COVID19: Medici ed infermieri della Polizia di Stato in “campo” per la prevenzione.

Nella giornata odierna gli operatori sanitari della Polizia di Stato che operano nella Regione Lazio hanno aderito massivamente alla campagna di vaccinazione nazionale; la loro partecipazione è d’esempio per tutti i cittadini e gli operatori delle forze di polizia.

L’ottima collaborazione tra la Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la Direzione Sanitaria dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, ha permesso di organizzare una giornata di prevenzione in cui sono stati vaccinati 120 sanitari tra medici ed infermieri che, quotidianamente, si prendono cura degli operatori della Polizia di Stato, ma che sono anche a disposizione per coadiuvare i servizi sanitari territoriali nell’assistenza alla popolazione generale.

Presso tutti i reparti e gli uffici della Polizia di Stato è in atto il censimento degli operatori che intendono sottoporsi alla vaccinazione, che seguirà il calendario del piano nazionale vaccinale.

Al termine della giornata di vaccinazione il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, accompagnato dal Direttore Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Fabrizio Ciprani, si è recato presso l’ospedale per salutare e ringraziare  il direttore sanitario Francesco Vaia, quale testimonianza del consolidato rapporto di stima e collaborazione tra le due realtà sanitarie.

 di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

OPERAZIONE LUNA PARK

Dalle prime ore dell´alba oltre 300 uomini della Polizia Postale stanno eseguendo perquisizioni e arresti, in flagranza, in 53 Province e 18 Regioni italiane. Gli Agenti della Polizia Postale, che hanno lavorato per diversi mesi sotto copertura in telegram e whatsapp, hanno smantellato 16 associazioni criminali ed identificato oltre 140 gruppi pedopornografici.
432 persone coinvolte in tutto il mondo: 81 sono italiani, due dei quali, promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l´attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo.
Si tratta della più imponente operazione di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Trapani. Operazione “Ruina”

E’ in atto una vasta operazione antimafia nelle campagne trapanesi.

Oltre un centinaio agenti della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobili di Trapani e Palermo, coordinati e supportati dal Servizio Centrale Operativo, stanno dando esecuzione a 13 provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di soggetti appartenenti a Cosa Nostra, alcuni dei quali particolarmente vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Tra i 20 indagati, nei confronti dei quali sono in corso perquisizioni con l’ausilio di unità cinofile e apparecchiature speciali per la ricerca di armi, anche il primo cittadino di un importante comune trapanese, nonché alcuni imprenditori locali ed un dirigente apicale di un’azienda pubblica di Trapani, anche presidente di una nota cantina sociale, per i quali sono scattate le manette.

Tra i reati contestati quelli di associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Agrigento, corse clandestine di cavalli

La Polizia di Stato ha effettuato un servizio di contrasto al fenomeno delle corse clandestine di cavalli.

Nella contrada Ciccobriglio di Naro, nel tratto di una locale strada provinciale, i poliziotti della Squadra Mobile, hanno circondato un gruppo di soggetti che stavano partecipando ad una gara tra due cavalli con calesse, a cui assistevano numerosi soggetti, anche minorenni.

Al vaglio degli inquirenti la posizione dei 38 persone, che identificate, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria competente.

Le ipotesi di reato  emerse sono: violazione del divieto di organizzare competizioni tra animali e quello di scommesse clandestine.

Sono state sequestrate somme di denaro per oltre 2.500 euro ed anche i due cavalli, che sono stati affidati in giudiziale custodia, in attesa degli esami tossicologici sugli animali, che rilevino eventuali tracce di sostanze dopanti.

Hanno partecipato all’operazione anche operatori della Polizia Scientifica, dell’U.P.G.S.P. e della locale Sezione di Polizia Stradale, che hanno rilevato numerose infrazioni al C.d.S. per oltre 3.000 euro.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

 

Operazione “Carpe Diem”

La Polizia di Stato di Potenza sta eseguendo 16 provvedimenti cautelari emessi dal   Tribunale di Potenza nei riguardi di altrettanti soggetti indagati per aver favorito l’ingresso o la permanenza di stranieri nel territorio dello Stato dietro illecita remunerazione.
L’operazione di oggi che vede impegnati i poliziotti delle Squadra Mobile di Potenza, Milano, Firenze, Foggia e La Spezia con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Basilicata, rientra nell’ambito di una più ampia indagine condotta dalla squadra mobile di Potenza e diretta dalla Procura del capoluogo lucano riguardante 56 persone, di nazionalità italiana e straniera.
Risultano coinvolti nell’inchiesta vari imprenditori agricoli del Vulture- Melfese e 5 aziende sono state sottoposte a sequestro preventivo.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Taranto: Operazione “Easy Credit”

La Polizia di Stato di Taranto ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari nei confronti di 8 soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di usura ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Le indagini, condotte dai poliziotti della Questura di Taranto, hanno preso avvio nell’ottobre 2018 dalla segnalazione di una donna, riferendo che i suoi anziani genitori erano vittime di usura.

