Francesi e immigrato tentano furto, presi

A Ventimiglia, ripresi da telecamere. Cittadino chiama 113

VENTIMIGLIA (IMPERIA), 26 DIC – Cinque ragazzi di 20 anni, quattro francesi e un capoverdiano, sono stati arrestati dalla polizia mentre cercavano di scassinare la scorsa notte la porta di ingresso di una tabaccheria di Ventimiglia.

Determinante è stata la segnalazione di un cittadino che ha avvertito il 113. All’arrivo delle volanti i ladri sono scappati ma la polizia è riuscita a bloccarli. Uno dei francesi arrestati ha precedenti anche per violenza sessuale su un minore.

fonte Ansa

Concerto di Natale con la Banda della Polizia

Ieri sera la Banda musicale della Polizia di Stato, diretta da Maurizio Billi, si è esibita nella basilica romana dei Santi Giovanni e Paolo. L’evento è stato presentato da Paola Saluzzi con la partecipazione straordinaria dell’attrice Monica Guerritore. Durante il concerto, i musicisti della Polizia di Stato hanno suonato brani di Verdi, Lennon, Mascagni, Morricone, Orff, Reed. Alcuni degli autori sono stati eseguiti con l’accompagnamento del coro del Teatro dell’Opera, diretto da Roberto Gabbiani, altri interpretati dal soprano Claudia Farneti e dal tenore Francesco Grollo. In prima fila ad ascoltare e applaudire la Banda della Polizia – che nel pomeriggio si era esibita sempre a Roma, alla stazione Termini, per i pendolari e i viaggiatori – il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il capo della Polizia Alessandro e i vertici dell’amministrazione dell’Interno.

fonte Polizia di Stato

Reggio Calabria: 5 arresti nella cosca De Stefano

Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose i 5 appartenenti alla cosca De Stefano arrestati, questa mattina, dalla Squadra mobile e dai Carabinieri di Reggio Calabria.

L’operazione è il frutto di due distinte attività investigative condotte dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri di Reggio Calabria che hanno consentito di delineare con chiarezza i contorni della struttura dirigenziale e territoriale della cosca De Stefano, da anni egemone nel territorio.

Le indagini hanno evidenziato le modalità criminali dell’organizzazione rese tali dalle intimidazioni esercitate nel tempo ai danni dei rappresentanti della società CO.BAR. ditta esecutrice dei lavori di ristrutturazione del museo archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Secondo quanto accertato dagli investigatori la ditta avrebbe versato i soldi in più rate: la prima da 15-20 mila euro, la seconda 45 – 50 mila, la terza 50 mila e l’ultima tra le 50 e le 60 mila per un totale circa di 180mila euro.

L’operazione denominata “Il Principe” prende il nome dall’appellativo con cui gli affiliati erano soliti chiamare il capo cosca.

fonte Polizia di Stato

Torino: svolta nell’omicidio del procuratore Bruno Caccia

È stato arrestato dalla Squadra mobile di Torino uno dei presunti assassini del procuratore Bruno Caccia, ucciso nel giugno del 1983 a Torino. Per lo stesso omicidio era stato condannato all’ergastolo il mandante dell’omicidio, Domenico Belfiore che di recente è uscito di prigione per motivi di salute. Con uno stratagemma e durante un’intercettazione ambientale, gli investigatori sono riusciti a far “parlare” le persone coinvolte; così, dopo 32 anni, sono riusciti ad individuare l’esecutore materiale dell’omicidio Caccia.

Le prove e i riscontri hanno poi confermato ciò che emerso dalle indagini, permettendo l’arresto avvenuto questa mattina di un panettiere di 62 anni di origini calabresi.

La storia e le indagini

Il procuratore Bruno Caccia, guidava la procura torinese con grande rigore e fu assassinato una sera di giugno, mentre portava a passeggio il suo cane, da almeno due sicari che gli spararono sul marciapiede di casa.

Il Procuratore si era occupato di importanti indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata e quindi gli investigatori orientarono le indagini su queste due piste.

Inizialmente fu seguita la pista terroristica e, poi, anche grazie alle inchieste sul clan dei Cursoti, emerse la verità: Caccia era stato eliminato su ordine dei boss della ‘Ndrangheta trapiantata in Piemonte per le sue indagini sul riciclaggio del denaro delle organizzazioni criminali.

fonte Polizia di Stato

Mercanti di esseri umani: tre arrestati a Palermo

Sono una decina i viaggi della vergogna organizzati dei tre scafisti arrestati questa mattina dalle Squadre mobile di Palermo ed Agrigento, in collaborazione con la Capitaneria di porto. Un quarto componente della banda è ancora latitante e alcuni fiancheggiatori in Libia sono stati identificati e denunciati.

