Catania: colpita la cosca Santapaola-Ercolano

 Chiuse le indagini su Cosa Nostra a Catania con l’Operazione Bulldog della Squadra mobile siciliana. Sono 5 le persone finite in carcere, 3 quelle per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari e 8 gli indagati per i quali la magistratura ha disposto l’obbligo di dimora e di firma presso la polizia.

Ancora una volta al centro delle indagini degli investigatori le attività della cosca Santapaola-Ercolano, i cui membri hanno cercato di diversificare il più possibile le loro attività.

Tra le pagine delle informative si legge che i membri della cosca si stavano indirizzando verso il recupero crediti; invece di ricorrere alle vie legali le persone che vantavano un credito presso altri si rivolgevano alla Cosca che, in virtù del proprio peso criminale, agevolava e “facilitava” la risoluzione del debito.

Ai criminali è stata anche contestata l’intestazione fittizia di beni che ha prodotto un sequestro di un numero impressionate di attività commerciali: campi di calcio, centri estetici, autolavaggi, parcheggi, ristoranti, lidi marini. Per queste attività ci sono già altri 9 indagati che hanno favorito tali intestazioni dei beni in realtà gestiti dai membri del Clan.

fonte Polizia di Stato

Verona: spacciatori in manette con l’operazione “Malok”

Con l’operazione “Malok” la Squadra mobile di Verona ha interrotto l’attività di un’organizzazione criminale, composta da cittadini italiani e stranieri, che gestiva lo spaccio in diversi quartieri della città.

Sono quattro le persone arrestate questa mattina, tre delle quali, sono finite in carcere e una ai domiciliari.

Il gruppo era specializzato nell’importare cocaina, eroina ed hashish da Albania e Marocco, per distribuirle ad altri gruppi che si occupavano di vendere la droga al dettaglio.

L’indagine, iniziata a fine 2013, ha accertato che la droga arrivava in Italia anche per mezzo di corrieri detti “ingoiatori“, che evitavano i controlli ingoiando ovuli ripieni di droga.

Nel corso dell’attività investigativa i poliziotti della Mobile avevano già arrestato sei persone in flagranza di reato: alcune di queste erano corrieri appena sbarcati dall’aereo, e altre “semplici” spacciatori; durante tali attività sono stati sequestrati oltre 2 chili di droga.

Durante l’indagine gli investigatori hanno inoltre documentato molte consegne di sostanze proibite, che spesso avvenivano in aperta campagna (da qui il nome dell’operazione “Malok” che in albanese significa contadino) dove gli spacciatori arrivavano in bicicletta.

Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione delle Squadre mobili di Bologna e Rovigo, del Reparto prevenzione crimine Veneto e di alcune unità cinofile.

fonte Polizia di Stato

Il Direttore del nostro Mensile vittima di un furto

fonte Ansa

fonte Ansa

Furto con destrezza subito dal Direttore di MensilePoliziadiStato.it, Umberto Buzzoni. Il “colpo” è stato messo a segno nel primo pomeriggio dell’11 gennaio scorso, all’interno di un bar ubicato sull’Appia Nuova, in Roma, dove il Direttore si era recato con alcuni amici, poggiando il giaccone su una sedia vuota, limitrofa a quella in cui si era seduto lui. Alcuni minuti più tardi, all’atto di lasciare il locale, con enorme sorpresa aveva constatato che dal giaccone erano stati sottratti due cellulari ed il portafogli, contenente numerosi documenti, alcuni dei quali di rilevante importanza.

Comunque, la sorte è stata poi benigna; infatti, alcune ore più tardi, una signora si è presentata presso il Commissariato Sezionale “Appio Nuovo” (dove il Direttore aveva sporto immediata denuncia), ed ha consegnato il portafogli oggetto di furto, riferendo di averlo rinvenuto nell’ingresso dello stabile in cui abita, sito in quelle vicinanze. Ad eccezione dei due telefonini, pertanto, tutto è rientrato nella disponibilità del Buzzoni.

Da un primo sommario esame delle riprese di una telecamera a circuito chiuso, installata nel bar in cui si è verificato il furto, si nota un individuo che, con mossa fulminea, approfittando di un attimo di distrazione dei presenti, infila le mani nel giubbotto in questione, sottraendo quanto sopra descritto. Le modalità di consumazione del reato, lasciano presupporre che a commetterlo sia stato un professionista dei cosiddetti “furti con destrezza”. Del caso si sta interessando l’Ispettore Capo Stefano Macchi, in forza al citato Commissariato, il quale, con il consueto acume investigativo, sta già seguendo una pista ben precisa per giungere rapidamente alla identificazione del ladro.

La Redazione

Catania: 3 scafisti fermati, un migrante annegato e 5 dispersi in mare

Si aggiorna il bollettino della disperazione a Catania. Con l’ultimo arrivo di migranti, avvenuto il 16 gennaio, è stato sbarcato anche il cadavere di un annegato.

Sono invece cinque i dispersi nelle acque siciliane e tre gli scafisti arrestati. I tre fermati dalla Polizia di Stato a Catania erano alla guida di due gommoni carichi di migranti.

