Matera: scoperta la truffa degli “atleti fantasma”

Una vera e propria truffa alla regione Basilicata è quella scoperta dalla Squadra mobile di Matera che ha denunciato 23 persone ed ha effettuato altrettante perquisizioni: l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di un ente pubblico.

Tutto nasce tra gli anni 2008 e 2010 quando la regione Basilicata istituì un fondo che promuoveva le attività sportive, fu così che, in particolare a Matera, cominciarono a nascere molte società sportive.

Nel tempo, i promotori delle società, approfittando della loro posizione ed essendo in possesso delle password necessarie, hanno cominciato a creare società fittizie iscrivendo e compilando documenti falsi anche di atleti inesistenti allo scopo di moltiplicare le somme dei contributi erogati dalla Regione.

Insomma dal 2010, era stata messa in piedi una vera e propria associazione per delinquere, con compiti ben distribuiti: i promotori organizzavano le trasferte, il tesseramento e la creazione di società false; i presidenti provvedevano alla compilazione delle istanze di richiesta contributi; alcuni atleti venivano tesserati con false generalità e gareggiavano a nome di altri.

Anche i familiari dei responsabili facevano la loro parte: amici e parenti partecipavano alle trasferte come atleti contribuendo così alla truffa.

Nell’operazione “Ghost runner” gli indagati devono rispondere di una serie di reati che vanno dall’associazione per delinquere, alla sostituzione di persona, falso ideologico, falso materiale, truffa e frode sportiva.

fonte Polizia di Stato

Traffico di droga e rapine a pensionati e trasportatori, 26 arresti a Catania

Al termine dell’operazione “Adernò” i poliziotti della Squadra mobile di Catania e del commissariato di Adrano questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale etneo nei confronti di 26 delle 28 persone destinatarie del provvedimento.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, rapine, sequestro di persona e furti, nonché reati in materia di armi. Cinque provvedimenti sono stati notificati a persone già detenute e altri quattro a soggetti già agli arresti domiciliari.

Tra gli indagati anche due elementi appartenenti a Cosa Nostra: uno dell’organizzazione mafiosa Toscano-Mazzaglia-Tomasello, di Biancavilla (Catania), alleata ai catanesi Santapaola-Ercolano; l’altro della famiglia Rosano, affiliata alla cosca Santangelo “Taccuni“, attiva nella zona di Adrano (Catania) e anch’essa alleata ai Santapaola-Ercolano.

L’attività investigativa nasce in seguito a una rapina con sequestro di persona commessa ai danni di un autotrasportatore. Le indagini successive hanno fatto emergere l’esistenza di tre distinte organizzazioni criminali che agivano nei due comuni e nelle zone limitrofe.

In particolare una di queste era specializzata in reati contro il patrimonio, come rapine ai danni di autotrasportatori; queste erano effettuate a mano armata e con il sequestro dei conducenti al fine di impedire loro di dare l’immediato allarme. Altre rapine erano commesse ai danni di donne anziane alle quali venivano sottratte borse e collane. Almeno sei le rapine messe a segno dai criminali, tre ad autotrasportatori e altrettanti ad anziani.

Gli altri due gruppi criminali si dedicavano al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina, marijuana e metadone. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 6 chili e 300 grammi di marijuana e circa 30 grammi di cocaina.

L’operazione è stata denominata “Adernò” perché questo era il nome del comune che fino al 1929 comprendeva gli attuali comuni di Adrano e Biancavilla.

fonte Polizia di Stato

Camorra: arresti e sequestri nel clan dei Casalesi

Oltre ai 24 arresti eseguiti dagli uomini dalla Squadra mobile di Caserta e da quelli dei Carabinieri di Napoli questa mattina c’è stato anche l’importante sequestro di un intero centro commerciale a Caserta del valore di 60 milioni di euro riconducibile direttamente a Michele Zagaria noto boss dei Casalesi.

Tra gli arrestati anche imprenditori, amministratori, funzionari del comune e professionisti accusati di associazione a delinquere di stampo camorristico, concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, estorsione, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso d´ufficio, truffa, turbata libertà degli incanti.

Il centro commerciale serviva per riciclare il denaro sporco frutto dell’attività illecita del clan camorristico.

fonte Polizia di Stato

Droga: traffici dall’Olanda alla Sardegna, 5 arresti

Traffico internazionale di droga, in particolare cocaina dall’Olanda. Di questo sono accusate le cinque persone arrestate stamattina dalla Squadra mobile di Cagliari, con il coordinamenteo del Servizio centrale operativo, appartenenti ad una organizzazione criminale.

