Catturato in Spagna latitante della ‘Ndrangheta

Considerato tra i vertici dell’omonima famiglia di ‘Ndrangheta, Antonio Gallace, 46 anni, latitante da 4 anni, è stato arrestato ieri dalla Squadra mobile di Roma, dagli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e dai poliziotti iberici, all’aeroporto spagnolo di Valencia.

Gallace, per molti anni aveva operato nel litorale romano, soprattutto a Anzio, Ardea e Nettuno ma in passato era stato indagato e poi condannato in via definitiva alla pena di 5 anni di detenzione dal Tribunale di Milano per estorsione, detenzione illegale di armi e traffico di stupefacenti.

Gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo seguendo i familiari che avevano organizzato un viaggio in Spagna per festeggiare il suo compleanno. Quindi sono stati attivati servizi di pedinamento e osservazione all’aeroporto di Valencia in collaborazione con i poliziotti spagnoli.

Arrivato in aeroporto per prendere i propri familiari l’uomo è stato riconosciuto e arrestato.

fonte Polizia di Stato

Trieste: fermato traffico di droga, sette arresti

Con l’operazione “La Veloce” la Polizia ha smantellato un gruppo criminale, capeggiato da un uomo di 35 anni di Fondi (Latina) e da un giovane napoletano di 27 anni, che concentrava la sua attività di spaccio di droga in Friuli Venezia Giulia.

Questa mattina, a finire in manette, sono state sette persone per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante un anno di indagine i poliziotti hanno scoperto una fitta rete di spaccio nel capoluogo giuliano arrestando in flagranza di reato 10 persone e sequestrando inoltre 12 chili di hashish, quattro di “skunk“, una varietà di cannabis molto potente, e 100 grammi di cocaina.

Gli uomini della Squadra mobile triestina, hanno accertato quotidiane cessioni di importanti quantitativi di droga in varie zone della città, in favore di spacciatori che, a loro volta, la distribuivano in maniera capillare.

Del gruppo faceva parte anche un noto pluripregiudicato che rapinava banche per finanziare gli acquisti di grosse quantità di stupefacente.

Gli indagati, che si procuravano la droga in Campania e nel Lazio, erano molto attenti e sospettosi; non solo utilizzavano vari nomi in codice per definire lo stupefacente, ma erano soliti noleggiare autovetture in Slovenia ogni volta che dovevano rifornirsi.

Inoltre, stoccavano la droga all’interno di autovetture intestate a terze persone, lasciate parcheggiate lungo le vie cittadine. A volte utilizzavano un appartamento in affitto, di proprietà di una persona insospettabile, per depositare lo stupefacente e preparare le dosi.

In totale sono state indagate 22 persone e sequestrati anche 8 mila euro in contanti.

fonte Polizia di Stato

Cosenza: 2 arresti per la rapina al portavalori

Lo scorso 14 dicembre due uomini a volto coperto avevano bloccato una guardia giurata davanti a un centro commerciale di Zumpano (Cosenza) e, dopo averla aggredita, le avevano sottratto l’incasso di circa 102 mila euro, che aveva appena prelevato dall’esercizio commerciale.

Durante la colluttazione i malviventi avevano violentemente spinto il portavalori contro le pareti del blindato, impossessandosi anche della sua pistola.

Sulla rapina iniziarono ad indagare gli uomini della Squadra mobile di Cosenza che la notte scorsa hanno arrestato i presunti autori. Si tratta di due uomini, uno di 47 anni e l’altro di 48, residenti a Monza e a Cologno Monzese, anche se originari della provincia di Napoli.

Molto importante è stata la testimonianza di un poliziotto libero dal servizio che si trovava nella zona della rapina e che era riuscito ad annotare alcuni numeri di targa dell’auto usata dai malviventi.

Gli investigatori della Mobile cosentina infatti sono riusciti ad arrivare ai due indagati incrociando i dati dei transiti autostradali con quelli dei tabulati telefonici.

Dopo aver individuato alcuni numeri di telefono sospetti, le successive intercettazioni telefoniche hanno consentito di raccogliere elementi di colpevolezza nei confronti degli arrestati, entrambi con precedenti penali.

Le indagini sono ancora in corso per accertare eventuali collegamenti con la criminalità calabrese che potrebbe aver dato supporto ai due rapinatori.

