Assalti ai portavalori: arrestato latitante a Foggia

 

 

 

 

 

Rintracciato dagli agenti della Squadra mobile di Foggia, in collaborazione con lo Sco (Servizio centrale Operativo), latitante specializzato negli assalti ai portavalori. Paolo Sorbo è stato catturato ieri all’interno di un casolare nella provincia di Foggia. L’uomo deve scontare 17 anni di reclusione per rapina, attentati alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento da incendio, porto abusivo di armi.

Intensa è stata l’attività d’indagine che ha portato all’individuazione dell’uomo, considerato elemento di spicco delle bande specializzate negli assalti ai portavalori.

All’interno del casolare, oltre al ricercato, sono stati identificati e denunciati per favoreggiamento tre persone: un uomo e due donne.)

La perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare: telefoni cellulari, schede telefoniche, ricetrasmittenti, targhe di auto, lampeggianti blu, saldatori e tanto altro materiale riconducibile all’illecita attività dell’uomo.

In una rapina in particolare il gruppo, di cui Sorbo era a capo, si impossessò della somma di 3 milioni di euro.

fonte e foto polizia di stato

 

164° anniversario della Polizia di Stato

polirOggi la Polizia di Stato celebra il 164° anniversario dalla fondazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro dell’Interno Angelino Alfano e del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli. Inoltre saranno presenti i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso ed il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. Anche quest’anno, con il “#Esserci sempre”,  la cerimonia ufficiale si è celebrata, alle ore 11.00, a Roma nella caserma Ferdinando di Savoia, sede storica di una delle prime scuole di Polizia scientifica italiana e per tanti anni sede centrale dell’arruolamento in Polizia. Durante la cerimonia istituzionale, verranno assegnate le medaglie d’oro concesse dal Presidente della Repubblica ai poliziotti caduti in servizio, nonché agli sportivi che si sono particolarmente distinti per meriti straordinari. Ad essere premiata, con la medaglia d’oro al merito civile, anche la bandiera della Polizia di Stato per l’impegno profuso nella gestione del delicato settore dell’immigrazione e del controllo delle frontiere. Grazie all’impegno delle donne e degli uomini della polizia di stato è stata garantita la civile convivenza tra popoli e salvaguardata la vita e la dignità dei migranti, in presenza di un epocale flusso di immigrazione che ha interessato il nostro paese quale terra di arrivo o di transito verso l’Europa. Alle ore 18.00 odierne, al Quirinale, vi sarà il suggestivo cambio della Guardia con la Squadra a cavallo in uniforme storica e la Banda della Polizia di Stato che eseguirà un concerto con alcuni dei brani più significativi del repertorio istituzionale.

Foto: Polizia di Stato

“Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato”

E’ stata inaugurata oggi pomeriggio, alla presenza del Presidente della Repubblica e del Capo della Polizia, presso la Galleria di Alessandro VII del palazzo del Quirinale la mostra “Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato” realizzata con gli scatti fotografici di Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo of the year 2015. Il fotografo, in occasione della realizzazione degli scatti per il calendario della Polizia di Stato 2016, volando con i modelli AgustaWestland AW139 e AB212 di Leonardo-Finmeccanica impiegsgati dalla Polizia, ha immortalato suggestivi paesaggi del nostro Paese durante la fase del crepuscolo. Le immagini da Lampedusa alle Alpi, mettono insieme, in un unico orizzonte di luce di suggestiva bellezza, le meraviglie d’Italia, unica per varietà ed armonia. Lo scopo del progetto nasce dalla volontà di mettere a disposizione del grande pubblico la visione di un’Italia mai vista, esclusivo privilegio dei piloti della Polizia di Stato nello svolgimento delle proprie funzioni.

Fonte foto: panoramica aerea Polizia di Stato

Agnello e capriolo salvati dalla Polizia

Visualizzazione di Agnellino.jpgVisualizzazione di Agnellino.jpgVisualizzazione di Agnellino.jpgVisualizzazione di Agnellino.jpgAgnellino BambySulla Firenze-Pisa-Livorno un agnellino ed un capriolo di pochi mesi stavano per finire sotto le ruote delle auto che transitavano ad alta velocità. I due animali, frastornati dai fari delle auto e dal fragore dei clacson, vagavano spaventati tra il ciglio della strada e la carreggiata. Solo grazie all’attenta osservazione degli automobilisti, veniva segnalato il tutto alla centrale operativa della Polstrada. In poco tempo poliziotti, con l’ausilio degli automobilisti, che si erano fermati, hanno soccorso gli animali facendogli scudo con le auto di servizio. L’agnellino, riempito di coccole, è stato poi condotto alla Fattoria della Pace di S. Piero a Grado (PI), per essere medicato e svezzato. Il capriolo, dopo la visita del veterinario dell’A.S.L di Empoli giunto sul posto, è stato liberato a Ginestra Fiorentina. Gli agenti hanno ringraziato gli automobilisti, senza di loro la sorte dei cuccioli era segnata. Basta un piccolo gesto per salvare la vita di un animale.

