Un’importante indagine è stata condotta dalla Squadra mobile di Como e dalla
Sezione investigativa del Servizio centrale operativo (Sisco) di Milano, coordinate dal Servizio centrale operativo (Sisco) della Direzione centrale anticrimine della Polizia di stato in collaborazione con la Guardia di finanza e con Europol. L’operazione ha inferto un duro colpo ad un gruppo criminale turco che operava in Italia e in Europa. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano ha deciso per diciassette misure nei confronti dei soggetti incriminati (tutti di nazionalità turca) per associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità con l’aggravante delle finalità terroristiche, possesso di armi illegali, traffico di droga e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Tre membri dell’organizzazione criminale sono stati arrestati a Como all’inizio di ottobre dello scorso anno mentre cercavano di raggiungere la Svizzera. Erano in possesso di numerose munizioni, materiale di propaganda e due pistole, una delle quali era clandestina. L’indagine ha rivelato che il leader dell’organizzazione, che era stato arrestato per detenzione e porto di arma da fuoco proseguiva la sua attività di coordinatore dei loschi affari dell’organizzazione. Veniva appurato che lo stesso era stato il mandante dell’omicidio di un cittadino turco a Berlino e di un attentato l’alla fabbrica di alluminio in Turchia che fortunatamente falliva grazie allo scambio informativo tra la Polizia di Stato, l’Interpol e la polizia turca. Il ruolo della guardia di finanza di Milano è stato quello di indagare sui flussi di denaro provenienti dall’estero che sostenevano le e attività dell’associazione.
Direttore Umberto Buzzoni
foto Polizia di Stato
agroalimentare e forestale di Frosinone, sono stati identificati i membri di un’associazione per delinquere dedita al traffico illecito di rifiuti oltre la frontiera e trasferimento fraudolento di valori. Gli inquirenti hanno deciso per gli arresti domiciliari di nove persone provenienti da varie regioni (Lazio, Campania e il Friuli Venezia Giulia) .Quattro società sono state poste sotto sequestrate cosi come sono stati sequestrati due milioni e mezzo di euro in contanti e prodotti finanziari. L’indagine parte nel giugno del 2019 quando si verificò un incendio di vaste proporzioni in un impianto di trattamento dei rifiuti nell’area industriale di Frosinone . In effetti, dall’attività investigativa svolta è venuta fuori una cooperazione tra gli amministratori occulti dell’impianto cittadino distrutto e le numerose società campane che scaricavano i rifiuti insieme ad altri proprietari di siti di smaltimento e recupero.
rifiuti urbani; pertanto, è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in Regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti. “… lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi è attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata dì impianti in modo da realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali (d. lgs. n. 152/2006, art. 182-bis, comma 1-fonte gazzettaamministrativa.it)… ” Secondo le indagini, il traffico illecito dei rifiuti non è finito con l’incendio dell’impianto di Frosinone. L’impianto , guidato da un imprenditore locale e un imprenditore campano come dominus occulti, ha continuato a funzionare in tutto il paese e in tutto il mondo. I due hanno continuato a fare intermediazioni mentre cercavano un luogo per stabilire il nuovo centro dei loro affari. E’ stato scelto un capannone ad Aviano, in provincia di Pordenone che veniva regolarmente utilizzato per lo stoccaggio illegale di ingenti quantità di rifiuti misti, inclusi quelli ospedalieri.
domiciliari e 12 si sono visti raggiungere da una misure di “obbligo di dimora”. Infine solo una persona si è vista notificare una misura interdittiva. I soggetti sono stati fermati con l’accusa di associazione mafiosa (di tipo nrenghetistico) e traffico di sostanze stupefacenti. Oltre a questo sono state contestati tutti una serie di reati tipici dell’associazione mafiosa.
Gli investigatori, utilizzando metodi di indagine convenzionali sommati alle testimonianze raccolte dai diversi collaboratori di giustizia, hanno ricostruito l’organizzazione criminale di “ndrangheta cosentina” e le hanno inferto un doro colpo attraverso l’operazione. I criminali erano specializzati
nell’estorsione ai danni di imprenditori e commercianti locali. L’associazione era strutturata in sottogruppi organicamente confederati con due gruppi principali che dirigevano le azioni in maniera coordinata e fungevano da organo di controllo. Il traffico di sostanze stupefacenti e le estorsioni costituivano sicuramente un’ importante fonte di reddito che sosteneva economicamente l’organizzazione. I criminali però si dedicavano anche alle rapine, alle minacce e percosse a scopo intimidatorio e possedevano armi di vario genere.
ll vice ispettore della Polizia di Stato Cristian Di Martino è miracolosamente sopravvissuto dopo oltre quattro ore e numerosi interventi chirurgici all’addome e al torace, nonché numerose trasfusioni di sangue. Al poliziotto ferito la notte scorsa, che è arrivato in ospedale in condizioni disperate, l’equipe medica dell’ospedale Niguarda di Milano ha fornito le migliori cure possibili. Attualmente è in terapia intensiva. La Polizia ferroviaria della stazione Lambrate ha richiesto l’intervento delle Volanti alle 24.00 di ieri a causa di un uomo che si trovava sui binari e stava lanciando pietre contro treni e persone, ferendo una donna di 55 anni alla testa. Subito sono arrivate due squadre che hanno cercato di immobilizzare il 37enne marocchino che tutto ha fatto tranne che collaborare.
