Ferragosto: al Viminale incontro con le Forze dell’ordine

Fonte Polizia di Stato

Fonte Polizia di Stato

A Ferragosto, anche quest’anno, si svolgerà al Viminale  il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa, dei vertici delle altre Forze dell’ordine, dei servizi di intelligence e sarà presieduto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Al termine dell’incontro è previsto anche un collegamento in video-conferenza con il Centro di cooperazione polizia e dogana di Ventimiglia (Imperia), la questura di Napoli e i rappresentanti di Vigili del fuoco, Guardia costiera, Protezione civile, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo forestale dello Stato che saranno nella sala operativa allestita a Milano per l’Expo.

Un’occasione importante per fare gli auguri per la festività e al contempo ringraziare gli operatori che a Ferragosto sono impegnati a garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Dopo il vertice è inoltre prevista una conferenza stampa per presentare i dati dell’attività del ministero dell’Interno nell’ultimo anno.

di Umberto Buzzoni

Estorsione ventennale, 8 arresti a Catanzaro e sequestri per 1,5 milioni

 Sono accusate di concorso in estorsione continuata, aggravata dalla metodologia mafiosa, le otto persone arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Catanzaro al termine dell’operazione “Scheria”.

Si tratta di esponenti delle cosche di ‘Ndrangheta Gallelli e Procopio-Mongiardo, attive nel basso versante jonico del capoluogo calabrese.

Nell’ambito della stessa indagine gli uomini della Guardia di finanza hanno contestato ad alcuni indagati anche il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dalla metodologia mafiosa, e sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza due aziende, quote societarie, nonchè beni immobili e mobili, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.

L’attività investigativa, condotta dalla Mobile catanzarese e coordinata dalla locale Procura distrettuale antimafia, ha fatto luce in particolare sulla pressante attività estorsiva posta in essere dalle ‘ndrine locali nei confronti di un imprenditore edile della zona, sottoposto a una vessazione ventennale.

La vittima era costretta a pagare un pizzo annuale, in percentuale agli appalti realizzati, come per esempio il 3 per cento su un affare di circa 500mila euro per la costruzione di un sottopasso ferroviario nel comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. Il pagamento veniva definito “panettone” perché contenuto in pacchi natalizi consegnati nel periodo delle feste.

Gli investigatori hanno valutato in circa 200mila euro l’ammontare pagato dall’imprenditore alle famiglie che si alternavano periodicamente nel controllo della zona.

Se non pagava o ritardava qualche “rata”, scattavano subito le intimidazioni sotto forma di minacce o danneggiamenti, che nel tempo hanno superato come valore il totale pagato in denaro.

fonte Polizia di Stato

Camorra: arrestato Ammendola, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi

 Arrestato Giuseppe Ammendola, considerato reggente del clan camorristico Contini-Licciardi, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi.

Ammendola soprannominato “Peppe ‘o Guaglione” era ricercato dal 2012 ed è stato preso dagli uomini dello Sco e delle Squadre mobili di Roma e Napoli sulla spiaggia di Torvajanica, sul litorale della Capitale.

Il latitante era in vacanza proprio a Torvajanica dove aveva affittato un appartamento e si era fatto raggiungere dalla famiglia.

I poliziotti lo hanno bloccato sulla spiaggia senza che il criminale opponesse resistenza. La perquisizione personale e quella dell’appartamento poi non hanno fatto rinvenire armi.

Ammendola deve rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso, associazione per delinquere di stampo mafioso e riciclaggio.

Dopo l’arresto di Patrizio Bosti e di Paolo Di Mauro, Ammendola era divenuto di fatto il reggente del clan Contini, radicato nel rione Vasto ed in alcuni quartieri centrali della città.

Il clan Contini è alleato con i Licciardi ed i Mallardo nel cartello dell’ “Alleanza di Secondigliano“.

Il capo della Polizia, Alessandro Pansa si è congratulato con gli uomini e le donne che hanno partecipato alla cattura del latitante.