In una casa che i due avevano preso in affitto a Lamezia Terme, gli investigatori hanno trovato una pistola calibro 9, con la matricola abrasa.

Si sta indagando sull’ipotesi che gli arrestati facciano parte di un gruppo specializzato in rapine effettuate in tutta Italia, e che l’appartamento di Lamezia possa essere una delle basi operative della banda.

fonte Polizia di Stato

Roma: arrestato in Germania l’omicida di Salpietro

Un’indagine durata due anni della Sezione omicidi della Squadra mobile di Roma ha permesso di identificare e arrestare l’omicida di Michelangelo Salpietro, 59 anni, avvenuto nel luglio del 2013, a Roma.

L’uomo è stato arrestato nei giorni scorsi ad Amburgo in Germania. Fin dalle prime indagini si era appurato che la vittima conosceva da un po’ di tempo un uomo dell’Est, che frequentava la sua abitazione.

Il cadavere di Salpietro venne ritrovato riverso a terra nella sua camera da letto, immobilizzato e vistosamente percosso. L’autopsia accertò che la morte era sopravvenuta per le gravi lesioni riporte durante la violenza subita.

Dopo aver incrociato dati, analizzato rilievi e dalle analisi dello stato dei luoghi e successivamente dalle intercettazioni telefoniche e dalle testimonianze, gli investigatori erano risaliti ad un giovane cittadino rumeno.

L’omicida, dopo aver assassinato Salpietro ed avergli rubato telefoni cellulari, oro ed altri oggetti di valore era rientrato in Romania e, successivamente, si era trasferito, con la compagna, in Germania.

Ottenuto il mandato di arresto europeo è stata avviata una intensa collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e gli uffici di polizia tedesco e romeno; grazie a tale supporto, il ricercato è stato localizzato e arrestato proprio ad Amburgo, nei giorni scorsi.

fonte Polizia di Stato

‘Ndrangheta: riciclava soldi dei clan, in manette direttore ufficio postale

 Agevolava il reimpiego di soldi sporchi della ‘Ndrangheta, provenienti dal traffico di stupefacenti, per acquistare attività commerciali a Milano. L’uomo, direttore di un ufficio postale della provincia di Reggio Calabria, è stato arrestato questa mattina dagli agenti della Squadra mobile del capoluogo lombardo.

Eseguite anche 16 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati residenti in Lombardia, Piemonte e Calabria. Il 56enne è accusato del reato di reimpiego di capitali di provenienza illecita, aggravato dalle finalità mafiose. In particolare l’uomo si sarebbe impegnato per favorire il reimpiego di oltre 200 mila euro per l’acquisto di una farmacia a Milano.

L’attività investigativa della Mobile milanese, coordinata dalla locale Direzione distrettuale antimafia, ha messo in luce l’attività condotta dall’indagato in favore delle cosche ionico-reggine Marando, Romeo e Calabrò, che da tempo stanno reinvestendo i proventi guadagnati illecitamente, in attività commerciali del settore sanitario nella zona di Milano. Alle indagini ha partecipato anche la Sezione di polizia giudiziaria – Guardia di finanza della Procura della Repubblica di Milano.

fonte Polizia di Stato

Droga dalla Spagna e dall’Olanda, 15 arresti in Campania

È partita 5 anni fa l’indagine della Squadra mobile di Frosinone che si è conclusa oggi, con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 15 persone.

Di queste, 10 sono finite in carcere, 4 agli arresti domiciliari; l’ultima era già in carcere ed ha ricevuto la notifica direttamente in cella.

Ad eccezione di un cittadino albanese, tutti i componenti dei due gruppi criminali erano italiani.

L’attività investigativa era iniziata con una serie di sequestri di droga a piccoli spacciatori della zona del basso Lazio, soprattutto nell’area di Cassino.

Piano piano, gli uomini della Mobile frusinate, con i loro colleghi di Napoli, coordinati dalla Direzione centrale per i servizi antidroga, sono riusciti a ricostruire tutta la “filiera” della droga, ricomponendo la mappa di due distinte organizzazioni criminali campane.

La prima organizzazione criminale aveva la propria base in Olanda all’interno di un ristorante gestito da due fratelli di origine napoletana che tenevano i contatti con i fornitori olandesi.

Nei magazzini del ristorante veniva stoccata la droga prima di essere spedita a Napoli, dove veniva divisa e preparata per esser smerciata nell’area partenopea, in Campania e nel Lazio.

