Il Servizio Centrale Operativo ha coordinato una importante
operazione della polizia di stato per arginare la dilagante criminalità giovanile. Il risultato è stata la denuncia di 142 ragazzi con le accuse più disparate come spaccio di droga, intimidazioni, possesso illegale di armi da fuoco, furto e ricettazione. La situazione è davvero delicata basti pensare che tra i denunciati ci sono circa 29 minorenni. La polizia ha messo in campo più di 1000 agenti e l’operazione ha riguardato più di 40 provincie in tutta Italia ed ha visto la partecipazione anche dei Reparti Anticrimine. Le forze dell’ordine hanno inflitto circa 200 sanzioni amministrative che hanno riguardato soprattutto il reato di spaccio di droga e circa 100 sanzioni per violazione del codice della strada. Sono stati sanzionati anche diversi locali frequentati dai giovani per durante le serate di movida per somministrazione di bevande alcoliche a minori. L’attività degli agenti ha permesso di sequestrare diverso materiale rubato come monili, telefoni cellulari e denaro in contante. Sono state sequestrate anche armi da fuoco (circa 9 pistole), coltelli, spranghe e altri oggetti utilizzati per compiere atti violenti contro la persona. Come detto in precedenza, uno dei reati contestati, riguarda il commercio e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati posti sotto sequestro circa 10 kg di cannabis, più di 300 dosi di eroina e 2 kg di cocaina. Sequestrati anche diversi quantitative di sostanze allucinogene come ecstasy e anfetamine molto utilizzate soprattutto all’interno dei locali notturni. L’attività di indagine ha riguardato anche i canali social con profili che inneggiavano alla violenza e all’odio nei confronti delle forze dell’ordine. All’interno delle chat incriminate i temi erano sempre gli stessi. Violenza, droga, rapine e utilizzo di armi. Un quadro davvero desolante che dipinge una società in cui una grande maggioranza di giovani ha perso i valori fondamentali cedendo alla violenza e alla droga. Nella città di Bologna l’attività della Polizia si è concentrata in una comunità per minori stranieri. Tre ragazzi sono stati posti in arresto e condotti in carcere per aver aggredito degli operatori. Altri 4 soggetti sono stati fermanti perché indiziati di essere tra gli autori di alcune rapine verificatesi nella zona. In altre città, come Piacenza ci sono stati degli arresti per omicidio a seguito di accoltellamenti per il controllo dello zone di spaccio.
Direttore Umberto Buzzoni
Foto Polizia di Stato
La Polizia di Stato in collaborazione con la polizia bulgara e albanese ha messo in atto una importante operazione che parte dal progetto “Wanted”. Il risultato è stato l’arresto di Gaspare Ofria, familiare (nipote) del boss mafioso Gaetano Badalamenti, e di un trafficante di droga albanese. Il nipote del boss Badalamenti era latitante da due anni dopo l’arresto avvenuto ad opera della polizia e dei Carabinieri. Era stato condannato a sei anni e otto mesi per bancarotta e utilizzo illegale di carte di credito ma era riuscito a scappare e a far perdere le proprie tracce. A quel punto sono partite delle serrate indagini che lo hanno localizzato nella città di Sofia in Bulgaria. La polizia bulgara ha provveduto al fermo e, attraverso l’estradizione, lo ha messo su un aereo e mandato in Italia. Sono in crescente aumento le operazioni di polizia che vedono la collaborazione tra diversi paesi. Ormai, questo tipo di situazioni si rendono necessarie, anche attraverso i più sofisticati metodi investigativi, per porre un freno alla criminalità organizzata che crea sofisticate reti internazionali. Ecco che grazie all’operazione “Wanted” diversi latitanti sono stati arrestati. Un altro importante colpo messo a segno è stato l’arresto di un narcotrafficante albanese a Caserta. Era ricercato, pensate , dal 2000 con una condanna di 21 anni per commercio illegale di droga ed è considerato uno dei massimi esponenti di un associazione malavitosa con ramificazioni in diversi paesi, attiva particolarmente tra Italia e Albania. I risultati ottenuti attraverso la cooperazione internazionale tra le forze di polizia, non fanno altro che avallare la tesi che questa sia la risposta giusta alle crescenti attività malavitose che coinvolgono stati diversi. Le mafie si stanno sempre più organizzando attraverso collaborazioni con realtà presenti in stati diversi, rafforzando il loro potere economico e alzando l’asticella della pericolosità e della violenza.