L’organizzazione si era specializzata nel trasporto via mare di migranti dalla Libia alle coste siciliane e chiedeva una somma di circa 2.400 euro a persona. I disperati venivano caricati su dei gommoni a bordo dei quali raggiungevano le acque internazionali dove venivano recuperati dalle navi in transito, dopo l’allarme dato con i telefoni satellitari.

Il traffico è stato documentato dagli investigatori per tutto il 2015 ed è stato accertato che oltre al “passaggio” marittimo, gli arrestati garantivano agli immigrati, in alcuni casi la fuga dai centri di accoglienza ed un rifugio dove nascondersi durante gli spostamenti, in attesa di raggiungere il Nord Europa meta finale per molti immigrati.

Uno degli arrestati è coinvolto nella tragedia del febbraio scorso in cui si stima abbiano perso la vita oltre 300 migranti. Furono recuperate le salme di solo 29 persone morte assiderate dentro uno dei gommoni partiti dalle coste tripoline.

Con spietata violenza, all’epoca, circa 460 migranti furono imbarcati a forza sotto la minaccia delle armi nonostante le condizioni del mare fossero proibitive.

Durante la traversata, in attesa dei soccorsi, uno dei gommoni affondò ed uno si sgonfiò facendo morire tra i flutti gli occupanti uno dopo l’altro.

fonte Polizia di Stato

La Polizia e le sue origini in un click

Da oggi, sul sito della Polizia di Stato, un nuovo spazio farà conoscere più a fondo la storia della Polizia, a partire dalla sua istituzione, nel 1848 attraverso ricostruzioni e documenti originali.

Link: La Nostra Storia

In questa nuova sezione trovano posto documenti, immagini e disegni che raccontano, dalle origini, i principali mutamenti legislativi ed organizzativi della Polizia italiana, sino ad arrivare all’attuale organizzazione.

Non mancano spazi dedicati ai simboli distintivi come la Bandiera e lo Stemma araldico con la riproduzione elettronica dei documenti originali.

Nelle pagine dedicate alle uniformi si potrà apprezzare l’evoluzione delle divise in dotazione ai reparti di Polizia nelle varie epoche storiche.

Inoltre saranno proposti degli approfondimenti sui principali avvenimenti, personaggi e prassi di polizia.

Una sezione è poi dedicata alle auto: foto e schede ci faranno tornare indietro fino al 1936.

Le pagine, che saranno in continuo aggiornamento, sono state create dall’Ufficio storico della Polizia di Stato che dal 2008 ha anche curato e realizzato, con la collaborazione di enti, studiosi e ricercatori, la pubblicazione di opere sulla storia della Polizia di Stato, alcune delle quali scaricabili.

fonte Polizia di Stato

Shopping di Natale online, ecco i consigli della Polizia per evitare truffe

Meglio le carte ricaricabili o quelle normali? E come fidarsi di un’app o di un sito? Queste e altre risposte in un breve vademecum per l’e-commerce sicuro

Otto regole d’oro per evitare che la corsa on line all’acquisto di Natale, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo, finisca in una truffa. È una Guida all’e-commerce sicuro, ricca di consigli e suggerimenti su come muoversi tra i negozi virtuali, quella che si trova sul sito della Polizia di Stato, sul portale del Commissariato di P.S. on line e sulle relative pagine Facebook e Twitter.

«Il numero di denunce presentate (più di 25mila), sommato a quello delle persone arrestate (una ventina) e di quelle indagate (più di 3.500) – spiega Roberto Di Legami, direttore del Servizio – ha richiamato l’attenzione della Polizia postale e delle comunicazioni, che ha potenziato ogni utile strumento per indirizzare l’utenza ad un uso appropriato della rete e dei pagamenti online e contrastare le truffe messe in atto su Internet, anche attraverso la chiusura di numerosi spazi virtuali che, solo nel 2015, ammontano a circa 1.600».

Questi, nel dettaglio, i punti del vademecum:

1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati

Il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato: gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.

2. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali

Quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto che si intende acquistare, allora è meglio verificare su altri siti: potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa. È consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note ma in caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web.

3. Dietro ad un sito deve esserci un vero negozio

Prima di completare l’acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di partiva Iva, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l’azienda. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

4. Leggere sempre commenti e feedback di altri acquirenti

Prima di passare all’acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i feedback pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull´attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social sono utilissime.

5. Utilizzare app ufficiali negozi online

Su smartphone e tablet, se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le app ufficiali dei relativi negozi per completare l’acquisto. Questo semplice accorgimento permette di evitare i rischi di «passare» o «essere indirizzati» su siti truffaldini o siti clone.

6. Utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili

Per completare una transazione d’acquisto sono indispensabili pochi dati come numero di carta, data di scadenza della carta ed indirizzo per la spedizione della merce. Se un venditore chiede ulteriori dati probabilmente vuole assumere informazioni personali (numero del conto, pin o password) che, in quanto tali, vanno custodite gelosamente e non divulgate. Al momento di concludere l’acquisto, la presenza del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o di «https» nella barra degli indirizzi sono ulteriori conferme sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito e della presenza di un protocollo di tutela dell’utente.

