good Guys», che assistono i clochard della stazione, hanno raddoppiato la dose: Martedì sera, come se non bastasse, la Polfer ha cercato di allontanare queste persone dal portico della stazione. Dopo varie implorazioni gli agenti hanno desistito. A Brescia sembra che sia il decoro urbano a dover essere salvaguardato a discapito delle vite. Noi ci auguriamo che nessuna di queste anime, una mattina, a causa del gelo , non si svegli più. A quel punto, attraverso il sostegno di associazioni preposte tra cui gli avvocati di strada si cercheranno le varie responsabilità».

fonte Il Corriere della Sera

Catania: colpita la cosca Santapaola-Ercolano

 Chiuse le indagini su Cosa Nostra a Catania con l’Operazione Bulldog della Squadra mobile siciliana. Sono 5 le persone finite in carcere, 3 quelle per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari e 8 gli indagati per i quali la magistratura ha disposto l’obbligo di dimora e di firma presso la polizia.

Ancora una volta al centro delle indagini degli investigatori le attività della cosca Santapaola-Ercolano, i cui membri hanno cercato di diversificare il più possibile le loro attività.

Tra le pagine delle informative si legge che i membri della cosca si stavano indirizzando verso il recupero crediti; invece di ricorrere alle vie legali le persone che vantavano un credito presso altri si rivolgevano alla Cosca che, in virtù del proprio peso criminale, agevolava e “facilitava” la risoluzione del debito.

Ai criminali è stata anche contestata l’intestazione fittizia di beni che ha prodotto un sequestro di un numero impressionate di attività commerciali: campi di calcio, centri estetici, autolavaggi, parcheggi, ristoranti, lidi marini. Per queste attività ci sono già altri 9 indagati che hanno favorito tali intestazioni dei beni in realtà gestiti dai membri del Clan.

fonte Polizia di Stato

Falso attentato Isis a Firenze: identificato mister “X” di Anonymous

Il 28 dicembre scorso aveva rilasciato un’intervista su un quotidiano online facendo capire di aver sventato un attentato che l’Isis stava per portare a termine a Firenze, asserendo inoltre che la notizia arrivava da un’attività “sotto copertura” di Anonymous, che avrebbe presto portato anche all’individuazione dei membri del commando.

L’uomo, un 29enne esperto informatico di Aosta, conosciuto all’interno del movimento Anonymous come “X” oppure “wArning“, è stato fermato dalla Polizia e denunciato in stato di libertà con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo e al danneggiamento di sistemi informatici.

L’indagato è inoltre ritenuto dagli investigatori il fondatore del canale “OpParis“, nato con il fine di individuare profili Twitter dei presunti affiliati all’Isis collegati agli attentati di Parigi.

Subito dopo le sue “rivelazioni” il Servizio polizia postale e delle comunicazioni ha aperto un’indagine attraverso il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), ma non è stato trovato nessun riscontro della notizia. Stesso risultato per quanto riguarda l’analisi svolta dagli investigatori che si occupano in maniera specifica di terrorismo.

Inoltre è stato lo stesso Anonymous a sconfessare il suo adepto. Il due gennaio scorso è infatti apparso un post sulla pagina Facebook del Gruppo, che iniziava così: “In relazione a quanto apparso nei giorni scorsi sugli organi di stampa, Anonymous Italia intende sottolineare il suo disappunto e distacco totale in merito alle dichiarazioni rilasciate da un membro di nome X”.

Dopo aver concluso gli ultimi accertamenti ed aver escluso in maniera assoluta che la notizia potesse avere fondamento, gli investigatori del Cnaipic si sono presentati a casa di “X”. All’interno della sua abitazione è stato rinvenuto numeroso materiale informatico, ora al vaglio degli investigatori.

fonte Polizia di Stato

Verona: spacciatori in manette con l’operazione “Malok”

Con l’operazione “Malok” la Squadra mobile di Verona ha interrotto l’attività di un’organizzazione criminale, composta da cittadini italiani e stranieri, che gestiva lo spaccio in diversi quartieri della città.

Sono quattro le persone arrestate questa mattina, tre delle quali, sono finite in carcere e una ai domiciliari.

Il gruppo era specializzato nell’importare cocaina, eroina ed hashish da Albania e Marocco, per distribuirle ad altri gruppi che si occupavano di vendere la droga al dettaglio.

