Il killer di Berlino, Anis Amri è morto durante un conflitto a fuoco con una pattuglia di Polizia a Sesto San Giovanni, nel Milanese. Nel corso di un normale controllo stradale in piazza I Maggio, intorno alle 3 del 23 dicembre), Amri ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo.
Una normale attività di controllo del territorio svolta da due agenti che “hanno seguito le procedure stabilite”: è finita così la fuga di Anis Amri, fermato e controllato a Sesto San Giovanni non perchè individuato come il killer di Berlino ma solo perchè alle 3 di notte si aggirava vicino alla stazione di Sesto San Giovanni. “Era degno di controllo”, le parole del questore di Milano e il vice questore aggiunto, dirigente del commissariato di Sesto San Giovanni racconta così la dinamica dello scontro a fuoco: “Era solo e fermo, dalla volante è sceso il capopattuglia che gli ha chiesto i documenti, mentre l’autista era un agente in prova. Amri era tranquillissimo, parlava italiano anche se con accento straniero”. Spiega di essere di Reggio Calabria ma l’accento non convince Christian Movio, l’agente che sta eseguendo il controllo, che gli chiede di rovesciare il contenuto del suo zainetto sul cofano della macchina. A quel punto Amri estrae la pistola calibro 22 dalla giacca carica e pronta per l’uso e spara, colpendo Movio a una spalla. Immediata e decisiva è la reazione dell’agente in prova che si nasconde dietro la volante e risponde al fuoco, mentre Amri urla “Poliziotti bastardi”. Due i colpi esplosi dall’agente, uno mortale finito nel costato di Amri. Inutile il tentativo di rianimarlo, dopo dieci minuti è morto.
Ad uccidere il terrorista Anis Amri è stato un agente in prova al Commissariato di Sesto San Giovanni. Si chiama Luca Scatà, ha 29 anni.
L’agente di polizia che è stato ferito da Amri si chiama Christian Movio, ha 36 anni, ed è del Commissariato di Sesto San Giovanni. L’agente scelto è stato ricoverato all’ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla,fortunatamente, senza essere stato mai in pericolo di vita.
Fonte foto Polizia di Stato
La Polizia di Stato di Caltanissetta in collaborazione con i Carabinieri di Ragusa, su delega della Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Catania, dalle prime ore della mattinata odierna, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Catania nei confronti di nr.7 pregiudicati niscemesi, accusati di associazione mafiosa ed estorsioni aggravate dalle modalità mafiose.
Già dalla mattina le forze dell’ordine sono dovute intervenire per verificare le denunce dei cittadini sull’uso di matite cancellabili nei seggi elettorali. Ad Agrigento sono stati proprio gli elettori a segnalare le irregolarità. Una signora si è accorta che stava usando una matita cancellabile e ha quindi avvisato il presidente del seggio. Sono interventi carabinieri, agenti dela Digos, procuratore e vice Procuratore. Gli elettori hanno dovuto attendere in coda per più di venti minuti la riapertura del seggio.
Nel solo capoluogo piemontese, sono state oltre quindici le denunce presentate alla Polizia Postale e delle Comunicazioni da Direttori di filiali di Poste e privati cittadini, derubati del proprio denaro a seguito della mancata erogazione del contante richiesto in fase di prelievo.
Arrestate, questa mattina a Catania, quattro persone per usura e tentata estorsione con l’aggravante della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza all’associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi.

Sabato 11 u.s., presso la propria dimora in Chieti, a causa di una grave malattia giunta inaspettatamente alcuni mesi orsono, si è spento il Dirigente Generale della Polizia di Stato Antonio CAMELI, epico Dirigente della Polizia Stradale ove aveva militato per quasi tutta la sua lunghissima carriera. A 65 anni da compiere, lascia moglie e tre figli. Proveniente dal disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, aveva frequentato uno dei primi corsi dell’accademia a Roma per essere poi destinato come prima assegnazione alla Questura di Bari. Entrato nel circuito Polizia Stradale, negli anni 80/90 aveva messo a disposizione del Dipartimento le sue conoscenze informatiche, informatizzando la specialità della Polizia Stradale, in particolar modo collaborando al progetto TUTOR ( spettro di automobilisti spregiudicati). In Abruzzo, aveva comandato le Sezioni Polizia Stradale di Campobasso e Teramo; da Primo Dirigente l’Anticrimine presso la Questura di Pescara. Dopo un lungo periodo trascorso presso la Divisione Polizia Stradale, da Dirigente Superiore, nel 2007, veniva incaricato di dirigere il Compartimento Polizia Stradale dell’Abruzzo ove affrontava nel 2009 le emergente post- terremoto. Nel 2010 veniva assegnato presso il Compartimento Polizia Stradale di Bari ( Puglia) per poi essere richiamato al Ministero quale componente presso L’ufficio Centrale Ispettivo. Da poco tempo era in quiescenza con il grado di Dirigente Generale della Polizia di Stato. Servitore incondizionato dello Stato, Antonio CAMELI era persona di grande spessore professionale ed umano, dimostrando da sempre profonda sensibilità per le problematiche, professionali e personali dei propri collaboratori di ogni stato e grado. Interlocutore sempre disponibile, Antonio lascia nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo un vuoto incolmabile. E’ molto difficile accettare che Antonio non ci sia più, quello che ci sorregge è il bellisimo ricordo della sua vita trascorsa in mezzo a noi e soprattutto della sua amicizia.