I gommoni, che trasportavano oltre 240 migranti, sono stati soccorsi, in due momenti diversi, da un pattugliatore della Guardia costiera a largo delle coste siciliane.

Durante le operazioni di soccorso è stato anche recuperato il cadavere di un migrante annegato, mentre altri cinque, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, sono dispersi in mare.

I tre arrestati, due maggiorenni ed un minorenne, provengono dal Ciad, dal Gambia e Guinea.

Le indagini sono state condotte in collaborazione con lo Scico della Guardia di finanza e con i militari della Guardia costiera che hanno raccolto i primi elementi di indagine subito dopo le operazioni di soccorso.

fonte Polizia di Stato

Roma, raffica di rapine: la polizia arresta quattro persone

Quattro arresti sono stati eseguiti dalla polizia a Roma, nell’arco di poche ore, per furti e rapine in quattro distinti episodi. Gli agenti del commissariato Porta Pia, in via del Policlinico, hanno arrestato H.V., 50enne lituano, che aveva appena provato a rubare il navigatore di una piccola vettura, il cui proprietario si era messo all’inseguimento del ladro. I poliziotti, dopo aver fermato il lituano, lo hanno sottoposto a perquisizione e in un borsello hanno trovato e sequestrato diversi arnesi utili per aprire le auto. A finire in manette anche un 30enne ucraino per aver rubato alcuni capi di abbigliamento in un negozio di via Appia.

Quando i dipendenti dell’esercizio commerciale si sono accorti del furto hanno provato a fermarlo, ma l’ucraino si è opposto con violenza e solo gli agenti del Reparto Volanti, intervenuti, sono riusciti a bloccarlo. L’uomo dovrà ora rispondere del reato di rapina impropria. Stesso reato che è stato contestato a un 53enne originario della Basilicata, per aver tentato di rubare un cellulare a un paziente ricoverato in un ospedale di Roma-Nord. Anche in questo caso l’intervento tempestivo degli agenti del Reparto Volanti ha permesso l’arresto dell’uomo che, scoperto da una giovane infermiera, stava tentando la fuga. È furto aggravato il reato di cui deve rispondere invece un 19enne romeno, per aver tentato di rubare dagli scaffali di un supermercato cinque bottiglie di un costoso rum. Gli agenti del Reparto Volanti, in servizio nella zona Eur-Laurentina, lo hanno sorpreso mentre toglieva le placche antitaccheggio dalle bottiglie.

fonte Il Messaggero

Traffico di rame a Catania, guadagni illegali per migliaia di euro

In un solo anno riuscivano a riciclare tonnellate di rame e materiale ferroso di ogni genere guadagnando fino a 250 mila euro.

È quanto avevano organizzato alcune ditte di lavorazione e trasporto di materiale ferroso di Catania. Questa mattina, però, 4 persone titolari delle ditte sono finite ai domiciliari ed ad una quinta è stato imposto l’obbligo di dimora.

La Squadra mobile della città etnea ha documentato, nell’Operazione “Copper“, rame appunto, tra il dicembre 2012 e il maggio 2013 tutto il sistema di utilizzo del rame rubato.

Un sistema che permetteva, in modo apparentemente legale, di spostare migliaia di chili di materiale ferroso lungo tutto lo Stivale.

I ladri sottraevano alla Telecom o ad aziende di trasporti che utilizzano il rame per la propria attività, il metallo; questo veniva poi trasportato con fatture finte e bolle di trasporto da un’azienda all’altra.

Questo movimento consentiva ai criminali di nascondere la movimentazione del rame rubato tra quello acquistato lecitamente.

Una volta creato in modo documentale il rame e avendolo quindi reso legale, il metallo veniva rivenduto ad aziende del nord Italia.

Il rame non era l’unico metallo ricettato, la Polizia di Stato di Catania, che si è avvalsa dell’aiuto della Polizia provinciale, ha anche scoperto che venivano ricettati tombini di ghisa.

Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno sequestrato 6 mila chili di rame e materiale ferroso, rubato.

fonte Polizia di Stato

Chiedevano il “pizzo” con la “pizza”. Due arresti a Palermo

Con la frase perentoria di “mettiti a posto e cercati un amico” due pregiudicati palermitani hanno tentato un’estorsione nei confronti di un ristoratore della città, ma gli investigatori della Squadra mobile e del Commissariato “S. Lorenzo” li hanno arrestati dopo averli colti sul fatto. La scorsa sera, infatti, gli uomini di pattuglia nelle vie cittadine hanno notato un gruppo di persone sull’uscio di una nota pizzeria. Incuriositi da quell’assembramento, gli agenti hanno cercato di capire cosa stesse succedendo.

La gente raccolta ha raccontato che due uomini erano poco prima entrati nel locale e dopo aver ordinato due pizze da asporto ed averle pagate, avevano rivolto al proprietario delle raccomandazioni che celavano delle richieste chiaramente estorsive. Inoltre, allo scopo di esercitare pressioni intimidatorie sullo stesso, avevano anche sottolineato di essere al corrente dell’apertura di un nuovo ristorante in altra zona.