L’indagine, iniziata a fine 2013, ha accertato che la droga arrivava in Italia anche per mezzo di corrieri detti “ingoiatori“, che evitavano i controlli ingoiando ovuli ripieni di droga.

Nel corso dell’attività investigativa i poliziotti della Mobile avevano già arrestato sei persone in flagranza di reato: alcune di queste erano corrieri appena sbarcati dall’aereo, e altre “semplici” spacciatori; durante tali attività sono stati sequestrati oltre 2 chili di droga.

Durante l’indagine gli investigatori hanno inoltre documentato molte consegne di sostanze proibite, che spesso avvenivano in aperta campagna (da qui il nome dell’operazione “Malok” che in albanese significa contadino) dove gli spacciatori arrivavano in bicicletta.

Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione delle Squadre mobili di Bologna e Rovigo, del Reparto prevenzione crimine Veneto e di alcune unità cinofile.

fonte Polizia di Stato

Il Direttore del nostro Mensile vittima di un furto

fonte Ansa

fonte Ansa

Furto con destrezza subito dal Direttore di MensilePoliziadiStato.it, Umberto Buzzoni. Il “colpo” è stato messo a segno nel primo pomeriggio dell’11 gennaio scorso, all’interno di un bar ubicato sull’Appia Nuova, in Roma, dove il Direttore si era recato con alcuni amici, poggiando il giaccone su una sedia vuota, limitrofa a quella in cui si era seduto lui. Alcuni minuti più tardi, all’atto di lasciare il locale, con enorme sorpresa aveva constatato che dal giaccone erano stati sottratti due cellulari ed il portafogli, contenente numerosi documenti, alcuni dei quali di rilevante importanza.

Comunque, la sorte è stata poi benigna; infatti, alcune ore più tardi, una signora si è presentata presso il Commissariato Sezionale “Appio Nuovo” (dove il Direttore aveva sporto immediata denuncia), ed ha consegnato il portafogli oggetto di furto, riferendo di averlo rinvenuto nell’ingresso dello stabile in cui abita, sito in quelle vicinanze. Ad eccezione dei due telefonini, pertanto, tutto è rientrato nella disponibilità del Buzzoni.

Da un primo sommario esame delle riprese di una telecamera a circuito chiuso, installata nel bar in cui si è verificato il furto, si nota un individuo che, con mossa fulminea, approfittando di un attimo di distrazione dei presenti, infila le mani nel giubbotto in questione, sottraendo quanto sopra descritto. Le modalità di consumazione del reato, lasciano presupporre che a commetterlo sia stato un professionista dei cosiddetti “furti con destrezza”. Del caso si sta interessando l’Ispettore Capo Stefano Macchi, in forza al citato Commissariato, il quale, con il consueto acume investigativo, sta già seguendo una pista ben precisa per giungere rapidamente alla identificazione del ladro.

La Redazione

Catania: 3 scafisti fermati, un migrante annegato e 5 dispersi in mare

Si aggiorna il bollettino della disperazione a Catania. Con l’ultimo arrivo di migranti, avvenuto il 16 gennaio, è stato sbarcato anche il cadavere di un annegato.

Sono invece cinque i dispersi nelle acque siciliane e tre gli scafisti arrestati. I tre fermati dalla Polizia di Stato a Catania erano alla guida di due gommoni carichi di migranti.

I gommoni, che trasportavano oltre 240 migranti, sono stati soccorsi, in due momenti diversi, da un pattugliatore della Guardia costiera a largo delle coste siciliane.

Durante le operazioni di soccorso è stato anche recuperato il cadavere di un migrante annegato, mentre altri cinque, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, sono dispersi in mare.

I tre arrestati, due maggiorenni ed un minorenne, provengono dal Ciad, dal Gambia e Guinea.

Le indagini sono state condotte in collaborazione con lo Scico della Guardia di finanza e con i militari della Guardia costiera che hanno raccolto i primi elementi di indagine subito dopo le operazioni di soccorso.

fonte Polizia di Stato

Roma, raffica di rapine: la polizia arresta quattro persone

Quattro arresti sono stati eseguiti dalla polizia a Roma, nell’arco di poche ore, per furti e rapine in quattro distinti episodi. Gli agenti del commissariato Porta Pia, in via del Policlinico, hanno arrestato H.V., 50enne lituano, che aveva appena provato a rubare il navigatore di una piccola vettura, il cui proprietario si era messo all’inseguimento del ladro. I poliziotti, dopo aver fermato il lituano, lo hanno sottoposto a perquisizione e in un borsello hanno trovato e sequestrato diversi arnesi utili per aprire le auto. A finire in manette anche un 30enne ucraino per aver rubato alcuni capi di abbigliamento in un negozio di via Appia.