“L’arresto di Ammendola – ha sottolineato il prefetto Pansa – dimostra come sia sempre alta l’attenzione da parte degli uffici investigativi della Polizia di Stato, nei confronti dei più pericolosi soggetti appartenenti in associazioni criminali di stampo mafioso”, ricordando l’operazione dello scorso 3 agosto nei confronti di diversi fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro.

“In questa occasione – ha concluso il capo della Polizia – desidero ricordare e ringraziare anche tutti i poliziotti che quotidianamente lavorano per la nostra sicurezza durante il periodo estivo e che in ogni campo sono attivi per rendere più serene le vacanze di tutti”.

fonte Polizia di Stato

Tenta di uccidere la ex e il suo compagno, arrestato dalla polizia

Ferrara, il 31enne li ha investiti con l’auto

Ha tentato di uccidere la sua ex fidanzata e il suo compagno investendoli con l’auto, poi è fuggito, ma la polizia lo ha rintracciato in pieno centro di Ferrara e arrestato per tentato omicidio. Protagonista un 31enne romeno, vittime una russa di 29 anni – che da quattro mesi subiva continue minacce dall’uomo – e il suo attuale convivente. Fondamentale per le indagini il filmato della videosorveglianza di una stazione di servizio.

fonte La Repubblica

Risse, furti e violenze: i fatti di cronaca

Rimini. Scomparsa da casa il 10 luglio scorso, una 17enne di origine magrebina residente a Imola è stata trovata nella notte tra venerdì e sabato dalla polizia mentre ballava sui cubi del Coconuts, locale frequentato da giovani a Marina Centro. I poliziotti, impegnati nei consueti controlli del fine settimana nei luoghi di maggiore affluenza turistica, hanno notato la ragazza molto giovane esibirsi nel locale e hanno proceduto con gli accertamenti. In un primo momento la giovane ha mentito sull’età dichiarando di avere 21 anni, ma poi messa alle strette ha raccontato la verità. Gli agenti hanno così affidato la 17enne ai servizi sociali mentre ora scatteranno ulteriori verifiche sul locale per capire come mai la ragazzina stesse ballando lì. I gestori del Coconuts hanno al momento riferito di non sapere che la cubista fosse minorenne.

Reggio Emilia. Due ragazzi feriti e quattro denunce. E’ il bilancio di una rissa avvenuta nel parcheggio esterno di una piscina a San Polo d’Enza, in provincia di Reggio Emilia. Al termine degli accertamenti quattro persone sono state denunciate dai carabinieri con l’accusa di concorso in rissa aggravata. Tra i quattro identificati, due hanno riportato serie lesioni giudicate guaribili, stando alla prima prognosi, in 27 e 10 giorni. Protagonista della vicenda un gruppo imprecisato di giovani tra cui gli indagati, due fratelli di 30 e 26 anni e due amici, che hanno ingaggiato una rissa sotto gli occhi attoniti di numerose persone, tra cui anche famiglie con bambini. Alla base della rissa, secondo quanto accertato finora, ci sarebbero futili motivi dovuti a incomprensioni sorte poco prima all’interno degli spogliatoi della piscina.

Misano. Ha modificato la data di nascita sulla sua carta di identità così da risultare maggiorenne e poter bere alcolici in discoteca. Protagonista della vicenda un 17enne di Parma, controllato e denunciato dai Carabinieri all’interno di un noto locale di Misano Adriatico, nel Riminese. Il giovane, fermato dai militari, era stato trovato in possesso di 5 grammi di hashish e per questo segnalato alla Prefettura di Rimini. Nel corso del controllo i miliari si sono accorti che la carta di identità posseduta dal minorenne era stata modificata in modo da risultare più grande.

