Crisi ed allarme sociale: operaio edile disoccupato si suicida

edileda Agi.it

Afflitto per l’impossibilita’ di trovare lavoro si e’ suicidato l’operaio edile Salvatore Di Marco, 45 anni, di Borgetto (Palermo), da molto tempo disoccupato.

Ne ha dato notizia Antonino Cirivello, segretario generale della Filca Cisl di Palermo-Trapani, durante il consiglio generale della sigla, oggi a Palermo. “Nessuno ne ha parlato, come se facesse parte della routine quotidiana.

Per noi non e’ normale, non accetteremo mai che si muoia per mancanza di lavoro o per un lavoro non sicuro.

Si tratta di persone non di numeri”, ha detto Cirivello, e ha ricordato che quest’anno “ci sono stati vari suicidi di edili, molte morti bianche. Continueremo a batterci -ha aggiunto- affinche’ non si allunghi ancora di piu’ l’elenco dei morti per disperazione o per mancanza di sicurezza in edilizia ma anzi si avvii una nuova stagione per il settore”.

Serial killer evaso, azione disciplinare direttore carcere Genova

serial killerda Agi.it

Avviata l’azione disciplinare per il direttore del carcere di Marassi.

A comunicarlo e’ il Dap, in merito all’evasione, durante un permesso premio, di un serial killer a Genova.
Il Dap contesta al direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo, le “inopportune e intempestive dichiarazioni rese alla stampa”, seguite alla diffusione della notizia del mancato rientro, il 18 dicembre scorso, di Bartolomeo Galliano, detenuto in quel penitenziario, al quale il magistrato di sorveglianza di Genova aveva concesso un permesso premio.

Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha anche disposto “indagini interne” per accertare la dinamica dei fatti. (AGI) .

Evaso durante un permesso premio, continuano le ricerche di Gagliano

evasoda TGCOM24

Ancora nessuna notizia di Bartolomeo Gagliano, il 55enne evaso a Genova mercoledì durante un permesso premio. Cresce intanto la paura: diverse le segnalazioni a carabinieri e polizia e i controllo effettuati dalle forze dell’ordine, per ora senza esito. Una persona simile nei connotati a Gagliano è stata segnalata nella notte al Pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna. Ma secondo i primi riscontri non si tratterebbe dell’uomo.

Gagliano “avvistato” a Lavagna – Ad avvertire i militari, alcuni medici che hanno detto di aver riconosciuto in quell’uomo il serial killer dopo averne visto le foto su internet e in tv. Secondo il racconto fatto ai carabinieri dal personale del pronto soccorso, dopo essersi sentito osservato, l’uomo si sarebbe allontanato e avrebbe fatto perdere le tracce.

All’ospedale di Lavagna i carabinieri del Nucleo investigativo hanno visionato, insieme ad agenti della polizia penitenziaria, le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Dai primi riscontri somatici non si tratterebbe però di Gagliano.

Panettiere: “Con me si è comportato bene” – “Guardate che con me quello là è stato un signore, si è comportato bene”. Lo ha detto Maurizio Revelli, il panettiere sequestrato da Bartolomeo Gagliano per farsi portare da Savona a Genova. “La polizia – racconta il panettiere – mi ha mostrato diverse foto, ma io non l’ho proprio riconosciuto. L’ho saputo dopo che si trattava di Gagliano. Ma devo proprio dare atto che con me si è comportato bene e durante il viaggio la pistola se l’è sempre tenuta in tasca”.

FALSI D’AUTORE: ARRESTI A GENOVA

Quadri falsidi Petula Brafa

I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Genova, nell’ambito dell’inchiesta volta a smantellare un’organizzazione criminale operante nella falsificazione di dipinti.

Agli indagati la Procura della Repubblica ha contestato l’accusa di associazione  a delinquere finalizzata alla contraffazione di opere d’arte ed alla ricettazione, disponendo il sequestro di ben 181 falsi, – Schifano, De Chirico, Dorazio, Angeli e molti altri contemporanei – , per un valore di circa 10 milioni di euro.

All’esito di un’accurata attività investigativa, gli inquirenti hanno ricostruito le modalità operative del gruppo criminale, composto da esperti d’arte abili nel veicolare su mercato i falsi, mediante l’apposizione di fraudolente certificazioni di autenticità e di autografi ricavati dalla contraffazione del materiale d’archivio (firme, fotografie, copie, articolo giornalistici) o dalla conoscenza delle “cifre” stilistiche per la frequentazione diretta degli autori, – noti ad alcuni indagati -, tanto da ingannare persino le fondazioni vigilanti sull’opera degli artisti.

Allo stato, le indagini hanno comprovato la capillarità dell’organizzazione sul territorio nazionale, attestata altresì dalle perquisizioni e dai controlli effettuati a Torino, Milano e Pavia.

