“Tutte le iniziative regionali dal febbraio del 2015, svolte a seguito del summit di Washington, dimostrano che non è più procrastinabile l’urgenza di combattere tutte le forme di terrorismo”. Così il capo della Polizia Alessandro Pansa ha aperto i lavori del “Countering Violent Extremism Summit” organizzato dal Dipartimento della pubblica sicurezza e dal Dipartimento di Stato Usa e che si è svolto questa mattina, a Roma, presso la Scuola superiore di Polizia.
“L’Italia – ha aggiunto il Prefetto – sollecita il pieno coinvolgimento della società civile a contrasto dell’estremismo violento, affidarsi solo a una risposta repressiva non è sufficiente, sarebbe solo una risposta a un problema patologico già esistente”.
All’evento era presente il ministro dell’Interno Angelino Alfano e la delegazione italiana è stata guidata dal vice ministro Filippo Bubbico. L’incontro dei rappresentanti di governo di 69 Paesi e di molte Organizzazioni non governative si è proposta di cercare strategie globali al contrasto delle azioni degli estremisti violenti.
Il Summit di oggi a Roma ha costituito la fase conclusiva di precedenti incontri avvenuti negli Stati Uniti, in Albania e in Norvegia, nei mesi scorsi e servirà per predisporre i contenuti della conferenza finale che si terrà a New York, a settembre.
Gli argomenti da discutere sono stati ripartiti in sei sessioni e hanno riguardato l’approfondimento dei risultati dei singoli Summit regionali accompagnati dallo sviluppo delle strategie nazionali nel contrasto al fenomeno. Sono stati anche analizzati i progressi compiuti nello sviluppo dei temi trattati, l’individuazione di eventuali contributi per l’evento conclusivo di New York, nonché i progetti per rendere continuativi i progressi del “Agenda di attuazione”.
È stato approfondita inoltre la possibilità di costituire reti e partenariati dopo i risultati del Summit; L’ultima sessione ha costituito la premessa organizzativa sia dal punto di vista contenutistico che sostanziale della conferenza finale di settembre.
fonte Polizia di Stato

Fingeva di incontrare casualmente la vittima prescelta, sempre una persona anziana, e si spacciava per una sua vecchia amica. Con questo stratagemma la donna appartenente a una banda di ladri e truffatori dava inizio ai colpi.
Avevano escogitato un sistema infallibile per rubare grosse quantità di gasolio: una tubatura artigianale, con tanto di rubinetto, collegata direttamente alle condotte di un oleodotto di proprietà dell’Eni.
“Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X“. Questi alcuni dei messaggi scritti a penna in italiano, arabo e francese da due uomini arrestati stamattina a Brescia dai poliziotti della Digos di Milano e della Polizia postale, coordinati dalla Direzione centrale polizia di prevenzione. Sono accusati di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale e di eversione dell’ordine democratico.
Dall’alba di questa mattina è in corso in Lombardia una vasta azione della Polizia di Stato contro il terrorismo internazionale che ha portato a arresti e perquisizioni. L’operazione è stata denominata ‘Bay’a‘.
Dopo mesi di attività investigativa fatta di intercettazioni telefoniche, ambientali, appostamenti e riprese con telecamere nascoste, i poliziotti del commissariato di Scampia (Napoli) sono passati all’azione.
“New generations” è l’operazione conclusa questa mattina dalla Polizia postale con cui ha individuato due gruppi criminali responsabili, negli ultimi giorni, di attacchi a sistemi informatici, a siti istituzionali e ad aziende private del Paese.
Arrestate questa mattina otto persone dalla Squadra mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano responsabili del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Gli indagati fanno parte dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante in territorio di Adrano (CT), alleata della famiglia catanese Laudani.
Undici ordinanze di custodia cautelare di cui tre agli arresti domiciliari eseguiti a Roma, Napoli e Modena: questo è il risultato dell’operazione messa in atto dalla Polizia di Stato in stretta sinergia con Poste Italiane Spa, che ha interessato diverse province italiane.
Hanno truffato aziende del settore agroalimentare piemontesi ma anche nazionali, commercializzando i prodotti tramite aziende e rivendite compiacenti a prezzi inferiori.