Bologna. Prima il tentativo di estorsione, poi il il furto dell’auto. Vittima, un bolognese di 75 anni. La vicenda, conclusasi ieri mattina, era iniziata ben due anni fa, quando l’uomo ebbe un rapporto sessuale a pagamento con una donna. Quest’ultima per due anni avrebbe cercato di estorcergli del denaro minaccinado di raccontare tutto alla moglie del suo cliente. L’ultimo tentativo di ricatto sarebbe avvenuto proprio ieri, quando – apparentemente con l’intenzione di fare da mediatore – è intervenuto il compagno della donna. Senonché, anziché risolvere la questione, ha sfilato al settantacinquenne le chiavi dell’auto e gli ha portato via la vettura. A quel punto la vittima ha avvertito la polizia, che nel giro di poco tempo ha trovato l’automobile e bloccato l’autore del furto.

Reggio Emilia. Un uomo di 28 anni è stato arrestato con l’accusa di avere minacciato e violentato l’ex fidanzata a Sant’Ilario d’Enza, nel Reggiano. L’uomo lo scorso 20 luglio era stato arrestato per avere scassinato la porta d’ingresso della casa della ex e avere rubato un televisore. In attesa del processo, era stato raggiunto dal divieto di dimora in provincia di Reggio Emilia. Qualche giorno dopo – incurante del divieto – era tornato nell’abitazione della donna rimasta per ore in sua balia. Nuovo arresto per violazione di domicilio aggravata, il 31 luglio, e, dopo la convalida, il rilascio con l’ulteriore provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento all’abitazione dell’ex. Le indagini condotte dai militari sull’ultima irruzione in casa della donna hanno però evidenziato come, oltre ad averla sottoposta a gravi minacce, l’uomo la avrebbe violentata. A quel punto la Procura reggiana ha chiesto ed otteneruto dal Gip del Tribunale l’aggravamento delle misure cautelari e l’arresto.

fonte La Repubblica

Arrestati i presunti scafisti del naufragio al largo della Libia

362 migranti sbarcati a Palermo, ventisei le salme tra le quali tre bambini, circa duecento i dispersi in mare. Le testimonianze dei sopravvissuti hanno inchiodato cinque stranieri, algerini, libici e tunisini

Sono stati arrestati dalla Polizia di Stato, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di omicidio plurimo aggravato, cinque cittadini stranieri, algerini, libici e tunisini, sbarcati ieri pomeriggio nel porto di Palermo dalla nave militare irlandese ‘Le Niamh’. A bordo della nave si trovavano 362 migranti ma anche ventisei salme, tra le quali quelle di tre bambini.

I sopravvissuti hanno raccontato di aver subito terribili violenze, diversificate a seconda delle etnie di appartenenza.

Erano saliti su un’imbarcazione in circa 650 e stipati nella stiva del motopesca. Quando dopo tre ore il peschereccio si è fermato per un guasto, imbarcando acqua, gli scafisti hanno costretto i migranti a buttare fuori l’acqua con alcuni secchi. Questi, non riuscendo nell’operazione, hanno disperatamente tentato di raggiungere la coperta dell’imbarcazione ma sono stati ricacciati dentro dagli scafisti che li colpivano con coltelli e bastoni. Teste marchiate con i coltelli per gli africani che non obbedivano agli ordini, cinghiate per gli arabi, calci e pugni per gli uomini sposati, picchiati davanti alle mogli. Poi hanno sigillato la botola e costretto altri migranti a sedervisi sopra per impedire l’uscita degli africani.

All’arrivo dei soccorsi della nave irlandese, i migranti si sono spostati tutti per lasciare l’imbarcazione provocandone il capovolgimento e poi l’affondamento. Chi era sul ponte si è buttato in mare, mentre i circa duecento rinchiusi nella stiva sono affondati con il peschereccio. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, gli scafisti arrestati avrebbero causato la morte di 26 migranti e quella presunta di circa 200 che sarebbero rimasti rinchiusi all’interno dell’imbarcazione capovoltasi e affondata due giorni fa a quindici miglia a nord di Al Zwara.