Importante operazione antidroga della Polizia di Stato nel siracusano. Il risultato è stato di dieci persone arrestate per spaccio di droga, possesso illegale di armi da fuoco e estorsione. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del tribunale di Siracusa su richiesta della Procura di Siracusa. L’operazione è stata ribattezzata “bianco barocco” . Cinque soggetti sono finiti nella casa circondariale di Siracusa mentre altri cinque sono stati messi agli arresti domiciliari. Ci sono poi quattro indagati che erano già stati condotti in carcere per altri reati commessi in precedenza. A loro l’ordinanza e’ stata notificata in carcere. Le indagini sono iniziate nel 2023 da parte Commissariato di Noto, con il coordinamento dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa. Per ottenere informazioni utili ai fini dell’indagine sono state utilizzate tecniche tradizionali che hanno fatto emergere un’attività di spaccio ben ramificata con notevoli flussi di droga (marijuana, cocaina, hashish ed eroina). Gli agenti hanno condotto un’attività investigativa molto accurata pedinando i soggetti sui quali erano ricaduti i loro sospetti. Sono state utilizzate anche intercettazioni telefoniche e ambientali con l’installazione di cimici. A completare il quadro investigativo vi è l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza per ricavare immagini utili agli inquirenti. Le indagini sono state condotte con numerosi servizi investigativi di osservazione e pedinamento e si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali e di immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza che hanno consentito di fare emergere l’ampia offerta di sostanze stupefacenti da parte degli spacciatori che utilizzavano un immobile nel centro di Noto. Lo spaccio avveniva tramite un cesto calato dal balcone di un appartamento e come magazzino venivano utilizzate le tegole del tetto.
in carcere, dalla Polizia di Stato di Bologna e Modena. Il loro compito era quello di corrieri per un’ associazione malavitosa dedita al commercio illegale di stupefacenti in particolare di cocaina. Il sequestro di droga che ne è seguito è stato davvero importante: 172 kg di cocaina scovata nel camion utilizzato per il trasporto. Parliamo di un quantitativo che sul mercato vale oltre 25 milioni di euro. Il tutto è avvenuto il 6 febbraio scorso quando gli agenti hanno fermato i tre cittadini albanesi di 21, 28 e 43 anni nel Reggiano nei pressi della zona industriale. Da quanto è emerso dalle indagini l’associazione era ben ramificata in Emilia -Romagna ma aveva contatti con tutto il territorio italiano. La riuscita dell’operazione è figlia di una importante collaborazione tra polizia italiana e polizia albanese. I sospetti sono caduti sui due ragazzi di 21 e 28 anni (tra l’altro fratelli).
con questi ultimi che, grazie anche alle leggi del nostro paese, non si sentono intimoriti nell’affrontare le forze dell’ordine minacciandole, accerchiandole e spesso anche picchiandole. E’ successo un ‘altra volta nel quartiere “Quarticciolo” di Roma. Gli agenti di polizia si trovavano li per un operazione antidroga e avevano precedentemente fermato una vettura (nello specifico una Toyota Aygo che, per evitare i controlli, era scappata prendendo una strada contromano. Grazie all’intervento di un’altra volante l’uomo, di origini straniere, è stato bloccato e fermato. In quel momento, una ventina di extracomunitari, hanno accerchiato le forze dell’ordine con fare minaccioso, riuscendo a far scappare il presunto malvivente. La situazione si è surriscaldata a tal punto che le forze dell’ordine hanno dovuto desistere. Chiaramente è stato organizzato un nuovo blitz, questa volta con una decina di volanti e un contingente della forza pubblica, che hanno fermato gran parte degli extracomunitari che avevano accerchiato le forze dell’ordine compreso l’uomo che era alla guida dell’auto in fuga. Quasi tutti gli extracomunitari fermati sono stati accompagnati all’ufficio immigrazione per valutare la loro espulsione dal territorio nazionale. Tre soggetti sono stati invece arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Sull’aggressione alla polizia è voluto intervenire il prefetto di Roma Lamberto Giannini, affermando che è in atto una intensificazione dei controlli e della presenza sul territorio incriminato delle forze dell’ordine anche attraverso operazioni congiunte tra carabinieri, polizia e guardia di finanza. Ogni forma di aggressione e di intralcio al lavoro di questi ultimi verrà respinto con fermezza per assicurare la legalità e il rispetto delle leggi in un quartiere dove ci sono tanti cittadini onesti che non possono più vivere nella paura.