I provvedimenti sono il risultato di indagini iniziate due anni fa che hanno permesso ai poliziotti di ricostruire l’enorme flusso di denaro e i sofisticati meccanismi di riciclaggio, ricostruendo la rotta seguita per far giungere la droga dall’Olanda in Sardegna.

Arrestato anche il capo dell’organizzazione che, dalla sua villa di Sestu, coordinava e dirigeva tutte le attività degli altri suoi collaboratori. Nell’ambito della stessa operazione gli agenti hanno sequestrato 25 chilogrammi di cocaina e beni per 5 milioni di euro.

fonte Polizia di Stato

Agrigento: presi 13 estorsori delle famiglie mafiose

Associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti sono i reati di cui sono accusate le 13 persone fermate dagli agenti delle Squadre mobili di Palermo e Agrigento al termine dell’operazione “Icaro“.

L’attività investigativa si è conclusa questa mattina con l’arresto di 10 affiliati alle cosche palermitane e agrigentine di Cosa Nostra. Sei di loro sono finiti in carcere e quattro ai domiciliari mentre per altri tre indagati è stata predisposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’indagine è il seguito dell’operazione “Break Point” del 2013 che portò all’arresto di dieci persone.

Con “Icaro” gli investigatori hanno avuto la conferma di come il vincolo tra Cosa Nostra palermitana e agrigentina in realtà non si sia mai spezzato, come dimostrato dai numerosi summit che si svolgevano nelle campagne agrigentine.

Gli uomini della Mobile sono inoltre riusciti a ricostruire la mappa del pizzo che veniva imposto alle imprese, facendo emergere il modo in cui le organizzazioni mafiose tentavano di estorcere denaro a diverse aziende del settore edile, alcune delle quali impegnate nella costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, nella ristrutturazione delle case popolari e altre attive nel settore del calcestruzzo. Sono emersi anche alcuni tentativi di condizionare il trasporto da e per l’isola di Lampedusa.

Le indagini hanno interessato Agrigento, e in particolare hanno permesso agli investigatori di scoprire la pianta organica di Cosa nostra nella parte occidentale della città; in particolare sono stati raccolti numerosi elementi a carico dei capi famiglia delle cosche di Agrigento e Porto Empedocle.

Tra gli indagati anche altri affiliati all’associazione, compresi quelli incaricati di organizzare gli incontri con gli esponenti delle altre famiglie locali.

fonte Polizia di Stato

“Questo sarà l’ultimo Papa”: arrestati jiadisti kosovari

Bloccati nelle prime ore di questa mattina un gruppo di cittadini kosovari accusati di apologia di terrorismo e istigazione all’odio razziale. Gli arresti sono avvenuti in alcune città italiane e in Kosovo.

L’operazione, denominata “Van Damme” è stata condotta dagli agenti della Direzione centrale della polizia di prevenzione e da quelli della Digos della questura di Brescia, unitamente alla Polizia kosovara.

Il gruppo terrorista scoperto stamattina propagandava l’ideologia jihadista anche attraverso l’uso dei social network. Molti gli aspetti di pericoloso fanatismo religioso estremistico individuati dai poliziotti durante le indagini. Sul web gli arrestati si mostravano con armi e in atteggiamenti da combattenti dello Stato islamico.

Nelle chat analizzate c’erano anche minacce nei confronti del Papa; gli investigatori hanno trovato anche frasi del tipo “questo sarà l’ultimo Papa“. Altro materiale web è ancora in fase di indagine.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa si è complimentato con il questore di Brescia per il brillante risultato e per portare a tutti i poliziotti che hanno condotto l’operazione, anche il plauso del ministro dell’Interno Angelino Alfano.

fonte Polizia di Stato

Consegnati a Barletta due immobili confiscati alla criminalità

«Oggi si è aggiunto un ulteriore tassello nel percorso di affermazione della legalità nel nostro territorio». Ha annunciato così questa mattina il prefetto di Barletta Andria Trani Clara Minerva la consegna all’Arma dei Carabinieri e al comune di Barletta di due unità immobiliari situate a Barletta, confiscate alla criminalità organizzata e destinate con decreti dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (Anbsc) alla criminalità organizzata.