7. Non cadere nella rete del phishing e dello smishing

Ovvero nella rete di quei truffatori che, attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola e sfruttando meccanismi psicologici come l’urgenza o l’ottenimento di un vantaggio personale, riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali.

8. Assicurare gli acquisti

Oltre che controllare i dettagli della transazione e le modalità di consegna, è importante scegliere sempre una spedizione tracciabile ed assicurata. Il costo potrebbe essere di poco superiore ma permette di sapere in modo certo e tempestivo dove si trova l’oggetto acquistato fino alla sua consegna.

fonte La Stampa

Droga, estorsioni e truffe; tutti gli affari dei clan di Bari

Sono 21 le persone arrestate dalla questura di Bari al termine di un’indagine durata 3 anni.

Per altre 10 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari ed infine per 5 il solo obbligo di presentazione alla polizia.

Gli investigatori della Squadra mobile hanno ricostruito una rete di spaccio di diversi gruppi criminali che commettevano ogni sorta di reato, per mantenere in piedi le bande criminali tra loro collegate.

L’indagine è cominciata dopo un incendio ad un ristorante, chiaro segno di un tentativo di estorsione.

Le indagini successive hanno accertato che la banda di estorsori spacciava droga in affari con un’altra banda, specializzata nel traffico di ogni tipo di stupefacente.

La seconda organizzazione aveva legami con un altro clan, radicato nel quartiere Japigia, che faceva arrivare grossi quantitativi dall’Albania.

La droga, oltre ad essere destinata allo smercio nel capoluogo, veniva anche rivenduta ad altre organizzazioni di Basilicata e Calabria.

Per dare un’idea del giro d’affari delle bande criminali, basta dare un’occhiata alla droga sequestrata: oltre 52 chili di hashish, 10 chili di marijuana, oltre 4 chili di cocaina e 1 chilo e mezzo di eroina.

L’indagine ha permesso di accertare anche una serie sistematica di truffe all’Inps da parte di alcuni indagati, che riuscivano a farsi certificare false patologie invalidanti.

fonte Polizia di Stato

Roma, Tangenti sugli appalti per le strade: 18 funzionari pubblici indagati di cui 7 agli arresti

L’inchiesta della procura di Roma, condotta dai carabinieri del Noe, è incentrata su 33 gare per un totale di 16 milioni di euro per la manutenzione di strade e infrastrutture nella capitale, per le quali nell’arco di due anni sarebbero stati versati 650 mila euro di tangenti con diciotto indagati, quasi tutti dipendenti del Comune e dei Municipi, di cui sette sono agli arresti. I funzionari pubblici arrestati sono: Francesco Pantaleo e Stefano De Angelis del dipartimento Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) di Roma Capitale, Franco Ridenti tecnico della Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata, Roberto Brondi, Piero Seguiti, Doriano Carbonari e Paolo Fornaciari, impiegati presso i Municipi V, IX, X e XII di Roma. Il gip non ha accolto la richiesta di arresto dei funzionari Fabio Stefano Pellegrini del dipartimento Simu, Luca Gaveglia del Municipio IV e Giampietro Cirilli funzionario del Municipio VIII in pensione.

Secondo gli investigatori venivano richieste tangenti per “chiudere un occhio” sulla regolare esecuzione dei lavori, per esempio sul rifacimento del manto stradale con “risparmi” sullo spessore dell’asfalto, con importi che variavano da poche migliaia di euro fino a superare i 100mila euro. I sette funzionari pubblici di Roma accusati di corruzione sono stati arrestati per il pericolo di recidiva come ha dichiarato il gip di Roma, Massimo Di Lauro, “prevedibile che se lasciati in libertà possano trovare altri imprenditori compiacenti, anche in considerazione dell’appetibilità degli onerosi lavori straordinari per il Giubileo appena iniziato” e prosegue spiegando “Individui che non hanno esitato a barattare la loro funzione pubblica con alcune migliaia di euro, incuranti delle difficoltà della Capitale che hanno contribuito ad aggravare omettendo per la vil moneta il monitoraggio di appalti essenziali per il decoro di una città che fa purtroppo fatica ad assicurare ai suoi abitanti una qualità di vita consona al suo rango di metropoli europea”.

Nella richiesta di arresto, la procura di Roma ha evidenziato che le indagini dei carabinieri del Noe, non ancora concluse, hanno portato alla luce “un quadro di estrema gravità: nella materia della manutenzione urbana – in primis riferibile alla viabilità e alla manutenzione stradale – una estesa e quasi endemica attività corruttiva ha finito per distogliere ingenti risorse pubbliche dalle finalità cui erano destinate (assicurare sicurezza e qualità alla agibilità urbana) dirottandole ad impieghi di profitto privato di imprenditori e funzionari”.

Redazione Mensile Polizia di Stato