Sigilli ad una casa di riposo per anziani a Nuoro. Questa mattina, dopo un anno d’indagini, la Polizia di Stato di Nuoro ha eseguito il sequestro preventivo della struttura integrata per anziani “Residenza Familia” dove sono stati riscontrati maltrattamenti, l’abbandono di persone incapaci, la somministrazione di medicinali scaduti e l’esercizio abusivo della professione medica.
L’attività investigativa è iniziata dopo l’accertamento di numerose irregolarità amministrative e dopo la segnalazioni di gravi fatti da parte dei parenti di alcuni anziani.
Il sequestro preventivo è stato disposto dal Gip per il pericolo che la disponibilità della struttura potesse aggravare o protrarre le conseguenze dei reati e mettere in pericolo la stessa incolumità degli ospiti.
Dieci giorni fa gli uomini della Squadra mobile, in collaborazione con i Vigili del fuoco, con la Asl e con il Servizio ispezione della Direzione territoriale del lavoro, avevano eseguito una perquisizione della struttura di via Aosta, sequestrando numerosi atti e medicinali scaduti.
Dall’indagine è emerso che anche le condizioni igieniche dei locali e dei degenti erano precarie e che il personale socio sanitario e infermieristico presente non era sufficiente a garantire un’adeguata assistenza, come previsto dalla legge regionale che disciplina la materia.
Al momento dell’esecuzione del sequestro si trovavano ricoverati nella casa di riposo 37 anziani, alcuni dei quali non autosufficienti. Gli ospiti sono stati immediatamente trasportati in altre sette strutture della provincia.
fonte Polizia di Stato

Operazione contro lo sfruttamento della prostituzione della Polizia di Stato a Crotone, con sette arresti di cui 5 in carcere e due ai domiciliari.
Ventinove persone del clan Mazzei di Catania sono state arrestate stamattina dalla Squadra mobile etnea durante l’operazione “Enigma“. Nove sono destinati agli arresti domiciliari e venti in carcere.
Maxi operazione antidroga della Polizia di Stato e della Polizia nazionale francese, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova e dal Tribunale di grande istanza di Marsiglia. Le 17 persone arrestate, di nazionalità francese e italiana, sono ritenute affiliate alle cosche di ‘Ndrangheta Gallico e Molè, da tempo operanti nella provincia di Imperia e in Costa Azzurra.
Sono stati un paio di guanti e uno scontrino fiscale lasciati sul luogo del delitto a far scoprire, ai poliziotti della Squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Comiso, una banda specializzata in furti di rame.
A conclusione di indagini durate poco più di due anni, i poliziotti della Squadra mobile di Enna e del commissariato di Nicosia hanno arrestato 12 persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina, furto aggravato, danneggiamento nonché detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo, anche clandestine.
Erano hacker molto abili, accedevano abusivamente alle caselle di posta elettronica di società italiane ed estere, inserendosi nei rapporti commerciali tra aziende e fornitori; in questo modo riuscivano a indirizzare i reciproci pagamenti sui conti correnti dell’organizzazione criminale (Tecnica nota col nome di “Man in the middle” – Uomo di mezzo).
Ventinove persone sono state raggiunte, questa mattina, da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli uomini della Squadra mobile di Rimini per detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, porto abusivo di armi da fuoco e spaccio di banconote false. A finire in carcere sono state 18 persone mentre per 8 indagati sono stati imposti gli arresti domiciliari; misure minori per le altre tre persone sottoposte ad indagini.
Un altro duro colpo alla Camorra è stato dato stamattina dalla Squadra mobile di Napoli, che ha arrestato 60 persone, gran parte minorenni, appartenenti a famiglie camorristiche storiche del centro partenopeo, in particolare nell’area di Forcella e Maddalena.
Sono dieci gli spacciatori denunciati questa mattina a Palermo durante l’Operazione Andreas. Le indagini durate un anno hanno ricostruito la rete di produzione e spaccio di droga nel capoluogo siciliano. L’operazione ha preso il nome da un possibile acquirente denominato, nel corso delle conversazioni intercettate, come Andreas perchè, per gli spacciatori, straordinariamente somigliante al calciatore Andreas Brehme.