Alla presenza dei vertici della magistratura e delle Forze dell’ordine, il prefetto ha consegnato al comune di Barletta una villa non ultimata, con annesso terreno, destinata a accoglienza e integrazione mentre il direttore dell’Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata ha consegnato all’Arma dei Carabinieri un appartamento con annesso box, destinato a alloggio di servizio. La consegna dei beni confiscati, infatti, rappresenta un segno concreto per quello che realizzerà il comune e per l’unità abitativa che sarà destinata ad alloggio di servizio per un appartenente all’Arma dei Carabinieri dopo alcuni necessari lavori di ristrutturazione che saranno eseguiti a cura del Provveditorato alle opere pubbliche.

«Questa consegna – ha aggiunto il prefetto Minerva – ha anche un valore aggiunto, quello cioè, di onorare le vittime della mafia, applicando una legge che porta il nome di Pio La Torre che l’aveva proposta e a cui hanno lavorato come tecnici Magistrati molto coraggiosi e di grande professionalità».

fonte Ministero dell’Interno

Milano: rapina milionaria, identificati i sette criminali

Si è conclusa l’indagine della Squadra mobile di Milano in merito alla brutale rapina avvenuta a Milano lo scorso 1° dicembre. Otto uomini con i volti coperti, armati di pistola, asce e machete, fecero irruzione in una gioielleria in pieno centro cittadino e rapinarono orologi per un valore di oltre 820 mila euro.

Nell’immediatezza uno dei rapinatori fu arrestato da una guardia giurata mentre gli altri sette, di cui uno minorenne, riuscirono a fuggire.

Le indagini svolte in stretta collaborazione con le autorità rumene hanno portato gli investigatori all’individuazione dei responsabili materiali e anche l’organizzatore della rapina che dalla Romania aveva reclutato e addestrato la banda criminale. Attualmente i sette, sono in carcere nel loro Paese detenuti per altri reati.

fonte Polizia di Stato

La Risposta Italiana al Terrorismo Internazionale

fonte Ansa

fonte Ansa

Dopo gli attacchi di Parigi dello scorso venerdì 13, definiti dal ministro degli Esteri, Gentiloni, senza precedenti per ferocia e coordinamento, immediata è stata la risposta in termini di sicurezza da parte dell’Italia, anche se, come ha sottolineato il ministro dell’Interno, Alfano, non esistono segnali indicativi di specifiche iniziative terroristiche contro il nostro Paese. Le Forze sono state dispiegate al loro massimo grado, soprattutto verso tutti gli snodi sensibili come luoghi di transito, stazioni, treni da e verso la Francia, con un incremento delle risorse, “senza che questo significhi una militarizzazione dello Stato, né una limitazione delle libertà”, per usare di nuovo le parole di Angelino Alfano.

Per entrare nel dettaglio delle iniziative intraprese, sono state dislocate su tutto il territorio nazionale 15 unità di forze speciali (ognuna situata in una delle principali città della penisola), ed attenzione particolare è stata rivolta a Roma, ove, oltre al rafforzamento del personale appartenente alle Forze di Polizia, il governo ha inviato 700 militari. La capitale, infatti, è considerata obiettivo primario da tutelare, sia per il Giubileo che per le minacce esplicite di attentati da parte dell’ISIS.

Venerdì 20 è stato presentato il piano per la sicurezza del Giubileo. In una conferenza stampa tenutasi all’interno della Scuola Superiore di Polizia con il Prefetto ed il Questore di Roma, Franco Gabrielli e Nicolò D’Angelo, sono state illustrate ai giornalisti le linee guida dell’ordinanza predisposta dagli esperti della sicurezza. La nostra ordinanza, ha spiegato il Questore, si basa su attività preventiva ed informativa, ed oltre al controllo di tutti i siti che riteniamo importanti, abbiamo ritenuto di rinforzare la vigilanza alle ambasciate, istituzioni ed alcune sedi di quotidiani; dopo la Basilica di San Pietro, anche la Sinagoga ed il ghetto ebraico sono “sorvegliati speciali”. La Sinagoga è presidiata da Polizia e Carabinieri. Aumentano quindi i controlli dopo l’allarme lanciato dall’FBI, che inserisce la Sinagoga tra i possibili bersagli dei terroristi. Infine, per l’intera durata del Giubileo, non sarà possibile sorvolare la capitale. A tal proposito, è stato predisposto un sistema di intercettamento radar a terra ed un dispositivo aereo sarà sempre in volo per intercettare droni o ultraleggeri, con possibilità di abbattimento se necessario.