Di fronte al rifiuto del negoziante di pagare qualsiasi somma di denaro, si è creata una certa confusione che ha attirato l’attenzione dei clienti e poi della pattuglia.

All’arrivo dei poliziotti i due estorsori, già noti alle Forze dell’Ordine per lo stesso reato, si sono giustificati dicendo di essere in gravi difficoltà familiari, ma ciò non è servito per evitarne l’arresto.

fonte Polizia di Stato

Pescara immortalavano i loro furti con il cellulare

Immortalavano le loro imprese con il telefono cellulare e dopo un’indagine della Squadra mobile di Pescara su diversi atti criminosi che avvenivano in città, i componenti di una “gang” specializzata in furti sono stati individuati e arrestati.

Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di 11 persone: una è finita in carcere, a due è stato imposto l’obbligo di dimora e per le restanti otto persone, una denuncia a piede libero. I criminali si sono resi responsabili di una serie di furti commessi in danno di esercizi commerciali e di abitazioni, nonché di borseggi, truffe online e atti vandalici; i componenti della banda agivano costantemente sotto l’effetto di stupefacenti.

Tra i video ritrovati dagli investigatori che immortalavano le imprese criminali, anche quella del “battesimo del furto” da parte di un bambino di 3 anni.

Il piccolo, figlio di uno del gruppo, veniva indotto al furto di un pacchetto di patatine dal padre, ricevendo poi i complimenti.

L’indagine ha consentito anche di risalire ai ricettatori, ai quali i malviventi si rivolgevano per rivendere la refurtiva, e agli spacciatori per rifornirsi di droga.

fonte Polizia di Stato

Spacciavano per i Santapaola-Ercolano, 6 arresti a Catania

Associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito al fine di favorire l’organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano, sono le accuse che hanno portato all’arresto di sei persone nell’ambito dell’operazione “Kiss“, conclusa questa mattina a Catania, dagli uomini della Squadra mobile.

L’attività investigativa della Mobile catanese ha preso il via nel maggio 2014, in seguito al sequestro di 260 chili di marijuana trovati in possesso di quello che fu il primo dei sei arrestati. Insieme alla droga l’uomo aveva anche un bilancino di precisione e attrezzatura per il confezionamento delle dosi.

Dopo quell’episodio iniziarono subito le intercettazioni telefoniche e ambientali, grazie alle quali emerse che l’uomo era il custode del gruppo e che la marijuana era destinata al quartiere catanese San Giorgio, gestito da un altro appartenente al gruppo che al momento della notifica del provvedimento si trovava già agli arresti domiciliari per altri reati.

Durante l’indagine è inoltre emerso che la piazza di spaccio era sotto l’egida della famiglia Nizza, appartenente alla cosca mafiosa dei Santapaola – Ercolano.

L’attività dell’organizzazione era strutturata in base al classico modello “Napoletano” che prevede l’attività di spaccio dal pomeriggio fino a notte inoltrata, con turni ben precisi di pusher e vedette.

Il gruppo aveva un rilevante giro d’affari, tanto che ogni 10 giorni riusciva a smerciare 20-30 chili di marijuana proveniente dall’Albania, e 200-500 grammi di cocaina.

Dai video registrati durante l’indagine è emersa anche la disponibilità, da parte degli indagati, di pistole e fucili, necessari a mantenere il controllo del territorio.

Nell’agosto 2014, in piena attività investigativa, gli agenti della Squadra mobile arrestarono il leader del gruppo, già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare del 2013 emessa dal Tribunale di Catania.

L’uomo teneva personalmente i rapporti con i Nizza, partecipando agli incontri con i vertici del gruppo e ricevendo da loro la droga da smerciare nel quartiere San Giorgio.

L’operazione è stata denominata “Kiss” (in inglese “Bacio”) perché gli appartenenti all’organizzazione criminale si salutavano sempre con un bacio sulla bocca.

fonte Polizia di Stato

Arrestati gli autori della violenta rapina a Torino

È stato picchiato violentemente e rapinato di 10mila euro circa il titolare di nazionalità cinese di una tabaccheria a Torino, lo scorso 17 dicembre. Questa mattina però, gli autori sono stati fermati dagli uomini del commissariato Dora Vanchiglia, in quanto gravemente indiziati di essere i responsabili del feroce delitto.

Le telecamere interne del negozio hanno registrato tutta la sequenza: si tratta di due cittadini georgiani di 26 e 31 anni. Oltre al denaro contante, i due balordi avevano sottratto “Gratta e vinci” per un valore di 6mila euro.

Fondamentale allo sviluppo delle indagini la chiarezza delle inquadrature sui volti scoperti dei due rapinatori e l’individuazione delle tabaccherie dove sono avvenute le riscossioni dei premi della lotteria istantanea.

Infatti, già il giorno stesso della rapina un uomo ed una donna si erano presentati in una tabaccheria della città per ritirare le vincite e poi, nei giorni successivi, anche in un’altra frequentata più assiduamente dalla coppia.

Gli investigatori, in breve tempo, sono riusciti a risalire al loro domicilio e a identificare gli autori della rapina.

fonte Polizia di Stato