Dalle indagini emerse l’esistenza di un’articolata organizzazione criminale – composta in gran parte da donne – dedita all’usura, la cosiddetta “usura di vicinato”, caratterizzata da un rapporto diretto tra l’usuraio e le vittime, in gran parte dei casi da anziani, in temporanea difficoltà economica.

A capo dell’organizzazione una 72enne tarantina che, avvalendosi di suoi familiari e conoscenti, era diventata il “punto di riferimento” di una larga cerchia di persone, per  le ragioni più disparate  (dai bisogni primari fino alle più futili esigenze di trascorrere le serate nelle sale Bingo), si rivolgevano alla donna per ottenere disponibilità di denaro contante.

Proprio gli abituali frequentatori di due sale bingo del capoluogo erano le “prede” preferite. Giocatori compulsivi o in alcuni casi anche anziani soli che avevano come unico svago il “Bingo” venivano avvicinati dai componenti dell’organizzazione, abituali frequentatori di quei locali da gioco, e al momento del bisogno messi in contatto con la 72enne.

Le indagini hanno accertato che nella maggior parte dei casi le richieste di denaro arrivate via telefono o addirittura attraverso il citofono dell’abitazione della 72enne, venivano immediatamente esaudite. L’usurato, infatti, si recava di persona nell’appartamento della donna, sito nel centro cittadino, o addirittura ritirava le somme in contanti attraverso un montacarichi installato presso il balcone interno nel cortile dello stabile.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Operazione “Stazioni Sicure” della Polizia di Stato

3 arrestati, 21 indagati e 10.300 controlli. 1.454 bagagli controllati e 32 sanzioni elevate in materia di sicurezza ferroviaria: sono questi i risultati della quinta giornata dell’operazione “Stazioni Sicure”, che ha visto impegnati 1.767 operatori della Polizia Ferroviaria in 507 stazioni ferroviarie. La giornata di controlli straordinari di bagagli e passeggeri è finalizzata a incrementare i livelli di sicurezza nelle principali stazioni, nei punti ritenuti più sensibili e nelle aree di maggiore afflusso.
In particolare nella stazione di Genova Brignole è stato arrestato un cittadino maliano di 25 anni che ha aggredito una capotreno a bordo di un regionale per Ventimiglia. Lo straniero poco prima della partenza del convoglio era stato invitato a indossare correttamente la mascherina. Il viaggiatore ha prima inveito contro di lei e poi le ha sferrato un calcio. Gli Agenti intervenuti hanno individuato l’uomo mentre cercava di dileguarsi all’esterno della stazione e sono riusciti a bloccarlo, nonostante la reazione violenta anche nei loro riguardi. La donna è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Ad Ancona la Polizia Ferroviaria ha arrestato un cittadino albanese di 28 anni. L’uomo, durante i controlli in stazione, è stato notato dalla pattuglia della Polfer che ha approfondito gli accertamenti interrogando la banca dati. Da questa è emerso un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Torino, per un residuo di pena di 8 mesi di reclusione, per il reato di immigrazione clandestina. Lo straniero, dopo le formalità di rito è stato associato al carcere di Montacuto.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