Foto: Polizia di Stato

Reggio Calabria: traffico di minorenni, tre arrestati

La Polizia di Stato di Reggio Calabria ha scoperto una banda di stranieri che si era specializzata nella tratta di minorenni.

La declinazione più schifosa della tratta di esseri umani è venuta alla luce quando una pattuglia delle volanti ha notato tre uomini in compagnia di nove minorenni, mentre aspettavano un autobus di linea.

I tre, un egiziano un eritreo ed un tunisino, rispettivamente residenti a Milano, Crotone e Messina, si erano dati appuntamento a Reggio Calabria dove avevano convinto i nove ragazzi ad allontanarsi dal Centro di prima accoglienza con la promessa di un futuro sicuro e tranquillo in altre località.

Ovviamente pagando. Si perché addosso ai tre, finiti in carcere, sono state trovate ingenti somme di denaro pagate dai minori per questo “servizio”.

I tre approfittavano della particolare condizione di vulnerabilità dei minorenni, tutti non accompagnati da familiari e con un’età che oscilla tra i 14 ed i 16 anni, per farsi dare denaro e spostarli in altre città o forse altre nazioni.

Il sistema risulta talmente consolidato tanto da far trasferire i tre, due dei quali con precedenti, dalle rispettive città di residenza alla città calabrese dove ultimamente si stanno concentrando diversi sbarchi di migranti.  fonte e foto polizia di stato

37° Anniversario dell’eccidio di piazza Nicosia

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Ricorre oggi 3 maggio il 37esimo anniversario dell’eccidio di piazza Nicosia, in cui trovarono la morte il maresciallo di P.S. Antonio Mea e l’appuntato di P.S. Pierino Ollanu.

In loro memoria, questa mattina il Questore di Roma Nicolò D’Angelo ha deposto una corona d’alloro a nome del Capo della Polizia, sulla lapide commemorativa presente nel  luogo dell’eccidio in piazza Nicosia e successivamente un mazzo di fiori sulla lapide posta all’ interno del Commissariato Trevi Campo Marzio, dove i due poliziotti prestavano servizio.

Il 3 maggio 1979 una pattuglia, con a bordo il maresciallo Mea e l’appuntato Ollanu, intervenne in piazza Nicosia dove era stato segnalato un assalto alla sede della Democrazia Cristiana.

Sul posto i poliziotti affrontarono 13 terroristi delle Brigate Rosse, ma nel corso del conflitto il maresciallo e l’appuntato vennero barbaramente trucidati, mentre il terzo componente l’equipaggio, la guardia Vincenzo Ammirata, rimase gravemente ferito.

Le successive indagini, svolte dalla Digos romana, consentirono di identificare i terroristi che furono poi arrestati e condannati all’ergastolo.

Alla cerimonia hanno partecipato i familiari delle vittime, le autorità ed il terzo componente della pattuglia rimasto ferito nell’occasione

fonte polizia di stato

Napoli. Eroina e banconote false nascoste sotto il sedile dell’auto: due arresti

Arrestati due albanesi di 44 e 41 anni per detenzione di sostanza stupefacente e di banconote contraffatte. Li hanno bloccati i poliziotti di Scampia, nei pressi dell’asse mediano.

A bordo di una Fiat Punto gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato sotto il sedile, lato passeggero, 3 panetti di eroina per un peso di 1400 grammi e 30 banconote contraffatte, da 20 euro per una somma complessiva di 600 euro.

fonte Il Quotidiano

Bossetti: Yara fu vendetta su padre

bossettida TGCOM24

Il muratore Massimo Bossetti parla per la prima volta con ilgip Vincenza Marcora il 19 giugno, nel carcere di Bergamo, e come emerge dai verbali pubblicati oggi dal quotidiano “Repubblica” racconta la propria verità: “In cantiere dicevano tutti che Yara era stata uccisa per una vendetta contro il padre, Fulvio Gambirasio. Il dna mi incastra? Ma io giuro sui miei tre figli che Yara non l’ho mai né conosciuta, né vista, né incontrata”.