Partita l’edizione numero 107 del Giro d’Italia, sabato 4 maggio a Torino. Polizia di stato garantirà la sicurezza del Giro lungo le strade del percorso ciclistico. Circa 60 motociclisti provenienti dal Compartimento della Polizia stradale di Milano sono arrivati a Torino con operatori a bordo di sei auto e tre furgoni con officine mobili pronti ad assistere le moto in caso di problemi durante il servizio. La Polizia di Stato è sempre stata al fianco del giro d’Italia per garantire la sicurezza dei trasferimenti in tutta la nazione. E cosi anche quest’anno, la carovana dei ciclisti della corsa in rosa sarà scortata da uomini e donne della Polizia stradale per tutte le venti tappe che passeranno per 12 regioni e 49 province.
nei confronti di due individui residenti nella provincia di Brescia per concorso nel tentato omicidio di un membro del gruppo criminale sopra menzionato. La vittima del tentato omicidio, insieme ad altre tre persone, ha inferto successivamente diversi colpi con bastoni e machete ai danni di due uomini che avevano tentato di ucciderlo. Le indagini sono iniziate nel 2021 a seguito di una denuncia coraggiosa di un lavoratore che aveva subito minacce violente durante una riunione sindacale. Gli investigatori hanno scoperto l’esistenza di un gruppo criminale, i cui membri erano per la maggior parte dipendenti di una società di servizi. Gli arrestati hanno reclutato molti dipendenti sotto minaccia di trattenere una parte dei loro stipendi nel caso avessero rifiutato collaborare nelle operazioni illecite. È stato possibile ricostruire le procedure utilizzate per pagare in nero i lavoratori reclutati grazie all’aiuto dei militari della Guardia di finanza di Modena, che hanno messo sotto la lente di ingrandimento la documentazione bancaria. Tutti coloro che rifiutavano di unirsi al gruppo erano sottoposti a persecuzioni lavorative e personali, a volte anche attraverso violente rappresaglie. L’organizzazione criminale aveva anche un profilo social noto come “Ak 47 Carpi”, su cui venivano pubblicati filmati e immagini dei membri in un atteggiamento minaccioso, con spranghe e mazze, mettendo in mostra auto di grossa cilindrata.
operativo aeronavale di Rimini della Guardia di finanza, la nave, che era arrivata a Ravenna durante la notte dal nord Europa, è stata sottoposta a un’ispezione approfondita. I sommozzatori hanno esaminato la parte immersa dello scafo. Nel corso del controllo, sono stati scoperti numerosi involucri nascosti nelle condotte delle prese a mare, che si trovano a circa nove metri di profondità sott’acqua.
loro coinvolgimento nella stessa organizzazione malavitosa. Le Sezioni investigative del Servizio centrale operativo (Sisco), le Squadre mobili di Potenza e Matera, nonché il commissariato di Policoro, con il supporto e la collaborazione delle Squadre mobili di altri capoluoghi e dei Reparti prevenzione crimine della Basilicata, della Calabria centrale, della Calabria settentrionale e della Calabria meridionale, hanno condotto la ricerca.
ricevuta la segnalazione, gli agenti hanno immediatamente utilizzato l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia per collaborare con la polizia internazionale, bloccando la transazione e restituendo il denaro prima che venisse trasferito..
Prima valle, il Reparto volanti, il Reparto prevenzione crimine Lazio, il Reparto mobile di Roma, le Squadre cinofile, la Polizia scientifica e il personale dei Vigili del fuoco sono stati coinvolti nell’operazione. Le indagini sono iniziate lo scorso settembre con il ferimento di un uomo. La vittima dell’agguato era stato colpito alla gamba destra da un colpo d’arma da fuoco. Insieme alle intercettazioni, le indagini hanno consentito di ricostruire le fasi che hanno portato all’aggressione e di comprendere chi erano gli autori. Si tratta di due fratelli, già noti alle forze dell’ordine, che avevano un’attività di spaccio di droga in un quartiere a sud della Capitale da diverso tempo. La violenza era il mezzo con cui i due imponevano il loro potere e, in effetti, la vittima si sarebbe rifiutata di andare via dalla luogo che era sotto il loro controllo. Gli arrestati hanno riguardato anche tre altre persone collegate ai due fratelli nell’attività criminale. Inoltre, sono state effettuate tredici perquisizioni domiciliari su delega dell’autorità giudiziaria. Durante queste perquisizioni, gli agenti hanno sequestrato oltre 300.000 euro in contanti, tre orologi Rolex, armi e droga. Inoltre, nel corso dell’indagine sono state denunciate altre 11 persone per detenzione e spaccio di cocaina. Sono state sequestrate grandi quantità di droga e armi illegalmente detenute.