Trieste: denunciate 12 persone facenti parte di un’organizzazione criminale

Dal 2019, gli investigatori del Dipartimento di Polizia di Lubiana hanno svolto indagini contro un gruppo criminale dedito al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’indagine è stata condotta anche in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e la Polizia di Stato Italiana (la Procura della Repubblica di Trieste, che in forza di Ordine Investigativo Europeo richiesto dalla Magistratura Slovena, ha coordinato le attività di indagine svolte – d’intesa con il Servizio Centrale Operativo di Roma – dalla Squadra Mobile della Questura e dal Settore di Polizia di Frontiera di Trieste).
L’indagine, sviluppatasi nella Repubblica Slovena, è stata condotta nei confronti di 12 persone facenti parte di un gruppo criminale, dedite al favoreggiamento della immigrazione clandestina da Turchia, Iraq, Iran, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Somalia tramite la Turchia, Grecia, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia fino alla Slovenia e da qui agli altri paesi dell’Unione Europea; in molti casi l’Italia è stato il paese di destinazione finale.
Diversi membri del gruppo criminale, in attesa di ottenere la protezione internazionale, erano ospitati ne Centro di Accoglienza di Lubiana, luogo da dove venivano organizzati i transiti illegali.
Sulla base delle prove raccolte dalla Polizia Slovena, è emerso che uno dei principali indagati, anch’egli richiedente protezione internazionale, ha curato i contatti con l’estero e con gli altri membri dell’organizzazione, deputata all’arrivo dei migranti in Slovenia e da qui verso l’Italia e gli altri paesi UE. I membri del gruppo criminale hanno svolto diversi ruoli, organizzando la partenza dei migranti, ricercando luoghi per la sosta degli stessi, individuando i canali per il pagamento e la comunicazione della conferma dell’arrivo a destinazione per ottenere il saldo dell’importo illecito dovuto. Il gruppo era ben organizzato, poiché i suoi componenti si sono dimostrati informati sulle leggi vigenti in materia di immigrazione all’interno dell’Unione Europea e sulle procedure di Polizia vigenti. Gli immigrati, inoltre, sono stati istruiti su cosa dire nel caso di controlli di Polizia.
L’indagine penale in Slovenia si è conclusa con una denuncia penale contro dodici persone, di cui 7 attualmente sono in stato di fermo; sono stati accertati 26 episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in occasione dei quali sono stati trasportati 108 immigrati.
In Italia, a riscontro delle indagini della Polizia Slovena, sono stati documentati otto episodi in occasione dei quali sono giunti irregolarmente e intercettati dalla Polizia di Frontiera oltre 31 immigrati lungo i valichi confinari italo-sloveni e zone boschive tra Trieste e Gorizia, nel periodo compreso tra giugno e ottobre scorsi; in uno di questi eventi è stato anche tratto in arresto, a Gorizia, un cittadino afgano, indagato per il delitto di favoreggiamento della immigrazione clandestina.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo 
foto Polizia di Stato

Avellino: la Polizia arresta due degli autori del furto di medicinali all’Ospedale Moscati

La Polizia di Stato di Avellino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Avellino, su richiesta della locale Procura, a carico di due soggetti pluripregiudicati, di provenienza partenopea, responsabili di reati contro il patrimonio.
La misura cautelare, eseguita in collaborazione con i poliziotti della Squadra Mobile di Napoli è il risultato di un’attività investigativa, che ha preso avvio a seguito del furto di medicinali oncologici, per un valore di oltre 1.300.000 euro, perpetrato da 4 soggetti, nel febbraio 2019, presso la farmacia dell’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino.
La complessa analisi del traffico telefonico, unitamente alle impronte digitali rilevate su alcune buste di plastica abbandonate all’interno della farmacia, nonché l’estrapolazione del DNA da tracce ematiche lasciate dai malviventi su una finestra rotta per poter accedere all’interno dei locali, hanno consentito di individuare parte del gruppo criminale autore del furto.
La rapidità nell’esecuzione del colpo sin da subito aveva evidenziato che il gruppo di delinquenti costituiva un team esperto ed in forte sintonia, evidenziato anche dal fatto, documentato, che i criminali avevano compiuto un sopralluogo due giorni prima del furto. Inoltre, la meticolosa pianificazione aveva indotto i poliziotti a ritenere che la refurtiva aveva già un ricettatore pronto ad acquistarla per poi commercializzarla sul mercato estero.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato

“VALHALLA MARINE” – TORINO , “SIGNAL” – FERRARA

Dalle prime ore dell’alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, condotta dalle Squadre Mobili di Torino e di Ferrara, a conclusione di indagini svolte, in perfetto coordinamento, a carico di cittadini nigeriani appartenenti al sodalizio criminale di stampo mafioso denominato “Viking” o “Norsemen Kclub International”, suddiviso in cellule locali (dette “Deck”) dislocate in numerose città italiane. Le indagini, coordinate dalle Direzioni Distrettuali Antimafia della Procura della Repubblica di Torino e della Procura della Repubblica di Bologna, hanno condotto all’emissione di decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare, in corso di esecuzione. Tra i destinatari delle ordinanze spiccano numerosi personaggi posti al vertice del livello nazionale dell’organigramma dell’organizzazione mafiosa, in diretto contatto con gli esponenti di analoghe consorterie criminali e direttamente responsabili delle nuove affiliazioni, della gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze cittadine e dell’attività di sfruttamento della prostituzione.
L’attività in corso di esecuzione, che vede coinvolti oltre duecento operatori della Polizia di Stato, viene svolta sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine.

di Umberto Buzzoni e Renato D’Angelo
foto Polizia di Stato