(fonte: Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale)

Calcioscommesse: parla Gattuso, “pronto a uccidermi in piazza”

gattusoda Agi

“In vita mia non mi sono mai seduto con delle persone a combinare le partite e non ho mai pensato di poter truccare una partita. Non so come si fa, non ci ho mai pensato. Dico una cosa forte: se fosse vera una cosa del genere, sono disposto ad andare in una piazza e ammazzarmi davanti a tutti. Io non so perdere neppure alla partitina con gli amici e chi mi conosce lo sa”. Usa parole forti ai microfoni di Sky Sport Rino Gattuso, finito sul registro degli indagati della procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta sul Calcioscommesse. Con uno dei quattro arrestati, Francesco Bazzani, avrebbe scambiato degli sms. “Sono 13 sms ai quali non ho mai risposto. Bazzani lo conosce mezza serie A. E’ un amico come tanti, se non sbaglio ha una ricevitoria a Bologna, ma non ho mai parlato con lui di mettere a posto le partite. Mai”, assicura ‘Ringhio’. “Spero che il magistrato mi senta prima possibile per chiarire la mia situazione. Ma scherziamo? Ho una fondazione, ho dato un milione e mezzo di euro, non faccio pagare i bambini per fare calcio e che faccio? Vado a falsare le partite? Ma sarei pazzo…”. Gattuso ribadisce di non avere neppure mai scommesso da quando e’ vietato: “Nel 2002-2003 quando si poteva, facevo qualche scommessa, ma di queste cose qui non so nulla. Da quando non si puo’ piu’ scommettere non ho piu’ scommesso. Il problema e’ che mi contestano di aver truccato delle gare, io non so come si fa”. Questa la difesa accorata dell’ex centrocampista di Milan e Nazionale che racconta di aver saputo stamattina di quanto accaduto dalla moglie, visto che si trovava a Napoli per il corso da allenatore. “Non ho mai avuto contatti e nessuno in quasi 20 anni si e’ mai permesso di propormi di aggiustare una partita”, ha aggiunto, spiegando l’eventuale ruolo del suo migliore amico Salvatore Pipieri, finito anch’egli nell’inchiesta. “Penso che si sentissero per le magliette, per i biglietti, quando non rispondevo io rispondeva Salvatore, non ci sono altre spiegazioni”. Gattuso ha anche ammesso di non aver mai pensato che gli potesse capitare una cosa del genere (“fin quando non sbatti i denti non ci pensi”) e si consola per i tanti attestati di stima ricevuti: “Ho ricevuto tanti sms, a me la gente mi conosce, sanno come sono fatto e che tipo di persona sono”.

Calcioscommesse: Quattro arresti, indagati anche Gattuso e Brocchi

calcioda Ansa.it

Nuova operazione della Polizia contro le scommesse clandestine nel calcio: decine di agenti della squadra mobile di Cremona e del Servizio centrale operativo hanno eseguito in diverse città italiane quattro ordinanze di custodia cautelare firmate dal Gip della città lombarda Guido Salvini. In corso anche una serie di perquisizioni a carico di soggetti indagati. Risultano indagati l’ex giocatore del Milan e campione del mondo a Berlino, Gennaro Gattuso, e l’ex giocatore della Lazio Cristian Brocchi. Secondo quanto si apprende, l’accusa ipotizzata nei loro confronti dalla procura di Cremona è associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Gattuso, dopo esser stato esonerato dal Palermo, è attualmente allenatore del Sion, in Svizzera; Brocchi, che oltre alla Lazio ha giocato con Milan, Inter e Verona, attualmente ricopre l’incarico di allenatore delle giovanili del Milan. Nei confronti di entrambi sono state eseguite dalla polizia delle perquisizioni.

Cristian Brocchi e Gennaro Gattuso erano in contatto con due degli arrestati. In particolare Francesco Bazzani detto Civ nel febbraio del 2012 si era introdotto nel centro sportivo di Milanello, dove si allena il Milan, e aveva inviato messaggi allo stesso Gattuso quando si erano svolte partite di Milan, Lazio e Juventus sulle quali Bazzani avrebbe cercato di influire.

I provvedimenti, richiesti dalla procura di Cremona, sono relativi all’ultima fase dell’inchiesta ‘Last Bet’, partita a giugno del 2010, che ha già portato in carcere decine di giocatori ed ex giocatori anche di serie A, tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri. Oltre agli agenti della squadra mobile di Cremona e a quelli dello Sco, sono impegnati nelle perquisizioni diversi uomini delle questure interessate. Gli arresti sono stati eseguiti a Milano, Bologna, Rimini, Messina.

In particolare, agli arresti sono finiti Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani, soggetti che i calciatori coinvolti nel corso delle precedenti fasi dell’inchiesta avevano identificato come’Mister X’. I due, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, erano il collegamento tra il mondo delle scommesse clandestine e i giocatori e le società di calcio. Spadaro, secondo l’accusa, sarebbe legato al giro dei ‘bolognesi’ di Giuseppe Signori mentre Francesco Bazzani avrebbe avuto collegamenti sia con i commercialisti dell’ex bomber della Nazionale, Bruni e Giannone (entrambi finiti in carcere in una delle precedenti fasi dell’inchiesta), sia con Almir Gegic, uno dei leader del gruppo degli zingari. Le altre due ordinanze di custodia cautelare sono state emesse nei confronti di Cosimo Rinci, amico di Spadaro e dirigente del Riccione calcio nonché in contatto con l’ex presidente dell’Ancona calcio Ermanno Pieroni (anche lui coinvolto nella prima fase dell’inchiesta) e Fabio Quadri, considerato il factotum dello stesso Spadaro.