In 67 pagine di verbale il 43enne ricostruisce in maniera dettagliata la giornata del 26 novembre 2010: “Sono tornato a casa dopo il lavoro, ho fatto la doccia, ho cenato con moglie e figli, ho guardato un po’ i quaderni dei miei bambini, giocato con loro che vanno sempre a letto alle 21. Poi sono stato sul divano a guardare la televisione”. Davanti all’obiezione del giudice che a distanza di quasi quattro anni è difficile ricordare tanti particolari, il manovale si è difeso così: ” Sono un uomo metodico, un abitudinario. Faccio sempre le stesse cose: lavoro, doccia, cena, divano”.

E poi arriva la domanda su quella che è considerata la prova regina di tutto l’impianto accusatorio, quella sul Dna trovato sugli indumentidi Yara, quesito a cui Bossetti replica così: “E’ impossibile che sia stato trovato. Ma se venisse   dimostrato senza nessun dubbio che il Dna è mio, bisognerà  capire perché è stato trovato lì. Io non lo so”.

L’ex Ignoto 1 si proclama totalmente estraneo ai fatti. ” Fatemi pure tutte le domande che volete. Non ho niente da nascondere” dice subito e poi continua: “Io mi proclamo ancora innocente. Non ho mai fatto male a nessuno. Ho 43 annni,   ho la testa sulle spalle, un bel lavoro, una bella moglie e tre figli che mi aspettano a casa tutti i giorni. Mai avrei potuto fare una cosa così. Glielo posso giurare sui miei figli: non ho fatto niente”.
Il gip chiede a Bossetti di spiegare quando venne a conoscenza della scomparsa di Yara: “Penso il 27 novembre. Se è sparita il 26, hanno dato la notizia il giorno dopo, credo…”. Sulla sua presenza nella zona della palestra dimostrata dalle celle telefoniche, il muratore approfondisce con queste parole: “In quei giorni lavoravo  nel cantiere  di mio cognato Osvaldo Mazzoleni in via Prato Marone a Palazzago. Per tornare a casa percorrevo  il tragitto abituale e passavo anche davanti al centro sportivo di Brembate”. Ma a domanda più specifica è secco: “Non ci ho mai messo   piede”.”

Mare Nostrum: 8 militari marina positivi al test della Tbc

Immigrazione: 600 militari impegnati centri Sicilia-Calabriada ANSA.IT

Ci sono otto militari della Marina positivi al test della tubercolosi, “ma non sono malati”. Lo ha precisato il capo di Stato Maggiore della forza armata, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, dopo gli allarmi diffusi negli ultimi giorni sul diffondersi di malattie tra gli uomini che partecipano all’operazione Mare Nostrum.

L’ammiraglio De Giorgi ha sottolineato che “non abbiamo contagiati né malati, bensì solo persone che non hanno sintomi della malattia ma sono positivi al test: una condizione che spesso finisce da sola o con cure ordinarie. Ora andranno fatti ulteriori accertamenti. Noi – ha aggiunto – facciamo test affidabili in modo massiccio e bisogna anche considerare che in un mondo così globalizzato tutti siamo esposti ed il numero di positivi tra il personale della Marina è comunque sensibilmente inferiore alla media nazionale”.

Quello della protezione della salute delle forze dell’ordine e dei militari che partecipano alle operazioni di soccorso dei migranti è un tema da tempo all’attenzione dei ministeri coinvolti. Proprio la settimana scorsa c’è stato un incontro al dicastero della Salute e altri seguiranno con l’obiettivo di individuare rapidamente, anche e soprattutto col previsto incremento estivo di sbarchi di migranti, un protocollo unico per tutti gli operatori in divisa finalizzato ad individuare un’unica profilassi e strumenti adeguati al fine di garantire un requisito minimo di sicurezza sanitaria. Tra la popolazione soccorsa sono stati segnalati casi di tubercolosi, di scabbia ed altre patologie. L’argomento ha ulteriormente infiammato la polemica politica.

“Ma cosa aspetta il Governo – chiede Maurizio Gasparri (Fi) – a fermare Mare Nostrum? Forse che i militari della nostra Marina muoiano infettati dalla tubercolosi contratta durante le operazioni di soccorso? Renzi e il suo governo favoriscono un disastro sociale e umanitario. Stop agli sbarchi. Basta clandestini. Ora c’è anche un’emergenza sanitaria da affrontare”. Roberto Caon (Lega Nord) ricorda che “quando la Lega Nord diceva che i clandestini avrebbero portato malattie e morte i benpensanti gridavano allo scandalo, ora che le nostre preoccupazioni sono state confermate il governo e le istituzioni si trincerano dietro un silenzio imbarazzante”. Anche il presidente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni invita a fermare Mare Nostrum, “soprattutto dopo le allarmanti notizie che arrivano dalla Marina Militare sugli otto casi di positività ai test tbc”.