Come si diceva, sono stati rafforzati i controlli alle frontiere – soprattutto in quelle al confine con la Francia – ed accelerate le procedure di espulsione di extracomunitari non in regola con le norme di soggiorno. Al riguardo, i servizi segreti sono stati sollecitati affinchè segnalino prontamente al Viminale anche i minimi sospettati da espellere.

Di notevole rilevanza, inoltre, l’annuncio dato nelle ultime ore dal Premier Renzi di un emendamento alla legge di stabilità, con cui stanziare un miliardo di euro da investire sulla sicurezza ed un altro miliardo sulla cultura ed educazione. La proposta del Governo al Parlamento per la sicurezza sarà impiegare il miliardo di euro su quattro linee guida: 150 milioni per la cyber security, nel rispetto della privacy; il bonus di 80 euro esteso al personale delle forze dell’ordine, a partire da chi sta sulla strada; 500 milioni per le esigenze strategiche, non quelle organizzative, della difesa italiana; e poi, ancora, 50 milioni per rinnovare la strumentazione delle forze di polizia, a patto, però, che vengano riorganizzate: “Entro l’anno, dovranno essere ridotte da cinque – troppe – a quattro” ha affermato Renzi, preannunciando per l’ennesima volta che il Corpo Forestale dello Stato sarà assorbito dall’Arma dei Carabinieri. “Abbiamo troppi impiegati negli uffici che invece devono tornare a svolgere servizio in strada…troppe caserme inutilizzate devono essere restituite immediatamente ai cittadini” ha aggiunto il Premier.

Quattro sono le linee guida anche per decidere come investire il miliardo destinato a “cultura ed identità”: 500 milioni per le città metropolitane e per un intervento sulle periferie, con progetti da presentare entro il 2015 e fondi che devono essere spesi entro il 2016; 50 milioni per le borse di studio, estese però a tutti i “meritevoli”, senza “questioni di reddito”; 150 milioni per offrire a tutti i cittadini che lo vorranno la possibilità di dedicare il 2 per mille ad un’associazione culturale specifica: il singolo teatro o la scuola di musica di periferia, in modo che ciò che è possibile per i partiti politici sarà possibile anche per i centri di cultura. Ed infine, verrà estesa a coloro che, compiendo 18 anni entrano nella “comunità dei maggiorenni”, una misura già prevista per i professori: una carta da 500 euro annui da spendere in “consumi culturali”. Tutto questo, ha affermato Renzi, “Per combattere chi sta cercando di equiparare gli immigrati ai terroristi, chi vuole farci credere che il nemico venga solo da fuori, nascondendo che è cresciuto nelle nostre periferie e che non basta chiudere le frontiere”. “A costo di perdere voti voglio dirlo”, ha concluso Renzi, “La stragrande maggioranza dei profughi e degli immigrati fugge dalla guerra, dai tagliatori di teste, dalla violenza e dalla fame, da quelli che sono gli stessi nostri nemici. Mentre io voglio che mia figlia possa crescere come una donna libera e senza paura. Per me l’Europa è questo”.

In buona sostanza, una risposta italiana al fondamentalismo islamico, di cui si nutre il terrorismo Daesh, non solamente in termini di sicurezza, ma anche in termini di cultura, tornando ai principi fondanti dell’Unione Europea: “democrazia e cultura”. Concludendo con le parole dello stesso Premier Renzi: “Né reazione, né solo securitarismo, abbiamo il dovere di restare umani”.

Umberto Buzzoni

Interpol: guerra alle mafie, la lezione dell’Italia

In occasione della 84^ Sessione dell’Assemblea Generale dell’Interpol, Filippo Dispenza, membro per l’Europa del Comitato esecutivo dell’OIPC-Interpol di Lione, ha presentato il progetto, tutto italiano, di aggressione, sequestro e confisca dei patrimoni illeciti frutto delle attività delle organizzazioni criminali transnazionali e dei fenomeni di corruzione.

Nell’intervista fatta per il sito della Polizia di Stato, Dispenza ha spiegato di come è nato il progetto partendo dalla normativa italiana di aggressione ai patrimoni illeciti riconducibili al crimine organizzato.

Il programma, che mira altresì a combattere tutti i fenomeni di corruzione e prevenire il finanziamento del terrorismo, scaturisce dall’osservazione della realtà criminale e dall’esigenza di preservare l’economia dei Paesi membri. Vuole combattere tutti i fenomeni di corruzione considerati un vero e proprio cancro che toglie il futuro alle nuove generazioni.

fonte Polizia di Stato