I cinque presunti scafisti arrestati sono due algerini di 25 e 26 anni, tre libici di 21, 26 e un tunisino di 21 anni, tutti accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio plurimo aggravato. Ciascuno di loro avrebbe avuto un ruolo ben preciso: uno comandava il motopesca con l’aiuto di altri due, gli altri impedivano ai migranti di muoversi, utilizzando per questo anche forme di violenza. I viaggi sarebbero costati ai migranti da un minimo di 1200,00 dollari a un massimo di 1800,00 dollari a persona. Il prezzo del viaggio sarebbe poi aumentato in base alle condizioni di sicurezza: quelle più vicine alla postazione di comando avrebbero avuto un costo superiore, la disponibilità di un giubbotto di salvataggio sarebbe stata pagata a parte (dai 35 ai 70 dinari libici).

fonte Ministero degli Interni

Calendari della polizia: una gara di solidarietà

Camerun, Indonesia, Tanzania, Bangladesh, Sud Sudan. Questi sono solo alcuni dei Paesi nei quali i progetti Unicef – Polizia di Stato hanno portato aiuto ai bambini più bisognosi.

Dal 2001 la Polizia destina i proventi dei Calendari ufficiali agli interventi che Unicef segue nei Paesi poveri, per il sostegno alla parte più debole della popolazione: i bambini.

Con i calendari 2001- 2015, grazie alla generosità degli amici della polizia, nonchè delle donne e degli uomini in uniforme, la vendita del Calendario ha permesso di raccogliere oltre 2 milioni di euro che, consegnati ad Unicef, hanno garantito il sostegno a dispendiose attività di supporto alle popolazioni dove Unicef opera.

I fondi dei calendari 2007 e 2008 furono ad esempio destinati alla protezione dell’infanzia in Guinea Bissau; quelli del 2011 e del 2014 per i bambini lavoratori e di strada in Bangladesh; quelli del 2002 e del 2003 contro il traffico e lo sfruttamento sessuale dei bambini rispettivamente in Cambogia e Benin.

Un calendario quindi dal grande valore etico e che merita di esser esposto nelle case e negli uffici di chi, anche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, decide di fare un piccolo sforzo per dare una grande mano a chi è nato nella parte più povera del mondo.

Quest’anno il Calendario, come abbiamo raccontato, è stato realizzato gratuitamente da un grande fotografo italiano e grande amico della Polizia, Massimo Sestini.

Il fotoreporter ha sposato con entusiasmo la proposta di un nuovo calendario per la Polizia di Stato e ha scattato centinaia di foto per raccontare, a suo modo, la professione del poliziotto.

La speranza è sempre la stessa: raccogliere quanti più fondi possibili e superare le vendite dell’anno precedente.

Le modalità di acquisto sono sempre le stesse: il pagamento tramite bollettino postale da consegnare alla questura della provincia di residenza.

fonte Polizia di Stato

Palermo: ricordati i caduti nella lotta a Cosa Nostra

Si ricordano oggi a Palermo una serie di attentati che nel 1985 e 1989 sconvolsero le estati palermitane. Una messa è stata officiata nella cappella della caserma “Pietro Lungaro” alla presenza dei familiari delle vittime.

Nella caserma Boris Giuliano, sede della Squadra mobile palermitana, sulla lapide commemorativa dei caduti, è stata deposta una corona di alloro da parte del questore di Palermo Guido Nicolò Longo a nome del capo della Polizia Alessandro Pansa.

Il 28 luglio 1985 fu ucciso dalla mafia il commissario capo Beppe Montana. Mentre si trovava con la fidanzata a Santa Flavia, un comune del palermitano dove Montana ormeggiava il suo motoscafo, il funzionario fu ucciso a colpi di pistola da tre killer.