stupefacente (nello specifico trattasi di cocaina) all’interno di un cantiere edile in piena attività. L’operazione rientra in un più vasto intervento mirato alla prevenzione del commercio illegale di droga. Le indagini sono scattate dopo che i movimenti del cittadino italiano di 32 anni e di quello albanese di 50 anni, hanno insospettito le forze dell’ordine. I due sono stati visti entrare nel cantiere uno con una motocicletta e uno con una vettura. Una volta entrati all’interno della struttura sono rimasti dentro per diversi minuti e poi si sono diretti verso una macchina che era parcheggiata poco più avanti. L’uomo di origini albanesi si è messo al volante mentre l’altro ha iniziato a maneggiare con il sedile estraendo quello che è apparso subito essere un panetto di droga. A questo punto gli uomini della polizia sono intervenuti recuperando circa 28 panetti di droga all’interno dell’autovettura. I due soggetti si sono davvero ingegnati per creare un vano che potesse contenere la droga all’interno dell’auto. Tutto il sistema infatti si attivava attraverso un meccanismo a due magneti che permetteva di trasportare la sostanza stupefacente senza essere scoperti. L’intervento della Polizia ha permesso di sequestrare la droga assieme al materiale presente nel cantiere, utilizzato per la preparazione e il confezionamento della stessa. I due uomini sono stati condotti presso il carcere di Sollicciano.
completamente abusiva ( dopo una perquisizione in una abitazione). Le forze dell’ordine avevano osservato comportamenti sospetti da parte del proprietario di casa e atteggiamenti altrettanto sospetti, da parte di chi frequentava l’abitazione. Tutto portava ad ipotizzare la presenza di un’attività illecita. L’intervento della Polizia di Stato ha portato al sequestro di diversi veicoli. L’attenzione, come già accennato si era concentrata in principio su una abitazione situata a Forme di Massa D’Albe dove poliziotti della Squadra Anticrimine del Commissariato di P.S. e della Sottosezione della Polizia Stradale di Avezzano (AQ) sono intervenuti dietro specifiche disposizioni. Dopo l’ingresso degli agenti, è stata sequestrata della sostanza stupefacente (hashis e cocaina) e un’arma da fuoco (nello specifico un fucile). La droga era gia stata preparata e suddivisa in dosi che probabilmente erano pronte per essere immesse nel mercato illegale. L’operazione svolta all’interno dell’abitazione (di proprietà di un cittadino italiano) ha visto anche l’intervento di una unità cinofila della Polizia di Stato di Pescara. L’uomo italiano è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per possesso di droga ai fini di spaccio e per possesso illecito di arma da fuoco. Una volta all’interno dell’abitazione ecco la scoperta che conferma i sospetti: una vera e propria officina meccanica abusiva. Gli uomini della Polizia di Stato hanno sequestrato circa sei veicoli che non erano assicurati e tutta l’attrezzatura presente. E’ stata poi considerata un’altra fattispecie ossia lo smaltimento dei rifiuti speciali per i quali, il titolare effettivo, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e gli sono state inflitte delle multe.