La seconda organizzazione invece sfruttava la copertura di una ditta di autotrasporti, intestata al capo dell’organizzazione.

Grazie a questa attività, era possibile organizzare carichi dalla Spagna e dall’Olanda che arrivavano direttamente a Napoli. Con questo sistema di trasporto arrivavano nella città hashish, cocaina e marijuana.

Nel corso delle indagini sono stati bloccati diversi carichi destinati all’Italia: nel novembre 2011, 12 chili di cocaina e uno di resina di hashish provenienti dalla Spagna e bloccati dalla polizia francese; nel febbraio 2012, 22 chili di marijuana e, nel marzo dello stesso anno, 11 chili di cocaina un chilo di hashish e due chili di marijuana. Questi ultimi due carichi provenivano dall’Olanda.

fonte Polizia di Stato

Mafia: estorsioni e usura anche per produrre film, 6 arresti

Operazione “Nero infinito“: così è stata denominata l’operazione della Squadra mobile di Catania che ha portato, stamattina, all’arresto di sei persone con l’accusa di estorsione e usura aggravata dalla modalità mafiosa. Il nome dell’operazione deriva da un film horror prodotto con i soldi prestati “a strozzo” dalla mafia a un produttore.

L’indagine parte dalle dichiarazioni di un imprenditore del settore della ristorazione, nonché gestore di una sala da ballo e, in seguito, produttore di pellicole, tra cui “Nero infinito“, il quale aveva denunciato alla Polizia vari episodi di usura ed estorsioni.

L’uomo era finito nel mirino della potente cosca dei Piacenti per via di un prestito usurario che era arrivato, a seguito di interessi oscillanti tra il 5 per cento ed il 10 per cento mensili, a circa 600 mila euro.

Strozzato dai debiti il produttore cinematografico, nel 2007, si era rivolto ad un uomo del clan Mazzei con lo scopo di mediare la sua situazione debitoria nei confronti della famiglia Piacenti. Ma, contrariamente a quanto sperato, da quel momento la condizione dell’imprenditore era peggiorata: “sistemata” la questione con i Piacenti, l’uomo ha cominciato a versare il “pizzo” al clan Mazzei su tutte le sue attività.

L’imprenditore doveva versare, a titolo di protezione, diverse centinaia di euro sulle sue attività e 5 mila euro al momento dell’uscita dell’ultimo film prodotto dalla sua casa cinematografica.

fonte Polizia di Stato

Bari, Alfano sull’emergenza criminalità: “Rafforzeremo le pattuglie di polizia e carabinieri”

Rinforzare i reparti operativi di carabinieri e polizia, ma anche l’invio a Bari di militari dell’Esercito per le strade. E puntare, per i cosiddetti reati predatori, sull’utilizzo di avanzati sistemi di videosorveglianza. Questa la ricetta contro la criminalità elaborata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che lunedì mattina presiederà la conferenza regionale dei prefetti della Puglia. «Faremo un’analisi approfondita del livello di contrasto alla criminalità organizzata e dei sistemi di prevenzione in questo territorio – premette Alfano – Voglio rimarcare che il livello di cooperazione della squadra Stato è già elevato, come dimostrano le attività quotidiane di sinergia fra forze dell’ordine e istituzioni».

I numeri relativi ai reati commessi nell’ultimo anno sono confortanti: «Il trend della delittuosità nel corso del 2015, rispetto all’anno precedente, è decrescente sia nella città di Bari che nella provincia – riassume – In particolare, sono diminuiti gli omicidi volontari, le rapine e i furti». Nell’ultimo mese, però, Bari ha tremato sotto i colpi di pistola, con due omicidi e altri tre ferimenti (in due agguati), mentre sabato mattina a Taranto si è sparato fra la gente. Segnali di allarme, che preoccupano investigatori e istituzioni. «Sul piano operativo, stiamo pensando a un dispositivo di rinforzo dei reparti Prevenzione della polizia di Stato e dei carabinieri da impiegare nel controllo del territorio. Se necessario, siamo pronti all’assegnazione di ulteriori militari in aggiunta alle unità già impiegate nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”».