Quando i dipendenti dell’esercizio commerciale si sono accorti del furto hanno provato a fermarlo, ma l’ucraino si è opposto con violenza e solo gli agenti del Reparto Volanti, intervenuti, sono riusciti a bloccarlo. L’uomo dovrà ora rispondere del reato di rapina impropria. Stesso reato che è stato contestato a un 53enne originario della Basilicata, per aver tentato di rubare un cellulare a un paziente ricoverato in un ospedale di Roma-Nord. Anche in questo caso l’intervento tempestivo degli agenti del Reparto Volanti ha permesso l’arresto dell’uomo che, scoperto da una giovane infermiera, stava tentando la fuga. È furto aggravato il reato di cui deve rispondere invece un 19enne romeno, per aver tentato di rubare dagli scaffali di un supermercato cinque bottiglie di un costoso rum. Gli agenti del Reparto Volanti, in servizio nella zona Eur-Laurentina, lo hanno sorpreso mentre toglieva le placche antitaccheggio dalle bottiglie.

fonte Il Messaggero

Traffico di rame a Catania, guadagni illegali per migliaia di euro

In un solo anno riuscivano a riciclare tonnellate di rame e materiale ferroso di ogni genere guadagnando fino a 250 mila euro.

È quanto avevano organizzato alcune ditte di lavorazione e trasporto di materiale ferroso di Catania. Questa mattina, però, 4 persone titolari delle ditte sono finite ai domiciliari ed ad una quinta è stato imposto l’obbligo di dimora.

La Squadra mobile della città etnea ha documentato, nell’Operazione “Copper“, rame appunto, tra il dicembre 2012 e il maggio 2013 tutto il sistema di utilizzo del rame rubato.

Un sistema che permetteva, in modo apparentemente legale, di spostare migliaia di chili di materiale ferroso lungo tutto lo Stivale.

I ladri sottraevano alla Telecom o ad aziende di trasporti che utilizzano il rame per la propria attività, il metallo; questo veniva poi trasportato con fatture finte e bolle di trasporto da un’azienda all’altra.

Questo movimento consentiva ai criminali di nascondere la movimentazione del rame rubato tra quello acquistato lecitamente.

Una volta creato in modo documentale il rame e avendolo quindi reso legale, il metallo veniva rivenduto ad aziende del nord Italia.

Il rame non era l’unico metallo ricettato, la Polizia di Stato di Catania, che si è avvalsa dell’aiuto della Polizia provinciale, ha anche scoperto che venivano ricettati tombini di ghisa.

Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno sequestrato 6 mila chili di rame e materiale ferroso, rubato.

fonte Polizia di Stato

Chiedevano il “pizzo” con la “pizza”. Due arresti a Palermo

Con la frase perentoria di “mettiti a posto e cercati un amico” due pregiudicati palermitani hanno tentato un’estorsione nei confronti di un ristoratore della città, ma gli investigatori della Squadra mobile e del Commissariato “S. Lorenzo” li hanno arrestati dopo averli colti sul fatto. La scorsa sera, infatti, gli uomini di pattuglia nelle vie cittadine hanno notato un gruppo di persone sull’uscio di una nota pizzeria. Incuriositi da quell’assembramento, gli agenti hanno cercato di capire cosa stesse succedendo.

La gente raccolta ha raccontato che due uomini erano poco prima entrati nel locale e dopo aver ordinato due pizze da asporto ed averle pagate, avevano rivolto al proprietario delle raccomandazioni che celavano delle richieste chiaramente estorsive. Inoltre, allo scopo di esercitare pressioni intimidatorie sullo stesso, avevano anche sottolineato di essere al corrente dell’apertura di un nuovo ristorante in altra zona.

Di fronte al rifiuto del negoziante di pagare qualsiasi somma di denaro, si è creata una certa confusione che ha attirato l’attenzione dei clienti e poi della pattuglia.

All’arrivo dei poliziotti i due estorsori, già noti alle Forze dell’Ordine per lo stesso reato, si sono giustificati dicendo di essere in gravi difficoltà familiari, ma ciò non è servito per evitarne l’arresto.

fonte Polizia di Stato