di Catanzaro ha emesso un ordinanza cautelare resa operativa dalla polizia di Stato di Crotone riguardante sette cittadini georgiani e due cittadini italiani. I reati contestati sono quelli di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. L’Associazione malavitosa gestiva l’ingresso nel nostro paese di soggetti provenienti dalla Georgia destinati poi ad essere sfruttati come manodopera a basso costo. Le indagini sono iniziate nell’estate del 2022 e hanno evidenziato come un cittadino italiano tirava le fila dell’associazione con l’ausilio di tre collaboratrici di fiducia di origine georgiana. L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Crotone affiancata dai Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza e Vibo Valentia. Il sistema era ben collaudato. Venivano pubblicati degli annunci sui canali social da parte delle tre collaboratrici per “adescare” ragazze georgiane con la promessa di lavoro. In cambio le malcapitate dovevano pagare una commissione all’associazione contro tutti i principi etici e legali inerenti al sistema di immigrazione. La fase successiva riguardava il trasporto delle lavoratrici dalla
Georgia all’Italia. Vi erano dei soggetti con appositi compiti per il trasferimento nel nostro paese. Una volta in Italia venivano sistemate presso abitazioni a disposizione dell’associazione malavitosa o presso i datori di lavoro. Quattro di questi immobili sono stati posti sotto sequestro nei comuni di Botricello e Cutro. I rapporti lavorativi non venivano mai regolarizzati attraverso opportuni contratti e quindi, quasi sempre, le ragazze lavoravano in nero. Tre soggetti indagati sono attualmente fuori dai confini nazionali. Il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Divisione Interpol, si è attivato per ricercarli.
che trasportava in auto circa 11kg di cocaina. Una volta immessa sul mercato la sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 850 mila euro. Il fermo è avvenuto in territorio fiorentino nei pressi del casella autostradale di borgo Panigale. L’uomo si era ingegnato per creare un apposito vano vicino al bagagliaio dove poter nascondere la cocaina. L’operazione è da attribuire alla Polizia stradale di Bologna durante una normale attività di pattugliamento. Durante le ore di servizio gli agenti hanno notato una vettura (precisamente una
renault Clio ) che camminava in maniera sospettosa. Per questo hanno deciso di vederci chiaro e di fermare la vettura . Il ragazzo albanese, da subito, mostrava un comportamento insofferente insospettendo ancora di più gli agenti di polizia che lo portavano in caserma per gli approfondimenti del caso. Proprio in questa circostanza veniva scoperto il carico di cocaina nascosto in macchina. A questo punto il soggetto veniva condotto presso la Casa Circondariale di Bologna. Le accuse sono detenzione di sostanze stupefacenti per fini di spaccio. Ora la giustizia farà il suo corso per elaborare un giudizio definitivo sulla vicenda.
con la polizia Albanese contro il traffico di droga nel settentrione. Le provincie coinvolte sono state quelle di Brescia, Verona, Milano e Novara. Sono state coinvolte nell’operazione anche il S.C.O e il S.I.S.C.O. Alla base c’è , come già detto, il traffico internazionale di droga e l’associazione transazionale con 40 persone indagate tra albanesi e italiani. La DDA della Procura della Repubblica di Brescia e la S.P.A.K albanese hanno coordinato l’attività d’indagine che è cominciata nell’anno 2020 in Italia e precisamente sul lago di Garda. Qui è stata scoperta un’intensa attività di spaccio, nei locali della movida soprattutto giovanile. Inizia subito una collaborazione tra la polizia Albanese e quella Italiana in quanto il traffico di stupefacenti, legava proprio questi due paesi. I malavitosi albanesi importavano droga dal Sud America e la vendevano poi in Italia attraverso canali consolidati. I mezzi di trasporto? I camion e i pullman che percorrevano le strade Europee prima di arrivare nel nostro paese. Gli inquirenti hanno
messo in luce come al vertice dell’organizzazione ci fosse una delle più potenti cosche albanesi rappresentata da due fratelli molto pericolosi. Accanto a loro sono stati affiancati una serie di uomini di fiducia altrettanto pericolosi che residevano nel territorio lombardo. L’organizzazione è apparsa molto ben strutturata in tutti i reparti necessari per portare avanti l’attività criminale: acquisto, lavorazione e commercio. Sono stati coinvolti anche gli autisti di alcuni autobus che svolgevano servizio nella tratta Brescia-Elbasan. E’ evidente che l’associazione era riuscita ad oliare gli ingranaggi giusti per portare aventi le proprie attività illecite. Alla fine del 2021 un uomo viene fermato con 350 kg di cocaina. Il collegamento con l’organizzazione bresciana viene messo in luce dalle forze dell’ordine. Anche se i malavitosi utilizzavano sistemi di comunicazione “oscurati” i legami con importanti trafficanti residenti all’esterno (in paesi come Dubai, Colombia ed Equador), sono stati ricostruiti in maniera efficace.