A pochi giorni di distanza, il 6 agosto, furono uccisi il vice questore aggiunto Antonino “Ninni” Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. I due furono assassinati da un commando di Cosa Nostra sotto casa di Cassarà. Crivellati dai colpi di kalashnikov dei nove assassini i due poliziotti non ebbero alcuna possibilità di scampo. Il terzo agente, Natale Mondo, riuscì a sfuggire ai colpi scivolando sotto l’alfetta della Squadra mobile; non riuscì però a salvarsi da un altro attentato di cui fu vittima nel 1988.

Il 5 agosto del 1989, 4 anni dopo, furono uccisi l’agente scelto Antonino Agostino e la moglie Ida Castelluccio mentre stavano andando ad una festa di famiglia. Agostino stava indagando sul fallito attentato al giudice Giovanni Falcone all’Addaura; la moglie, sposata un mese prima, era incinta di cinque mesi.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel ricordare le figure dei servitori dello Stato uccisi dalla mafia, ha sottolineato come il 6 agosto “È un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile”. “Onorare nel modo più concreto – ha continuato il capo dello Stato – la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione. Nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità”.

fonte Polizia di Stato

Migranti, due sbarchi al porto di Crotone

La prefettura coordina le operazioni di accoglienza e di assistenza sanitaria

Doppio sbarco di migranti nel porto di Crotone. Il primo avvenuto nelle prime ore di lunedì scorso con 86 migranti (35 uomini, 24 donne e 27 minori di nazionalità siriana e irachena) a bordo del guardiacoste “Denaro” del gruppo Aeronavale di Taranto della Guardia di Finanza.

Arrestati per il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina due scafisti di nazionalità turca e albanese.

Il secondo è avvenuto nella mattinata di ieri, 394 migranti (180 presunti minori) di nazionalità siriana, sudanese, iraniana ed eritrea a bordo della nave mercantile norvegese “Siem Pilot”. Fermati 10 presunti scafisti.

I migranti sono stati ospitati presso i centri di accoglienza (Cda) e i centri accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto per la pre-identificazione, nei prossimi giorni saranno trasferiti, secondo un piano di riparto del ministero dell’Interno, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania.

Le attività di primo soccorso e assistenza, coordinate dalla prefettura, sono state prestate dal personale del comune, delle Forze di polizia, della Capitaneria di Porto, dell’Azienda sanitaria provinciale, della Croce Rossa e della Misericordia.

fonte Ministero degli Interni

Roma, sassi contro la polizia al campo nomadi: rissa tra 50 persone con pistole e coltelli

Sassaiola e guerriglia a ridosso dell’ingresso del campo nomadi in via Candoni. È avvenuto ieri sera intorno alle 21.30 quando agenti della polizia di Stato erano intervenuti per una segnalazione che riferiva di una rissa all’interno della struttura che avrebbe visto coinvolte 50 persone armate di pistole e coltelli.

Giunti sul posto, a ridosso del campo nella parte occupata da persone di origine bosniaca, alcuni nomadi si sarebbero avvicinati agli agenti riferendo della presenza di persone ferite nel campo. Nel frattempo venivano avvistate due persone scappare armate di bastone e mazze di ferro.

Gli agenti hanno quindi provato ad entrare nella struttura ricevendo per tutta risposta un lancio di sassi e bottiglie. Completamente distrutte due volanti. Sul posto è intervenuto a supporto anche il reparto mobile che è poi riuscito ad entrare nel campo quando ormai la situazione si era sostanzialmente calmata. Quindi anche la scientifica e la squadra Mobile sono giunti a svolgere verifiche.

A quanto si è appreso, da una prima ricostruzione sembra che una lite tra due nuclei familiari sia poi degenerata in violenza e in rissa. Controlli quindi a tappeto nel campo si sono conclusi con diversi denunciati, il sequestro di un fucile e di munizioni varie.

Tre persone sono state sottoposte a cure mediche, in codice o giallo o verde per le ferite riportate. Sabato sera nello stesso campo c’era stata un’altra lite che si è conclusa con il fermo di un 42enne: una rissa che ha ridotto in fin di vita un 57enne.

fonte Il Messaggero