Savona, nascondono il corpo dell’amico: “Ucciso per sbaglio”

savonada TGCOM24

Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte di Andrea Macciò, di 45 anni nel Savonese. Secondo quanto raccontato dai due amici che erano con lui, per sbaglio sarebbe partito un colpo di fucile che avrebbe raggiunto l’uomo uccidendolo. I due hanno raccontato di aver cercato di nascondere il corpo in un bosco. Poi, presi dal rimorso, hanno cambiato idea e sono andati in questura.

L”episodio risale alla giornata di sabato, ma solo domenica i due, dopo essersi consultati con un avvocato, avrebbero deciso di costituirsi alla polizia dopo un primo tentativo, a quanto sembra, di nascondere il corpo. La polizia sta ancora verificando le spiegazioni fornite dai due amici della vittima anche se dalle prime ricostruzioni sembra confermata comunque la morte accidentale. Resta da chiarire se durante una battuta di caccia o se in circostanze diverse.

Uno sparo fortuito – I due hanno raccontato di essersi spaventati e di avere cercato di nascondere il corpo in un bosco dopo averlo avvolto in un sacco. Poi, presi dal rimorso, hanno detto, hanno chiesto l’assistenza di un avvocato. Da qui la scelta di recarsi in questura a Savona per confessare e indicare la posizione in cui avevano lasciato il corpo dell’amico. Claudio Tognini avrebbe sparato il colpo mortale che ha ucciso Macciò, rappresentante di libri per la Treccani, un passato nel calcio dilettantistico ligure nella Sestrese e nella Rivarolese. La tragedia è avvenuta nella casa di Alessio Scardino a Stella, nell’entroterra di Albisola. Gli amici di Macciò lo avevano invitato a trascorrere una giornata spensierata nell’entroterra. Tognini, secondo quanto hanno ricostruito dagli uomini della Mobile di Savona, è entrato nella vecchia casa di campagna. Ha trovato il fucile da caccia. E’ stato un attimo: lo ha puntato contro Andrea ed è partito il colpo che lo ha raggiunto al torace. Forse Tognini non sapeva che l’arma era carica. In quel momento l’altro amico non era in casa perchè era fuori per prendere le sigarette che aveva lasciato nel cruscotto della sua auto.

FRODI ALIMENTARI E CONTRAFFAZIONI: ARRESTI E SEQUESTRI A NAPOLI

falsodi Petula Brafa

Il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri di Napoli ed i militari dell’Arma di Roma hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Napoli a carico di un gruppo criminale specializzato nella produzione, distribuzione e vendita di champagne contraffatto, cui la Procura del capoluogo partenopeo ha contestato, tra le altre, le accuse di ricettazione ed evasione fiscale.

Contestualmente, infatti, le Forze dell’Ordine hanno sequestrato circa 1.200 bottiglie con falsa etichettatura Moet Chandon e Veuve Clicquot Pondsardin, 2.700 di champagne provenienti da Paesi comunitari con codice di sicurezza abraso, per il valore complessivo di 400.000 euro, ed un ingente quantitativo di attrezzature e strumenti utili al confezionamento dei vini, – dalle etichette al materiale da imballaggio – , tali da consentire l’immissione sul mercato di almeno 50.000 pezzi con un guadagno di almeno due milioni di euro.

La banda operava sul territorio nazionale, acquistando le bottiglie in Piemonte, riempiendole con spumante e trasportandole ai Castelli Romani, dove, – lontano da controlli – , la contraffazione veniva perfezionata con l’ausilio di un enologo e di una confezionatura simile all’originale, per agevolarne la commercializzazione in dispregio alla normativa di legge.

(fonti: Ministero della Salute, TMNews)

Biella, 63enne picchiata a morte in casa Rientrato, il marito trova il cadavere

biellada ADN Kronos

E’ successo a Vigliano. Sul posto gli agenti di polizia: la donna sarebbe stata pestata violentemente

Una donna di 63 anni è stata trovata morta nel pomeriggio nella sua abitazione di Vigliano, nel biellese. A scoprire il cadavere della donna sarebbe stato il marito, rientrando a casa. Secondo i primi accertamenti, la donna sarebbe stata picchiata con violenza. Sul posto gli agenti di polizia che stanno compiendo i rilievi per accertare quanto accaduto.

 

 

Abbandonato da fidanzata, la sequestra

questurada Ansa.it

Un 34enne di Aosta, Tejada De Jesus, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver minacciato e segregato per 28 ore in una casa del centro città la ragazza 19enne che lo aveva abbandonato.

A dare l’allarme ieri notte è stata la giovane che, approfittando di un momento di distrazione del partner, è fuggita ed ha chiesto aiuto al telefono.

Sul posto è immediatamente intervenuta una volante che ha soccorso la donna e ha raggiunto l’abitazione dove l’aggressore è stato arrestato.