Il piano di intervento riguarda anche il fenomeno di furti e rapine negli esercizi commerciali: «Stiamo lavorando a diversi progetti di sistemi più evoluti di videosorveglianza», annuncia il ministro. Sulla questione immigrazione e sulla nuova emergenza sbarchi che si profila in Salento, Alfano rifiuta l’idea di “muri” per bloccarli: «Come Unione europea dobbiamo realizzare quello che abbiamo già deciso – dice – E cioé costruire i centri di smistamento dove separare i profughi dagli irregolari, ricollocare equamente i richiedenti asilo tra i 28 Paesi, espellere gli irregolari: è un meccanismo che deve attuare l’Europa per salvare se stessa e per salvare l’idea di Europa che altrimenti rischierebbe di tramontare. È una pura illusione pensare di chiudere le frontiere con i muri».

Bisogna evitare che il sistema di accoglienza collassi: «Se un pezzo d’Europa ritiene che tutti quelli che arrivano in Italia o in Grecia possano essere assorbiti dall’Italia o dalla Grecia, si illude, perché il sistema collasserà. Spero che non si arrivi alla chiusura e che si superi il meccanismo del tetto che va contro i principi dell’accoglienza, anche perché parliamo di richiedenti asilo. L’Italia sta facendo la sua parte e ci aspettiamo che gli altri facciano lo stesso. Le dichiarazioni del presidente Juncker ne sono la testimonianza».

fonte La Repubblica

Lotta al lavoro nero: operazione delle Forze dell’ordine nel reggino

Continuano nel territorio reggino le operazioni di prevenzione e di contrasto al caporalato e al lavoro nero. Sono state controllate 3 aziende presenti nei distretti di Rosarno, Candidoni e Taurianova oltre a 18 cittadini extracomunitari e 18 cittadini comunitari. Sulle aziende sono in corso anche accertamenti da parte dell’Ispettorato del lavoro per valutare le posizioni dei titolari e dei dipendenti.

Sono state elevate tre sanzioni amministrative per violazione della normativa sulle assunzioni e una persona è stata denunciata in stato di libertà per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù per aver adibito un caseggiato fatiscente a dormitorio, imponendo il pagamento di un canone. Una quarantina gli uomini della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Provinciale, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’ASP di Reggio Calabria impegnati nell’operazione.

I servizi sinora svolti hanno riguardato i quadranti del territorio in cui maggiore e la presenza di cittadini stranieri e in particolare le aziende operanti nella Piana di Gioia Tauro, in particolare, Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando, Melicucco, Serrata, Candidoni, Rizziconi, Varapodio, Taurianova.

L’operazione interforze, avviata nel mese di novembre nella Piana di Gioia Tauro e in altre zone del territorio provinciale dove maggiormente si registra la presenza di immigrati impiegati nelle raccolta di prodotti stagionali, si inserisce nell’ambito misure stabilite nella direttiva del ministro dell’Interno del 23 aprile 2014 denominata “Focus ‘ndrangheta – Piano d’azione nazionale e transnazionale” e ha riguardato imprese legate ai processi di trasformazione e di industrializzazione dei prodotti agro-alimentari.

fonte Ministero dell’Interno

Ancona: venerdì di rapine per 4 pregiudicati

Sembravano dei normali week end di relax quelli che tre catanesi avevano trascorso nel 2014 a Jesi, vicino ad Ancona, ospitati da dei conterranei.

In realtà i tre, con l’appoggio di un quarto pregiudicato residente nella provincia, in almeno due occasioni, sfruttavano il viaggio del venerdì per arrivare nelle Marche e mettere a segno rapine ad istituti di credito della provincia di Ancona.

Il venerdì era il giorno prescelto perché le banche ricevevano un maggior quantitativo di denaro per rifornire il bancomat per il fine settimana.

Nel febbraio e nel maggio 2014 i rapinatori, armi in pugno, avevano rapinato due banche a Marina di Montemarciano a 25 chilometri dalla base logistica, portando a casa un bottino di 280 mila euro.

Questa mattina, nell’operazione “On Fridays” la Mobile di Ancona li ha arrestati tutti e quattro, perquisendo le abitazioni dei loro complici a Jesi. Altre tre persone sono state denunciate e piede libero.

Le indagini hanno evidenziato che gli arrestati erano stati già coinvolti in altre rapine commesse lontano dalla propria residenza insieme ad altri pregiudicati; il sospetto degli inquirenti è che esista un gruppo criminale molto ampio che pianifica, con ruoli di volta in volta interscambiabili, rapine in tutto il centro – nord Italia.

fonte Polizia di Stato